Produttori, distributori ed esercenti indipendenti sono accomunati da più di un segno distintivo, primo tra tutti la volontà e l'obiettivo di proporre il prodotto cinematografico come forma di intrattenimento, aggregazione e veicolo di contenuti non omologati alle logiche delle grandi produzioni e delle grandi distribuzioni.
La capacità seduttiva del prodotto cinematografico e la forza promozionale che le si accompagna, sono innegabili, ma è altrettanto innegabile il potenziale dell'incontro sinergico tra prodotto indipendente di qualità e una politica distributiva sul territorio che faccia leva sulle capacità e sull'intraprendenza degli esercenti locali e sulla disponibilità di produttori e distributori.
L'ultimo decennio ha visto il proliferare dei multiplex a scapito delle sale di città, secondo una logica che vorrebbe la fruizione locale dominata dalla volontà di "occupare il tempo libero" e non dalla "scelta consapevole" di ciò che si desidera vedere sullo schermo. Inserite in luoghi multifunzionali come i grandi centri commerciali, le multisale sono luoghi di aggregazione ed incontro, nei quali trascorrere una serata, spesso a prescindere dalla scelta del film che diventa un elemento secondario, se non irrilevante.
D'altra parte a livello cittadino si è ampiamente (quanto faticosamente) coltivato un rapporto di fiducia tra esercenti e spettatori che si affidano ad una fruizione fortemente connotata a livello qualitativo. La sala presenta una sorta di linea editoriale che garantisce la penetrazione nel territorio di prodotti di qualità che corrispondano alle aspettative di gusto di un pubblico consapevole.
In entrambi i casi, seppur con accenti diversi, la scelta del luogo e quindi della sala sembra prevalere sul prodotto in sé. Paradossalmente in ambedue i casi è infatti la sala che garantisce il tipo di film che si andrà a vedere.
Per i "cinema di città", la fidelizzazione del pubblico al luogo di fruizione, appare determinante al fine di individuare una strategia distributiva che da un lato, garantisca un buon risultato in termini di botteghino e dall'altra non tradisca le aspettative del pubblico. E allora da un lato l'esercente ha la necessità di investimenti volti al rinnovamento e all'adeguamento tecnologico delle sale, dall'altro ha la necessità di individuare e selezionare prodotti che tutelino la diversificazione dell'offerta in termini qualitativi.
Accade spesso che pellicole di indubbio valore artistico e che piacciono al pubblico, trovino una ingiusta collocazione sul territorio, schiacciate dalla predominanza numerica dell'offerta delle pellicole ad alto budget che finisce per impedire la vita di un qualsiasi film "altro".
D'altra parte le risorse limitate in termini di promozione rischiano di essere destinate ad inutili strategie di marketing, laddove invece appare evidente che la sala deve essere considerata come un decisivo strumento di marketing, all'interno del marketing di distribuzione del film.
Di qui l'esigenza di una politica che leghi in maniera propulsiva e propositiva le varie componenti della filiera ossia produttori, distributori ed esercenti.
La nostra idea è quella di avvicinarci al territorio in maniera più diretta promuovendo una politica di distribuzione "porta a porta" che possa contare sulla collaborazione diretta degli esercenti locali, i quali, in virtù della propria personale esperienza, sono i profondi conoscitori degli umori e delle aspettative del loro pubblico. Sarà proprio l'esercente a far entrare lo spettatore a partecipare ad un processo nel quale fin ora è stato solo destinatario e nel quale sarà invece coinvolto in maniera originale e "privilegiata".
A nostro avviso una adeguata preparazione del pubblico, mediante mezzi alternativi di sostegno promozionale alla sala, da utilizzare all'interno del proprio bacino di utenza, usando la sala come "media" cioè come mezzo di divulgazione e promozione del prodotto, avrà l'effetto di informare e di fidelizzare il proprio pubblico.
Gli strumenti per ottenere un buon risultato saranno sia interni alla sala, come l'uso di trailer-teaser presentati in successione, totem pubblicitari, distribuzione di materiale informativo, ma anche al di fuori della sala con una adeguata informazione che sfrutti la presenza di tematiche affrontate nel film, il dibattito che potrebbe nascerne, oltre all'unione sinergica con le librerie (se il film è tratto da un libro esistente e che viene rieditato contemporaneamente all'uscita del film come nel nostro caso), nonché l'utilizzazione di strumenti pubblicitari alternativi quali le operazioni on-line di viral-marketing, di uso dei social network, degli advergame e dei concorsi legati al film.
Tutto ciò per far sentire allo spettatore la presenza dell'esercente, come "suggeritore" del film che ama andare a vedere.








