APPUNTAMENTO AL CINEMA : La mia esperienza nella giuria del David Giovani

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di Maddalena Messeri IIIA - Liceo Mameli Roma

Puntualmente, con la fine dell’estate, ogni italiano pensa a dei buoni propositi per l’anno che verrà: iniziare una dieta, studiare/lavorare con maggior impegno, iscriversi in palestra, lasciare/trovare un partner… e potrei continuare ad elencare a raffica i progetti che, nel maggiore dei casi, vengono comunque abbandonati, portando in ognuno di noi, frustrazione e tanta insoddisfazione. 

Uno dei miei propositi, all’inizio di quest’anno scolastico, era quello di trovare più tempo per la mia passione: il cinema. Avevo deciso di andare a vedermi un film, come minimo una volta a settimana, ma, tra un’interrogazione e una distrazione, non sono mai riuscita a mantenere la promessa, purtroppo.

Poi una mattina è entrata in classe una professoressa che, con un sibilo di voce, ha proposto, a una manica d’addormentati, la possibilità di partecipare alle proiezioni di alcuni film italiani, per far parte della giuria “giovani” del David di Donatello.

La maggior parte non l’ha proprio ascoltata, alcuni non erano interessati, molti invece erano già occupati per altre attività e poi c’ero io, che, in bilico tra l’entusiasmo e l’incertezza, ho accettato l’impegno di dedicare tutti i miei giovedì pomeriggio a questa nuova esperienza.

Come per magia, avevo, in un colpo solo, trovato finalmente l’opportunità di andare al cinema, almeno una volta a settimana e di entrare a far parte di una delle più prestigiose giurie del cinema italiano… Bingo!

Ma l’incognita era: che film mi toccherà vedere? Cosa dovrò sorbirmi? 

I soliti film commerciali, vuoti di contenuti ma pieni di luoghi comuni e volgarità?

Per fortuna i film scelti da visionare, si sono dimostrati alquanto interessanti, ognuno per la propria peculiarità: quel film sulle proprie origini, quello nostalgico sul comunismo che ormai non c’è più, quello indignato per le discriminazioni, quello toscano che fa ridere, quello girato in un unico piano sequenza, quello pacifista, quello sul rapporto tra padri e figli, quello sulla competizione, quello sul viaggio, quello sull’emancipazione, quello sul missionario in crisi e quello sull’amore: insomma, in queste proiezioni, ho scoperto che il cinema italiano non è affatto morto, come invece tanti lamentano, é anzi vivo e vegeto, e riesce ancora ad emozionarci, rappresentando la realtà e le spinte ad agire di ogni uomo nella società, ed è proprio quel cinema che piace a me.

Attraverso l’esperienza di giurata, partecipando ai dibattiti e riuscendo anche a fare alcune domande agli attori, ai registi e ai produttori che hanno assistito alle proiezioni, ho capito che “il cinema siamo noi” e che un film può essere una forma superiore e unificatrice di tutte le arti: dice bene la “Treccani” quando afferma che “il cinema è tra le più ricche e stimolanti manifestazioni artistiche del nostro tempo”.

Ringrazio quella serie di coincidenze che mi hanno permesso di partecipare a questa bella iniziativa, alla quale tutti gli studenti dovrebbero prendere parte. Quasi non mi vorrei diplomare quest’anno, per potermi di nuovo iscrivere, una volta arrivato settembre, a questa eccezionale giuria, e provare, ancora una volta, quella smania nell’aspettare l’arrivo del giovedì pomeriggio.  Ave Agis!!!