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Bright Star

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    Londra 1818: è l’inizio di una relazione segreta tra il ventitreenne poeta inglese John Keats e la sua vicina di casa, la studentessa di moda Fanny Brawne.

    La diversità dei desideri e delle aspirazioni dei due giovani, li porterà all’inizio a vivere il rapporto in maniera conflittuale. L’avvicinamento tra Fanny e John avviene gradualmente.


    Lei lo aiuta a prendersi cura del fratello minore gravemente malato, lui la ricambia dandole lezioni di poesia. Lentamente la loro storia d’amore cresce d’intensità toccando picchi di struggimento e disperazione.

    “Ho l’impressione di dissolvermi”, scrive Keats per descrivere a Fanny i suoi sentimenti. Entrambi coinvolti in una relazione amorosa che sfiora i toni dell’ ossessione romantica, si ritroveranno ad affrontare i diversi ostacoli imposti dalla società del tempo con tenacia e determinazione.

    Solo il triste destino del giovane poeta colpito a 26 anni da una grave malattia, porrà fine ad una delle più struggenti e appassionanti storie d’amore mai raccontate.

  • Regia: Jane Campion
  • Sceneggiatura: Jane Campion
  • Direttore della Fotografia: Greig Fraser
  • Montaggio: Alexandre de Franceschi A.S.E.
  • Scenografia: Janet Patterson
  • Costumi: Janet Patterson
  • Attori: Abbie Cornish, Ben Whishaw, Paul Schneider, Kerry Fox, Edie Martin, Thomas Brodie-Sangster, Claudie Blakley, Gerard Monaco, Antonia Campbell-Hughes, Samuel Roukin
  • Destinatari: Scuole Secondarie di I grado, Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

    NOTE DELLA REGISTA

    Il film è una sorta di ballata, come Eve of St. Agnes di Keats, il racconto della relazione tra Fanny Brawne e John Keats. La storia avanza in versi che descrivono il loro coinvolgimento e il legame crescente, così come le loro difficoltà sempre maggiori.

    Le limitazioni della narrazione rispecchiano quelle nella vita di Fanny, il destino passivo e in attesa di ogni giovane donna della sua epoca: la vita in famiglia, la sua ossessione per il cucito, le restrizioni alla sua attività e le sue uscite mondane.

    Considerando tutti questi limiti, la sua passione determinata per John Keats, espressa attraverso le note che ha lasciato sotto il suo cuscino o presentandosi alla sua finestra quando lui era malato, spiccano anche maggiormente.

    La caratteristica più importante di questa storia era di mostrare l’intimità dei personaggi allo spettatore. Le prove sono state molto importanti a questo riguardo, perché hanno aiutato gli attori a diventare degli Esseri sottili. Sia Ben Whishaw che Abbie Cornish posseggono un carisma fantastico che, attraverso le prove, hanno instillato nei loro personaggi.

     Più sono reali, più il mistero delle loro personalità uniche può affascinarci, catturando la nostra immaginazione e i nostri cuori. Io vedo il mondo di Keats e Fanny pieno della luce che loro esprimono e anche se il film termina con la morte di Keats, la luce accesa dal suo genio poetico e dal suo spirito unico non può essere spenta. L’ambizione di Bright Star è di sensibilizzare il pubblico e di tornare ad accendere questa luce.

    - Jane Campion, sceneggiatrice e regista -

    STORIA DELLA PRODUZIONE

    L’amore del poeta romantico John Keats per Fanny Brawne ha ispirato alcune delle più belle lettere d’amore mai scritte.

    La figlia maggiore della famiglia Brawne, Fanny, all’inizio era considerata da Keats una ‘sfacciata’. Ma proprio grazie a questa vicinanza tra il 1819 e il 1820, il giovane poeta visse un momento particolarmente stimolante di creatività, realizzando tre delle sue poesie più belle: Ode on a Grecian Urn, Ode on Melancholy e Ode to a Nightingale.

    La coppia si fidanzò non ufficialmente nell’ottobre del 1819, ma il giorno delle nozze non arrivò mai. Colpito dalla tubercolosi, a Keats fu consigliato di stabilirsi in un clima più caldo e per questo lasciò la Gran Bretagna per l’Italia nel 1820. Così, non vide più Fanny e morì a Roma nel febbraio del 1821 alla giovane età di 25 anni, senza essere stato riconosciuto come il celebre poeta che divenne in seguito. La sua ultima poesia si chiamava semplicemente To Fanny.

    Brawne pianse Keats come se fossero stati sposati, indossando un vestito nero da vedova per tre anni e passando diverse ore nella sua stanza a rileggere le lettere che lui gli aveva mandato o girando da sola a Hampstead Heath, a nord di Londra. Nel 1833 si sposò ed ebbe anche due figli, ma non si tolse mai l’anello che Keats le aveva dato.

    Conservò per tutta la vita quasi quaranta lettere d’amore di Keats. Alcune erano delle semplici note, mentre altre dei lunghi resoconti della sua devozione. Queste lettere sono state celebrate come tra le più belle mai scritte. Il titolo del film, Bright Star, proviene da un poema d’amore per la Brawne che Keats scrisse all’interno della sua copia delle opere di Shakespeare. Il progetto era un sogno della regista Jane Campion da diversi anni. “Io stavo leggendo una biografia di Keats”, rivela la realizzatrice. “Sono arrivata al punto in cui incontra Fanny e mi sono innamorata della loro storia.

    Io ero attirata dal dolore, dalla bellezza e dall’innocenza della loro relazione. Sono rimasta molto colpita dal libro di Andrew Motion.

    Loro erano veramente giovani, proprio una storia alla Giulietta e Romeo ben documentata, anche se io non la conoscevo. Alla fine, mi sono messa a piangere. La storia è veramente tragica e tenera.

    Il libro mi ha anche collegato alla sua poesia, perché ho capito che lui stava scrivendo la sua vita e quello che stava avvenendo. A quel punto, non riuscivo a immaginare che tipo di film si potesse fare. Io non sono un’amante dei biopic e sentivo di aver bisogno di un punto di vista particolare”. La Campion ha allora deciso di raccontare la storia di Keats attraverso gli occhi meno conosciuti di Fanny. Noi incontriamo Keats, scopriamo la sua poesia e lo perdiamo proprio come capita a lei in un periodo di due anni.

    La storia è ripresa da un’ampia gamma di fonti, tra cui le lettere e le poesie di Keats, così come la commovente e accurata biografia di Keats scritta da Andrew Motion.

    La poesia di Keats ha fornito l’ispirazione per la struttura della storia, come spiega la Campion. “Alcune delle poesie di Keats hanno la forma di odi, altre sono delle ballate, così ho iniziato a pensare alla storia di Fanny e Keats come una ballata, una sorta di poema storico”. ”Il film si mantiene fedele alla storia il più possibile. Io dovevo inventare la storia che si svolgeva tra i fatti. Ero assolutamente consapevole di dover rimanere semplice e fedele allo spirito di questi due esseri straordinari. Keats era semplice e la sua personalità e la sua voglia di vivere che ho trovato nelle sue lettere era decisamente familiare. Ma considerando che Keats ha distrutto le lettere di Fanny, io non avevo molto materiale per costruire il personaggio di lei.

    Per esempio, Fanny talvolta mostrava un rigore notevole. Di ritorno a casa dopo aver dato l’ultimo addio a Keats quando lui stava partendo per Roma, lei scrive semplicemente nel suo diario ‘Il signor Keats ha lasciato Hampstead’.

    Tuttavia, Keats cita Fanny in una lettera al suo amico Brown nei giorni che precedono la sua partenza e si chiede ripetutamente ‘c’è un’altra vita? Mi sveglierò e scoprirò che è un sogno? Deve essere così. Non possiamo essere stati creati per questa sofferenza’. Poi arriva un’estate di lettere d’amore straordinariamente appassionate che devono essere state molte incoraggianti da ricevere, così questi contrasti tra espressioni entusiaste, dolore e limitazioni straordinarie hanno contribuito a definire il mondo in cui vivevano il loro destino”.

    John Keats Notizie storico-biografiche di L.D.F.

    John Keats nacque a Londra nel 1795. Era figlio di uno stalliere, alla morte del quale, grazie alla protezione di un medico chirurgo, entrò come apprendista-allievo al Guy’s hospital.

    A 18 anni iniziò ad avvicinarsi al mondo della letteratura, affascinato dalle pagine di Spencer e dai versi dei lontani poemi omerici.

    Entrò così a far parte di quella corrente di poeti nuovi in cui già c’erano, tra gli altri, Percy Bysshe Shelley, George Byron e Leigh Hunt e che veniva conosciuta, spregiativamente, dai letterati accademici con il nome di “Cokney school”.

    Fu un pittore londinese, abbastanza famoso a quei tempi, Philiph Hayton che, colpito favorevolmente dai versi di Keats gli pubblicò il poemetto “Endimione” che fu stroncato senza pietà dalla critica, accusando di immaturità poetica il suo autore. Keats aveva solo diciotto anni, accettò, pur con dispiacere, le reazioni negative dell’”intelligenzia” londinese alla sua prima opera pubblicata e si mise a studiare e a leggere con una foga che non potè già cominciare a minare la sua fragile salute.

    Due anni dopo, dando prova di una maturità artistica impensabile in uno scrittore così giovane, Keats scrisse due meravigliosi poemetti “Lamia” e “Iperione” seguiti da una raccolta di ballate tra cui spiccano per originale delicatezza “Isabella”, “La dame sans merci”, “La vigilia di Sant’agnese” e di liriche tra cui “Addormentata” e “Fulgida stella” (“Bright star”, che dà il titolo al film). Keats si dedicò anche alle odi e ne scrisse di bellissime tra cui non possiamo non ricordare l’”Ode a un’urna greca”, l’”Ode all’autunno”. Nel 1820, si stabilì in Italia alla ricerca di un clima caldo che gli desse sollievo alla tisi che, ormai, lo aveva minato definitivamente.

    E in Italia egli morì, nel 1921, non rivedendo più Fanny Browne, l’unico grande amore della sua vita. Alla loro storia si è ispirata Jane Campion per realizzare “Bright star”. “Bellezza uguale a verità; verità uguale a sofferenza”; è questo il lait motiv della poetica di John Keats del quale è rimasto anche un notevole epistolario (tra cui molte lettere a Fanny), prova ulteriore della sensibilità di un uomo, considerato oggi, uno dei più grandi poeti lirici di ogni tempo.

  • Spunti di Riflessione:


    di L.D.F.

    1) Per Jane Campion il film è una sorta di ballata come “La vigilia di Sant’Agnese” di cui Keats fu autore. Si percepisce secondo la Vostra opinione, il respiro poetico che avvolse realmente i due protagonisti nello scorrere delle immagini, delle parole e delle musiche dell’opera della Campion?

    2) Fu Fanny ad affascinare Keats o fu prima il giovane poeta, circondato da un alone di malinconico romanticismo, a colpire la giovane donna, spingendola nei ristrettissimi limiti della società inglese di allora, a dedicarsi completamente a lui?

    3) La figura protagonista del film è Fanny e non Keats: Fanny, una giovane donna, costretta a vivere nelle maglie ristrette dell’austera società vittoriana di allora che condizionavano ogni sua possibilità di scelta. Quanto nella società inglese della prima metà del secolo XIX contava, parafrasando Eric Fromm, “l’apparire piuttosto che l’essere”?

    4) Fanny amò Keats in un modo totale per l’epoca e questo suo sentimento appare evidente nei brevi incontri con lui, che ella cercava in ogni modo o quando si presentava alla sua finestra mentre egli giaceva malato. La società di allora non le permetteva altro! Pensate a quanto abbia sofferto Fanny e a quanto abbiano sofferto le giovani “per bene” dell’epoca con la loro ossessione per il cucito, le loro poche uscite mondane e i loro matrimoni di convenienza! Per lo meno Fanny conobbe l’Amore! Commentate.

    5) Anche Keats amò profondamente Fanny di un amore venato di una sensualità rarefatta e affascinante come appare in molte sue liriche in cui il desiderio del giovane uomo per la donna amata è declinato in versi nei quali l’amore è sogno e vita. Trascriviamo due liriche di Keats, dedicati a Fanny: “Bright star” e “Addormentata”. Dopo averle lette, siete dell’opinione che abbiamo avuto ragione quando abbiamo colto, nei versi del poeta inglese, una sensualità cui, a quei tempi, si era poco abituati?

    Bright star

    “Fulgida stella, fossi ferro come tu lo sei

    ma non in solitario splendore sospeso alto nella notte,

    a vegliare, con le palpebre rimosse in eterno,

    come paziente di natura, insonne eremita,

    le mobili acque al loro dovere sacerdotale

    di puro lavacro intorno a rive umane,

    oppure guardare la nuova maschera dolcemente caduta

    della neve sopra i monti e le pianure.

    No - pure sempre fermo, sempre senza mutamento,

    vorrei riposare sul guanciale del puro seno del mio amore,

    sentirne per sempre la discesa dolce dell’onda e il sollevarsi,

    sempre desto in una dolce inquietudine

    a udire sempre, sempre il suo respiro attenuato,

    e così vivere in eterno - o se no venir meno nella morte”.

     ____

     Addormentata

     Addormentata!

    Oh dormi

    Un poco, perla candida!

    E fai che io mi inginocchi,

    e che io ti preghi

    e che io invochi la grazia

    del cielo sui tuoi occhi

    e che io respiri nell’aria

    profumata che ti avvolge

    e ti tocca da ogni parte;

    voto di mio servaggio,

    rinunzia all’essere mio,

    mia adorazione subita, mio amore dolce

    6) Keats, nella sua breve vita, fece parte di una corrente di giovani poeti della “Cokney school” (così li definivano spregiativamente gli accademici), tutti belli, giovani, affascinanti e romantici e tutti scomparsi in una fine impensabile nella loro giovinezza; Percy B. Shelley morì in Italia durante una tempesta, George Byron, combattendo per l’indipendenza della Grecia e Keats, consunto dalla tisi e lontano dalla donna amata. Approfondite la vostra conoscenza sulla Cokney school e sugli autori di cui abbiamo scritto.

    7) Quando Keats morì, Fanny, non essendo moglie o fidanzata del poeta, sfidò la rigida società di allora, restando, per tre anni, vestita di nero e piangendo la scomparsa dell’uomo amato. Fu per lei una grande prova di coraggio o il volersi annullare nel ricordo, non volendo più niente dalla vita?

    8) Fanny, dopo anni, si sposò ed ebbe due figli. Però, mai dimenticò il giovane poeta e riguardo a questo ricordo dolce, continuo e sofferto, non possiamo non citare la frase che Fanny stessa scrisse al suo amico Brown nei giorni che precedettero la partenza di Keats verso l’Italia: “C’è un’altra vita? Mi sveglierò e scoprirò che è un sogno? Non possiamo essere stati creati per tanta sofferenza!” Commentate.

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