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Tata Matilda e il grande botto

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    La signora Green è allo stremo delle forze. I suoi tre figli, Norman, Megsie e Vincent, non fanno che litigare, suo marito Rory è al fronte e non si hanno sue notizie da mesi, suo cognato Phil insiste di volere acquistare metà della fattoria di famiglia intestata a Rory e la sua datrice di lavoro, la signora Docherty, si comporta in modo molto strano.

    Come se non bastasse, i due altezzosi nipoti londinesi, Celia e Cyril Gray, sono arrivati da Londra per passare un periodo non ben precisato alla fattoria e il guardiano del villaggio, il signor Docherty, continua a spaventarla con assurdi discorsi di una fantomatica bomba che potrebbe casualmente pioverle in testa da un momento all’altro.

    E’ davvero troppo per la signora Green. Lei non lo sa, ma c’è un’unica persona disposta a darle una mano, e questa è Tata Matilda. Sfortunatamente, la situazione della signora Green è persino più grave di quanto appaia. Phil insiste di aver trovato un acquirente per la fattoria, uno disposto a pagare bene, ma la verità è che deve trovare i soldi per saldare il debito di gioco contratto con l’ambigua signora Biggles che, a sua volta, ha ordinato alla signorina Topsey e alla signorina Turvey, due malviventi locali, di costringere Phil a farsi cedere la fattoria per pagare il debito di gioco, cosa che, se dovesse accadere, provocherebbe la fine dell’intera famiglia Green.

    Cyril e Celia arrivano alla fattoria nelle prime ore del mattino, mentre la signora Green è fuori per lavoro. I ricchi ragazzini di città e i loro cugini di campagna si odiano e i loro litigi assumono subito proporzioni epocali. Tornata dal lavoro, la signora Green trova la casa nel caos più totale e tenta invano di sedare la lite tra i ragazzi. A un certo punto, sente bussare alla porta.

    Apre e vede l’inquietante figura di Tata Matilda. A Tata Matilda basta lanciare una rapida occhiata agli scalmanati ragazzini per capire che, in quella casa, c’è bisogno di lei. “Quando avrà bisogno di me ma non mi vorrà, io resterò.

    Quando mi vorrà ma non avrà più bisogno di me, io me ne andrò”, afferma declamando la rinomata frase.

    Poi, con un colpo di bastone sul pavimento, ordina ai ragazzini di colpire se stessi anziché i cugini. Alla fine, dietro suo ordine, i ragazzini smettono di azzuffarsi e porgono le loro scuse. La prima lezione, smettere di litigare, è terminata.

    Le lezioni di Tata Matilda proseguono anche durante la serata. Di fronte al rifiuto dei bambini di condividere il letto con i cugini – cosa che preferirebbero fare con una capra, una mucca o persino un elefante – la Tata sferra un altro colpo di bastone e non solo li persuade a far posto ai cugini ma anche ad accogliere tutti gli animali appena nominati.

    La seconda lezione, condividere le cose con gentilezza, è terminata. Phil lascia che i maialini scappino dalla fattoria nella speranza di aggravare lo stato di disperazione della cognata e convincerla a vendere la casa. Ma Tata Matilda fa una delle sue magie, costringendo i bambini a collaborare alla ricerca dei maialini e persino a godere della compagnia reciproca.

    Uniti nello sforzo, i bambini catturano i maialini e li riportano a casa, giusto in tempo per venderli al signor Macreadie, l’agricoltore. Anche la terza lezione, aiutarsi a vicenda, è terminata. I cugini iniziano finalmente ad andare d’accordo e la signora Green a trovare un po’ di relax fin quando, un giorno, un telegramma annuncia alla famiglia la drammatica notizia della morte del signor Green durante un’azione di guerra.

    La famiglia è affranta dal dolore, ad eccezione di Norman, che “sente” che il padre è ancora vivo. Cyril decide di aiutarlo: suo padre, il signor Gray, è “una persona molto influente al Ministero della Guerra” e potrebbe aiutarli a scoprire cos’è accaduto al signor Green – se solo riuscissero ad arrivare a Londra. Di lì a poco, li vedremo sgattaiolare tra i viottoli della campagna inglese a bordo del sidecar di una motocicletta guidata, ovviamente, da Tata Matilda.

    Nel frattempo, Megsie e Celia raggiungono la fattoria dove trovano un biglietto di Norman che le avvisa della partenza e delle ragioni che li hanno spinti ad andare.

    Le ragazze capiscono di dovere evitare che la signora Green venda la fattoria prima del loro ritorno. Poco dopo arriva anche Phil, con in mano un contratto di vendita e una penna.

    Le ragazze cercano di tirarla per le lunghe ma il tempo sta per esaurirsi. Cyril e Norman si avventurano per raggiungere Londra e l’ufficio dell’autoritario padre di Cyril, il signor Gray che, in un primo momento, respinge la richiesta dei ragazzi. Cyril non demorde e, per la prima volta in tutta la sua vita, decide di affrontare il padre esigendo il suo aiuto.

    Il signor Gray si convince e accetta di svolgere alcune indagini per conoscere le sorti del signor Green. Le indagini dimostrano che Rory Green non è affatto rimasto ucciso in combattimento ma è bensì disperso e che, cosa molto importante, non esiste alcun telegramma inviato dal Ministero della Guerra. Norman realizza che il perfido zio Phil deve avere falsificato il telegramma: a questo punto il tempo è davvero terminato e lui e il cugino devono immediatamente far ritorno alla fattoria.

    Alla fattoria, Megsie e Celia fanno di tutto per evitare che la signora Green firmi il contratto ma, alla fine, Megsie perde ogni speranza.

    Non le resta che chiedere aiuto a Tata Matilda e così si mette a sussurrare con fare insistente: “Tata Matilda, abbiamo bisogno di te!”.

    A quel punto, un cucciolo di elefante – lo stesso che Tata Matilda aveva schierato per impartire la lezione sulla condivisione – compare improvvisamente in cucina.

    Mentre Phil e la signora Green sono impegnati a parlare, il cucciolo di elefante inizia ad aspirare con la proboscide tutte le penne presenti nella stanza. Le ragazze sono raggianti ma Phil che, in un primo momento appare disorientato, non si lascia scoraggiare e infila un’altra penna nella mano della signora Green.

    Ogni speranza sembra ormai perduta quando, improvvisamente, dal cielo, si sente un aereo sorvolare la fattoria e sganciare una bomba sul campo d’orzo che circonda la tenuta, esattamente nel punto che aveva previsto il signor Docherty. Il forte tonfo fa si che l’inchiostro si riversi sul contratto rovinandolo definitivamente.

    La bomba, invece, non esplode. I ragazzi arrivano alla fattoria. Qui, Norman spiega alla madre che il signor Green non è morto ma solo disperso. Il signor Docherty sviene al pensiero di dovere disinnescare la bomba e i bambini capiscono di doverlo fare da soli. Alla fine, la bomba viene disinnescata dai ragazzini.

    La lezione numero quattro, essere coraggiosi, è terminata. Phil viene arrestato, l’orzo viene raccolto grazie a una delle magie di Tata Matilda, i bambini diventano amici e la vita della signora Green diventa più gestibile. Anche la lezione cinque, sull’importanza di avere fede, è terminata e Tata Matilda può lasciare la fattoria.

  • Genere: Commedia
  • Regia: Susanna White
  • Titolo Originale: Nanny Mcphee and the Big Bang
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Produzione: Universal Pictures
  • Data di uscita al cinema: 04/06/2010
  • Durata: 109
  • Attori: Emma Thompson, Maggie Gyllenhaal, Rhys Ifans, Maggie Smith, Asa Butterfield
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:
     
    NOTE DI PRODUZIONE

    LA TATA E’ TORNATA

    A cinque anni dal grande successo di Tata Matilda, Emma Thompson e la produttrice Lindsay Doran tornano a collaborare con la Working Title Films alla realizzazione di un nuovo capitolo della magica, affascinante favola che ha entusiasmato i bambini di tante generazioni.

    “Abbiamo sempre descritto il contenuto del primo film Tata Matilda, come la storia di una “magica tata alle prese con i sette bambini più orribili della storia del mondo”, spiega Lindsay Doran, “E credo che di questo continueranno a parlare i nostri film sulla Tata: di un gruppo di monelli e della magica tata che arriva in loro soccorso. La grande differenza tra il primo e l’ultimo film della serie è che il primo raccontava i dissidi tra un genitore e i suoi figli mentre l’ultimo descrive una “guerra” tra quattro ragazzini. Tata Matilda ha il compito di impartire cinque lezioni fondamentali, che non solo insegnano come andare d’accordo ma spiegano anche come risolvere i propri problemi in modo costruttivo evitando banali litigi”.

    “In entrambi i film”, aggiunge la sceneggiatrice/produttrice esecutiva e attrice Emma Thompson, “prevale una sensazione di assenza. Nel primo caso, è un’assenza dovuta alla morte della Signora Brown che aveva così tanti figli, cosa molto vera per quei tempi. Nel secondo caso, invece, è l’assenza di un padre impegnato al fronte ad essere vera per quell’epoca e, sfortunatamente, anche per quella in cui viviamo”.

    La Thompson iniziò a concepire la storia del secondo film mentre il primo era ancora in fase di produzione. Il soggetto lo scrisse nel corso dei due anni successivi.

    Durante l’intero processo di scrittura, la Thompson cercò di conservare lo spirito originale dei testi da cui traeva ispirazione per il film. Tata Matilda è il personaggio centrale delle favole scritte da Christianna Brand e da suo cugino Edward Ardizzone (che realizzò le illustrazioni dei libri per l’infanzia Nurse Matilda), che vennero tramandate di generazione in generazione per un centinaio d’anni. Ogni generazione accresceva il potere magico della legenda di questi bambini e della magica tata dai poteri sovrannaturali che arrivava per addomesticarli.

    Christianna Brand iniziò a scrivere i primi racconti negli anni ’60, e già in quegli anni le sue storie raggiunsero livelli qualitativi impareggiabili che la Thompson si sforzò di conservare anche nei suoi soggetti.

    Se parte della storia e dei personaggi possono apparire inediti, gli attributi di base di Tata Matilda – le sue lezioni, il suo aspetto che da rivoltante diventa piacevole grazie all’amore che i bambini iniziano a provare per lei, il suo bastone magico, il suo appassionato impulso di arrivare nel momento in cui è voluta e non in cui si ha bisogno di lei – restano gli stessi.

    La regista Susanna White venne ingaggiata per trasformare il soggetto di Emma in un film per il grande schermo. Come afferma il produttore Eric Fellner, “Susanna aveva realizzato alcuni eccellenti film comici e drammatici per la televisione, ed è stato questo a convincerci. Ha conferito grande sensibilità al progetto e ha lavorato con enorme passione. Credo che con questo film abbia dato prova delle sue grandi doti artistiche e della sua professionalità”.

    La White ricorda il momento in cui ricevette il soggetto: “Ero in Africa per girare Generation Kill, la serie sull’invasione americana in Iraq, e avevo passato l’intera giornata a girare una scena piena zeppa di esplosioni spaventose. La sera tornai e mi misi a leggere il soggetto che mi piacque subito molto. Avevo amato molto il primo film ma questo soggetto mi era piaciuto in modo particolare. Era per via della figura della madre, di questa donna lavoratrice che faceva di tutto per sostenere la sua famiglia e, nonostante ciò, non riusciva a tenere in piedi la sua vita. Ero affascinata da quel che Emma e Kirk Jones erano riusciti a fare con il primo film: avevano dato vita a una creatura mitica – quella Tata è davvero magica! – benché inquietante, ma inquietante in modo costruttivo. Capii che avevano creato un’icona”.

    La White aveva già preso spunto da alcuni film classici per le famiglie come Quella fantastica pazza ferrovia e The Sound of Music “dove le emozioni e la comicità sono miscelate a misura. Ero sicura che sarei riuscita a trasmettere grande emotività in questo nuovo film”, aggiunge la regista.

    La White era anche convinta che la sua esperienza come regista televisiva e di documentari l’avrebbe aiutata a interpretare al meglio il soggetto della Thompson. “Credo che il mio lavoro di regista di documentari mi abbia dato la possibilità di conoscere l’ampia gamma di situazioni emotive che caratterizzano la vita di ogni persona, quelle che io uso come punto di riferimento.

    Ho vissuto emozioni forti e autentiche facendo quel lavoro, ho vissuto la morte di una persona, la nascita di un bambino, ho assistito a un’autopsia, a celebrazioni di ogni genere e credo di sapere riconoscere quando qualcosa sa di “vero” davanti alla telecamera e volevo creare questa sensazione anche in un film di fantasia come questo”.

    RIALZATI, PULISCITI E RICOMINCIA TUTTO DACCAPO

    La realizzazione del secondo film su Tata Matilda richiedeva la stesura di una storia completamente inedita.

    “Chi non ha letto Nurse Matilda, i tre libri per l’infanzia scritti da Christianna Brand, potrebbe supporre che abbiamo realizzato il primo film prendendo spunto dal primo libro e il secondo dal secondo libro”, afferma la Doran. “Ma Emma aveva scavato nei personaggi e nella storia di tutti e tre i libri per non lasciare niente di inspiegato. In poche parole, aveva preso gli ingredienti di base e li aveva miscelati insieme”.

    Ma di cosa doveva parlare il secondo film?

    Innanzitutto, si stabilì sin dall’inizio che non sarebbe dovuto iniziare con Tata Matilda che torna a risolvere i problemi della famiglia Brown, quella descritta nel primo film.

    “Un giorno, un mio amico regista mi disse, ‘Un film dovrebbe raccontare solo il giorno più importante della vita di un personaggio”, racconta la Doran, “A chi interessa sapere cosa accade il secondo giorno più importante della vita di un personaggio?’ Si riferiva a quei sequel in cui i personaggi sono sempre gli stessi ma le storie non hanno la stessa forza e la stessa organicità del film originale. Mi sembrò un buon suggerimento”.

    Si decise che Tata Matilda avrebbe fatto un viaggio spazio-temporale al termine del quale sarebbe apparsa alla porta di una nuova famiglia.

    “E’ un po’ come Batman che possiede dei poteri magici che usa come meglio crede quando la situazione lo richiede”, commenta Fellner. “Tata Matilda è senza tempo e senza età”, afferma la Thompson. “Chi potrebbe mai dire quante famiglie abbia visitato e per quanto tempo? Quando decidemmo di farle fare quel viaggio spazio-temporale, capii subito in che periodo avrei voluto collocarla: in un periodo di guerra. Volevo che la famiglia che l’avrebbe ospitata fosse composta da un padre impegnato al fronte e da una madre occupata a mandare avanti la famiglia. Nuovi problemi per i bambini, nuovi problemi per i genitori e cinque nuove lezioni che Tata Matilda tenta di impartire ai ragazzini”.

    Si decise anche di non dare una connotazione precisa al periodo di guerra descritto. Il periodo, infatti, assomiglia a quello degli anni’40 e della Seconda Guerra Mondiale, ma è più un’assomiglianza che un’effettiva attinenza con i fatti.

    “Volevamo che la guerra raccontata nel film servisse da metafora per tutte le guerre”, spiega la Doran. “Ma non volevamo che la portata del film venisse ridotta da un’osservanza pedissequa di ciò che realmente accadde in quegli anni. Optammo così per quelli che definimmo “una sorta di anni ‘40”, un periodo che, pur avendo molto in comune con la II Guerra Mondiale, conserva delle peculiarità uniche per questo film”.

    La decisione di far viaggiare Tata Matilda in un altro secolo presentava anche altri vantaggi. Nel nuovo film, incontriamo più di un ex bambino, ormai adulto, a cui Tata Matilda aveva impartito le famose lezioni. Il primo è il sergente Jeffreys, l’enorme soldato che Norman e Cyril incontrano all’esterno del Ministero della Guerra.

    “Il sergente Jeffreys è un imponente custode del Ministero della Guerra e in un primo momento sembra un personaggio spaventoso. Poi, quando arriva Tata Matilda, si capisce che è uno dei tanti bambini vulnerabili di cui si è presa cura la tata, solo che la sua vulnerabilità non lo ha mai lasciato, neanche ora, che si ritrova in presenza di Tata Matilda”, afferma Nonso Anozie parlando del soldato che interpreta nel film. Quando Tata Matilda lo vede mettersi sull’attenti, gli dice “Vedo che la Lezione numero tre ha dato i suoi frutti”.

    “Molta gente ha formulato varie ipotesi su ciò che aveva imparato il sergente Jeffreys dalla lezione tre”, ci confida la Thompson. “La risposta è semplice: che doveva imparare a stare dritto”. “‘Stai dritto” è una lezione che il sergente Jeffreys non dimenticherà mai”, aggiunge Nonso Anozie. “E, non a caso, finisce proprio nel posto in cui è costantemente costretto a starci”.

    Un’altra rivelazione su un altro ex bambino ammansito dalla Tata arriva verso la fine del film quando capiamo che il personaggio che abbiamo conosciuto come la signora Docherty, interpretato da Maggie Smith, altri non è che la piccola Agatha Brown del primo film, un po’ invecchiata.

    Un altro aspetto interessante delle storie ambientate in periodi di guerra riguarda il genere di personaggi che popolano il mondo in cui si consuma la storia.

    In quel periodo, e in quei luoghi, gran parte degli uomini si trovava al fronte, eccezion fatta per gli anziani (come il signor Docherty e il signor Macreadie, l’agricoltore), per quelli che venivano arruolati in altri lavori di tipo militare (l’autista del signor Gray, Blenkinsop), e i furbi e i codardi (lo zio Phil).

    Restavano solo le donne e i bambini, molti dei quali erano costretti ad assumere i ruoli precedentemente coperti dagli uomini al fronte.

    La signora Green e i suoi bambini sono responsabili della fattoria e il casinò frequentato da Phil è stato rilevato da una donna conosciuta con il nome di signora Big (presumibilmente, la moglie del signor Big).

    Se Phil viene minacciato dalle due donne assoldate dalla signora Big è perché gli uomini sono tutti al fronte.

    Da parte loro, le due malviventi, la signorina Topsey e la signorina Turvey, sembrano apprezzare molto la nuova attività, come tante donne lasciate sole in tempo di guerra, e non hanno nessuna voglia di rinunciavi quando gli uomini iniziano a tornare dal fronte.

    BAMBINI IN GUERRA

    Sebbene il film sia ambientato sullo sfondo di una guerra non ben specificata tra nazioni diverse, la vera guerra della storia è quella che si scatena tra i bambini della famiglia Green e quelli della famiglia Gray.

    Le lotte iniziano subito dopo l’arrivo dei cugini Gray, Celia e Cyril, alla fattoria dei Green, dove lo snobismo dei primi e l’allegria e chiassosità dei secondi crea immediatamente profondi contrasti tra i quattro ragazzini.

    “Con l’arrivo dei cugini, la situazione diventa subito incandescente all’interno della casa. I nostri modi gentili e accoglienti contrastano con i loro snobismo, i loro vestiti alla moda e la loro arroganza. Allora, decidiamo di fargliela pagare: la guerra parte tutta da lì”, spiega Lil Woods che, nel film, interpreta il ruolo di Megsie Green. I Green hanno ben altri problemi a cui pensare. “Norman ha appena 11 anni ma è lui l’uomo di famiglia ora che il padre è impegnato al fronte. Sua madre fa fatica a mandare avanti la baracca e i figli devono aiutarla a trovare i soldi per il trattore”, spiega Asa Butterfield che, nel film, interpreta il ruolo di Norman Green. Anche la sorella di Norman, Megsie, contribuisce come può.

    Come ci spiega Lil Woods parlando del suo personaggio: “Megsie ha solo 9 anni ed è un vero maschiaccio. E’ un tipo diretto, una che non fa storie e che ama sbrigarsela da sola. E’ l’aggiustatrice di famiglia: se un cardine si allenta o se si rompe una finestra, lei si mette lì e lo aggiusta in un battibaleno”.

    Vincent, interpretato da Oscar Steer, ha solo sei anni ed è il figlio minore dei Green: “Io interpreto il personaggio di Vincent che, all’inizio, è davvero molto molto birichino. Solo alla fine diventa più buono. In una delle prime scene, prende una mazza da cricket e inizia a distruggere alcuni oggetti di porcellana che, in realtà, non sono di vera porcellana ma che i ragazzini, me escluso fortunatamente, sono costretti a raccogliere e a ripulire tutto”.

    I bambini della famiglia Gray non suscitano grande solidarietà nel pubblico all’inizio della storia ma, con il procedere degli eventi, i tristi fatti che li hanno costretti a trasferirsi alla fattoria li rendono amabili.

    “Cyril è snob, gli piace litigare e combinare guai ma fa delle battute molto divertenti. E’ stato costretto a lasciare Londra e a trasferirsi con la sorella Celia alla fattoria dove, però, c’è fango dappertutto e lui odia il fango perché gli rovina i vestiti. E poi non ci sono dolci e deve fare un sacco di lavoretti noiosi!”, racconta Eros Vlahos parlando dell’atteggiamento di Cyril all’arrivo alla fattoria. “Celia Gray è molto sgradevole all’inizio del film. E’ abituata a non fare niente, ad avere migliaia di cameriere che la sollevano da qualunque incombenza; poi, un giorno, i suoi genitori decidono di spedirla in campagna insieme al fratello”, spiega Rosie Taylor-Ritson che interpreta Celia, la sorella di Cyril.

    Per realizzare le numerose scene di “guerra” inserite nel film, la produzione decise di ingaggiare il Direttore delle scene in movimento Toby Sedgwick, già vincitore di un Olivier Award.

    Grazie alla sua esperienza, acquisita anche attraverso i corsi di formazione alla Jacques Lecoq School of Movement di Parigi, Sedgwick riuscì a coreografare tutte le scene di inseguimento e di lotta tra i bambini nonché la sequenza in cui gli animali entrano in cucina e la signora Green si divincola per evitarli. “Non ricordo di altri film in cui sia stato ingaggiato un direttore per le scene in movimento, ma la comicità fisica, nel cinema, richiede tempi precisi e molta riflessione ed è esattamente quella precisione che Susanna ed Emma pretendevano dai movimenti fisici dei loro personaggi”, afferma Sedgwick.

    “Nel mio lavoro, possono capitare scene relativamente semplici, come quella in cui i piccoli Green inseguono Cyril intorno al tavolo da cucina, e altre più complesse, come la sequenza del salotto in cui i ragazzini prima si azzuffano tra loro e poi contro se stessi.

    Nella scena del salotto si susseguono contemporaneamente una serie di scherzi che richiedono grande fisicità e sveltezza. Per fortuna, ci diedero quattro settimane per coreografare quella sequenza.

    Ci servimmo di alcuni aspetti mimici del movimento; ad esempio, la mano che afferra il colletto e lo scaraventa per terra non è la mano di Cyril ma una posticcia proprio come quella in cui Norman si strappa un orecchio e lo lancia attraverso la stanza. I bambini sono stati bravissimi.

    Persino Oscar [Steer], di appena sei anni, ha imparato subito le tecniche necessarie a far sembrare che perdesse il controllo del suo corpo e della mazza da cricket”.

  • Spunti di Riflessione:
     
    di L.D.F.

    1) Perché i tre figli della Signora Green, Norman, Megsie e Vincent non si rendono conto di quanto la loro mamma sia stanca e preoccupata? Per voi è superficialità o egoismo?

    2) Perché la signora Green deve mandare avanti una fattoria da sola? Dov’è suo marito Rory?

    3) Qual è l’atteggiamento di Phil, il cognato della signora Green rispetto alla fattoria che la donna vorrebbe mantenere per i figli mentre il cognato vorrebbe vendere?

    4) Phil cerca di convincere la cognata a vendere la proprietà, fingendo di agire nel suo interesse, mentre nei guai è proprio lui. Perché?

    5) Chi è la signora Biggles e quali sono i suoi rapporti con Phil che è tanto intimorito da lei?

    6) La signora Biggles, si serve, per convincere Phil affinché, a sua volta, convinca la cognata a vendere la fattoria, di due aiutanti: la signorina Topsey e la signorina Turvey, antipatiche, cattive ma buffe e pasticcione. Descrivetele a parole vostre.

    7) Cosa accade quando alla fattoria arrivano da Londra gli smorfiosi Cyril e Celia Gray per una permanenza presso la famiglia Green? Chi sono Cyril e Celia? Quale parentela hanno con i Green?

    8) Quali sono i rapporti che si instaurano subito tra Norman, Megsie e Vincent e i due pretenziosi cugini di città?

    9) La signora Green non ce la fa proprio più anche perché il signor Docherty, il guardiano del villaggio, continua a narrarle, spaventandola, di…… Cosa racconta Docherty alla giovane donna?

    10) Al limite delle forze, una mattina, la signora Green sente bussare alla porta, va ad aprire e… chi è apparsa sulla soglia?

    11) Descrivete minuziosamente l’aspetto fisico e l’abbigliamento di Tata Matilda quando si presenta alla fattoria dei Green.

    12) Quando avviene il primo incontro tra Tata Matilda e l’intera famiglia? Quale atteggiamento mostra la donna, fin dall’inizio, nei confronti della signora Green, dei suoi figli e dei suoi nipoti?

    13) Matilda avvisa la signora Green che avrà la premura di insegnare ai suoi figli cinque grandi lezioni di vita. In che consistono queste particolari lezioni?

    14) “Quando avrete bisogno di me ma non mi vorrete, allora rimarrò. Quando mi vorrete, però non avrete più bisogno di me, allora, dovrò andarmene”. Questa è la frase con cui tata Matilda si presenta ai ragazzi. Che significato date a tale frase e in che modo si rapporta alla trama del film?

    15) La seconda lezione di Tata Matilda, rivolta ai ragazzi, è “insegnare loro” a “condividere le cose con gentilezza”. Come? E quali sono le magie che mette in atto?

    16) La terza lezione è basata sulla convinzione che sia necessario “aiutarsi a vicenda”? Come ci riesce Tata Matilda a farlo capire ai ragazzi? Tata Matilda utilizza strani metodi per educare i ragazzi, adoperando anche un oggetto magico. Qual è questo oggetto?

    17) Matilda ricorda da vicino un’altra famosa governante della letteratura per ragazzi e del cinema Mary Poppins. Se avete visto il film (o avete letto i libro di Pamela Travers) di cui quest’ultima è protagonista, quali sono gli elementi che le due magiche tate hanno in comune e quali quelli che le differenziano?

    18) Tre oggetti: una borsa, un ombrello e un bastone. Vi ricordano qualcosa?

    19) Mentre i ragazzi cambiano le loro abitudini e i loro comportamenti anche Tata Matilda modifica pian piano, il suo aspetto fisico. Quali cambiamenti avvengono in lei?

    20) Secondo voi alla Tata si modifica veramente il suo aspetto oppure, in realtà, è il cambiamento dei ragazzi verso di lei a far credere loro che ella cambi esteriormente? Motivate le vostre risposte.

    21) Sembra che il sereno sia tornato alla fattoria quando alla signora Green arriva, con un telegramma una bruttissima notizia. Qual è questa notizia?

    22) La notizia di cui parliamo nella domanda precedente è senz’altro preoccupante, ma Phil la peggiora ulteriormente. Come e perché?

    23) Norman, uno dei ragazzi Green, “sente” che il padre è ancora vivo mentre la mamma, convinta della morte del marito, sta per vendere la fattoria. Allora Norma e Cyril che sono diventati amici partono per… Dove vanno e soprattutto da chi vanno? E perché?

    24) Intanto Megsie e Celia cercano in tutti i modi di impedire che la signora Green firmi il contratto di vendita ma tutto sembra inutile fino a che Megsie implora Matilda di venirle in aiuto. E allora quale marchingegno realizza la magica tata?

    25) Quando sembra che nonostante l’intervento di Matilde, si sia persa ogni speranza per le due ragazzine, si realizza la previsione del signor Docherty. Cosa Accade? E secondo voi anche in questo fatto c’è lo zampino della tata?

    26) Al ritorno di Norman e Cyril si chiariscono parecchie cose anche l’inganno di Phil e la raccolta dell’orzo, prodotto dalla fattoria, può avere luogo un’ulteriore magia della Tata. Raccontate, a parole vostre, questo lungo momento del film.

    27) Il comportamento dei quattro ragazzi, quando si impegnano a disinnescare la “cosa” (ma cos’è questa “cosa”?), caduta nel giardino è la valida dimostrazione della quarta lezione di Tata Matilda. E qual è questa quarta lezione?

    28) La quinta lezione “avere fede” viene compresa da ragazzi anche con l’ultimo straordinario intervento della Tata, prima che ella vada via per sempre. Perché? Cosa succede?

    29) Giunti alla fine del film quale idea vi siete fatti di Tata Matilda? Chi è, secondo il vostro parere? Rispondete, motivando il vostro giudizio.

    30) Pur provando a creare una fiaba che prende forma al di fuori del tempo, si può, comunque, capire che il villaggio in cui abitano i protagonisti sia in Inghilterra e, dagli abiti che essi indossano, il periodo storico in cui la vicenda è inserita. Provate a farvi domande e a rispondere in merito a queste osservazioni.

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