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Defiance - I Giorni del Coraggio

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    Tratto da una storia vera, Defiance - I Giorni Del Coraggio affronta concetti quali famiglia, l'onore, la vendetta e la salvezza nel corso della Seconda Guerra Mondiale. L'anno è il 1941 e la comunità ebraica dell'Europa Orientale è soggetta al massacro ad opera dei nazisti. Sfuggiti alla morte, tre fratelli Tuvia, Zus e Asael Bielski, trovano rifugio in un fitto bosco dell'entroterra polacco che conoscono fin dalla loro infanzia. Inizierà qui la loro disperata e impossibile impresa di resistenza contro le truppe naziste. È una lotta per sopravvivere che in seguito diventa qualcosa di molto più importante e difficile, un modo per vendicare la morte dei loro cari salvando migliaia di persone.

     Sopravvivere è tutto ciò che possono fare, ma poco a poco, la notizia di una loro resistenza da semplice sussurro esplode con audacia e si diffonde. Iniziano a giungere molti altri che si uniscono alla loro lotta - uomini e donne, giovani e vecchi - disposti a rischiare tutto anche per un singolo momento di libertà. Tuvia è un leader riluttante e le sue decisioni sono contestate da suo fratello Zus che teme che i suoi piani troppo idealisti mettano a rischio la vita di tutti. Asael - il più giovane - è tormentato dalla feroce rivalità dei suoi fratelli. Con l'approssimarsi di un inverno duro e brutale, i tre lavorano per creare una comunità e mantenere viva la fede, anche quando tutta l'umanità intorno a loro sembra essere scomparsa.

  • Genere: Drammatico
  • Regia: Edward Zwick
  • Distribuzione: Medusa Film
  • Produzione: Grosvenor Park, Bedford Falls
  • Durata: 129 minuti
  • Sceneggiatura: Clayton Frohman, Edward Zwick
  • Direttore della Fotografia: Eduardo Serra
  • Scenografia: Dan Weil, Véronique Melery
  • Costumi: Jenny Beavan
  • Attori: Daniel Craig, Liev Schreiber, Jamie Bell, Mia Wasikowska, Alexa Davalos, Allan Corduner, Mark Feuerstein, Iben Hjelje, George Mackay
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:


    NOTIZIE SULLA PRODUZIONE  

    Potremmo anche cacciare come animali ma non lo diventeremo di certo. Abbiamo deciso insieme il nostro destino, vivere liberi come tutti gli esseri umani finché riusciremo a resistere. Ogni singolo giorno di libertà è una vittoria. E se moriremo per questo, almeno lo faremo come esseri umani.

    Tuvia Bielski, Defiance - I Giorni Del Coraggio

    Nell'estate del 1941 l'armata di Hitler aveva iniziato la sua poderosa campagna di conquista. Di lì a poco l'Europa sarebbe stata sopraffatta dalla sua potenza e ciò significò la condanna a morte per milioni di persone. Per i tre fratelli Bielski, giovani agricoltori ebrei dell'entroterra Bielorusso, divenne qualcosa di diverso. Una chiamata alle armi da cui non poterono sottrarsi che avrebbe messo a dura prova il loro coraggio, il loro legame e la voglia di sconfiggere l'inarrestabile marea di violenza che li circondava. Guidarono centinaia di persone in una disperata lotta contro le difficoltà che la guerra pose loro di fronte.

    Edward Ziwck, acclamato regista di Glory - Uomini Di Gloria e Blood Diamond - Diamanti Di Sangue, porta sul grande schermo questa intensa e straordinaria storia di vendetta e salvezza, del potere del collettivo e della forza di credere ancora in qualcosa anche quando tutto sembra perso.

    Il film è stato girato in Lituania con un cast e una troupe internazionale molto affiatati capeggiati da Daniel Craig e Liev Schreiber. I produttori cinematografici hanno attentamente cercato di ricreare una storia che non fosse solamente fine a se stessa ma che potesse essere vista come un importante e nuovo punto di vista su uno dei più grandi miti cinematografici quale è la Seconda Guerra Mondiale. Come già avvenuto per i capitoli rivisitati della Guerra Civile Americana e del regime Afro-Americano nel suo film premiato con l'Oscar Glory - Uomini Di Gloria, ora Zwick esplora una commovente realtà che è stata ignorata dai film di questo genere: la coraggiosa resistenza di coloro che rifiutarono di arrendersi senza combattere.

    Secondo Edward Zwick, "Comunemente si tende ad associare l'immagine dell'Olocausto con il concetto di persecuzione e oppressione. Tuttavia è molto di più di questo, perché bisogna capire che esiste una differenza tra passività e impotenza e bisogna comprendere che l'impulso a resistere era stato sempre presente. Defiance - I Giorni Del Coraggio parla proprio di coloro che ebbero la forza di dire basta e reagire, ma è anche la continua e duratura lotta tra il desiderio di vendetta e quello di preservare la vita di altri. È una storia che ci costringe a chiederci: "Come avrei agito in quella situazione?"

    In questo modo, credo diventi un'esperienza molto più profonda e personale.

    Dopo la nascita delle nuove generazioni finalmente torna alla luce l'epica storia dei fratelli Bielski

    La storia dei fratelli Bielski e della comunità che formarono nella fitta e fredda boscaglia dell'Europa Orientale occupata dai Nazisti rimane tutt'oggi una delle più avvincenti e irresistibili, sebbene siano in pochi a esserne a conoscenza.

    La storia venne alla luce, anche solo momentaneamente, quando nel 1944 - alla fine della guerra - i cristiani locali furono testimoni di un evento sconvolgente: più di 1200 Ebrei emersero all'improvviso dal profondo della foresta. All'inizio le persone del luogo pensarono fossero fantasmi. Si domandavano infatti come avessero fatto a sopravvivere ai campi di sterminio.

    La storia emerse sotto forma di sussurri e dicerie.

    In un periodo di crescente antisemitismo, i fratelli Bielski crebbero in una famiglia di agricoltori nel borgo di Stankevich, luogo che ora fa parte della Bielorussia, ma che allora era sotto il controllo dell'Unione Sovietica. Di imponente fisicità e dotati di grande carisma, i fratelli erano conosciuti come dei ribelli con un'avversione per qualsiasi tipo di autorità. Quando nel giugno del 1941 i Nazisti invasero e travolsero la regione con un attacco massiccio e devastante, i tre fratelli furono velocemente etichettati come un eventuale problema e subito presi di mira dalle S.S. e dalla polizia locale.

    Devastanti tragedie toccarono la vita dei fratelli: i genitori Bielski e molti altri amati membri della famiglia - incluse la moglie e la figlia di pochi mesi di Tuvia - furono uccisi in un'esecuzione di massa di oltre 4000 Ebrei nel ghetto di Novogrudok. Per salvare le loro stesse vite i tre fratelli fuggirono nei boschi che conoscevano sin dalla loro infanzia. Qui, capaci di nascondersi ai loro persecutori, formarono un improvvisato gruppo di partigiani determinati a combattere l'occupazione nazista. Ciò che scaturì da questa ferma opposizione superò la volontà di sopravvivenza e di vendetta e crebbe nel desiderio di salvare gli altri come loro. Sotto il vigile comando di Tuvia, quest'impresa andò molto oltre l'immaginazione. Col tempo, i fratelli Bielski osarono addirittura avventurarsi fin dentro i ghetti, offrendo speranza di salvezza a quegli ebrei ormai distrutti nell'animo e diretti ai campi di concentramento. Dopo mesi di ininterrotti inseguimenti ad opera dei nazisti, che costringevano la comunità formata dai Bielski ad evacuare senza nessun preavviso alla ricerca di un nuovo e sicuro rifugio, il gruppo costituì un fatiscente villaggio nella foresta del borgo di Nabiloki. Qui vissero in rifugi sotterranei dal nome zymlyankas. Misero su un ospedale da campo, un mulino, un negozio di ferramenta, un panificio, bagni pubblici e per finire anche un teatro e una sinagoga. Ben nascosti, ma comunque circondati dall'orrore che avveniva nel mondo esterno, l'accampamento cresceva pieno di vita e venne nominato "la Gerusalemme dei boschi".

    Col diffondersi della notizia di una loro resistenza, il loro numero crebbe. Tra le loro fila erano presenti rifugiati di ogni estrazione sociale, dal dottore all'agricoltore e dall'avvocato al carpentiere; con donne che lavoravano e combattevano al fianco degli uomini. Sebbene posti di fronte ad innumerevoli avversità come la denutrizione, il contagio di malattie, i pattugliamenti ad opera dei nazisti e vari contrasti interni, la comunità lottò per mantenere viva la loro speranza ma più di tutto la loro umanità. I bambini andavano a scuola, ci si innamorava e sposava, sia giovani che vecchi contribuivano come potevano alla nascita di questa comunità.

    Nel frattempo i nazisti misero delle enormi taglie sulla testa dei tre fratelli nella disperata speranza di arrestare quello che per la popolazione divenne il mito dei Bielski, un'ispirazione a non arrendersi. Malgrado ciò il villaggio fiorì. Indispensabile per la sua sopravvivenza erano i combattenti, un'armata non addestrata che aveva il compito di proteggere la comunità a tutti i costi. Depredavano i villaggi nemici per il cibo, provviste e armi senza cui non avrebbero potuto resistere. Anche se i loro metodi erano estremi e mortali, riuscirono comunque ad essere efficaci. Il gruppo dei fratelli Bielski, conosciuto dagli altri partigiani rifugiati nella foresta di Naliboki con il nome di "Bielski Otriad", divenne la resistenza partigiana ebraica più grande nella storia della guerra, eliminarono un vasto numero di tedeschi e salvarono altrettante vite più di chiunque altro. Si stima che oltre 20.000 ebrei si affiliarono a gruppi partigiani attraverso l'Europa Orientale e sebbene ci fossero altri che vissero rifugiati nelle foreste, inclusi i gruppi di Otriads Zhukov e Zorin, questi vennero considerati più piccoli rispetto a quello dei Bielski.

    Tuttavia, quando la guerra giunse al suo triste epilogo, la storia dei fratelli Bielski si perse nel tempo. Tuvia e Zus si trasferirono prima in Israele e in seguito a New York dove vissero pacificamente un'ordinaria vita americana come tassista (Tuvia) e camionista (Zus). Non amavano molto parlare del passato nemmeno con i loro bambini, anche se molti sopravvissuti iniziarono a raccontare la storia di come i fratelli li salvarono durante la grande guerra. Sulia Rubin, eternamente grata ai fratelli Bielski per averla accolta nella loro comunità, raccontò al New York Times in un'intervista che risale al 2000: "Non sarei mai sopravvissuta senza i Bielski. ‘Se erano perfetti?' No, tutti quanti commettiamo degli errori. Siamo molto vicini, per me sono come una famiglia, li amo totalmente".

    Solo dopo la morte di Tuvia nel 1987 i ricercatori iniziarono ad approfondire i loro studi e a guardare con nuovi occhi la storia dei tre fratelli. Il più illustre tra questi storici fu la Dott.ssa Nechama Tec, professoressa di sociologia presso l'Università di Stamford nel Connecticut. Nel 1993 pubblicò il suo libro Defiance: The Bielski Partisan (Defiance: Gli Ebrei Che Sfidarono Hitler edito da Sperling & Kupfer) insignito anche da un premio letterario. Le approfondite interviste condotte da Tec a coloro che subirono quell'esperienza e che ancora oggi vivono fornì un quadro completo e di grande importanza su quella incredibile avventura. Il Los Angeles Times definì il libro "una delle storie più significative ed edificanti tra quelle che raccontano le tragedie dell'Olocausto".

    Un ultimo lascito per la prossima generazione di Bielski

    Attraverso la figura della produzione, il regista Edwar Zwick ha mantenuto una relazione molto vicina con i parenti della famiglia Bielski, specialmente con la prima generazione di figli di Tuvia e Zus, per cui il film è diventato un modo per ricordare l'eredità dei loro genitori alle future generazioni. Per i figli dei Bielski è stata una lunga battaglia convincere i loro genitori a raccontare la loro storia. Ricordano che durante la loro adolescenza hanno dovuto insistere molto per avere anche pochi dettagli di ciò che accadde prima della loro nascita. Mickey Bielski, il figlio maggiore di Tuvia, ricorda che furono le altre persone che per primi menzionarono l'incredibile segreto della vita di suo padre. "Ne ho sentito parlare da altri sopravvissuti prima che fosse lui a dirmelo. Un giorno ecco che mi sento dire inaspettatamente ‘Tuo padre mi salvò la vita.' non avevo la minima idea di ciò di cui stesse parlando ma sicuramente spronò il mio interesse," racconta Mickey Bielski.

    Come molti sopravvissuti all'Olocausto, Tuvia Bielski trovava molto difficile parlare del passato piuttosto che concentrarsi nel creare un futuro migliore per i suoi figli in America. "Credo che i miei genitori volessero solo essere dei normalissimi genitori che si prendono cura della loro famiglia, ma tutti noi realizzammo che loro avevano vissuto qualcosa di speciale e orribile allo stesso tempo," continua Mickey.

    Sono stati i loro figli a spronare i Bielski ad aprirsi su questa storia, anche se non fu mai facile. Un altro figlio di Tuvia, Robert Bielski ricorda: "Mio padre diventava molto emotivo quando raccontava storie inerenti a quel periodo e più invecchiava più questo aumentava. Così fu molto difficile ottenere la storia completa da lui. Quando inizia si vedeva l'emozione che provava e questa era talmente forte che non riusciva a continuare".

    La tenacia e la curiosità dei figli Bielski diede i frutti sperati. "Una volta che compresero quanto fosse importante per noi conoscere la storia, iniziarono il racconto e noi ne rimanemmo molto impressionati. Tutt'oggi lo sono ancora," racconta Ruth Bielski, la figlia di Tuvia Bielski.

    Zvi Bielski, uno dei figli di Zus, racconta che suo padre era un po' più disponibile del fratello maggiore nel descrivere gli avvenimenti. "Ci teneva sempre a sottolineare come si fossero presi la loro rivincita sui Nazisti. Ne era molto orgoglioso, ma lo era di più delle vite che avevano salvato. La vera eredità dei Bielski è l'essere riusciti a salvare molte vite che sicuramente sarebbero state spazzate via da quegli accadimenti," rammenta Zvi.

    Per i figli dei Bielski, l'idea di trasporre la loro storia in un film fu molto eccitante. Non perché la storia riguardasse i loro genitori ma perché significava che questa importante memoria non sarebbe andata perduta. "Mio padre sapeva che non avrebbe vissuto a lungo per vedere la diffusione di questa grande storia. È triste che ormai non ci sia più, ma credo che questo film renderà giustizia e onore alla loro memoria. La responsabilità adesso è nostra, consiste nel tramandare questa storia ai nostri figli e sperare che loro facciano lo stesso con i loro. Sono sicura che questo film renderà questo possibile," ci spiega Ruth Bielski.

    Robert Bielski ricorda che quando la sua famiglia incontrò Edward Ziwck per la prima volta a New York, gli sembrò che grazie a lui tutte le loro speranze si potessero realizzare. "Ci spiegò come sarebbe stato realizzato il film e sentimmo che era sulla strada giusta. Aveva compreso appieno il vero senso della storia e chi fossero in realtà stati i fratelli Bielski. Ciò che Edward inoltre comprese era l'importanza della testimonianza di così tanti sopravvissuti. Un monumentale collettivo di persone, quasi 1200 ebrei, che venne fuori da boschi e andò avanti con la loro vita, generando così la memoria di cinque generazioni," racconta Robert Bielski.

  • Spunti di Riflessione:


    1. Nel 1939 la Germania e l’Unione Sovietica strinsero un patto di non belligeranza. Quale furono i fatti storici sopravvenuti che spinsero Hitler a rompere l’accordo con Stalin?
    2. Quanto influì la grande sicurezza che il dittatore nazista sentì quando, nel 1938, Francia, Germania e Inghilterra, con i patti di Monaco, accettarono l’annessione della Cecoslovacchia da parte della Germania?
    3. Sempre nel 1938 la Germania (e purtroppo anche l’Italia) emanò le “leggi razziali” che condannavano a morte tutti coloro non appartenessero alla “razza ariana”. Vennero condotti, per essere uccisi, nei campi di sterminio (già esistenti dal 1935) rom, omosessuali, dissidenti politici, handicappati fisici e psichici (anche tedeschi e ciò provocò una ribellione tra la popolazione) ed ebrei. Quanto nei riguardi di questi ultimi, giocò il fatto che essi possedessero, ovunque, enormi ricchezze e fossero perciò parte dirigente nella gestione economica di ogni paese?
    4. La “notte dei cristalli”, avvenuta in Germania, segnò l’inizio dello sterminio del popolo ebraico europeo. Quando avvenne e a quali fatti si deve il nome di “notte dei cristalli”? Approfondite l’argomento.
    5. Uno degli stati dell’Unione Sovietica che, tra i primi, venne invaso dai nazisti, fu la Bielorussia (1941). E, mentre, in tutti gli altri paesi, conquistati dalla Germania, il popolo ebraico non ebbe reazioni e divenne vittima sacrificale di una politica di eliminazione orrenda e iniqua, gli ebrei bielorussi (o almeno una parte di essi) reagirono, lottando. E tra i loro capi ci furono i tre fratelli Tuvia, Zus e Asael Bielski, i protagonisti della storia narrata dal film. Quando e perché Tuvia, Zus e Asael decisero di darsi alla macchia e di combattere?
    6. Come e perché i Bielki riuscirono a convincere molti ebrei ad unirsi a loro?
    7. Nel gruppo di resistenza contro i nazisti, nascosto nei boschi bielorussi e in continua peregrinazione per evitare di essere scoperto dal nemico, prevaleva la speranza che, comunque, avrebbe raggiunto la salvezza o la convinzione che, se si dovesse morire, era meglio morire, combattendo?
    8. Quando i tedeschi, stanziati in Bielorussia, si resero conto di quanto questo gruppo partigiano ebraico fosse per loro una spina nel fianco e quali furono le loro reazioni per tentare di distruggerlo?
    9. I Bielski ebbero anche il coraggio di entrare nelle città occupate dai nazisti dove la popolazione ebraica non era ancora stata arrestata, per convincerla ad unirsi a loro. Quanti li seguirono e quanti si arresero, andando incontro a una morte certa?
    10. I nazisti impiegarono le loro forze per distruggere senza alcuna pietà i Bielski e il loro gruppo. Anche i Bielski reagirono senza alcuna pietà. Sia per i tedeschi che per i bielorussi si trattava di sopravvivenza. Può, secondo la vostra opinione, la violenza avere giustificazione?
    11. Elemento vitale del gruppo erano i combattenti, coloro che, depredando e uccidendo i nemici, permettevano alla comunità di continuare a vivere. Combattevano per le loro vite e per la sopravvivenza di coloro che a loro si erano affidati. Compirono, sotto gli ordini di Tuvia e Zus, molte azioni mortali per i loro nemici. Non avevano possibilità di avere pietù per alcuno oppure… in alcune situazioni appare in loro anche un minimo sintomo di partecipazione verso il nemico?
    12. Edward Zwick, il regista del film, sostiene che “ciascuno dei tre fratelli ebbe i suoi punti di forza che però senza il gruppo che formarono non avrebbero dato loro alcuna possibilità di sopravvivenza”. Siete d’accordo? Se sì o se no, chiarite la vostra opinione in merito.
    13. Tuvia, Zus e Asael crearono, quando si fermarono nella foresta del bosco di Nabilok, una vera e propria città, costruendo anche un teatro e una sinagoga. Era una maniera per dare al gruppo la consapevolezza che, pur di fronte a un pericolo continuo per la propria vita, si poteva continuare a vivere oppure, in loro c’era, comunque, un “desiderio di normalità”?
    14. Tuvia e Zus, uomini dal carattere forte spesso si scontrarono. Quali erano i motivi essenziali dello scontro?
    15. Tuvia, fin dall’inizio, prese il comando del gruppo, esercitando la sua autorità, equanimemente fra tutti, compresi i fratelli. Questo fu il motivo di base che provocò una reazione di Zus che stava per distruggere tutti?
    16. Asael, il minore dei Bielski, viveva con tormento la rivalità tra i fratelli. Riuscì mai a farli ragionare nei momenti in cui avvenivano gli scontri? E di quale dei due prendeva, comunque, le parti?
    17. La “gente del bosco” viveva, amava, soffriva e lottava: si formavano coppie, senza alcuna certezza del futuro. Eppure nel bosco, Tuvia trovò la donna della sua vita. E Zus e Asael? Approfondite l’argomento.
    18. Nel film, come nel libro da cui è tratto, “Gli ebrei che sfidarono Hitler” di Nechama Tec, appaiono due figure che sembrano un ricordo della normalità che la gente del bosco viveva prima dell’invasione nazista: Shiman e Isaac Malbin. Chi sono, quali sono i loro ruoli e perché, tra la gente del bosco, si sentono inutili? Approfondite l’argomento.
    19. Perché Tuvia e Zus, finita la guerra e trasferitisi a New York, il primo tassista e il secondo camionista, non vollero parlare, anche ai figli, del periodo eroico da loro vissuto?
    20. Oggi che si conosce la storia dei fratelli Bielski, essi e il loro gruppo sono definiti coloro che hanno posto in essere “la resistenza ebraica più grande nella storia della seconda guerra mondiale”. Fu a causa delle loro imprese e di coloro che salvarono o perché divennero l’esempio per la costituzione di altri gruppi che portarono altre 20.000 ebrei alla salvezza? Dopo aver approfondito, storicamente, l’argomento, esprimete la vostra opinione in merito
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