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Genitori & Figli: agitare bene prima dell'uso

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    Il confronto-scontro tra il mondo degli adulti e quello dei giovani di oggi attraverso lo sguardo disincantato della quattordicenne Nina.

    Quando una mattina il suo professore d’italiano, Alberto - reduce da una furibonda lite con il figlio Gigio, perché il ragazzo vuole partecipare alla selezione per la trasmissione televisiva “Il grande fratello”, assegna alla classe un tema del titolo “Genitori e Figli: istruzioni per l’uso”, per lei è l’occasione di parlare, per la prima volta a cuore aperto, della sua famiglia: dei due genitori Luisa, caposala d’ospedale, e Gianni che ha lasciato moglie e figli per vivere su una barca; dell’amicizia che lega la madre a Clara e di quella un po’ particolare con il collega Mario; dell’inspiegabile razzismo del fratellino Ettore che crea infiniti problemi a scuola con gli alunni stranieri fino a infilare, con forza, una matita puntuta nel collo di Garko, un rom che sta nella sua classe e della ricomparsa all’improvviso di una misteriosa nonna dopo vent’anni.

    Ma soprattutto Nina racconta di sé: delle sue amiche, della prima tragicomica serata in discoteca, delle uscite con i ragazzi più grandi e del suo primo innamoramento per Patrizio Cafiero, un buffo ragazzo dall’ancora più buffo soprannome, Ubaldolay. La penna di Nina riserverà non poche sorprese anche ad Alberto e a sua moglie Rossana che, dalla lettura del tema, scopriranno di Gigio, cose che, in vent’anni, non avevano mai nemmeno sospettato: come il loro figliolo avesse salvato dall’annegamento un’omonima (o forse la stessa) Ornella Vanoni o come, silenziosamente avesse, una notte, attraversato a nuoto una grande piscina che ospitava un enorme orca marina.

    Nina vuole bene a tutti anche se tutti, in un modo o nell’altro, la fanno soffrire. Luisa, ad esempio, sua madre quando torna a casa, stanca dal lavoro ed è irritata per altri problemi, non trova di meglio che cercare di litigare con lei; eppure quando Nina, per caso, incontra Gianna Nannini di cui sono fans sia lei che la mamma, si fa scrivere, sulla maglietta, una dedica, dando il nome di sua madre e non il suo.

    E suo padre? Gianni Amadesi è fondamentalmente un timido che vive da solo in una barca e che, nel momento in cui, spinto dalla moglie, deve spiegare a Nina l’importanza della “prima volta”, di metafora in metafora, mette in piedi un discorso buffissimo che la figlia, divertendosi, innocentemente registra con il telefonino. E proprio quella registrazione viene, messa in rete da due amiche più “vissute” di Nina che non si rendono conto del male che faranno a lei e a suo padre, procurando a entrambi un grande dispiacere e coinvolgendo un papà, in fondo così timido e buono. E la decisione di affrontare la “sua prima volta, spinta dalle solite amiche, come fosse un pensiero da togliersi (fatto che poi non accade) non è la dimostrazione di quanto Nina, pur cercando affetto da tutti, si senta sola? Ma, quasi nello stesso momento avvengono due fatti che sconvolgono piacevolmente la sua vita: ha finalmente un ragazzo, Patrizio e, improvvisamente, riappare una sua misteriosa nonna, la mamma di suo padre che il figlio, per quanto ha sofferto per colpa sua, quand’ella viene ricoverata in ospedale, si rifiuta di vedere. Questa nonna è una sorpresa per Nina perché con lei può parlare di tutto, certa di esser compresa anche se è proprio nonna Lea che le fa un po’ male, svelandole la relazione che sua madre ha con Mario un altro infermiere.

    Nina, comunque, comincia a vivere serena fino a che, dopo una tenerissima “prima volta” nella casa della nonna, è proprio sua nonna che….. Da Alberto, intanto, si continua a litigare sotto l’occhio rassegnato di Rossana, moglie del’uno e madre dell’altro. Non c’è niente da fare, padre e figlio camminano su binari diversi, hanno idee diverse, sognano (forse più Gigio che Alberto) cose diverse ma, anche se sembrano non sopportarsi …., in fondo, in fondo, si vogliono bene.

  • Genere: Commedia
  • Regia: GIOVANNI VERONESI
  • Distribuzione: FILMAURO
  • Produzione: AURELIO DE LAURENTIIS & LUIGI DE LAURENTIIS
  • Data di uscita al cinema: 2010
  • Sceneggiatura: Giovanni Veronesi, Ugo Chiti, Andrea Agnello
  • Direttore della Fotografia: Tani Canevari
  • Montaggio: Marco Spoletini
  • Scenografia: Luca Merlini
  • Costumi: Gemma Mascagni
  • Attori: Silvio Orlando, Luciana Littizzetto, Michele Placido, Elena Sofia Ricci, Margherita Buy, Max Tortora, Piera Degli Esposti, Chiara Passarelli, Emanuele Propizio, Andrea Fachinetti, Matteo Amata
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:


    Personaggi


    NINA AMADESI

    Anni: 14 anni, quasi 15 (importante specificarlo)

    Professione: studentessa, IV ginnasio.

    Genitori: Luisa e Gianni Amadesi.

    Fratelli: Ettore “Hitler” Amadesi.

    Amiche del cuore (Quasi-sorelle): Clarissa e Giovanna, detta anche Giovannona o Nona.

    Passatempo preferito: Correre con lo scooter e sputtanare la sua famiglia nei compiti in classe d’italiano.

    Cibo preferito: Onnivora.

    La cosa che odia di più è: vedere sua madre ballare la danza del ventre.

    Segni particolari: Per sua grande fortuna, viene spesso tagliata nelle fotografie...

    ETTORE AMADESI

    Anni: 8

    Professione: studente

    Genitori: Luisa e Gianni Amadesi

    Sorelle: Nina Amadesi

    Fratelli: Nessuno (per fortuna...)

    Passatempo preferito: combattere contro nemici inesistenti nella sua stanzetta.

    Cibo preferito: Pizza e panna cotta

    La cosa che odia di più è...: la barca di suo padre

    Segni particolari: Razzista, tendente all’uccisione bruta di bambini rom.

    Le parole di Nina: “Nessuno se ne era accorto, ma dopo la separazione di mio padre e mia madre Ettore aveva cominciato a covare qualcosa di veramente tremendo…”

    LUISA AMADESI

    Anni: 44, 11 mesi e 22 giorni (ma cosa ridete?! Sono ancora 44!)

    Professione: Infermiera caposala.

    Figli: Ettore e Nina Amadesi.

    Stato civile: Coniugata con Gianni Amadesi e da poco tempo felicemente separata.

    Amante: Uno, ma ancora per poco...

    Hobby: Danza del ventre.

    La persona che odia di più è: suo marito.

    La cosa che odia di più è: sempre suo marito.

    Amica del cuore: Clara.

    Passatempo preferito: litigare con suo marito e – in mancanza – con Nina.

    Segni particolari: Una grandissima pazienza (dice lei...)

    Le parole di Nina: “Sono due le cose che mi uniscono a mia mamma...la prima ancora non l’ho trovata, la seconda è sicuramente Gianna Nannini”

    GIANNI AMADESI

    Anni: 50 (già da un paio di anni)

    Professione: Titolare di un negozio di articoli da pesca.

    Figli: Nina e Ettore Amadesi.

    Stato civile: Coniugato con Luisa Amadesi e da poco tempo felicemente separato.

    Amante: Una... (solo una? Hmmm...)

    Passatempo preferito: Strafogarsi di spaghetti coi moscardini.

    La cosa che ama di più: la sua barca.

    Segni particolari: Ha un pessimo rapporto con sua madre.

    Le parole di Nina: “Un padre fossile, a cui troppo spesso scorreggia il cervello”

    LEA AMADESI

    Anni: ...Cafone, non si chiede l’età a una signora!

    Figli: Gianni Amadesi.

    Nipoti: Luisa e Ettore Amadesi.

    Stato civile: Parecchio vedova.

    Fedina penale: Parecchio sporca.

    Amanti: Ne ha perso il conto.

    Passatempo preferito: Spennare a carte le sue vicine di casa.

    La cosa che ama di più è: la sua collezione di bottigliette di whisky “mignon”.

    Segni particolari: Giocatrice d’azzardo, con un passato di droga e prostituzione…

    Le parole di Nina: “E’proprio il caso di dire che mia nonna non si è fatta mancare niente nella vita…”

    MARIO

    Anni: Fatti i fatti tuoi.

    Figli: 3, di cui uno obeso.

    Moglie: 1, ma formato famiglia, very XXL.

    Professione: Infermiere.

    Amante: Ahò! Certo che sei impiccione!

    Passatempo preferito: Sparare cazzate.

    La cosa che ama di più è: tenere il piede in due scarpe.

    Segni particolari: Alto due metri, un po’ paraculo, ma di una simpatia contagiosa.

    CLARA

    Anni: 40 (portati alla grande)

    Figli: Scherziamo?

    Marito: Sei matto?

    Amanti: Ecco, quelli sì!

    Passatempo preferito: Astrologia

    La cosa che ama di più è: Rubare i mariti delle altre

    La cosa che odia di più: gli ami da pesca.

    Le parole di Nina: “Abbastanza zoccola da non potersi fidare di lei...”

    ALBERTO

    Anni: 55

    Professione: Professore di lettere.

    Stipendio: Quasi quattro milioni di lire del vecchio conio.

    Figli: Luigi, detto “Gigio”.

    Moglie: Rossana.

    Amanti: non pervenute.

    Passatempo preferito: Fare a cornate con suo figlio litigando furiosamente fino all’alba.

    La cosa che odia di più è: il “Grande Fratello”.

    La cosa che ama di più: i suoi studenti.

    LUIGI, per gli amici GIGIO

    Anni: 18 abbondanti.

    Professione: Studente universitario.

    Fidanzate: Dice che è meglio chiamarle “amiche”...

    Passatempo preferito: Fare provini per pubblicità e reality show.

    La cosa che ama di più: Tutte quelle che odia suo padre.

    La cosa che odia di più: Tutte quelle che ama suo padre.

    Segni particolari: Animalista convinto e grande appassionato di orche.

    Le parole di Nina: “Uno con l’ X-Factor nel sangue”

    ROSSANA Per gli amici: Rossana.

    Anni: Qualunque sia l’età se la porta bene.

    Professione: Madre di Luigi e moglie di Alberto. Un mestiere terribile!

    Passatempo preferito: Buttare il cellulare nella spazzatura mentre litiga con sua madre.

    La cosa che odi di più: sentire gente che litiga.

    La cosa che ama di più: quei brevissimi istanti di silenzio tra una litigata e l’altra.

    Segni particolari: Rassegnata.

    PATRIZIO CAFIERO, meglio noto come UBALDOLAY

    Anni: 17

    Genitori: sconosciuti. Forse lo hanno rinnegato da piccolo.

    Professione: Studente dai molti debiti.

    Passatempo preferito: Tirare gavettoni alle ragazze. Meglio se carine.

    La cosa che ama di più: andare in discoteca. Meglio se con ragazze carine.

    La persona che ama di più: Nina. Ma non lo ammetterebbe mai...

    La sua paura fottuta: i test di gravidanza.

    Segni particolari: Un soprannome improbabile.

     

    NOTE DI REGIA

     

    Questo è un film dedicato e, si sa, i film dedicati o sono più belli o sono più brutti. Certo, perché ci si mette dentro tanto di sé e ci si espone al giudizio come nervi scoperti.

    Questo lavoro è stato per me un continuo entrare e uscire dal passato, non tanto per le vicende che racconto, quanto per il clima, le atmosfere, i dialoghi, i nomi propri dei protagonisti, che sono tutti quelli della mia famiglia. Dopo la scomparsa dei miei genitori, tutti e due partiti nell’arco di pochi mesi uno dall’altro, ho compreso il vero valore della famiglia anche se ormai non la chiamo più così, bensì il “branco”!

    Consapevole del fatto che esiste tutta una schiera di bravi registi che saprebbero e sanno raccontare meglio di me la famiglia allargata o gli screzi tra genitori e figli, ho preferito raccontare solo il “branco” e cioè quel nucleo piccolo e forte che comprende unicamente gli affetti veri, gli amori per sempre e non il resto. Nel film tutto questo è riassunto in una scena, quella delle ceneri, in cui si vede chiaramente che solo il nucleo centrale della famiglia e quindi il “branco” potrebbe vivere un momento del genere. Le famiglie allargate sono una sciocchezza del nostro tempo, sono un espediente per vivere in pace col proprio passato e i propri errori ma non esistono davvero. I veri affetti, gli amori per sempre non sono ne allargabili ne restringibili, sono loro e basta. Rimangono tali anche contro le tue volontà e alla fine, prima o poi, ci dovrai fare i conti. Ecco perché ho voluto raccontare i genitori e i figli, perché loro fanno parte del “branco”.

    I dialoghi, le discussioni, i litigi, le totali incomprensioni di una vita, tutto questo non basterà mai a dividere un “branco”. Mi sono divertito molto con Chiti e Agnello a scrivere la sceneggiatura di questo film perché si trattava di cavar fuori da ognuno di noi qualche segreto del passato, qualche episodio della propria vita mai raccontato e io cercavo di capire senza domandarlo, se quelle idee erano frutto della fantasia o reali accadimenti della loro adolescenza. Quando si fa un film del genere ci si mette in gioco per davvero. So che mio fratello Sandro quando vedrà il film avrà un sussulto non indifferente davanti a certe scene ma questo è il prezzo che si paga quando si vuole rendere omaggio a qualcuno che non c’è più, bisogna raccontare i dettagli, magari solo in quella scena, ma essere precisi, pignoli. C’è un aspetto della mia vita però che non riesco a nascondere più di tanto ed è quello della comicità degli eventi, anche i più drammatici. Trovo sempre il modo per renderli divertenti alla fine. Non so perché, forse un buon analista me lo saprebbe spiegare? Comunque il film è la dedica che ho messo in fondo, perché non siamo mai pronti, nemmeno quelli che dicono di esserlo come me: “Questo film è dedicato ai miei genitori scomparsi prematuramente a ottant’anni”.

  • Spunti di Riflessione:


    di L.D.F.

    1. Da sempre, si può, affermare, ci sia stata una divergenza di vedute tra un padre e un figlio, ma mai, come in questo periodo, le aspirazioni dell’uno sono completamente diverse da quelle dell’altro. Dalla laurea e un lavoro sicuro, alla partecipazione a una qualsiasi trasmissione televisiva. Secondo voi chi ha ragione tra Alberto e Gigio nella storia del film?

    2. E’ evidente che Gigio sia, per il padre, una delusione ma, nonostante questo, Alberto non si vuole arrendere. Secondo voi perché? E sempre secondo voi Alberto ha una possibilità che, con il passare degli anni, il figlio condivida i suoi punti di vista?

    3. Gigio vive, comunque, in una famiglia dove i due genitori, pur non andando molto d’accordo, sono uniti. Per Nina, la vera protagonista del film, al contrario, la situazione è diversa: i suoi genitori, Luisa e Gianni, si sono separati: Luisa è rimasta con Nina e suo fratello Ettore e Gianni vive da solo in una barca. Quanto questa situazione fa sì che Nina sia succube di due sue amiche molto più “vissute” di lei?

    4. Particolarmente in due situazioni lo stato di soggezione di Nina di cui parliamo nella domanda precedente appare evidente. In occasione della cosiddetta “prima volta” e quando, con l’indifferenza delle persone egoiste, le due “amiche” mettono in rete un video di Gianni, il papà di Nina. Siete d’accordo su queste osservazioni? Commentate.

    5. Secondo la vostra opinione, è possibile che il momento in cui una ragazza faccia l’amore per la prima volta, debba basarsi sul fatto che “siccome tutte hanno provato l’esperienza” è meglio “togliersi il pensiero”, considerando l’atto un “fatto tecnico” e basta?

    6. Gianni e Luisa, separatamente e in due diversi momenti della storia, dicono a Nina, che, per loro, ella è stata una grande delusione. Secondo voi hanno ragione tutti e due oppure… Esprimete la vostra opinione in merito.

    7. E sempre secondo voi, Gianni meritava che, con la tacita connivenza della figlia, le due presupposte e presupponenti amiche mettessero in rete un suo discorso a Nina?

    8. Ettore, il fratello di Nina, pur avendo solo otto anni, è un razzista convinto. Quanto pensate che questo suo atteggiamento, sia almeno in parte, dovuto al clima di guerra che, fin dalla nascita, ha vissuto nella sua famiglia?

    9. Ettore, in classe, ferisce Garko, un suo compagno rom. Quale è la vostra opinione relativa al fatto che, quando Luisa va nel campo a chiedere scusa per suo figlio, si vede chiedere soldi?

    10. Luisa, caposala in un grande ospedale romano, ha una relazione con Mario, un altro buffo ed egoista infermiere del nosocomio. Cosa vorrebbe Luisa da Mario che egli non ha mai pensato di darle?

    11. Quando e come nella vita di Nina entrano Patrizio, detto Ubaldo Lay e Gigio, lo stesso figlio di Alberto che poi è il suo professore?

    12. Cosa vuole dimostrare Gigio nell’attraversare, a nuoto di notte, una grande piscina, dimora di un orca marina?

    13. Qual è la reazione di Luisa, quando proprio nell’ospedale dove ella lavora, entra Lea, la madre del suo ex marito che ella aveva conosciuto a malapena e di cui aveva una bruttissima opinione?

    14. Qual è la reazione di Gianni, quando apprende da Luisa che sua madre si è ricoverata e a lui toccherebbe firmare l’autorizzazione per un intervento?

    15. Perché Nina va a cercare questa sua nonna sconosciuta in ospedale e perché tra la ragazza e nonna Lea si stabilisce subito un rapporto affettuoso?

    16. In un momento del film la nonna, parlando alla nipote della sua vita passata, le dice che vivere con suo nonno per lei era stato come sentirsi in prigione e per questo motivo era fuggita e da allora aveva cominciato finalmente a vivere. Nina le risponde: “Ma nonno, per questo motivo, al contrario di te, è morto”. Commentate.

    17. Qual è la vostra opinione su Lea, una donna che ha abbandonato non solo il marito ma soprattutto il figlio per vivere liberamente? Secondo voi ha ragione Gianni a non volerla vedere?

    18. E’ giusto, per voi, affermare che un legame tra una madre e, un figlio non si spezza mai? E’ questo che accade quando Gianni riceve una telefonata … Esprimete la vostra opinione in merito.

    19. E’ lo stesso legame pur in chiave diversa e molto meno dolorosa che porta Nina, quando incontra Gianna Nannini a …..

    20. Quanto contribuisce nonna Lea a far sì che la “prima volta” di Nina sia dolce e tenera? Quanta incoscienza o quanta saggezza c’è, secondo voi, in nonna Lea, ormai conscia di essere giunta al termine della sua vita?

    21. In una delle prime scene del film, le due amiche “vissute” di Nina le spiegano come tutelarsi nel momento in cui si ha rapporti intimi con un ragazzo. Nella sua “prima volta” con Patrizio, Nina ha dimenticato quegli insegnamenti o non ha dato ad essi importanza, vivendo in un momento particolarmente coinvolgente?

    22. Quale significato date alla bellissima scena in cui dopo la morte della madre, Gianni, in barca con tutta la famiglia, sparge le ceneri di Lea in mare e subito dopo… Commentate.

    23. Nella frase del tema di Nina, nel momento in cui la ragazza racconta la scena della quale parliamo nella domanda precedente, c’è una frase: “non ci sentivamo più una famiglia, sembravamo coetanei!” Il regista Giovanni Veronesi ha definito, sempre riguardo allo stesso momento del film, i quattro che sguazzavano nell’acqua “un branco felice”. Siete d’accordo? Se si o se no chiarite le vostre motivazioni.

    24. Oggi noi viviamo nel villaggio globale, vaticinato da Marshall McLuhan nel secolo precedente. Ma sicuramente anche il massimediologo canadese non riuscì a presupporre che il “suo” villaggio globale divenisse oggetto e soggetto di una multimedialità vasta, così eminentemente superficiale e in grado, con i suoi continui e martellanti messaggi, di modificare l’umanità nei singoli individui anche nei loro rapporti più intimi e personali. Secondo la vostra opinione quanto il comportamento dei personaggi principali del film di Veronesi è condizionato dal vastissimo e, proprio per questo motivo, incontrollabile villaggio multimediale che ci circonda e in cui tutti noi siamo immersi?

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