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Adam resurrected

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    Israele 1961: Adam Stein è uno dei pazienti dell’istituto mentale per i sopravvissuti all’Olocausto. Prima della guerra, a Berlino, era un artista molto amato dal pubblico.

    Poi il campo di concentramento, a cui sopravvive diventando il “cane” del comandante del campo, intrattenendolo mentre sua moglie e sua figlia sono mandate a morire nelle camere a gas.

    Un giorno, nell’ospedale, Adam “annusa” un altro “cane”, un giovane cresciuto chiuso in una cantina, legato a una catena.

    I due si riconoscono per quello che sono e iniziano insieme un percorso di crescita e cura.

    L’amicizia e la condivisione di una situazione così bassa dell’esistenza, li porterà alla ricerca della vita là fuori, verso una possibile rinascita.

  • Genere: drammatico
  • Regia: Paul Shrader
  • Titolo Originale: Adam resurrected
  • Distribuzione: One Movie
  • Produzione: Bleiberg Entertainment
  • Durata: 106’
  • Sceneggiatura: Yomar Kaniuk
  • Direttore della Fotografia: Sebastian Edschmid
  • Montaggio: Sandy Safeels
  • Scenografia: Alexander Manasse
  • Costumi: Inbal Shuki
  • Attori: Jeff Goldblum, William Dafoe, Derek Jacobi, Ayelet Zurer, Hana Laszlo, Joachim Kròl, Jenya Dodina
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

    NOTE DI PRODUZIONE

    Fin dalla sua pubblicazione nel 1968, il romanzo ADAM RESURRECTED (Adamo risorto) di Yomar Kaniuk ha creato delle controversie, suscitando l’ammirazione dei più famosi scrittori e critici letterari nel mondo.

    L’autore aggiunge qualcosa di nuovo al discorso sulla catastrofe e sulla sopravvivenza: una graffiante ricerca di risposte a una domanda che continua a essere attuale - come possono le anime distrutte, bisognose di amore, risate e desiderio, sopravvivere nel profondo degli esseri umani quando sono travolte da terrore e assurdità?

    Più di quarant’anni dopo la pubblicazione del libro, ADAM RESURRECTED è finalmente divenuto un film, diretto da Paul Schrader, con Jeff Goldblum, nel suo “ruolo più impegnativo e temerario”, Willem Dafoe, Derek Jacobi e Ayelet Zurer.

    Per anni un gran numero di registi ha girato intorno a ADAM RESURRECTED nel tentativo di trasformarlo in un film, ma nessuna sceneggiatura è mai stata portata a compimento.

    A un certo punto addirittura Orson Welles fu ingaggiato per il ruolo di Adam, ma delle complicazioni finanziare fecero saltare il progetto.

    È stato Ehud Bleiberg, produttore dell’acclamato La banda, nato in Israele ma di base a Los Angeles e fondatore della Bleiberg Entertainment, a portare finalmente a compimento il processo.

    «Con ADAM RESURRECTED Yoram ha creato una storia nella quale un uomo portato all’estremo della sua esistenza viene spogliato della sua umanità così tanto da poter vivere soltanto come un cane. A questo punto gli domanda: cosa succede alla tua anima dopo la devastazione? Come può la mente umana risuscitare dopo una tale esperienza? Prima di questo libro, nessuno aveva mai raccontato la storia del secondo dopoguerra, quando i sopravvissuti camminavano per la terra feriti, cercando di tornare a vivere una vita normale. Adam è testimone di una tragedia forte, ma alla fine è in grado di tirarsi fuori dalla caverna e uscire alla luce del sole», racconta il produttore, dopo una trattativa per ottenere i diritti durata diciotto anni.

    Dopo essersi assicurato i diritti, Bleiberg ha cominciato a cercare uno sceneggiatore che potesse trasformare un complesso insieme di umorismo nero e ricca immaginazione, composto da un flusso di coscienza ininterrotto, in una struttura più adatta a una sceneggiatura.

    Dopo aver sentito parlare dello sceneggiatore Noah Stollman, nativo di Cleveland ma cresciuto in Israele, che ha recentemente adattato per lo schermo il popolare romanzo di David Grossman

    Qualcuno con cui correre, Bleiberg ha cominciato a pensare di avere trovato la giusta devozione e la risorsa necessaria.

    Stollman ricorda: «Il romanzo è il primo che realmente osa guardare all’Olocausto con un humor tagliente.

    Molti scrittori israeliani hanno cercato di farlo, ma Kaniuk è stato un iconoclasta.

    Penso che sia arrivato a ciò partendo da uno dei migliori approcci per introdurre questo materiale oscuro a una nuova generazione, a un pubblico differente - con un senso dell’umorismo e un'ironia che lo rende più umano e approcciabile.

    Questo è ciò che rende la storia così avvincente e senza tempo». Sono stati necessari due anni di serrata collaborazione tra Stollman e Bleiberg, ma alla fine sono arrivati a un soggetto che ha cominciato ad attirare l’attenzione.

    Quando Bleiberg incontra Werner Wirsing, il produttore tedesco del film 2 Days in Paris di Julie Delpy e capo di 3L Filmproduktion, Wirsing ha trattenuto a stento le lacrime sentendo la storia di Adam Stein.

    Per Wirsing il progetto diventa personale: «Da tempo credo che i tedeschi nati dopo la seconda guerra mondiale abbiano sviluppato un maggiore senso di responsabilità verso il futuro, una responsabilità di lavorare per la pace e migliorare le relazioni con gli ebrei».

    «Alcuni importanti registi hanno risposto alla proposta, ma erano riluttanti a portare avanti il progetto. Erano spaventati nell’affrontare questo soggetto», spiega Bleiberg. «Mi ci è voluto del tempo per realizzare l’idea che avessimo bisogno di un regista che si spingesse oltre i confini della normalità, che potesse immergere noi e lui in questa storia non convenzionale in modo aperto e immersivo».

    Bleiberg afferma: «Sapevo che Paul Schrader era una persona molto intelligente e un fantastico regista, ma avrebbe potuto veramente realizzare Adam? È stato guardando Mishima e vedendo come ha saputo rendere questa storia così distintamente giapponese in modo tanto semplice che mi sono convinto. Penso che Paul abbia apportato una forza nuova al film: per lui Adam non è semplicemente un ebreo e un sopravvissuto, ma un personaggio universale che ognuno può caratterizzare in mille modi diversi».

    Dopo aver letto il romanzo di Yomar Kaniuk, Paul Schrader ha intravisto le radici della controversia che il libro continua a destare: «È un atto di immaginazione che muove da eventi sacri verso un domandarsi continuo, ma non è riverente», ha affermato.

    «È una black comedy sulla sopravvivenza, che qualche persona rifiuta. Personalmente non sono mai stato interessato a girare film che trattassero l’Olocausto, perché è un argomento già ampiamente trattato al cinema. Ma questo progetto mi ha interessato proprio perché è una storia così diversa, così originale».

    Campi di sterminio e campi di concentramento

    Ricerche di L.D.F.

    Il campo di sterminio (Vernichtungslager per i nazisti), era un campo in cui le persone che vi entravano avevano un destino unico: la morte. Erano progettati appositamente per questo scopo, infatti erano dotati di molte camere a gas e forni crematori in modo che il terribile "lavoro" degli aguzzini fosse svolto con la massima celerità. il più celebre campo di sterminio è sicuramente quello di Auschwitz- Birkenau.

    Nei campi di sterminio già attivi in Germania alla fine degli anni ’30, veniva realizzata quella che i nazisti chiamavano la “soluzione finale" nei riguardi del popolo ebraico (oltre 6 milioni di vittime). In questi campi, oltre a Auschwitz citiamo anche Bergen - Belsen, Treblinka, Sobibor e Chelmno (che fu il primo), in nome dello “spazio vitale”, teorizzato da Friedrich Ratzel, che spettava di diritto a coloro che appartenevano alla razza ariana, venivano uccisi anche rom, considerati elementi di una sottorazza e malati fisici e mentali iniziando dagli stessi tedeschi, in nome della purezza della stirpe. Ad Auschwitz come gas veniva usato lo Zyklon B gas che procurava una morte, anche se dolorosa, rapida, ma, negli altri campi, veniva adoperato il monossido di carbonio più economico ma meno efficiente che prolungava l’agonia dei condannati.

    Il 27 gennaio 1944 i soldati russi entravano ad Auschwitz.

    I campi di concentramento (Konzentrazionlager o KZ) nacquero in Germania, già nel 1933, allo scopo di rinchiudere "elementi pericolosi per lo Stato" (principalmente politici, criminali, asociali e omosessuali).

    Il loro scopo originario era "rieducare" (cioè terrorizzare) i prigionieri in vista di un loro eventuale rilascio.

    Con lo scoppio del conflitto tali rilasci - che fino ad allora erano stati sporadici - si bloccarono del tutto. Il loro fine non fu mai l'uccisione sistematica dei prigionieri anche se, a partire dal 1942, il lavoro sempre più pesante e brutale, unito alla scarsità di alimenti, portò a vere e proprie stragi tra gli internati.

    L'ubicazione e l'esistenza dei campi di concentramento era ben conosciuta dai tedeschi comuni visto che il regime nazionalsocialista non li tenne mai nascosti.

    Uno dei più famosi fu il campo di Mauthausen dove i prigionieri venivano fatti lavorare, a ritmi massacranti, in una cava di pietra.

    Per campo di concentramento (o campo di internamento), essenzialmente per militari prigionieri di guerra, si intende una struttura carceraria principalmente all’aperto con baracche allineati ai lati. È solitamente provvisoria, atta a detenere grandi quantità di persone, destinate (nel migliore dei casi) ad essere scambiate o rilasciate alla fine del conflitto. Le condizioni di vita dei prigionieri di questi campi erano e sono regolate dalla Convenzione di Ginevra nel rispetto dell’uomo e del soldato. La Germania, durante la II Guerra Mondiale dal ’39 al ’42, seguì gli obblighi di tale convenzione fino a che, in piena campagna di Russia, Hitler dette ordine di non fare più prigionieri.

  • Spunti di Riflessione:

    di L.D.F.

    1) Quanti tra coloro che sono riusciti a sopravvivere ai campi di sterminio nazisti hanno potuto affrontare una nuova vita, ricordando ma non subendo i ricordi?

    2) Primo Levi, il grande scrittore di “Se questo è un uomo”, sopravvisse ad Auschwitz ma non a ciò che aveva subito e, dopo anni, il suicidio gli sembrò l’unica via di uscita dagli incubi che lo perseguitavano. Forse non voleva più ricordare di “essere un uomo”? Commentate.

    3) Quanti sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti non sono riusciti a dimenticare ciò che hanno dovuto subire?

    4) Adam Stein, prima della guerra e della deportazione, era un ebreo tedesco, un artista noto, molto amato dal pubblico. I primi ad essere perseguitati dal nazismo furono i tedeschi di religione ebraica. Perché i nazisti hanno cominciato ad attuare la loro tremenda “soluzione finale” proprio in Germania tra concittadini di religione diversa ma, comunque, del loro stesso paese? A proposito ci sono opinioni diverse.

    • a) Lo “spazio vitale” teorizzato da Friedrich Ratzel che spettava di diritto a uomini e donne di pura razza ariana non poteva essere occupato, anche se in parte, da gente appartenente a una razza diversa
    • b) Gli ebrei tedeschi, come del resto tutti quelli che vivevano e vivono in ogni altra parte del mondo (tranne che ad Israele, il loro Stato, in cui sono occupati a difendersi), erano dediti all’industria e al commercio; erano tutti in una buona condizione economica se non ricchi e ricchissimi. Quindi, secondo molti storici, la teoria dello spazio vitale è della pura razza ariana che piaceva tanto alle folle, serviva a coprire il ladrocinio delle ricchezze ebraiche che determinò, per i nazisti, una grande forza economica, forse la più forte in quel periodo storico, a livello europeo e statunitense. Qual è la vostra opinione su queste due diverse prese di posizione da parte degli storici?

    5) La persecuzione degli ebrei tedeschi rimase latente fino al 1938, quando avvenne la “Notte dei Cristalli”. Cosa accadde in quella tragica notte?

    6) Gli ebrei che compresero la tragicità della situazione fuggirono dalla Germania verso gli Stati Uniti tra cui molti registi che resero grande il cinema americano come Fritz Lang, Ernst Lubitsch e Billy Wilder. Altri si imbarcarono per la Palestina che, allora, era sotto il protettorato inglese, vennero respinti all’arrivo e dovettero ritornare indietro. Altri rimasero e furono i primi a morire. Questo momento storico è poco conosciuto, forse, perché almeno per la seconda parte della domanda è per molti Stati europei “politicamente opportuno non conoscerlo”. Approfondite l’argomento.

    7) Con l’approvazione, nel 1938, delle leggi razziali di Norimberga, la situazione di vita della popolazione ebraica tedesca divenne molto difficile. Quali erano le regole loro imposte da tali leggi?

    8) Anche in Italia, nel 1938, furono promulgate le leggi razziali che facevano degli ebrei italiani, cittadini di serie B ma, fino all’annuncio dell’armistizio dell’Italia con gli anglo-americani (9 settembre 1943), non ci furono persecuzioni. Basti pensare che la tragica retata al ghetto di Roma avvenne il 16 ottobre 1943. Secondo voi qual è il motivo di questa diversa situazione, rispetto alla Germania e agli altri paesi, tra il ‘39 e il ’43, conquistati dai nazisti?

    9) I campi nazisti venivano divisi in campi di sterminio (Auschwitz-Birkenau), campi di concentramento (Mathausen) e campi di concentramento o di internamento per prigionieri di guerra, soggetti, questi ultimi, al rispetto di quanto stabilito nella Convenzione di Ginevra. Approfondite le vostre conoscenze su queste tre diverse situazioni.

    10) Nei campi di sterminio gli uomini non erano considerati uomini ma animali o oggetti che si potevano adoperare o distruggere impunemente. Perché Adam, appena arrivato al campo, comprende che sua moglie e suo figlio non sopravviveranno?

    11) Il comandante Klein da cui dipende il campo, costringe Adam a vivere come se fosse il suo cane, a seguirlo a quattro zampe ovunque, ad abbaiare a una sua richiesta. C’è da chiedersi, modificando il concetto del titolo del libro di Primo Levi che abbiamo citato nella seconda domanda “se questo ufficiale nazista è stato un uomo” o fu una bestia priva di ogni umanità come purtroppo lo furono molti altri comandanti e SS ai loro ordini nei tanti campi in cui si compivano uno dei genocidi più dolorosi della storia. Commentate.

    12) Adam, liberato, ha dimenticato di essere un uomo e continua a comportarsi come un cane nell’istituto mentale israeliano per i sopravvissuti dell’Olocausto. Ha dimenticato o non vuole ricordare? Come lo aiuta il dott. Nathan Gross a ritrovare la sua umanità?

    13) Quando e come, nell’ospedale, Adam sente o meglio “annusa” la presenza di un altro “cane”?

    14) Chi è questo cane e cosa gli è accaduto perché abbia caratteristiche comportamentali simili a quelle di Adam?

    15) Quando e perché i due riescono a iniziare insieme un percorso di crescita, in nome di un sentimento, come quello dell’amicizia che avevano entrambi dimenticato esistesse?

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