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Invictus

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

    INVICTUS
    o sport ha il potere di cambiare il mondo.

    ha il potere di ispirare,

    ha il potere di unire il popolo,

    come poche altre cose fanno.

    Nelson Mandela

      

    Introduzione

    "Invictus" racconta la vera storia di come Nelson Mandela e il capitano della squadra di rugby del Sud Africa, Francois Pienaar lottarono insieme per la pacificazione del loro Paese.

    Il neo eletto presidente Mandela era consapevole che la sua Nazione era divisa dall'apartheid e, sperando di poter riunire il suo popolo con il linguaggio universale dello sport, spinse la squadra di rugby del Sud Africa formata esclusivamente da bianchi, alla vittoria del Campionato del Mondo del 1995.

    La finale della Coppa del Mondo del 1995 è stata, per molta gente, solo un'emozionante partita di rugby, ma per il Sud Africa ha rappresentato un momento cruciale della storia del Paese; un'esperienza condivisa che ha aiutato a sanare le ferite del passato e a infondere speranza per il futuro. L'artefice di questo evento epocale è stato il Presidente Nelson Mandela e i protagonisti i giocatori della squadra sudafricana di rugby, gli Springboks, guidati dal loro capitano, Francois Pienaar.

    "Invictus" racconta come il presidente Mandela e Francois Pienaar abbiano unito le loro forze per trasformare speranze individuali: per il Presidente unire il Paese, sotto una sola bandiera, per il capitano vincere, con la sua squadra, la Coppa del Mondo, in un obiettivo comune con il motto: "Una squadra, un Paese".

    Mandela chiese a Pienaar di guidare la squadra alla vittoria, citando una poesia che era stata la sua fonte di ispirazione durante gli anni trascorsi in prigione, "Invictus", di William Ernest Henley.

      

    INVICTUS

    "Dal profondo della notte che mi avvolge,

    buia come il pozzo che va da un polo all'altro,

    ringrazio tutti gli dei per la mia anima indomabile.

    Nella morsa delle circostanze,

    non ho indietreggiato, né ho pianto.

    Sotto i colpi d'ascia della sorte,
    il mio capo sanguina, ma non si china.

    Più in là, questo luogo di rabbia e lacrime

    incombe, ma l'orrore dell'ombra,

    e la minaccia degli anni

    non mi trova, e non mi troverà, spaventato.

    Non importa quanto sia stretta la porta,

    quanto piena di castighi la pergamena,

    Io sono il padrone del mio destino:

    Io sono il capitano della mia anima

    William Ernest Henley

     

    Sinossi

    Il titolo significa ‘indomabile', aggettivo che, secondo Clint Eastwood il regista, "non si riferisce a un personaggio della storia, ma assume un significato più ampio nel corso del film".

    All'inizio di "Invictus", Nelson Mandela, che ha trascorso 27 anni in prigione per la sua lotta alla segregazione razziale, viene eletto Presidente di un Sud Africa, ancora profondamente diviso. Anche se l'ingiustizia dell'apartheid era stata ufficialmente abolita, il solco che divideva la popolazione non poteva essere colmato facilmente. Con il Paese sull'orlo dell'implosione, Mandela intravide una speranza in un luogo insolito; un campo da rugby: il fatto che il Sud Africa ospitasse le finali della Coppa del Mondo gli offrì l'opportunità di unire il Paese al fianco della squadra nazionale, gli Springboks, in cui non giocavano atleti di colore.

    "La storia si svolge in un momento cruciale della presidenza di Mandela", sostiene Eastwood. "Penso che abbia dimostrato grande saggezza nel comprendere lo sport nello sforzo di riconciliazione del Paese. Sapeva che bisognava unire tutti, trovare un modo per fare appello all'orgoglio nazionale, agendo sull'unica cosa che allora avevano in comune. Sapeva che la popolazione bianca e la popolazione nera avrebbero dovuto lavorare come una squadra o il Paese sarebbe fallito, così ha mostrato grande creatività nell'usare lo sport come mezzo per raggiungere un fine".

    Il fine era il sogno di Mandela di una "nazione arcobaleno", a partire dal colore degli Springboks, verde e oro. Il piano del Presidente non era privo di rischi. Di fronte a una spaventosa crisi economica e sociale, anche i suoi consiglieri più fidati si chiedevano perché si stesse concentrando su qualcosa di così insignificante come il rugby. Molti altri si domandavano come potesse sostenere gli Springboks proprio quando i Sudafricani neri volevano cancellarne il nome e l'emblema, che, per tanto tempo, erano simbolo di apartheid. Ma Mandela ebbe la lungimiranza di riconoscere che eliminare l'amata squadra di rugby avrebbe solo reso incolmabile la spaccatura tra le due comunità.

    Il Presidente capì che gli si offriva una magnifica opportunità per rivolgersi a quella parte di elettorato che non aveva votato per lui... e questo, in realtà, lo spaventava. Il tifo dei Sudafricani bianchi per gli Springboks era enorme, quindi usare la tribuna della Coppa del Mondo risultò geniale. Ma non si trattava solo di un gioco; Mandela, in quel modo, affiancava la sua immagine a una squadra che i neri odiavano e, solo con grande sforzo, riuscì a spingere la gente a seguirla.

    Comunque un incontro di rugby non si può decidere nei palazzi del governo, quindi Mandela si rivolse all'unico uomo che poteva aiutarlo a raggiungere il suo obiettivo: il capitano degli Springboks, Francois Pienaar. Matt Damon interpreta il rugbista che si trova improvvisamente al centro di un problema politico. "In pratica Mandela gli chiese di rispondere alle aspettative del suo Paese e di vincere la Coppa del Mondo", dice l'attore. "Fu una richiesta enorme, ma Francois sentì che la posta in gioco era molto più alta. E, nel tempo, anche la squadra comprese di avere nelle mani uno strumento che poteva unire il Paese. Fu una bella storia che mise in luce il lato migliore degli esseri umani, ma la cosa più incredibile è che successe veramente".

    Francois Pienaar è d'accordo con l'attore: "Ho sempre pensato che neppure Hollywood avrebbe potuto inventare una storia più bella di quella che ha vissuto il Sud Africa nel 1995. Io ho avuto la fortuna di essere il capitano di uno straordinario gruppo di uomini, concentrati sull'unità del loro Paese e non avremmo potuto avere un leader migliore di Nelson Mandela per aiutarci a ottenerla".

    Come paese ospite della Coppa del Mondo di quell'anno, il Sud Africa era automaticamente qualificato, ma gli Springboks erano considerati perdenti, soprattutto per la mancanza di esperienza a livello internazionale. A causa dell'apartheid, il Sud Africa era bandito da anni dagli eventi sportivi internazionali, quindi nessuno, neppure loro, pensava di poter avere una seppur minima possibilità di vincere, però erano decisi a lottare. E a vincere...

  • Genere: Storico
  • Regia: Clint Eastwood
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Produzione: Warner Bros. Pictures, Spyglass Entertainment, Revelations Entertainment, Mace Neufeld Productions, Malpaso Productions
  • Data di uscita al cinema: 2009
  • Durata: 133 minuti
  • Sceneggiatura: Anthony Peckham
  • Direttore della Fotografia: Tom Stern, ASC, AFC
  • Montaggio: Joel Cox, A.C.E; Gary D.Roach
  • Scenografia: James J.Murakami
  • Costumi: Deborah Hopper
  • Attori: Morgan Freeman, Matt Damon, Langley Kirkwood, Tony Kgoroge, Patrick Mofokeng, Matt Stern, Bonnie Henna, Julian Lewis Jones, Adjoa Andoh, Marguerite Wheatley, Leleti Khumalo, Patrick Lyster, Penny Downie, Sibongile Nojila, Robin Smith, Scott Reeves, Gary Roach, Langley Kirkwood, Shakes Myeko
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:


    La nazione arcobaleno inizia qui.

    La riconciliazione inizia qui.

    Il perdono inizia qui.

    Nelson Mandela in "Invictus"

     

     

    Note di produzione

     

    "Invictus" non ha avuto una progressione lineare dal libro allo schermo, però parecchie persone hanno visto incrociarsi i loro percorsi in modo inaspettato. Morgan Freeman e la sua socia Lori McCreary hanno lavorato per anni a un film su Nelson Mandela, cercando di adattare la sua autobiografia, A Long Walk to Freedom, ma condensare tutta la sua storia in un film si è dimostrato impossibile.

    "Ero distrutta", ricorda McCreary, "ma Morgan mi consolava dicendo ‘Lori, quando si chiude una porta, si apre una finestra' e infatti la settimana seguente ho ricevuto una proposta sul libro di John Carlin , Playing the Enemy, che parlava della Coppa del Mondo del 1995. Abbiamo pensato che era un modo grandioso per dare il senso dello spirito e del carattere di Mandela, con una storia che abbracciava un arco di tempo di un anno". Casualmente, John Carlin ha incontrato Freeman a Clarksdale, Mississippi, dove l'autore, che è di professione giornalista, stava conducendo delle ricerche sulla povertà nel profondo sud. Il suo contatto locale si rivelò essere un amico di Freeman che li fece conoscere. "Io ho detto ‘Mr. Freeman, ho un film per lei", ricorda Carlin. "Lui mi ha chiesto quale fosse l'argomento e ho risposto ‘racconta un evento che esprime l'essenza del genio di Mandela e l'essenza del miracolo sudafricano'. ‘Intende l'incontro di rugby?' Sono rimasto di stucco, solo in quel momento ho scoperto che aveva già letto la proposta che avevo scritto".

    Prima di iniziare a lavorare sul progetto però, McCreary dice che lei e Freeman hanno voluto incontrare di persona Mandela, conosciuto in Sud Africa come "Madiba". "Morgan ha esordito dicendo ‘Madiba, stiamo lavorando da tempo a un altro progetto, ma abbiamo appena letto qualcosa che crediamo spieghi chi sei...' E prima che finisse la frase, Madiba ha detto ‘Ah, la Coppa del Mondo'. In quel momento ho capito che stavamo andando nella direzione giusta".

    Più o meno nello stesso periodo, anche il produttore Mace Neufeld aveva ricevuto la proposta di Carlin. "Allora non sapevo niente della Coppa del Mondo di rugby del 1995, ma sapevo molto di Mandela", riconosce il produttore. "Ho pensato che fosse emozionante raccontare la sua storia attraverso un evento sportivo così coinvolgente".

    Neufeld si è rivolto allora allo sceneggiatore Anthony Peckham, con cui aveva lavorato in passato. "Ho accettato subito", dice Peckham. "In parte perché mentre i Sudafricani conoscono la storia, il resto del mondo la ignora. Eppure non è una storia solo per i Sudafricani, è una storia sulla leadership, non solo di Mandela, ma anche degli Springboks e di altri. E' una dote rara e dobbiamo metterla in luce quando la troviamo".

    A un livello più personale, Peckham dice che quando viveva in Sud Africa non sapeva quasi niente dell'uomo al centro di "Invictus". "In quegli anni Nelson Mandela era in carcere, sapevo quello che il governo dell'apartheid ci diceva. Solo dopo aver lasciato il Paese ho scoperto quanto di buono avesse fatto, quindi scrivere la sceneggiatura e imparare tanto su Mandela è stato il mio percorso di liberazione e un sogno diventato realtà".

    Senza sapere di star percorrendo strade parallele, Neufeld ha contattato McCreary perché, afferma, "Morgan Freeman era l'unica persona che poteva interpretare Nelson Mandela". "Mace mi ha chiamato, dicendomi che aveva un grande progetto e un grande sceneggiatore", ricorda McCreary. "Ha iniziato a raccontarmi la storia e non potevo crederci. Abbiamo incontrato lui e Tony e io sapevo che Tony era la persona giusta per lavorare alla sceneggiatura, aveva una grande passione per il progetto". "Quando abbiamo ricevuto lo script di Tony, abbiamo pensato tutti che avesse colto nel segno", dice Neufeld, "mancava solo il regista".

    Morgan Freeman ha inviato la sceneggiatura a Clint Eastwood, che è stato subito sensibile al materiale. "La storia ha colpito la mia immaginazione, ho pensato che era perfetta per un film e ho apprezzato il modo in cui era scritta la sceneggiatura", dice Eastwood.

    Il produttore Robert Lorenz aggiunge: "Clint e io abbiamo letto lo script e siamo stati immediatamente d'accordo che era qualcosa che volevamo fare. E' una storia potente, molto umana anche, per il legame che si sviluppa tra Mandela e Francois Pienaar. Poi è affascinante osservare un lato più personale di Mandela, oltre alle sue doti di grande trascinatore".

    "Paragono questo progetto a due calamite che si attraggono, persone giuste, momento giusto, posto giusto", sottolinea Freeman. "Tutto ha combaciato perfettamente, e non succede spesso".

     Nelson Mandela - Cenni biografici di Luciana Della Fornace

     Nato il 1918 nella provincia sudafricana di Umtata, Nelson Mandela è il figlio di un capo Thembu. Ha frequentato l'Università di Fort Hare, da cui fu espulso per aver partecipato ad una manifestazione studentesca. Quindi si è iscrisse all'Università di Witwaterrand, dove si è laureò in Legge nel 1942. Nel 1944 si unì all'African National Congress (A.N.C.). e quando il National Party andò al potere nel 1948, instaurando il regime dell'Apartheid, Mandela e il suo partito si opposero alla politica di intolleranza razziale del Governo. Nel 1956 Mandela fu arrestato e processato per tradimento, quindi fu prosciolto 5 anni dopo.

    In seguito al massacro di Shaperville nel 1960, sia l'African National Congress che il Pan Africanist Congress (P.A.C.) furono dichiarati illegali. Mandela rinunciò alla strategia della non violenza perseguita dal suo partito e diede vita a un'organizzazione militare, chiamata "Umkhonto we Sizwe". Nel 1962 fu condannato a 5 anni di lavori forzati e, nel 1963, fu accusato di sabotaggio, tradimento e cospirazione, insieme ad altri leader politici, e quindi condannato all'ergastolo. Nel 1990, precisamente l'11 febbraio, dopo aver scontato 27 anni di carcere, una pena senza precedenti per un attivista politico, il Presidente Frederik De Klerk riabilitò l'African National Congress, rilasciando Mandela, che, un anno dopo, fu eletto Presidente del suo partito.

    Entrambi i leader condussero, quindi, una serie di negoziati che portarono alla fine dell'Apartheid e nel 1993 ricevettero il Nobel per la Pace. L'anno successivo il Sud Africa potè finalmente votare liberamente e Nelson Mandela divenne Presidente della "Rainbow Nation", il Paese dell'arcobaleno. Un incarico che ha coprì dal 1994 al 1999.

  • Spunti di Riflessione:


    1. I primi bianchi che si fermarono in Sud Africa con l'intento di colonizzare il Paese, furono gli olandesi durante il XVI e XVII secolo. Gli olandesi, conosciuti con il nome di "boeri" furono padroni del Sud Africa fino a quando, alla fine del XIX secolo, i territori sudafricani suscitarono l'interesse della Gran Bretagna. Quali furono le cause di tale interessamento?

    2. Nel 1899 scoppiò la seconda guerra anglo-boera (la prima ebbe luogo dal 1880 al 1881), durante la quale gli olandesi, guidati dal Presidente Kruger, si difesero valorosamente, ma... quale fu la conclusione di tale conflitto? Effettuate ricerche in merito.

    3. Alla fine del XIX secolo, la Gran Bretagna era uno dei Paesi più potenti del mondo possedendo immensi territori, attraverso il Commonwealth e nonostante la perdita delle colonie americane nel 1777. Gaspare Ambrosini, illustre studioso di diritto costituzionale, affermò che il Commonwealth, nella sua organizzazione, costituiva un "mostrum" nel campo della dottrina costituzional-politica. Perché questa definizione? Approfondite l'argomento.

     4. Alla fine della guerra anglo-boera, in Sud Africa si costituirono tre gruppi sociali:

    - gli inglesi vincitori;

    - i boeri che erano stati sconfitti e che dovettero soggiacere a duri pedaggi di carattere territorial-economico pur di rimanere nel Paese;

    - i neri autoctoni coloro ai quali, in effetti, da sempre apparteneva la terra e che erano stati considerati, sia dai boeri ché dagli inglesi, una sottorazza e da questi schiavizzata e adoperata esclusivamente come forza lavoro.

    Quando il popolo nero, che costituiva il nucleo sociale più numeroso, iniziò a rendersi conto delle grandi e gravi ingiustizie alle quali era sottoposta?

     5. Si può far risalire l'inizio della rivolta dei neri al 1877, quando Sir Henry Bartle Frere, nominato Alto Commissario britannico per il Sudafrica si impadronì, proclamandone l'annessione, della Repubblica del Transvaal, annessione che ebbe, come conseguenza, la rivolta di un tribù indigena di confine: gli Zulu. Cosa accadde? Effettuate ricerche in merito.

    6. Secondo la vostra opinione, quanto conta e ha contato, nella lotta dei neri per il riconoscimento dei loro diritti, il fatto che, in tutta l'Africa, non sia esistito (e forse in alcuni paesi non esiste ancora) il concetto di "nazione" ma quello di tribù che porta gli individui a riconoscersi in gruppi sociali ristretti e, molto spesso, in lotta fra loro?

    7. Agli inizi del XX secolo, una minima parte della comunità nera sudafricana iniziò a migliorare il proprio status, riuscendo a mandare i propri figli all'Università, un'Università frequentata esclusivamente da studenti di colore in quanto vigeva la politica di segregazione razziale denominata "apartheid", riconosciuta per legge nel 1948, quando il National Party, composto esclusivamente da bianchi, andò al potere in Sud Africa. Approfondite l'argomento.

    8. L'apartheid vigeva anche negli Stati Uniti fino a che... Effettuate ricerche in merito.

    9. Quale fu lo scopo dell'A.N.C. - African National Congress? E quali furono le azioni dell'A.N.C. quando il National Party instituì per legge l'apartheid?

    10. Perché l'A.N.C. ed il successivo P.A.C. (Pan Africanist Congress), nel 1960, furono dichiarati illegali?

    11. Perché Mandela, che con il suo partito, aveva sempre perseguito una politica legata alla non violenza, diede vita ad un'organizzazione militare?

    12. Mandela fu condannato tre volte:

    - nel 1956, accusato di essere in opposizione alla politica del Governo, venne processato per tradimento e prosciolto cinque anni dopo

    - nel 1962, anno in cui fu condannato a cinque anni di lavori forzati sempre con l'accusa di tradimento

    - nel 1963, Mandela, già in carcere, venne processato nuovamente e condannato all'ergastolo per sabotaggio, tradimento e cospirazione con altri leader politici.

    Perché Nelson Mandela incuteva tanto timore da indurre il Governo sudafricano da condannarlo a vita?

    13. Nel 1990 fu eletto Presidente del Sud Africa il bianco Frederik Willem de Klerk, (cognome boero). Cosa spinse il neopresidente a liberare Mandela dopo 27 anni di carcere ed a riabilitare l'A.N.C.?

    14. Nel 1993 fu assegnato a Mandela e a De Klerk il premio Nobel per la pace. Nel 1994 Mandela venne eletto Presidente del suo Paese, un Paese profondamente diviso, nonostante l'abolizione dell'apartheid e, nel quale, il potere economico era gestito quasi completamente da bianchi mentre i neri continuavano a vivere in gravi difficoltà. Quale fu l'idea di Mandela per tentare di unificare "il popolo arcobaleno" del quale era Presidente?

    15. Siete d'accordo con la considerazione secondo la quale lo sport può unire un popolo anche se questo appartiene a nazioni diverse?

    16. Mandela e Francois Pienaar, un nero e un bianco che si compresero e lottarono insieme per dare al Paese la possibilità di potersi riconoscere in una vittoria. Quale fu il loro progetto e come riuscirono a realizzarlo?

    17. Nel 1990 il Sudafrica fu il Paese ospite della Coppa del Mondo e, per questo, la sua squadra di rugby fu automaticamente qualificata. Perché la squadra fu considerata perdente in partenza? Effettuate ricerche in merito.

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