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Disconnect

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    Comunicazione da Agiscuola

    Disconnect è raccomandato a tutte le scuole secondarie di I e di II grado perché fa comprendere ai ragazzi e ai giovani, molto di più che non attraverso le parole di un adulto o le pagine scritte di un giornale o di un libro, quanto “giocare” in Internet sulla pelle di qualcuno possa portare (come è già accaduto) a suicidi che lasciano nei responsabili il rimorso e nei genitori di coloro che si sono uccisi un dolore senza fine.


    Un avvocato infaticabile vive incollato al cellulare tanto da non riuscire a trovare tempo da dedicare alla moglie e ai due figli adolescenti.
    Una coppia in crisi usa internet come via di fuga da un matrimonio ormai finito.
    Un ex-poliziotto vedovo si scontra ogni giorno con il figlio che pratica bullismo in rete ai danni di un compagno di classe.
    Una ambiziosa giornalista crede di potere fare carriera usando la storia di un ragazzino che si esibisce su siti per soli adulti.
    Sono sconosciuti, vicini di casa, colleghi, e le loro storie si incrociano in questo avvincente film che racconta la vita di persone comuni alla disperata ricerca di un contatto umano.
    Disconnect esplora le conseguenze della tecnologia moderna e come questa possa influenzare e modificare le nostre esistenze.
    Un film incredibilmente attuale: il nostro modo di vivere ''digitale'' di ogni giorno alla fine non è mai davvero ''connesso'' con il mondo reale.
    Disconnect fotografa in maniera drammatica una realtà molto cupa e ci svela profonde verità.
    E' un film che parla di tutti noi.

  • Genere: drammatico
  • Regia: Henry-Alex Rubin
  • Titolo Originale: Disconnect
  • Distribuzione: Filmauro
  • Produzione: William Horberg, Marc Forster, Mickey Liddel, Jennifer Hilton
  • Data di uscita al cinema: 9 gennaio 2014
  • Durata: 115 minuti
  • Sceneggiatura: Andrew Stern
  • Direttore della Fotografia: Ken Seng
  • Montaggio: Lee Percy, Kevin Tent
  • Scenografia: Dina Goldman
  • Costumi: Catherine George
  • Attori: Jason Bateman, Hope Davis, Frank Grillo, Michael Nyqvist, Paula Patton
  • Destinatari: Scuole Secondarie di I grado, Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    LA PRODUZIONE

    La sceneggiatura di Andrew Stern ha destato subito l'interesse dei produttori.
    Così come le vite dei personaggi del film si incrociano e si toccano, anche il copione ha fatto incontrare i produttori Mickey Liddell e Jennifer Monroe della LD Entertainment con William Horberg della Wonderful Films.
    La sceneggiatura presentava un insieme di personaggi ben delineati e coinvolti in situazioni drammatiche, affascinanti ed estremamente realistiche, ma nella storia creata da Stern c’era dell'altro che co lpiva i produttori: l'assoluta aderenza alla realtà odierna.
    Il film nasce da una attenta osservazione della quotidianità e dalla constatazione di quanto la tecnologia di cui oggi disponiamo possa unirci ma allo stesso tempo dividerci.
    "Ho scritto la sceneggiatura dopo essermi reso conto di come oggi molta gente, durante pranzi o cene, tenga telefonini, tablet etc... sul tavolo e non smetta mai di usarli anche mentre mangia: le persone sono lì tutte insieme ma stranamente non sono presenti le une con le altre" racconta Stern.
    “Nel film ho incrociato varie storie che raccontano come la tecnologia che ci unisce in rete, può molto spesso scollegarci nella e dalla vita di tutti i giorni.
    Disconnect parla del bisogno di comunicare che tutti hanno, che lo si faccia tramite un computer, uno smartphone o semplicemente in maniera diretta con la persona che si ha di fronte: poiché moltissime persone hanno scelto di vivere principalmente online (scambiandosi messaggi, tweet ed e-mail) la comunicazione e la reale interazione umana sono diventate sempre meno importanti e frequenti. Questo è il tema del film.”
    “Jennifer ed io siamo rimasti immediatamente affascinati dal copione” afferma il produttore Mickey Liddell. “Ci siamo informati e quando abbiamo saputo che lo script di Andrew Stern era presentato da Bill Horberg, lo abbiamo contattato spiegandogli quanto la sceneggiatura ci avesse colpiti e quanto avremmo voluto produrla insieme a lui.”
    “Leggo continuamente nuovi copioni, sempre animato dal desiderio di trovare qualcosa di buono” racconta Horberg. “Il copione di Disconnect l'ho ricevuto una sera senza troppe presentazioni o spiegazioni, ho deciso di aprirlo per dargli un’occhiata e con sorpresa mi sono ritrovato a leggerlo ancora a mezzanotte, girando velocemente le pagine per capire cosa sarebbe successo dopo. Non riuscivo a lasciarlo.” 
    “E’ una sceneggiatura che parla di così tante problematiche della società moderna, delle interazioni umane, di comunicazione, solitudine, vulnerabilità, speranza, comunità e terapie. Racconta in maniera straordinaria non una, ma tre storie!” afferma Horberg.
    Liddell continua: “Il copione ci ha emozionato, parla in maniera approfondita dell’epoca nella quale viviamo, di come oggi tutte le persone cerchino di rimanere in perenne contatto tra loro ma finiscano poi per allontanarsi.”
    Una volta definita la volontà di collaborare, Liddell e Horberg si sono confrontati su come portare la storia di Stern sul grande schermo e trovare il regista giusto.
    Dozzine di registi esprimevano interesse nel girare il film, ma c’era qualcosa nella passione di Henry-Alex Rubin che colpì Liddell e Horberg (i quali avevano amato il suo esordio Murderball) Murderball è un documentario folgorante, tanto da essere stato candidato agli Academy Award del 2005: la storia è incentrata su una squadra di paraplegici in sedia a rotelle che praticano il rugby (full-contact) in stile “Mad Max”, superando ostacoli inimmaginabili per poter partecipare alle Paralimpiadi di Atene. E' un lavoro con una carica straordinaria e una forza emotiva commovente grazie a personaggi indimenticabili – proprio come lo sono i vari protagonisti di Disconnect e gli intrecci delle loro storie.
    “Alex è stato il primo regista che, parlando del copione, ha detto: ‘Io sono cresciuto così. Questa storia è assolutamente vera'. Sembrava che avesse già una profonda confidenza con i personaggi e le loro emozioni, e avesse chiaro lo svolgimento delle loro vicende” afferma Liddell.
    Disconnect è il primo lungometraggio di finzione di Rubin. “Amo i documentari ma ho sempre sognato di dirigere un film: Disconnect mi ha conquistato, mi sono riconosciuto nelle emozioni dei personaggi e sono stato catturato dalle loro vite". Scegliere il cast era il passaggio successivo.
    Per la storia di Derek e Cindy Hull (la coppia il cui matrimonio è ormai distrutto a causa della morte del figlio) i produttori hanno contattato Alexander Skarsgård per il ruolo del marito ex-marine e Paula Patton per il ruolo della sposa frustrata e infelice. Skarsgård aderì per primo al progetto.
     “Alexander è stata la scelta perfetta per interpretare un ex-marine, un uomo di poche parole il cui stoicismo e la cui quieta determinazione nascondono emozioni molto profonde e represse” sostiene Horberg. “Conoscevo Paula da un paio di anni e avevo sempre desiderato lavorare con lei: ha una versatilità eccezionale, insieme avrebbero saputo ritrarre al meglio una coppia così disperata ed emotivamente intensa.”
    Skarsgård era interessato ad approfondire la dolorosa relazione di Derek con la moglie. “Mi piacciono i film che parlano di rapporti che non funzionano più, sono temi che mi interessa esplorare. Derek non è un uomo felice, la sua vita non è più come quando era in servizio: ora lavora in un ufficio, odia i suoi capi, e lui e la moglie si sono allontanati. Tra di loro c’è ancora una forma di amore, ma è come se vivessero vite separate sotto lo stesso tetto, il loro rapporto peggiora giorno dopo giorno”.
    “Alex interpreta un personaggio difficile che non mostra le sue emozioni, parla poco con le parole ma molto con gli occhi. Esprime intensamente i molteplici aspetti del suo ruolo con il corpo e con le espressioni del viso, ed è davvero sorprendente” afferma Henry-Alex Rubin.
    Skarsgård, fan di Henry-Alex Rubin, ha conosciuto per la prima volta il regista durante una chat su internet. “Aveva visto Murderball e lo aveva trovato un bel documentario. Non conoscevo Alex di persona ma già al nostro primo incontro mi colpì con le sue idee interessanti sul copione, sui personaggi e sullo sviluppo delle varie storie".
    Paula Patton era altrettanto entusiasta. “Avevo adorato il copione e quando mi chiesero di interpretare Cindy, accettai subito. La storia descrive perfettamente il modo di vivere di oggi.
    Henry ha fatto un lavoro perfetto su Murderball. Ho sempre pensato che Disconnect dovesse avere un taglio documentaristico, come se il pubblico stesse spiando le vite di altre persone. Il personaggio di Cindy è molto intrigante. Conosco gli alti e bassi della vita coniugale, e sono convinta che se c’è vero amore si può superare tutto. Cindy si trova a fronteggiare una situazione disperata ed è questa la sfida del suo personaggio".

  • Spunti di Riflessione:

     

    di L.D.F.

    1) Il film tratta, sotto vari aspetti, il fenomeno, spesso con risvolti tragici, dell’influenza comunicativa di Internet. Vi siete mai resi conto dei pericoli cui andate incontro nel momento nel quale chattate con persone sconosciute?

    2) “Disconnect” è diviso in tre episodi che si interconnettono magistralmente costruendo un'unica trama. Visto che i personaggi di cui nel film vengono raccontate le storie sono tanti, siete riusciti, momento per momento, a seguire la vicenda filmica nella sua totalità?

    3) I episodio

    L’episodio, sempre connesso agli altri che più è vicino ai giovani, è quello legato al pericolosissimo fenomeno del cyberbullismo in base al quale vi poniamo alcune domande sui personaggi filmici e sulla loro storia:

    1. Ben, il giovane protagonista può essere considerato la vittima ideale del cyberbullismo. E perché?
    2. E’ socialmente dimostrato che, da sempre, soprattutto tra i giovani, colui che non sa inserirsi viene emarginato. Se siete d’accordo, quali sono alcuni dei motivi di base che provocano tali emarginazioni? E quali sono quelli di Ben che, nella storia filmica, vive, fino alla speranza e alla tragedia, in una sua malinconica solitudine?
    3. Rich e Lydia Boyd, i genitori di Ben, sembra non vogliano vedere i problemi del loro figlio. Lydia, madre amorevole, non cerca mai di approfondire i problemi del ragazzo e Rich è un padre disposto a comperare con regali la sua tranquillità nell’ambito della famiglia. Secondo voi basta solo essere affettuosi ma distratti (Lydia) o pensare più al proprio lavoro convinti superficialmente, come Rich che per i familiari, vada tutto bene?
    4. Jason è solo un ragazzo che gioca con il cyberspazio mai pensando che un suo scherzo su Internet, nei riguardi di un coetaneo possa portare alla tragedia. Qual è il suo atteggiamento quando si rende conto quale responsabilità ha nel tentato suicidio di Ben?
    5. Jason ha un amico che lo segue nell’azione. Secondo voi è almeno un po più consapevole di Jason quando egli mette in piedi l’atroce scherzo per Ben?
    6. Abby è la sorella di Ben, una teenager superficiale, disinteressata alla sua famiglia e al fratello, taciturno e poco socievole. E’ la tragedia che dà la consapevolezza ad Abby di quanto contino i suoi genitori e quel fratello, ormai in coma? Che significato date all’ultima pagina del film in cui Abby è protagonista?
    7. Mike Dison è il padre di Jason. Non vi è alcuna comunicazione tra i due dopo la morte della loro moglie e madre. Mike è un ex poliziotto che, dopo la scomparsa della compagna, lascia la polizia, trasformandosi in investigatore privato, per stare più vicino al figlio fino a che… fino a che egli, per il suo figliolo, decide di fare una scelta che va contro la sua correttezza e il rispetto di se stesso. Quale?
    8. Rich, il padre di Ben, giunto a capire i motivi per cui il figlio ha tentato di uccidersi va a casa di Jason e ha uno scontro fisico con il padre che coinvolge anche il ragazzo. Che significato date alla mano tesa tra i due adulti quando smettono di battersi?

    4) II episodio

    1. Nina è una giovane ambiziosa giornalista. Come e perché entra in contatto con Kile, l’altro protagonista della loro storia?
    2. Kile è un ragazzo che lavora in un sito televisivo per soli adulti. Come e perché egli e Nina s’incontrano?
    3. Nina vuole fare solo uno scoop televisivo, Kile invece si affeziona a lei. La donna, quando si rende conto di quest’affezione, potrebbe fare un passo indietro e invece non lo fa. E’ cosciente del male che sta procurando al ragazzo?
    4. Kile accetta di farsi intervistare, nascosto in un travestimento. Perché? Egli non ha alcun vantaggio dall’intervista. Accetta di farla per il motivo che, comunque, gli piaccia o perché sia già coinvolto affettivamente con Nina?
    5. L’intervista crea uno scossone sociale nel paese e il sito per adulti in cui lavora Kile è costretto a trasferirsi. Il responsabile del sito comprende che la causa è Kile e ciò, secondo la vostra opinione, costituisce o costituirà in futuro, un pericolo per la vita del ragazzo?
    6. L’ultimo incontro tra Nina e Kile avviene mentre egli, in fuga, chiede alla donna se può rimanere e vivere con lei. Cosa accade quando Nina evita di rispondergli?
    7. Kile è il classico esempio di come molti ragazzi, per la solitudine affettiva in cui vivono, possono arrivare a compiere azioni che non compirebbero e anche a giungere a delinquere. Kile vi fa pena o solo tanta tenerezza?
    8. E Nina non è che la valida dimostrazione di come l’egoismo degli adulti possa distruggere i giovani nella loro affettività e nelle loro aspirazioni. Siete d’accordo? Commentate.

    5) III episodio

    1. E’ la solitudine affettiva in cui vive, dopo aver perso un figlio e, anche per responsabilità del marito,  che spinge Cindy a chattare con uno sconosciuto?
    2. Perché tante persone ritengono sia molto più facile parlare di sé a coloro che non si conoscono?
    3. Parlare nelle chat con qualcuno non significa che questo qualcuno sia realmente, come si stia descrivendo. Non trovate estremamente pericoloso questo fatto che, soprattutto da voi giovani, viene sottovalutato?
    4. Cindy, non volendo, fa conoscere gli estremi bancari del conto suo e del marito con il risultato che “qualcuno” riesce, con i dati in mano, a vuotare il conto in banca della coppia. E per questo motivo che viene coinvolto Mike, come investigatore privato?
    5. Mike dà loro, dopo aver investigato, il nome di un uomo e non riesce a fermarli quando scopre che quest’uomo è innocente. Completamente innocente? Cioè, chattando con Cindy, non ha mai mentito?
    6. Perché Derek e Cindy si ritrovano come coppia in questa ricerca irosa e disperata di colui che ha tolto loro ogni possibilità economica e che può arrivare solo a una inutile vendetta?
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