Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 62

La Siciliana Ribelle

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


     - ispirato ad una storia vera -
    Una mattina di novembre del 1991, una ragazzina di 17 anni con lo zainetto della scuola sulle spalle si presenta al Procuratore di Palermo per vendicare gli assassini del padre e del fratello, entrambi mafiosi. Per la prima volta una ragazzina di famiglia mafiosa si ribella apertamente all'organizzazione tradizionalmente maschilista.

    Da questo momento, i giorni di Rita sono contati.

    Come tutte le altre donne di mafia siciliane, Rita dovrebbe piegarsi alla legge del silenzio. Dovrebbe chiudere gli occhi, sottomettersi, come sua madre e la madre di sua madre. Ma Rita non è come le altre. La sua vita è una sfida al destino e possiede l'intensità di un racconto epico.

    Rinnegata e minacciata dal paese e persino dalla madre, Rita è costretta ad abbandonare la Sicilia natale ed esiliarsi clandestinamente a Roma.

    Il Procuratore anti-mafia diventa per lei una figura paterna, la prende sotto la sua protezione e la sostiene nel suo percorso. Dovrà farle ammettere davanti a se stessa e davanti a tutti che suo padre e suo fratello non erano quelle figure positive che lei credeva. A Roma, sotto falsa identità, incontra Lorenzo e nasce un amore. Riscopre la femminilità e la voglia di vivere come un'adolescente spensierata.

    Ma gli eventi precipitano. Rifiutando di essere la successiva sulla lista, Rita ancora una volta sceglie il suo destino.

    Non le restano che nove mesi per vincere la sua battaglia.

  • Genere: Drammatico
  • Regia: Marco Amenta
  • Distribuzione: Istituto Luce
  • Produzione: R&C Produzioni , Eurofilm, Roissy Film (Parigi)
  • Durata: 110 minuti
  • Sceneggiatura: Sergio Donati, Marco Amenta
  • Direttore della Fotografia: Luca Bigazzi
  • Montaggio: Mirco Garrone
  • Scenografia: Marcello Di Carlo
  • Costumi: Cristina Francioni
  • Attori: Veronica D’Agostino, Gerard Jugnot, Marcello Mazzarella, Lucia Sardo, Mario Pupella , Francesco Casisa, Carmelo Galati, Lollo Franco, Miriana Fajia, Lorenzo Rosone, Primo Reggiani, Paolo Briguglia
  • Destinatari: Scuole Secondarie di I grado
  • Approfondimenti:


    NOTE DI REGIA

    Per raccontare una storia universale, quella di una ragazzina che si ribella a qualcosa più grande di lei, ho scelto di allontanarmi dalla cronaca, dai riferimenti a personaggi reali e dalle somiglianze. I fatti e i personaggi a cui mi sono ispirato sono tanti e sono intrecciati fra loro. Provengono dalle mie esperienze personali, sono cresciuto in Sicilia, dai miei incontri con personaggi positivi e negativi e dalle storie narrate nei miei precedenti documentari sulla mafia e sulla Sicilia.

    Come Antigone nella tragedia di Sofocle, Rita pone la morale al di sopra delle regole sociali. Come Antigone, va dritta al suo scopo. Ma non le importa il prezzo da pagare. Per tutti quelli che combattono Cosa Nostra, Rita è un simbolo. E' una storia universale, la storia della resistenza all'oppressione, la storia dell'uomo che lotta contro il destino.

    Per me è importante ed urgente raccontare questa storia oggi, in un'Italia che vuole cambiare ed allinearsi con gli altri paesi europei, ma che ancora non è riuscita a sconfiggere la criminalità organizzata. Attendibili rapporti giudiziari e approfondite analisi socio-economiche ma anche le recenti cronache quotidiane - omicidi, immondizia, ecc. - testimoniano che larghe fasce del territorio, intere province soprattutto meridionali e settori dell'economia italiana sono ancora gestiti o controllati dalla criminalità organizzata.

    E' per rendere al meglio questa realtà che ho scelto tutti attori siciliani. Ho lasciato che si esprimessero nelle loro inflessioni dialettali, vere ed autentiche, per non forzarli in un italiano "puro" che in questo film sarebbe apparso estraneo e artificiale. Alcuni sono attori non professionisti, gente scelta dalla strada e in ambienti "a rischio" per cercarne l'autenticità dei volti e dei comportamenti. Alcuni provengono infine da un passato difficile, da anni passati in carcere. Un passato da cui si stanno lentamente emancipando.

    In questo film contro-corrente i valori e gli stereotipi veicolati fino ad oggi nei film di mafia sono invertiti. Il boss mafioso non sarà l'eroe, il protagonista coraggioso enfatizzato dai film americani. Tutto il contrario: il racconto in prima persona di Rita, ragazza siciliana cresciuta in una famiglia mafiosa, ci mostrerà la realtà: le brutture, la vigliaccheria, la tristezza di questi « uomini d'onore » o meglio del « disonore »!

  • Spunti di Riflessione:


    1) Il termine mafia ha origini oscure: ci sono studiosi che lo fanno risalire ad una parola araba (per sette secoli gli arabi hanno dominato la Sicilia), il cui significato era "protettorato": altri lo legano al fatto scatenante dei Vespri Siciliani che iniziò alla fine del mese di marzo del 1282, quando un gruppo di soldati francesi tentò di violentare una giovane mentre la madre urlava ("ma fia!!!), cercando aiuto. Approfondite l'argomento ed esprimete la vostra opinione, relativa a quale, tra queste due possibilità, vi sembra più reale.

    2) La mafia, da secoli, è stata considerata dal popolo un protettorato che difendeva i poveri dai potenti. Fu effettivamente così? Ammessa la protezione, quale contropartite chiedeva (e chiede) la mafia ai suoi protetti?

    3) Nel 1861, quando si costituì il regno d'Italia, politici e amministratori scesero dal nord per governare l'ex regno delle due Sicilie. Questo fatto determinò:

    a) L'aumentare del banditismo, soprattutto in Campania, Calabria e Lucania;

    b) Un grande rinnovato potere della mafia in Sicilia che, da una parte cercò un accordo con i "piemontesi" e dall'altra finse di continuare la sua funzione di protettorato nei riguardi del popolo. Approfondite gli argomenti succitati.

    4) La mafia siciliana ebbe un'altra grande affermazione quando, nel luglio 1943, in accordo con la mafia americana, facilitò lo sbarco degli alleati in Sicilia. E' una pagina ancora non chiarita della II guerra mondiale. Effettuate ricerche in merito.

    5) Il termine "Cosa nostra" è specifico per indicare la mafia siciliana e dei paesi in cui questa si è affermata, come negli Stati Uniti. Secondo voi che significato ha questa definizione?

    6) A chi appartiene in realtà "Cosa nostra" oggi? Solo alla Sicilia e agli USA o si è dilatata in molti paesi, oltre che nel nostro, sia europei, sia orientali? Effettuate ricerche.

    7) "Cosa nostra" appare ai mafiosi, come si evince anche da "La siciliana ribelle", quasi una religione e presume di possedere una struttura simil religiosa, dove il "Padrino" riveste un ruolo importantissimo e decisionale nell'ambito di ogni famiglia "mandamento", "cosca" o gruppo di appartenenza. Ampliate le vostre conoscenze in merito.

    8) Abbiamo usato, nella domanda precedente, il termine "padrino", cioè colui che è a capo di un gruppo di "uomini d'onore". Chi sono questi ultimi e quale processo di iniziazione debbono vivere perché li si qualifichi in tale maniera?

    9) Qual è stato il ruolo che la donna ha rivestito, per secoli, nel mondo della mafia? Effettuate ricerche.

    10) E perché oggi, in base alla legge che favorisce i pentiti non punendoli, proteggendoli e dando loro un'altra identità, il ruolo della donna ha subito notevoli modifiche nell'ambiente mafioso?

    11) Quando un uomo d'onore tradisce, la sua famiglia o lo disconosce o viene anch'essa accusata di tradimento. Quante volte, in televisione o al cinema, abbiamo visto donne che hanno perso mariti e figli e che rinnegano i loro congiunti, con i volti scavati dal dolore, per proteggere il resto della loro famiglia? Commentate.

    12) Nel codice mafioso ogni condannato a morte (soprattutto se uomo d'onore, traditore) doveva essere ucciso, secondo regole precise, per far comprendere a tutti i motivi della sua condanna. Da non molti anni, per uccidere, la mafia usa, ovunque e spesso, il metodo della "lupara bianca". Si scompare e basta come in una colata di cemento per il pilone di un nuovo ponte! Secondo voi, perché oggi la mafia preferisce far scomparire piuttosto che uccidere platealmente?

    13) Rita Mancuso, la protagonista del film, è consapevole, quando si reca dal procuratore di Palermo per denunciare coloro che le hanno ucciso il padre e il fratello in un regolamento di conti tra mafiosi che, da quel momento, ha firmato la sua condanna a morte?

    14) Perché Rosa, la madre di Rita che subisce la regola mafiosa del silenzio non riesce a fermare sua figlia?

    15) Tutti i Mancuso, dopo la denuncia di Rita, disconoscono la figlia "traditrice". E' per loro, comunque, solo uno stato di necessità per sopravvivere o sono convinti che il rispetto al codice d'onore della mafia debba essere, nelle sue regole, sempre rispettato da tutti?

    16) Rita perde tutto: la famiglia, la madre, il fidanzato e il suo paese che la rinnegano. C'è un momento, nella tragica vicenda di questa ragazza, che ella si pente della sua denuncia?

    17) Quale rapporto si instaura tra Rita e il procuratore antimafia che sembra l'unico capace di starle accanto e proteggerla?

    18) Come il procuratore riesce a distruggere, in Rita, l'idealizzazione che ella ha fatto di suo padre e suo fratello? Secondo voi è giusto che egli lo faccia?

    19) Rita viene tutelata come testimone e, in base alla legge dei pentiti, trasferita con un'altra identità, a Roma dove le sembra di cominciare una nuova vita. Inizia una storia con un ragazzo, pare rinascere ma la Mafia ha mille tentacoli... Come Rita si rende conto che la sua vita è in pericolo?

    20) Consapevole del fatto che ormai la mafia sa dove ella sia, Rita prende una decisione definitiva. Perché? Non poteva attendere un'altra possibilità di trasferimento per continuare una vita anche difficile e pericolosa oppure la stanchezza di vivere così prevale in lei? Commentate.

Letto 15581 volte

Video

Altro in questa categoria: « Lo spazio bianco Scontro tra Titani »

Indice dei Film

I Più Visti negli ultimi 6 mesi

Has no content to show!