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Lourdes

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    Il film narra di un pellegrinaggio a Lourdes.

    Tra i pellegrini ci sono malati e persone sane, che intraprendono questo viaggio nella speranza di trovare un conforto spirituale o perché sono alla ricerca di una guarigione corporale. La protagonista del film è Christine, inchiodata alla sedia a rotelle da una malattia incurabile. Lo spettatore viaggia insieme a lei, scopre Lourdes attraverso i suoi occhi e si immedesima nel suo desiderio di allacciare legami sociali e affettivi con gli altri. La vita della giovane donna è stata sconvolta dalla malattia, che l’ha costretta a un isolamento da cui ora desidera uscire. Vorrebbe tornare a essere « normale » e poter fare ciò che possono fare gli « altri » con disinvoltura.

    Maria è una giovane volontaria dell’Ordine di Malta che si prende cura di lei. Maria accompagna Christine ai bagni e alle processioni, la nutre, la lava e la aiuta a coricarsi. Christine osserva l’universo di Maria con un pizzico di invidia. Vede Maria come un’eco del suo passato e questo le infonde speranza. Ma Maria preferisce frequentare i suoi coetanei e talvolta tenta di sfuggire allo spettacolo della malattia. Christine si accontenta allora della compagnia della Signora Hartl, una sessantenne brusca e solitaria.

    La Signora Hartl non è andata a Lourdes per curare un male fisico ma per tentare di alleviare le sofferenze di una vita interamente trascorsa in solitudine. Prova il bisogno di dare un senso alla sua esistenza vuota, di colmare questo vuoto con una missione. Lo troverà prendendosi cura di Christine, pregando per lei. E la sua preghiera sarà esaudita : durante il soggiorno, la salute di Christine migliora miracolosamente e alla fine la donna guarisce : è di nuovo in grado di camminare. La guarigione suscita ammirazione, ma anche dubbi e gelosie. Il comitato dei medici di Lourdes è chiamato a esprimersi sul miracolo. Il verdetto è incerto, in quanto la malattia di Christine è imprevedibile : le sue condizioni possono migliorare notevolmente ma anche aggravarsi con altrettanta facilità. Christine si aggrappa a questa nuova occasione di felicità, pur temendo che possa rivelarsi effimera.

  • Genere: Storico
  • Regia: Jessica Hausner
  • Data di uscita al cinema: 2010
  • Sceneggiatura: JESSICA HAUSNER
  • Direttore della Fotografia: MARTIN GSCHLACHT
  • Montaggio: KARINA RESSLER
  • Scenografia: KATHARINA WÖPPERMANN
  • Costumi: TANJA HAUSNER
  • Attori: SYLVIE TESTUD CHRISTINE, LÉA SEYDOUX MARIA, BRUNO TODESCHINI KUNO, ELINA LÖWENSOHN CÉCILE
  • Destinatari: Scuole Primarie
  • Approfondimenti:


    LOURDES E I MIRACOLI : IL PARERE DI UN TEOLOGO
    Intervista di Olimpia Pont a Juan José Tamayo

    Quale significato ha il miracolo nella teologia cattolica ?

    Juan José Tamayo: Il miracolo ha sempre meno importanza nella teologia odierna, in quanto essa non si chiede più se i miracoli siano veri né se siano possibili. Ciò che conta per la teologia è il loro significato. Il miracolo si colloca nel genere letterario taumaturgico, che consiste nel riconoscere ad alcune persone, soprattutto provenienti dall’ambiente religioso, alcune qualità che consentono loro di cambiare le leggi della natura (fermare una tempesta, sfidare la legge della morte con una resurrezione, etc.). Di tutto questo, ciò che interessa oggi la teologia cattolica non è sapere se Gesù abbia compiuto o meno dei miracoli, o se essi siano la prova del cristianesimo, ciò che interessa la teologia è il significato attribuito a questi miracoli. E il significato profondo è che nel cristianesimo la salvezza è totale, non riguarda solo l’anima e non avviene solo dopo la morte. Lo scopo della salvezza è quello di ottenere il benessere integrale della persona e la guarigione fisica rientra in questo benessere. Il messaggio trasmesso attraverso il miracolo è che l’essere umano è un’unità psicosomatica che ha bisogno di uno stato di benessere e di una piena realizzazione.

    Esistono i miracoli?

    JJT: Per la teologia apologetica, sì. Questa teologia sostiene che ci sono stati miracoli al tempo di Gesù, che ce ne sono ancora oggi e che i miracoli sono un segno della verità rappresentata dalla religione.

    Potrebbe darmi una definizione del termine « miracolo » ?

    JJT: È la capacità di cambiare le leggi della natura, le leggi della Storia e le leggi della vita, come ad esempio la resurrezione di un morto, l’interruzione di una tempesta (mi riferisco naturalmente ai miracoli di cui si narra nei Vangeli), la guarigione eccezionale da una malattia incurabile, senza intervento medico o chirurgico, etc. Tutto ciò che trasgredisce o va al di là delle leggi della vita e della Natura è considerato un miracolo. Si tratta sempre di un atto straordinario.

    Perché Gesù compie miracoli ?

    JJT: Si descrivono i miracoli di Gesù perché egli è presentato come un uomo dotato di una serie di qualità che lo distinguono dai suoi contemporanei. Ciò si spiega grazie al suo speciale rapporto con Dio, poiché egli ha ricevuto da Dio il privilegio, essendo suo figlio, di poter compiere miracoli sulla vita degli altri, sul loro stato fisico e sulle leggi della natura. Questa è la tesi della vecchia apologetica. Oggi la teologia non si chiede se Gesù abbia compiuto miracoli, piuttosto interpreta ciò che appare come miracolo nei Vangeli. In realtà, si tratta di segni che indicano la presenza di Dio, segni del benessere totale della persona e non solo della salvezza dell’anima.

    Dio si mostra a noi ? Ci lancia dei segnali ? Si fa vedere ?

    JJT: Dio non interviene mai in modo diretto. Nelle religioni monoteiste, l’intervento di Dio avviene attraverso alcuni mediatori. Ad esempio, nell’ebraismo Egli interviene per mezzo di Mosé e dei profeti di Israele, nel cristianesimo attraverso Gesù di Nazareth e poi gli apostoli e nel caso dell’Islam attraverso il Profeta. Dio si manifesta nella Storia attraverso i suoi intermediari. Nelle tre religioni monoteiste, Dio interviene liberamente sui fatti, sebbene il suo intervento non sia diretto. Avviene per mezzo dei suoi rappresentanti o di persone che agiscono da mediatori tra Lui e gli esseri umani. Si dice anche nella Lettera agli Ebrei, un testo del Nuovo Testamento : « Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente in questi giorni ha parlato a noi per mezzo del figlio ». In seguito, dopo Gesù, Egli si è rivelato attraverso altri profeti.

    È possibile per noi capire il piano di Dio ? Dio ha un progetto ?

    JJT: Credo che questa sia un’idea mitica, che non rispetta la libertà umana. Penso che il progetto di Dio nella Storia si traduca nei progetti umani e i progetti umani sono opera di esseri umani e sono elaborati conformemente alla loro libertà. Qualsiasi progetto di Dio nella Storia passa attraverso le realizzazioni degli esseri umani, attraverso le loro iniziative, le loro libertà. Pensare che Dio abbia un progetto, che questo progetto sia immutabile, per tutta l’umanità, e che debba necessariamente compiersi equivarrebbe a negare la libertà dell’essere umano. Ecco perché i progetti di Dio devono essere realizzati tenendo conto della libertà dell’essere umano. Altrimenti, l’uomo sarebbe un burattino, un semplice oggetto nelle mani di Dio. Credere che solo Dio abbia progetti per il mondo, la Storia, l’Umanità o la Natura significherebbe avere di Lui un’immagine molto capricciosa e arbitraria.

    Ci si può avvicinare a Dio ?

    JJT: Questo è il senso delle religioni… Le religioni agiscono da mediatori tra gli esseri umani e Dio, per comunicare con Lui. La comunicazione è diretta e personale ma anche comunitaria, attraverso l’assemblea, il rito, la festa o la celebrazione. Ma, sarebbe auspicabile che la comunicazione del credente con Dio fosse personale, diretta, fiduciosa e responsabile. Inoltre, oggi si tende a evidenziare il carattere soggettivo della fede. Ciò significa che in molti casi l’essere umano comunica con Dio senza dovere ricorrere a istituzioni o intermediari, come ad esempio i santi o le persone sacre.

    Cosa si può imparare da Dio ?

    JJT: Potrà sembrare strano, e forse anche un po’ contraddittorio, ma penso che ciò che possiamo imparare da Lui è la Sua misericordia, la Sua umanità. Leonardo Boff, un teologo della liberazione brasiliano, ha scritto : « Solo Dio è umano come Gesù ». Ed è vero, perché il dio del cristianesimo, il dio dell’islam, il dio dell’ebraismo si caratterizza per la compassione, la misericordia, il perdono, la solidarietà, la vicinanza, la comunicazione diretta con gli esseri umani, la sensibilità. Ciò che possiamo imparare da Dio è la sensibilità di fronte alla sofferenza e la solidarietà nei confronti di coloro che soffrono nella Storia.

    Un personaggio del film chiede : « Dio è buono e/o onnipotente ? »

    JTT: Ecco il grande dilemma che da lungo tempo attanaglia la storia del pensiero occidentale, da Epicuro ai giorni nostri ; l’apparente contraddizione tra la bontà di Dio e l’onnipotenza. Se Dio è onnipotente, perché non impedisce la sofferenza degli innocenti ? Se Dio è buono, perché lascia che la gente soffra ingiustamente ? È un dilemma difficile da risolvere. È una delle principali critiche, alla quale è molto difficle rispondere : l’ateismo morale. Perché Dio consente la sofferenza degli innocenti se è buono e se può evitarlo ? Se non può evitarlo, dice Epicuro, allora non è onnipotente. Se può farlo ma non lo fa, allora non è buono. Ecco il grande dilemma della filosofia, della teodicea, ed è una situazione complessa. Io penso che l’esperienza di Dio debba essere vissuta in entrambi gli aspetti, tanto quello della sofferenza quanto quello della gioia, tanto nella tristezza quanto nella felicità.

    Come si fa a ricevere la grazia ? Attraverso l’impegno ?

    JJT: Penso che la grazia sia un mistero e che, in realtà, la grazia di Dio sia su tutti gli esseri umani. Il fatto è che ciascun essere umano la prende, la riceve o la rifiuta in base alla propria scelta personale e alla propria libertà. La grazia è una delle caratteristiche fondamentali di tutte le religioni : la grazia, la capacità di Dio di darsi agli altri. Se c’è una cosa che caratterizza l’azione di Dio verso gli esseri umani è appunto la sua gratitudine. Ma la domanda anche in questo caso è : « Va bene, dai un dono, una grazia, ma… perché ad alcuni sì e ad altri no ? » Questo è uno dei grandi misteri della divinità… In ogni caso, la grazia deve essere associata al lavoro umano. È quanto diceva Jorge Luis Borges : « l’ispirazione ti viene incontro mentre lavori ». Quando la grazia ti viene incontro devi essere solidale e pronto a rispondere. Noi siamo gli artefici della nostra grazia, perché se la grazia fosse qualcosa che dipende da Dio e non richiede alcuno sforzo umano, allora entreremmo piuttosto nel campo della superstizione.

    Se lei soffrisse di una malattia incurabile, andrebbe a Lourdes?

    JJT: No, no… Non mi servirei mai di mezzi straordinari, non coinvolgerei mai Dio nella soluzione dei miei problemi. Avrei l’impressione di manipolare il mistero e abusare di qualcosa che non può essere né venduto né comprato. Andare a Lourdes per guarire da una malattia incurabile sarebbe come convertire Dio in una merce, un affare, un commercio. Sono profondamente convinto che il sacro meriti molto più rispetto. Se una malattia non si può curare con i normali strumenti della medicina (qualunque tipo di medicina) non bisogna cercare un’altra soluzione ricorrendo a mezzi straordinari o soprannaturali. Io accetterei l’irreversibilità della malattia e lo farei con rispetto, dignità e gratitudine.

  • Spunti di Riflessione:


    Bernadette Soubirous e il miracolo di Lourdes
    Cenni storici di L.D.F.

    Bernadette Soubirous (1844-1879) figlia di un povero mugnaio a 14 anni mentre si trovata all’ingresso di una grotta in una località, Massabielle, non lontana da Lourdes, vide apparire “una bella signora vestita di bianco” (sono le parole della ragazza) che le disse di pregare e di dire a tutti di pregare per la salvezza del mondo. Le apparizioni a Bernadette della “bella signora” furono in tutto 18; dall’11 febbraio 1958 al 16 luglio dello stesso mese.

    Il 25 febbraio mentre Bernadette pregava ormai in mezzo a tanta gente perché la voce delle apparizioni si era diffusa, la “bella signora” chiese alla giovane di scavare con le mani la terra davanti a lei. Improvvisamente sgorgò una sorgente e da allora la sua acqua venne considerata miracolosa.

    Il 25 marzo, quanto Bernadette chiese alla “bella signora” chi fosse ella rispose: “Io sono l’Immacolata Concezione”.

    Il curato di Lourdes Don Peyramale, e il vescovo della diocesi, Monsignor Laurence, all’inizio, dubitarono di quanto raccontato dalla giovane, al punto che l’alto prelato formò una commissione che valutasse quanto narrato da Bernadette che, oltre tutto, era analfabeta.

    Dopo tre anni i membri della commissione giunsero alla conclusione che quanto detto dalla giovane corrispondesse a verità e Papa Pio IX riconobbe il culto della Madonna di Lourdes.

    Bernadette, dopo pochi anni entro in un convento di suore a Nevers dove si spense nel 1879.

    Nel 1882 venne costituito il “Bureau de Constatation medicales” (Ufficio di controllo medico) cui spettava il primo intervento, atto a controllare se le guarigioni dei malati che bevevano o si bagnavano nelle acque, fossero da attribuire veramente a un evento inspiegabile per la medicina e non a manifestazioni di isterismo.

    Il santuario di Lourdes è da molti anni il più frequentato dal mondo cattolico. La sorgente fornisce 100.000 libri di acqua ogni giorno.

     

    Spunti di riflessione di L.D.F.

    1) Lourdes viene definita dai non credenti come “la massima fabbrica dei miracoli del mondo cattolico”. Con quale sguardo la osserva Jessica Hausner, la giovane regista del film?

    2) E’ logico che, intorno ai fenomeni nello stesso tempo sociali e religiosi come tutto ciò che accade ogni giorno al Santuario di Lourdes e dove dal 1858, anno delle apparizioni, arrivino milioni di pellegrini, si muovano interessi prettamente umani, destinati ad arricchire coloro che ne sono i titolari. I pellegrini non possono non saperlo, però la loro fede oltrepassa ogni considerazione di natura umana ed economica. Per voi è una fede che è una speranza o è una fede che è un credo religioso?

    3) E’ dimostrato che i pellegrini che tornano da Lourdes, pur nelle stesse condizioni in cui siano partiti, siano più sereni. A quali elementi, sia che siate credenti o no, attribuite questo fatto che, comunque, è già di per sé un miracolo?

    4) Se siete credenti, il miracolo è accettato da voi come un dono divino, ma se non lo siete i fatti che, nel corso della storia di Lourdes, sono stati riconosciuti miracolosi dalla Chiesa cattolica (pochissimi in verità) come li spiegate? Sono forme isteriche individuali o sono veramente fatti straordinariamente inspiegabili?

    5) Cos’è per voi un miracolo? E’ tutto ciò che avviene non legato alle leggi della natura? E’ sufficiente per voi questa definizione oppure …

    6) Per la teologia apologetica i miracoli che già compiva Gesù nella sua breve vita, sono “un segno della verità rappresentato dalla religione”. Qual è la vostra opinione in relazione a questa definizione?

    7) Chi non crede ai miracoli sostiene che essi (come abbiamo già scritto al punto 4)) siano una manifestazione di isterismo individuale e che, quando a Lourdes, come in qualsiasi altro Santuario del cattolicesimo, un malato, in fase di isteria religiosa sembra guarire è la massa dei fedeli che lo sostiene, credendoci. Quindi dall’isteria individuale all’isteria collettiva. Qual è il vostro pensiero su questa osservazione.

    8) Il teologo Juan Jose Tamayo, intervistato a proposito del film, afferma che, nelle tre grandi religioni monoteiste (Ebraismo, Cattolicesimo e Islam) Dio si manifesti non direttamente ma attraverso mediatori (i sacerdoti) che interagiscono tra il Signore (Javhé, Dio, Allah) e i suoi fedeli. Ma se si crede ai miracoli si può non parlare di un suo intervento diretto?

    9) Shakespeare fa dire ad Amleto davanti al teschio di Yorik, il buffone con cui il principe giocava nella sua infanzia: “Ci sono più cose tra il cielo e la terra che non nella vostra filosofia”. Commentate queste parole in rapporto alla vicenda narrata dal film.

    10) Bernadette Soubirous la giovane figlia di un mugnaio, cui si manifestò più volte l’apparizione di quella che ella chiamava la “bella signora”, nell’incontro del 25 marzo 1858 alla domanda della giovane su chi Ella fosse, rispose di essere l’Immacolata Concezione. Come avrebbe potuto una ragazza che non sapeva né leggere e né scrivere pronunciare queste due parole, così inspiegabili per lei e così importanti per la storia di tutto il Cattolicesimo?

    11) All’inizio delle apparizioni, Bernadette venne più volte interrogata e sempre fu messo in dubbio ciò che ella diceva. Quando e perché il curato di Lourdes, Don Payramale e Monsignor Laurence, vescovo della diocesi si convinsero che ella diceva la verità? Effettuate ricerche in merito.

    12) Il miracolo per la chiesa cattolica avviene quando Dio dona la grazia per cui un essere umano lo prega. Nel mondo degli infermi in un santuario, come quello di Lourdes, quando qualcuno grida al miracolo, non sorge negli altri la domanda del perché a lui, proprio a lui, sia accaduto? La gioia per il bene altrui può far dimenticare la sottile invidia di chi non ha avuto, rispetto a chi ha avuto il dono da Dio?

    13) Cosa si può fare per ottenere una guarigione miracolosa? Pregare, continuamente come fa, nel film, la madre della ragazza apatica, scegliere l’umiltà come Cecile o non fare nulla come Christine la protagonista?

    14) Christine, miracolata, è finalmente felice ma è solo migliorata non ha alcuna garanzia di raggiungere la guarigione definitiva. Che fare allora? Christine non sa cosa rispondersi. E voi se vi trovaste nella situazione della ragazza?

    15) Christine ha uno stretto rapporto con Marie, una giovane volontaria dell’Ordine di Malta che si prende cura di lei. Quali sentimenti prova Christine per Marie così sana e piena di vita?

    16) Si può affermare che, comunque, Marie, pur volontaria a Lourdes, tenta di fuggire allo spettacolo della malattia?

    17) La signora Hartl, una sessantenne brusca e solitaria, non è malata. Cosa allora la conduce a Lourdes?

    18) Quali sentimenti prova Christine quando si rende conto che la guida del suo gruppo, un brillante quarantenne, membro dell’Ordine di Malta, sembra provare interesse per lei?

    19) I sacerdoti, i membri del Sacro Militare Ordine di Malta, i medici e gli stessi padri esercitano nel film (e purtroppo spesso anche nella realtà) un ruolo di potere che, come afferma Jessica Hausner, “disturba i personaggi femminili quando comprendono quanto questo sistema di autorità spesso celi un nucleo vuoto”. Siete d’accordo o no con l’autrice del film? Commentate.

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