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UP

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    Carl Fredricksen non è il tipico eroe tradizionale. E' un burbero, ma nella grande tradizione di Walter Matthau e Spencer Tracy: un burbero che puoi amare. E' un venditore di palloncini in pensione che è costretto ad abbandonare la casa che lui e la compianta moglie, Ellie, hanno costruito insieme. Ma, piuttosto che ritirarsi in qualche ospizio, Carl passa all'azione. Anche se anziano, non è pronto a farsi da parte e ha deciso di passare il resto della sua vita alle sue condizioni. Lui collega migliaia di palloncini al tetto, che portano la casa a volteggiare e così si dirige verso il Sudamerica, mantenendo la promessa fatta alla moglie tanti anni prima. Il grande piano di Carl è scosso dalla scoperta di un clandestino, l'ottimista ed eccessivamente entusiasta Russell. Il viaggio di Carl mette alla prova ben altro che la sua pazienza, considerando che la coppia deve sopravvivere a condizioni atmosferiche estreme, un terreno pericoloso e degli strani abitanti di un mondo scomparso, così come la reciproca presenza.

     

    Russell è l'entusiasta e testardo Esploratore della Natura Selvaggia junior, della Tribù 54 e della Capanna sudatoria 12. Armato di uno zaino pieno dell'attrezzatura da campeggio dell'Esploratore della Natura Selvaggia, Russell è pronto per quest'esperienza. C'è solo un problema: lui non ha mai abbandonato la città. Tutta la sua conoscenza del mondo esterno proviene dai libri e la sua unica esperienza di campeggio è avvenuta nel suo salotto. Russell mostra orgoglioso i suoi tanti distintivi di Esploratore della natura selvaggia, compresi quello di Primo Soccorso, Secondo Soccorso, Zoologia e Maestro do travestimenti. Gli manca soltanto un distintivo di Assistente agli anziani per ottenere l'obiettivo della sua vita: l'acclamato rango di Esploratore della Natura Selvaggia senior. Quando decide che Carl Fredricksen sarà l'anziano a cui prestare assistenza, Russell finisce inconsapevolmente per essere un clandestino sulla veranda di Carl, mentre la sua casa prende il volo e lui si ritrova veramente a vivere l'avventura all'aperto che ha sempre sognato.

     

    Nel loro avventuroso viaggio, Carl e Russell, quando riescono ad arrivare in Sudamerica ed a scendere nella meravigliosa catena delle Paradise Falls, incontrano Dug, un simpaticissimo cane parlante grazie ad un collare ultratecnologico che ha al collo. Dug è stato mandato in missione speciale dal suo padrone insieme ad un gruppo di suoi simili per cercare le tracce di un rarissimo uccello che sembra si nasconda in quei luoghi. Dug, che praticamente si è perso, decide di accodarsi a Carl e Russell che, pur affezionandosi a lui, lo prendono continuamente in giro per la storia dello strano uccello. Ma sarà proprio Dug a dimostrare di avere ragione scoprendo il rarissimo animale, Kevin, incapace di volare e che riesce a contorcersi in posizioni apparentemente impossibili e curiose.

     

    Kevin è una creatura da studiare, inestimabile dal punto di vista scientifico ed è proprio Kevin che Muntz, il padrone del gruppo di cani spinto alla sua ricerca, vuole ad ogni costo per provare che aveva ragione di fronte alla scienza di tutto il mondo. Infatti, per Muntz, l'esistenza di quell'uccello è la dimostrazione che egli, tempo prima, era stato onesto e veritiero, nonostante nessuno lo avesse creduto.

     

    Muntz è un esploratore, famosissimo per aver riportato alla luce città scomparse, relitti e gemme, ma che al suo ritorno dal Sudamerica con uno scheletro di un enorme e stranissimo uccello venne screditato dagli scienziati che non credettero alla sua scoperta.

     

    Ora Kevin, però, è stato trovato, il gruppo di cani di Muntz incombe e per Dug si impone un difficile scelta: rimanere con i suoi nuovi amici, Carl e Russell, salvando Kevin o rientrare nel branco sempre più incattivito consegnando Kevin, così timido e buono, a Muntz?

  • Genere: Animazione
  • Regia: Peter Docter, Bob Peterson
  • Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
  • Produzione: Pixar Animation Studios
  • Durata: 96 minuti
  • Sceneggiatura: Bob Peterson
  • Attori: Voci italiane di Giancarlo Giannini, Arnoldo Foà, Neri Marcorè
  • Approfondimenti:


    L'aspetto e lo stile di "Up"

    I realizzatori hanno sfruttato i classici della Disney come fonte di ispirazione.

    Nel corso di nove acclamate pellicole, la Pixar ha sperimentato con un'ampia gamma di aspetti e stili diversi. Nel caso di "Up", i realizzatori hanno optato per un approccio più semplice e minimalista, nato dalla storia stessa.

    "Noi volevamo che "Up" avesse un aspetto particolare tutto suo e fosse diverso dagli altri film della Pixar" ha dichiarato il produttore Jonas Rivera.

    Secondo Pete Docter "in questo film, c'è la storia di un uomo che fa volare la sua casa e arriva in Sudamerica con dei palloncini. Noi sapevamo di aver bisogno di un certo livello di fantasia e di elementi caricaturali, che peraltro sono il mio marchio di fabbrica. Abbiamo cercato di ispirarci ai grandi film della Disney con cui siamo cresciuti, come "Peter Pan" e "Cenerentola", così come al magnifico senso dello stile e dell'espressione caricaturale che avevano. Abbiamo adottato uno sforzo consapevole per rendere caricaturali i personaggi e i loro ambienti. Nella maggior parte dei film, i personaggi sarebbero stati alti sei o sette teste, mentre il nostro eroe solo tre teste!".

    "Noi sapevamo che gli ultimi sviluppi della tecnologia digitale potevano fornirci tutti i dettagli che volevamo, ma invece abbiamo voluto puntare su una semplificazione che non esiste nella vita reale.", aggiunge il regista.

    "Noi desideravamo che 'Up' avesse un aspetto particolare e che fosse un punto di partenza rispetto agli altri titoli della Pixar" dichiara il produttore Jonas Rivera. "La pellicola è stata ispirata ad artisti come Mary Blair e George Booth, così come alle illustrazioni di Martin Provensen. Pete desiderava che tutto il film avesse l'aspetto di una caricatura. per esempio, non abbiamo studiato la gente o i vestiti reali come riferimento. Abbiamo osservato i disegni di Hank Ketcham di 'Dennis the Menace' e il modo semplice con cui lui poteva mostrare una piega nel grembiule della madre con due linee. Il nostro scenografo Ricky Nierva ha coniato un nuovo termine per descrivere l'approccio unico del film".

    " 'Semplicissità' era una parola che ho ideato per spiegare l'essenza di qualcosa", sostiene Nierva. "Noi volevamo eliminare una parte dei dettagli senza per questo farlo sembrare un prodotto a basso costo. Il mezzo digitale ti fornisce la possibilità di inserire tutti questi dettagli fantastici ed aumentare la credibilità generale. Tuttavia, non stavamo tentando di realizzare una pellicola realistica, ma qualcosa che fosse tangibile. Volevamo rendere gli esseri umani nel film delle caricature, ma non a tal punto che il pubblico non potesse riconoscersi".

    Il design dei personaggi, per quanto riguarda i due protagonisti del film, Carl e Russell, era limitato ai semplici cerchio e quadrato. "Fa parte della semplicissità" sostiene Nierva. "Significa ridurre le cose alla loro essenza. Un quadrato simbolizza il passato, il cerchio rappresenta il futuro. I quadrati sono statici come un muro di mattoni. Sono immobili e Carl è una persona che è bloccata dopo la morte di Ellie. Nel caso del design di Carl, non ci è mai capitato di far passare un personaggio dall'età infantile alla vecchiaia. Lui è più rotondo e circolare da ragazzo, con più curve. Anche Ellie ha un tema circolare. Quando Carl invecchia, diventa più rigido. Russell è a forma di uovo, tutto curve, con il simbolismo dinamico che è collegato a questo discorso."

    Il colore è diventato un altro importante elemento di design per i realizzatori.

    Nierva sostiene che "il film inizia con un notiziario cinematografico in bianco e nero, che ci ha aiutato a riflettere sul modo di utilizzare il colore per raccontare la nostra storia. Quando Ellie è viva  e Carl è pieno di energia, la tavolozza dei colori è satura. Quando lei non c'è più, è desaturata, quasi come se fosse tornata al bianco e nero. Noi abbiamo anche pensato a un colore che rappresentasse Ellie, il magenta. Nel corso di tutto il film, ci sono dei fiori dei cieli color magenta che ce la ricordano. Quando Carl si isola dal mondo, i colori sono desaturati e noi non vediamo di nuovo i colori fino a quando Russell non arriva e scombussola la sua vita. Questo riporta il colore nella sua esistenza. Ogni volta che vediamo un nuovo personaggio che fornisce un contributo alla sua vita, come Dug, noi mostriamo più colore".

     

    Realizzare il Film

    La squadra di tecnici della Pixar raggiunge nuove vette

     

    La squadra di stregoni tecnici della Pixar ha affrontato numerose sfide per fornire ai realizzatori l'aspetto e l'ampia gamma di azioni di cui avevano bisogno per raccontare la loro storia con lo stile e le dimensioni necessarie.

    "Uno dei compiti più duri in questo film era creare la schiera di palloncini che portano la casa di Carl in Sudamerica", sostiene Steve May, il responsabile sella supervisione tecnica della pellicola. "Era importante che il film avesse delle simulazioni realistiche dei palloncini. I palloncini si comportano in maniera realistica, sebbene il concetto di essere in grado di far volare una casa con dei palloncini è decisamente assurdo. Non siamo dei fisici, ma uno dei nostri responsabili tecnici ha calcolato che ci vorrebbero circa venti o trenta milioni di palloncini per sollevare realmente la casa di Carl. Abbiamo finito per utilizzarne 10.297 per la maggior parte delle scene in aria e 20.622 quando la casa si solleva. Il numero varia da inquadratura a inquadratura a seconda dell'angolazione, della distanza e della definizione delle dimensioni, in modo da fare risultare interessante, credibile e visivamente semplice."

    "Il numero dei palloncini rappresentava solo l'inizio" aggiunge May. "Queste migliaia di palloncini reagiscono tutti a delle leggi fisiche come la forza ascensionale e il vento. Uno degli elementi fondamentali dei palloncini era che dovevano tutti reagire l'uno con l'altro, uno con altri 10.000. Inoltre, ogni palloncino è legato alla casa da una corda e le corde devono incrociarsi tra loro e con gli altri palloncini. Questa è una simulazione veramente complicata, perché tutte queste cose interagiscono tra loro. Probabilmente, è stata la simulazione interattiva più complessa con cui abbiamo mai avuto a che fare alla Pixar e la nostra squadra di effettisti aveva un lavoro decisamente impegnativo".

    Un'ulteriore complicazione per animare una casa tenuta su da una cupola di palloncini era il fatto che, per un certo periodo di tempo, la casa era collegata ai personaggi. "Questa probabilmente era la cosa più sconvolgente che mi ha colpito quando ho osservato i filmati per la prima volta" sostiene May. "Qui ci sono due personaggi con dei vestiti più complessi di qualsiasi altro lavoro abbiamo mai fatto. Ogni personaggio è molto complicato già da solo e poi sono collegati da queste funi alla casa, che è sospesa grazie ai palloncini, mentre tutto interagisce. E' un sistema che deve lavorare insieme. Sposti una cosa e questa ha impatto su tutto il resto."

    May e la sua squadra di tecnici dovevano anche trovare dei modi per creare delle scene di massa (con i branchi dei cani), le simulazioni dei vestiti e delle cascate tre volte più alte di quelle maggiori esistenti sul pianeta (le Angel Falls in Sudamerica).

    Come caratteristica della Pixar e del mondo dell'animazione digitale, il ruolo del direttore della fotografia si divide in due compiti distinti. Patrick Lin era il direttore della fotografia per le cineprese, nel senso che supervisionava i movimenti di macchina e gli sfondi. Jean-Claude Kalache, un veterano da tredici anni alla Pixar, era il direttore della fotografia per le luci. Lavorando a stretto contatto con i realizzatori e gli altri membri della squadra creativa, questi due direttori della fotografia hanno contribuito a fornire a "Up" le sue notevoli dimensioni, ampiezza e avventura.

    "Pete aveva una visione unica per questo film e noi desideravamo un approccio assolutamente cinematografico e controllabile per le luci", sostiene Kalache. "Questo significa sottolineare l'azione, concentrandosi sulla posizione dei personaggi e spingendo l'oscurità nei punti in cui non volevamo che il pubblico guardasse. Quando stai realizzando un film in cui la cinepresa si muove tutto intorno, è una grande sfida, perché ogni inquadratura doveva essere osservata come se il pubblico la vedesse da quell'angolazione."

    Patrick Lin e la sua squadra hanno dovuto affrontare dei problemi di composizione con personaggi dalle teste grandi, scene che comprendevano un uccello decisamente alto e dei cani molto più piccoli, così come delle sequenze epiche che comprendevano dirigibili e cani in biplani. Da appassionato del cinema classico giapponese, Lin si è anche ispirato a leggendari realizzatori come Kurosawa (ed in particolare al suo film "Vivere") e Ozu, che ha spesso utilizzato un approccio minimalista e ha girato con delle lenti singole a 50mm.

    "Il nostro obiettivo era assicurarci che la cinepresa seguisse le emozioni dei personaggi", sostiene Lin. "All'inizio del film, tutto porta al momento in cui Carl si isola dal resto del mondo. Abbiamo utilizzato la direzione della fotografia per isolarlo a livello sublimale. Considerando che la sua vita è veramente ferma, abbiamo girato queste scene con una lente a 50mm. Anche quando Russell appare per la prima volta, c'è una divisione visibile sullo schermo, come degli stipiti di una porta, che lo separa dagli altri personaggi. Nel momento in cui appaiono le ombre dei palloncini e la casa si solleva, allora la cinepresa inizia a muoversi. Così, cerchiamo di completare l'emozione dell'azione".

    Lin e la sua squadra hanno particolarmente amato il fatto di lavorare al combattimento col dirigibile, il climax che si svolge alla conclusione della pellicola. "Ritengo che sia il miglior combattimento di un anziano nella storia del cinema. Dirigibile contro casa. Carl ha il suo bastone, mentre Muntz una spada enorme. C'è molto lavoro con la macchina a mano e abbiamo dei movimenti particolarmente dinamici".

     

    3D - La prima volta per la Pixar

    Portare l'animazione digitale in una nuova dimensione

     

    TM

    "Up" aggiunge un'intera dimensione all'esperienza di un film della Pixar, essendo il primo titolo dello studio a uscire in Diseny Digital 3D . Il tutto avviene in una nuova era di possibilità eccitanti per lo studio di animazione che, quattordici anni fa, ha portato agli spettatori il primo film digitale ed è riconosciuto nell'industria per la sua narrazione magnifica, i virtuosismi tecnici e l'attenzione verso i dettagli.

    "Noi vediamo il 3D come un'altra matita nel nostro astuccio"

    Pete Docter, Regista/Sceneggiatore

     

    Secondo il regista Pete Docter, è stato John Lasseter che ha suggerito la possibilità di realizzare "Up" in 3D. "Così, abbiamo aperto una nuova divisione", ricorda Docter. "Questo reparto ha preso molti dei consueti elementi narrativi che utilizziamo e ha cercato di utilizzare la profondità come un altro sistema di raccontare la storia".

    "Per esempio, all'inizio del film, Carl è bloccato nei suoi modi di fare e vive in questa piccola casa", prosegue Docter. "Noi volevamo renderla claustrofobica e quindi abbiamo appiattito tutto, realizzandola volutamente meno profonda. In seguito, questo ha rappresentato un contrasto quando lui arriva in Sudamerica. Noi volevamo questa ampiezza e far sentire allo spettatore il vento sul volto, quindi abbiamo veramente esagerato con la profondità. Noi vediamo il 3D come un'altra matita nel nostro astuccio", sostiene Docter.

    A dirigere il tentativo di rendere "Up" il primo titolo della Pixar a essere presentato in Disney Digital 3D c'era Bob Whitehill, un veterano artista degli sfondi che è arrivato allo studio cinque anni fa. Il suo incarico era quello di supervisore stereoscopico.

    "Ritengo che ‘Up' possa essere uno dei più importanti film in 3D mai realizzati, semplicemente perché gli sfondi e la composizione sono veramente ottimi e solidi", sostiene Whitehill. "La scelta delle lenti sfrutta decisamente l'asse Z rispetto alla cinepresa, mentre ci sono delle sequenze meravigliose nella giungla del Sudamerica dove abbiamo inserito foglie, cespugli e rampicanti fuori fuoco in questo modo e osservato questi personaggi divertenti".

    Lavorando con i realizzatori, Whitehill e la sua squadra hanno sviluppato un "budget per la profondità", in modo da capire l'utilizzo ottimale e più efficace del 3D nel film. Il 3D è diventato un simbolo visivo per aiutare i realizzatori a raccontare la storia e consentire al pubblico di rimanere coinvolto dai personaggi.

    "Quando Carl perde sua moglie, si ritira dalla vita e le composizioni della pellicola diventano veramente piatte", spiega Whitehill. "Le lenti sono un po' più lunghe e Carl rimane bloccato in cima all'inquadratura, come se tutto sembrasse chiuso e claustrofobico. In queste sequenze, abbiamo limitato il budget per la profondità. Noi abbiamo adottato la profondità dell'asse Z per raccontare la storia di un uomo che ha perso il centro della sua vita e si sta allontanando da noi. Invece, quando lui ed Ellie erano più giovani, l'abbiamo aumentata, in modo che si sentisse questo senso di spazio, libertà e avventura. E poi, quando lui affronta questa grande avventura, noi esageriamo decisamente. E' fantastico passare da una sequenza in cui Carl è intrappolato, per così dire, nella sua casa, all'addentrarci nella giungla, nel cuore di questa grande avventura".

  • Spunti di Riflessione:


    Spunti di riflessione

     

    1. Carl è un uomo anziano e solo dopo aver perso Ellie, la tanto amata moglie. Prima che ella se ne andasse per sempre, Carl le aveva fatto una promessa. Quale?

     

    2. Qual è il nome fantastico del luogo che Carl aveva detto alla moglie che avrebbero raggiunto insieme?

     

    3. Quale lavoro faceva Carl prima di andare in pensione? E come, quel lavoro, gli dà l'idea di poter partire con la sua casa verso il meraviglioso luogo lontano?

     

    4. Come Carl riesce ad alzarsi in cielo con tutta la sua casa? E qual è il propulsore che permette a Carl di volare così in alto?

     

    5. Conoscete il significato esatto della parola "propulsore"? Se si, esponetelo, se no, effettuate ricerche in merito.

     

    6. Il propulsore che permette alla casa dell'anziano signore di volare ha qualcosa a che fare con il lavoro che egli svolgeva prima di andare in pensione?

     

    7. Carl è pronto ad intraprendere il viaggio da solo, ma quando è già in volo scopre sulla sua veranda un improbabile (per lui) compagno di viaggio. Chi?

     

    8. Qual è la prima reazione di Carl quando, già in viaggio, scopre di non essere più solo?

     

    9. Descrivete Russell, il non gradito compagno di avventura di Carl e spiegate i motivi per i quali si è trovato nella casa dell'anziano signore nel momento in cui Carl ha deciso di partire.

     

    10. Russell, oramai diventato gradito compagno di viaggio di Carl, appartiene ad un gruppo di esploratori detti della "Natura Selvaggia junior" della Tribù 54 e della Capanna sudatoria 1. ma dove si era esercitato Russell per avere un incarico così importante nel campo dei giovani esploratori?

     

    11. Russell, poverino, comprendendo di essere appena sopportato, cerca di rendersi utile. Ma ci riesce, oppure...

     

    12. Quali avventure si trovano a dover affrontare Carl e Russell nel loro viaggio e come e perché riescono a scendere in un posto incantato come le cime di Paradise Falls, così lontane da dove erano partiti?

     

    13. Chi è Dug e come mai viene trovato da Carl e Russell? O è lui che trova loro?

     

    14. Quale particolarità ha Dug che impressiona notevolmente Carl e che viene, invece, accettata come quasi normale da Russell, sebbene proprio normale non sia?

     

    15. Dug fa parte di una muta di cani che vaga per Paradise Falls alla ricerca di un animale misterioso. Chi è quest'animale e quali sono le sue caratteristiche?

     

    16. Perché Charles F. Muntz, il padrone del branco di cani, vuole ad ogni costo ritrovare l'animale al quale si fa riferimento nella domanda precedente? E chi è Muntz, che di questa ricerca fa una questione di vita o di morte?

     

    17. Quest'animale, il cui nome scopriremo essere Kevin, è un mammifero, un pesce, un rettile, un uccello...?

     

    18. Carl e Russell, ai quali si è accodato Dug, prendono in giro il bastardino quando parla loro dello strano animale di cui è alla ricerca, ma sarà proprio Dug a dimostrare...cosa?

     

    19. Kevin, trovato da Dug, nonostante la sua mole, è timido e buono, ispira un senso di protezione sia da parte di Carl e Russell sia da parte del bastardino, tanto più piccolo di lui. Quando l'amicizia dei tre con Kevin inizia ad essere pericolosa per tutti?

     

    20. Quando Muntz si rende conto che Carl e Russell possono essere un intralcio ai suoi piani?

     

    21. La muta di cani lanciata da Muntz alla ricerca di Kevin, diventa sempre più minacciosa. Perché? Perché le ricerche risultano vane o perché lo stesso Muntz, di giorno in giorno più impaziente, la incattivisce?

     

    22. Carl, Russell, Dug e Kevin sono un piccolo gruppo di fronte al grande branco di cani rabbiosi che Muntz ha scatenato alla loro ricerca. Qual è il piano che i quattro ideano per salvarsi?

     

    23. Quando, come e per merito di chi Carl scopre che le vere avventure della vita si possono trovare, non tanto nei viaggi, ma nel valore degli affetti e dell'amicizia?

     

    24. Paradise Falls, il luogo dove si svolge la vicenda del film si trova in Sudamerica, tra il Venezuela, il Brasile e la Guyana ed è proprio il quel luogo che esiste il "mondo perduto dei tepui". Dopo aver individuato sulla carta geografica il punto in cui si trova Paradise Falls effettuate ricerche in merito ai tepui.

     

    25. Per inventare Kevin, molto più difficile da creare rispetto agli altri personaggi del film, i tecnici hanno svolto varie ricerche su animali con caratteristiche simili, tra i quali il fagiano di Monal che vive sull'Himalaya.

     

    26. Dopo aver trovato sulla carta geografica l'Himalaya stabilendone le caratteristiche geografiche (è un monte, un altopiano, una catena di montagne) effettuate ricerche in merito al fagiano di Monal.

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