Detroit In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    La storia è ispirata alle sanguinose rivolte che sconvolsero Detroit nel 1967. Tra le strade della città si consumò un vero e proprio massacro ad opera della polizia, in cui persero la vita tre afroamericani e centinaia di persone restarono gravemente ferite.

    La rivolta successiva portò a disordini senza precedenti costringendo così, ad una presa di coscienza su quanto accaduto durante quell’ignobile giorno di cinquant’anni fa.

     

    Il nuovo film della regista Premio Oscar® Kathryn Bigelow (Point Break, Strange Days, The Hurt Locker, Zero Dark Thirty), trascina lo spettatore in uno degli episodi più sanguinosi della moderna storia americana che però riporta a un presente quantomai attuale.

     

  • Genere: storico
  • Regia: Kathryn Bigelow
  • Titolo Originale: Detroit
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Produzione: Greg Shapiro
  • Data di uscita al cinema: 4 agosto 2017
  • Durata: 143’
  • Sceneggiatura: Mark Boal
  • Direttore della Fotografia: Barry Ackroyd
  • Montaggio: William Goldenberg, Harry Yoon
  • Scenografia: Jeremy Hindle
  • Costumi: Francise Jamison-Tanchuck
  • Attori: John Boyega, Will Poulter, Algee Smith, Jacob Latimore
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    IL PROLOGO CHE HA CREATO IL CONTESTO

    Prima di immergersi nell’insurrezione di Detroit e nel cuore della storia, Bigelow voleva fornire agli spettatori un background storico-sociale, sull’escalation che ha portato alla conflagrazione dei conflitti, così come una visuale del panorama culturale della città nel 1967.

     

    “Sono sempre stata un’ammiratrice del lavoro del grande artista afro-americano Jacob Lawrence. La sua importante serie sulla grande migrazione, sembrava proprio la voce migliore per descrivere i decenni che portarono ai disordini civili degli anni ’60 e per mettere lo spettatore nella posizione di poter comprendere la rabbia e il senso d’ingiustizia, che si erano andati formando nei decenni passati e che avevano messo questo Paese su una rotta di collisione.  Abbiamo approcciato la fondazione Jacob Lawrence con un’idea, quella di fondere i pannelli l’uno dentro l’altro, in modo che uno conducesse automaticamente a quello dopo. Quando è arrivato il momento di aggiungere il testo, ancora una volta ci siamo trovati a bocca aperta di fronte alla portata e alla complessità di ciò che causò le sommosse degli anni ’60. Questa volta ci siamo rivolti a Henry Louis Gates, Jr., il Direttore dell’Hutchins Center for African American Research dell’Università di Harvard”, ha condiviso Bigelow.

    In quale anno si scatenarono le rivolte nelle strade di Detroit?

    1967

     

    Cosa accadde a Detroit?

    Con i suoi 43 morti (una decina i bianchi, il resto neri), la rivolta di Detroit si pone come una delle rivolte più sanguinose nella storia degli Usa, dopo quella di New York durante la Guerra Civile (ricordate il film Gangs of New York?) e dopo quella di Los Angeles del 1992. In quegli anni, nonostante il governo federale avesse speso molti milioni di dollari per finanziare i programmi sociali della Great Society di Lyndon Johnson, e nonostante in città fosse sorta nel corso degli anni una classe media nera, a volte agiata e aperta alle professioni, la maggior parte della popolazione afroamericana di Detroit viveva in una condizione di povertà e di marginalità sociale. La frustrazione era a livelli molto alti. Esplose quando la polizia fece irruzione in un locale senza licenza dove un'ottantina di persone stavano festeggiando il ritorno di due veterani dal Vietnam. Tutti i partecipanti alla festa (la stragrande maggioranza neri) furono arrestati. La folla che si era radunata fuori dallo stabile iniziò a tirare bottiglie contro le macchine della polizia. Fu il segnale. Dal 23 al 27 luglio, la città fu in balia delle violenze. Il governatore del Michigan, George Romney, il padre di Mitt, il candidato repubblicano alla casa Bianca lo scorso anno, fece intervenire la Guardia Nazionale: il presidente Lydon Johnson inviò l'esercito. Oltre alle decine di morti, la rivolta provocò quasi 2000 feriti, più di 7000 arresti e la distruzione di 2000 edifici. Furono enormi le perdite economiche. Molti investitori lasciarono la città per non tornarci mai più.

     

     

    Quali altre rivolte razziali seguirono quella di Detroit?

    Dopo la morte di Martin Luther King, 1968

    Il sindaco di New York John Lindsay andò subito ad Harlem per dare la sua solidarietà alla comunità afroamericana; Robert Kennedy tenne un discorso a Indianapolis; James Brown cantò al suo concerto a Boston: questi tre fatti evitarono che la rivolta dilagasse anche in queste tre città dopo che il 4 aprile si sparse la notizia che Martin Luther King era stato ucciso. Ma così non avvenne in altre decine di città americane. I neri espressero la loro rabbia per l'assassinio del paladino dei diritti civili. Le violenze andarono avanti per quattro o cinque giorni, dalla costa est a quella ovest. Ci furono numerosi morti, decine di feriti. L'esercito e la Guardia Civile furono utilizzate a Washington, a Kansas City, a Baltimora, a Chicago. Le jeep e le autoblindo erano per le strade. L'America sembrava un paese in guerra. Il presidente Lyndon Johnson disse di non essere stato certo sorpreso da quell'esplosione di violenza. Che costrinse il Congresso ad accelerare l'approvazione del Civil Rights Act.

     

    La rivolta dei neri della Kitty Hawk, 1972

    Un vero e proprio ammutinamento. Per questioni razziali. Duecento marinai neri della Uss Kitty Hawk, una delle prestigiose portaerei della flotta navale americana, quella notte dell'11 ottobre del 1972 si ribellarono contro i loro ufficiali, accusati di voler imporre un regime apertamente razzista sull'imbarcazione. La nave si trovava al largo delle coste del Vietnam, impegnata in una operazione di guerra, ma per i rivoltosi, i nemici erano a bordo. Ci furono violenti risse per ore e ore, tra marinai bianchi e marinai neri. Il comandante della portaerei riuscì a convincerli a ritornare ai loro posti poche ore prima che iniziasse l'operazione bellica a cui la nave era stata assegnata. La notizia della rivolta fu data dal New York Times. Alcuni marinai poi vennero puniti dalla corte marziale

     

    Miami, 1980

    Stessa scena di qualche anno dopo. Con un particolare diverso (di non poco conto, la vita o la morte di una persona), ma con lo stesso epilogo: la violenza. Qui siamo in Florida, là sarà invece Los Angeles. Qui, una pattuglia di polizia insegue un automobilista nero, lo ferma e il controllo si trasforma in uno scontro. L'uomo viene picchiato e muore in seguito alle ferite. Là, invece Rodney King se la caverà. Ma nessuno, in entrambi i casi, riuscirà a fermare la rabbia dei neri. Aveva 33 anni, Arthur McDuffie, quando venne ucciso. Qualche mese dopo, il tribunale decise che non c'erano agenti colpevoli. Fuori dall'aula, 5000 persone aspettavano giustizia: quando arrivò l'assoluzione, scoppiò la rivolta. Che iniziò a Overtown per poi trasferirsi nel centro di Miami. Nelle prime ore ci furono 3 vittime. Il giorno dopo, i morti erano diventati 12. Arrivò la Guardia Nazionale e venne imposto il coprifuoco. Nella città venne decretato lo stato d'emergenza.

     

    Los Angeles, 1992

    Le sotterranee tensioni sociali degli anni'80 esplodono nel secondo anno del nuovo decennio in California, quando una tribunale giudica non colpevoli gli agenti di polizia che hanno fermato e picchiato a sangue Rodney King, un automobilista.  Per sei giorni, la città della California è teatro di scontri e violenze. I morti saranno 53 e migliaia i feriti. le televisioni locali e nazionali riprenderanno dal vivo le scene da girone infernale. I camion guidati dai bianchi bloccati sulla strada da decine di neri, il guidatore fatto scendere a forza e linciato. Stessa sorte toccherà ad automobilisti e motociclisti che si avventura nelle strade della città in fiamme. Rodney King cercherà di fermare la rivolta con un appello che per lo più rimarrà inascoltato. Dopo le sue parole "Ragazzi, non possiamo andare avanti così", le violenze proseguono. La battaglia sarà anche inter-etnica. I latinos saranno accanto agli afroamericani, mentre i coreani e gli asiatici cercheranno di difendersi e di difendere le loro proprietà. L'esercito metterà fine alla rivolta. più di 4000 saranno gli edifici danneggiati o distrutti. 

     

    Sant Petersburg, 1997

    La stessa causa, ma con un minore effetto. E'la rivolta in Florida qualche anno dopo Los Angeles. Un controllo di polizia, un automobilista morto. Il copione è sempre lo stesso. Ma, la tragica lezione di cinque anni prima, forse, è stata imparata. L'impatto della violenza è minore, la reazione anche. Giovani afroamericani dimostrano tutta la notte, lanciano bottiglie contro le macchine della polizia. Viene esploso anche qualche colpo di pistola, ma nessuno è ferito seriamente e nessuno perde la testa. La rivolta terminerà dopo qualche ora. Sarà significativa perché la prima degna di rilievo dopo quella di Los Angeles.

     

    Cincinnati, 2001

     Le statistiche erano chiare: tra il 1995 e il 2001, almeno una quindicina di uomini neri sotto i 40 anni erano morti mentre si trovavano nella custodia della polizia. In città c'era già un clima emotivo a causa di un paio di processi che riguardavano casi analoghi, quando arrivò la notizia della morte di Timothy Thomas, un giovane che la polizia aveva fermato almeno una dozzina di volte nell'ultimo anno. L'ultimo controllo era stato fatale. L'agente spiegherà più tardi di avere reagito a quella che gli apparve come una mossa aggressiva da parte del ragazzo. il giorno dopo, la madre di Timothy e una paio di centinaia di persone interrompono i lavori del consiglio comunale per protesta. In strada, ci sono già manifestazioni. E quando venne dato ordine ai poliziotti di disperderle con i gas lacrimogeni, la rivolta ha inizio ufficialmente. Da allora e per tutta la notte, saccheggi e danneggiamenti si alternano agli attacchi alle pattuglie di polizia. Gli incidenti vanno avanti tre notti e finiscono solo quando venne imposto il coprifuoco.

     

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di Fabio Amadei

    1) Un’altra rivolta ha avuto luogo nella città di Detroit prima del luglio 1967. In quale anno e in quale contesto storico?

    Nel 1943, insieme alle proteste sociali e sindacali, quando la città rappresentava il massimo della produzione industriale bellica, attirando masse di lavoratori anche neri dagli Stati del Sud. Era stata preceduta nel 1935 dalla rivolta di Harlem, nata da un diverbio tra un negoziante bianco e un ragazzino nero per un furto di coltellino da pochi centesimi di costo. Tre morti, decine di feriti, milioni di dollari di danni.

    2) La rivolta di Detroit del luglio 1967 si colloca al centro dell’epoca di rivendicazione dei diritti civili degli afroamericani. Quale furono gli episodi salienti di tale epoca?

    - 1955, Montgomery, Alabama. La sarta Rosa Parks, rifiuta di cedere il proprio posto sull’autobus a un bianco e per questo fu arrestata. Martin Luther King dette avvio a una campagna di protesta contro la segregazione razziale sui mezzi pubblici che si estese in molte altre città e Stati, durò più di un anno e condusse all’abolizione delle norme discriminatorie.

    - 1965 l’assassinio di Malcom X, a soli 39 anni, durante un comizio a Manhattan.

    - 1968 l’assassinio Martin Luther King a Memphis sul balcone del Motel Lorraine.

    - 1964 Rivolta di Filadelfia, per una lite tra due poliziotti (di cui uno nero) e una donna nera. Nessun morto, 300 feriti, 700 arresti, decine di negozi bianchi bruciati.

    - 1965, 11-17 agosto Watts, sobborgo di Los Angeles, per il fermo di un autista nero accusato di guidare sotto effetto di stupefacenti. 6000 tra poliziotti, Guardia Civile e soldati, contro 35.000 neri in rivolta. 34 morti, più di mille feriti, più di tremila arresti, quaranta milioni di dollari di danni.

    - 1968, 4 aprile, dopo l’assassinio Martin Luther King. Scontri di massa a Washington, Kansas City, Baltimora, Chicago, l’America era sull’orlo della guerra civile, con le truppe per strada. Ciò costrinse il Congresso a concedere il Civil Rights Act.

    - 1972, 11 ottobre. 200 marinai neri a bordo della portaerei Uss Kitty Hawk, in missione militare a largo delle coste del Vietnam, si ribellano contro gli ufficiali e gli altri marinai bianchi per i soprusi razziali loro imposti. Violenti scontri a bordo, con molti marinai deferiti alla corte marziale.

     

    3) Nonostante le vittorie delle campagne per i diritti civili di quegli anni, discriminazioni, rivolte e repressioni non hanno mai avuto fine in America. Quali le altre rivolte più clamorose degli anni ’80 e ‘90?

    - 1980, Miami, Florida. Una pattuglia della polizia insegue, ferma, picchia e uccide un automobilista nero, Arthur McDuffie. A seguito della sentenza di assoluzione degli agenti, scoppia la rivolta che dura diversi giorni e che ha come bilancio conclusivo 12 morti, centinaia di feriti, e lo stato di emergenza decretato sulla città.

    - 1992, Los Angeles. Stessa situazione di Miami, con un automobilista inseguito, fermato e pestato a sangue ma non ucciso dalla polizia. Anche qui il Tribunale assolve gli agenti e scoppia una rivolta dalle dimensioni maggiori di quelle di Detroit 1967, con i latino-americani insieme ai neri. 53 morti, migliaia di feriti e di arresti, quattromila edifici distrutti o gravemente danneggiati.

    - Sant Ptersburg, Florida 1997. Sempre un automobilista inseguito, fermato e picchiato, ma la rivolta ha una portata minore e si spegne dopo una notte, senza troppe conseguenze materiali, se non per l’allarme che getta sulla ripresa di un nuovo clima di tensione.

    - 2001, Cincinnati, Ohio. Quaranta giovani neri uccisi dalla polizia in questa città tra il 1995 e il 2001. All’ennesimo ragazzo fermato e assassinato dagli agenti, la madre stessa della vittima guida la rivolta che si protrae per tre giorni e tre notti finché non viene proclamato il coprifuoco che ristabilisce l’ordine ma non la giustizia.

    4) Uccisioni, rivolte e repressioni si sono verificate anche nel presente, soprattutto sotto il primo presidente nero americano, Barack Obama. Quali sono stati gli episodi più acuti?

    - 2014, 17 luglio, Staten Island, New York. Un agente per arrestare Enric Garner, un afroamericano fermato per contrabbando di sigarette, lo afferra per il collo e lo soffoca. “I can’t breathe” – “Non respiro”, sono le ultime parole di Garner prima di morire e diverranno lo slogan della rivolta che dal sobborgo newyorkese si estenderanno in molte altre città e Stati americani, nei quali – nello stesso periodo - si erano verificate uccisioni simili.

    - 2014, agosto, Ferguson, Missouri. L’agente di polizia Darren Wilson fredda con 12 colpi di pistola il diciottenne Michael Brown a seguito di un alterco. La rivolta, conclusasi a ridosso delle elezioni locali, ha portato a un aumento del 30% degli elettori neri, e da due a sei consiglieri di colore.

    - 2015, 19 aprile, Baltimora, Maryland. Arresto e uccisione di Freddie Gray, 25 anni, da parte di agenti di polizia. Proteste e scontri, la procuratrice di Stato Marylin Mosby, afroamericana, mette sotto accusa sei poliziotti. Negli ultimi quattro anni – ha rivelato il “Baltimore Sun” – il dipartimento di polizia è stato condannato un centinaio di volte per comportamenti violenti degli agenti in servizio e il comune ha dovuto liquidare alle vittime 5,7 milioni di dollari e 5,8 milioni agli avvocati.

    Barack Obama, il primo presidente nero degli Stati Uniti, a seguito di questi e altri gravi fatti e rivolta, ebbe a dichiarare: «Il Paese deve guardarsi dentro. Molti dipartimenti di polizia devono guardarsi dentro. Molte comunità devono guardarsi dentro». È uno sguardo interiore, però, che l’America sembra ancora incapace di compiere. Le uccisioni e le rivolte sono quasi tutte in estate e tutte causate dall’intervento della polizia. Ciò che denuncia il film Detroit di Katryn Bigelow continua purtroppo a essere di una tragica attualità.

     

     

     

Letto 1725 volte

Video

Altro in questa categoria: « Dickens Dopo la guerra »

Indice dei Film

I Più Visti negli ultimi 6 mesi

Has no content to show!