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Wall-E

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    Anno 2815. La Terra è stata abbandonata da sette secoli, e tutti gli umani e i loro robot si sono trasferiti in una gigantesca astronave, Axiom, situata in una galassia al di là dell’iper-spazio. Porti e grattacieli appaiono fatiscenti e arrugginiti: dopo una probabile guerra nucleare, rifiuti, ferraglie e resti di robot hanno reso la Terra inabitabile e disabitata. Secondo il programma che lo contraddistingue, il piccolo robot Wall•E continua il suo lavoro di impacchettare i metalli rugginosi e di ammassarli, a forma di cubi, in enormi e alti mucchi. Suo unico amico è uno scarafaggio di nome Hal, velocissimo e dotato di lunghe antenne, che squittisce e che, in qualche modo, riesce a comunicare con lui. I pezzi più importanti che costituiscono Wall•E sono: un corpo centrale, ovvero una “pancia” che può aprirsi e chiudersi come un contenitore; collo, braccia e mani snodabili; due cingolati da carro armato per gambe e piedi; e, soprattutto, due occhioni a mandorla con pupille dilatabili, le cui espressioni risultano di immediata comunicazione con il pubblico. La sua alimentazione è data da pannelli solari interminabili e da una scheda elettronica che ne stabilisce la funzionale intelligenza prevista. Il nome Wall•E è l’acronimo di Waste Allocation Load Lifter Earth-Class (Sollevatore terrestre di carichi di rifiuti): la sua utilità è quella di rendere il pianeta meno sporco e meno inquinato. Prima del disastro ecologico attuale esistevano oggetti che ora attraggono l’attenzione di Wall•E: un accendino a gas, una lampadina, un cubo di Rubik, che lui recupera e conserva come cimeli. Il robot abita nel rimorchio di un autotreno, dove ci sono pure dei vecchi televisori che proiettano senza interruzione i film di una volta, registrati in VHS, fra i quali il celebre musical Hello, Dolly! (diretto da Gene Kelly nel 1969). In seguito, atterra una nave spaziale e ne esce in perlustrazione la robottina Eve, di cui, subito, Wall•E si innamora perdutamente. La levigata Eve è del tutto diversa da lui: color bianco panna, corpo a uovo rovesciato, arti superiori a pinne, testa a cupola inclinata, dentro la quale spiccano occhi ovoidali celesti che mandano accesi bagliori di luce azzurra. Eve è una sonda ultra-moderna, inviata per costatare le condizioni climatiche del pianeta; il nome Eve è l’acronimo di Extra-Terrestrial Vegetation Evaluator (Valutatrice della vegetazione extraterrestre). A lei toccherà la sensazionale scoperta della presenza di una piantina di edera che, lentamente e con sforzo, riesce a crescere nel terriccio di uno scarpone. A fianco o in contrapposizione di Wall•E e di Eve agiscono altri personaggi, robot, uomini e donne, che attraversano la vicenda narrata nel film. Uno di questi è Auto, il timone dell’astronave Axiom, munito di cinque manici e, al centro, di un occhio la cui pupilla, rosso fuoco e malvagia, dà ordini perentori e impedisce alla popolazione umana ogni possibile libertà. D’altronde, la gente che abita la stazione spaziale, perfettamente funzionante in ogni dettaglio, è grassa, apatica, bulimica, voracemente consumatrice di prodotti inutili, e letteralmente schiavizzata dalla BNL (Buy ‘N ‘Large), una corporation che tiene in mano il controllo delle galassie. Sul versante più schiettamente comico del film si affaccia un robottino simpaticissimo, M-O (Microbe Obliterator), con la fissa delle contaminazioni da sporcizia, e che insegue continuamente l’ossidato e sporco Wall•E. Figura determinante della storia è però il Capitano di Axiom, il quale, annoiato della vita che conduce, troppo comoda e senza scopo, entra in contrasto con Auto, lotta contro di lui e lo sconfigge, in un crescendo di colpi di scena e di suspense. Accertatosi delle possibilità di vita sulla Terra, il Capitano invertirà la rotta di Axiom e ricondurrà gli abitanti sul pianeta di origine, per iniziare una nuova, futura esistenza.

    Già premio Oscar 2004 per l’arguto, delizioso Alla ricerca di Nemo, Andrew Stanton scrive e dirige Wall•E con straordinaria perizia, sia sul piano dell’animazione tridimensionale, sia, soprattutto, su quello psicologico e affettivo. Una intensa e profonda storia d’amore nasce fra Wall-E ed Eve, i quali si comportano come esseri umani, come persone e, al tempo stesso, come robot. Oscillando magistralmente fra commedia e avventura, questo gioiello della Disney/Pixar ci invia un messaggio ottimistico e sorridente: ognuno è in grado di amare, perfino le macchine, ideate e costruite dall’uomo per soddisfare le proprie necessità. Un illustre precedente di Wall•E si può rintracciare in Blade Runner di Ridley Scott (1982), dove un investigatore e una “replicante”, ossia un robot-donna in fase sperimentale, riescono a superare, in virtù dell’amore, della complicità e del sostegno reciproci, le numerose barriere che li separano. Wall•E, all’interno del genere della fantascienza animata, costituisce un approdo molto significativo, poiché la saggezza e la pazienza acquisite dal protagonista sono un grande, generoso dono per gli esseri umani. Il cinema, ancora una volta, si fa portatore di situazioni e di sentimenti che ci appartengono, e il così detto film per bambini si trasforma, per lo sguardo, in un meraviglioso spettacolo che sprigiona grazia, leggerezza, simpatia, immediatezza di identificazione da parte dello spettatore. E quando, in sottofinale, ci sembra che Wall•E stia perdendo ogni sua energia, ci auguriamo non soltanto che ciò non accada, ma anche che lui ed Eve ci trasmettano e ci lascino la speranza che, dopo gli errori commessi, l’esistenza diverrà migliore, più accettabile e meno esposta ai rischi degli eccessi. Le persone, le macchine e i robot ricostruiranno, ciascuno a suo modo e tutti insieme, un progetto di vita in progresso e in divenire. Ce lo indica e ce lo insegna la piantina nello scarpone: all’inizio, curiosa e quasi inquietante perché non più conosciuta; in seguito, punto di riferimento sulla superficie terrestre, poi nello spazio e dentro la “pancia” di Eve; infine, quaggiù, sulla Terra, a rassicurarci che c’è, ancora, un qualche senso nelle cose che ci circondano e che noi siamo. Francesco Cacaci

  • Genere: Animazione
  • Regia: Andrew Stanton
  • Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
  • Produzione: Disney-Pixar
  • Data di uscita al cinema: 2008
  • Durata: 100 minuti
  • Sceneggiatura: Andrew Stanton e Jim Reardon
  • Direttore della Fotografia: Roger Deakins
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:

    LA PRODUZIONE
    Cosa succederebbe se l’umanità dovesse abbandonare la Terra e qualcuno dimenticasse di spegnere l’ultimo robot?

    E’ questa l’intrigante e fantasiosa premessa della nuova, straordinaria commedia in animazione digitale della Disney•Pixar, WALL•E. Piena di umorismo, cuore, fantasia ed emozioni, WALL•E porta gli spettatori in un fantastico viaggio attraverso la galassia e ancora una volta dimostra l’abilità della Pixar di creare interi mondi e stabilire nuovi standard di eccellenza per la narrazione, lo sviluppo dei personaggi, le composizioni musicali e l’animazione digitale.

    Ambientato in una galassia non così lontana, WALL•E è una commedia originale ed eccitante che parla di un robot. Dopo centinaia di anni passati da solo a fare quello per cui è stato costruito, Wall•E (Waste Allocation Load Lifter Earth-Class) scopre un nuovo scopo nella vita oltre a quello di collezionare degli oggettini quando incontra un’elegante robot sonda chiamata Eve (Extra-terrestrial Vegetation Evaluator). Eve capisce che Wall•e si è inavvertitamente imbattuto nell’elemento fondamentale per il futuro del pianeta e torna nello spazio per annunciare le sue scoperte agli umani che attendono impazientemente notizie a bordo della lussuosa navicella spaziale Axiom e che vogliono sapere se è sicuro tornare a casa. Nel frattempo, Wall•e insegue Eve nella galassia e mette in moto una delle più incredibili avventure comiche che siano mai state portate sul grande schermo.

    A far compagnia a Wall•e nel suo fantastico viaggio nell’universo, ambientato 800 anni nel futuro, c’è un esilarante cast di personaggi, tra cui uno scarafaggio domestico e un’eroica squadra di robot malfunzionanti.

    Il nono film dei Disney e Pixar Animation Studios WALL•E segue il recente trionfo “Ratatouille”, che si è aggiudicato un Oscar per la miglior pellicola di animazione, ottenendo le migliori recensioni fra tutte le uscite del 2007 e confermandosi un fenomeno ai botteghini di tutto il mondo. L’incasso complessivo mondiale degli otto film della Pixar è arrivato così all’impressionante cifra di 4,3 miliardi di dollari.

    WALL•E è l’ultimo lavoro del regista e sceneggiatore vincitore dell’Academy Award® Andrew Stanton, che è entrato nella Pixar nel 1990 come secondo animatore e nono impiegato in assoluto dello studio. Così, ha fatto parte del team di quattro sceneggiatori che, nel 1996, ha ricevuto una candidatura agli Oscar per il suo contributo a “Toy Story”, per poi essere accreditato (sempre come sceneggiatore) nelle successive pellicole della Pixar, tra cui “A Bug’s Life - Megaminimondo”, “Toy Story 2 - Woody e Buzz alla riscossa”, “Monsters & Co.” e “Alla ricerca di Nemo”, che gli è valsa un’altra candidatura agli Oscar per il suo apporto allo script. Inoltre, è stato coregista di “A Bug’s Life”, produttore esecutivo di “Monsters & Co.” e del vincitore dell’Academy Award del 2007 “Ratatouille”, mentre ha vinto l’ambito riconoscimento per la migliore pellicola d’animazione grazie a “Alla ricerca di Nemo”.

    WALL•E della Disney•Pixar, diretto da Andrew Stanton, da una storia originale di Stanton e Pete Docter e una sceneggiatura di Stanton e Jim Reardon, vede impegnato come produttore esecutivo John Lasseter ed è prodotto da Jim Morris (“Guerre stellari, Episodio I e II”, “Pearl Harbor”, “Abyss” e tre delle pellicole di “Harry Potter”), che ha contribuito a creare alcuni degli effetti visivi più strabilianti dell’industria durante il suo legame (durato 18 anni) con la ILM, come presidente della Lucas Digital. Lindsey Collins, una veterana della Pixar da undici anni, è la coproduttrice, mentre Tom Porter è il produttore associato. Il direttore della fotografia Roger Deakins, sette volte candidato all’Oscar®, è il consulente visivo.

    Il cast di voci originali comprende il comico Jeff Garlin (“Curb Your Enthusiasm”), il veterano della Pixar John Ratzenberger (“Cin cin”, “Ratatouille”, “Toy Story”), la premiata attrice Kathy Najimy (“Sister Act – una svitata in abito da suora”, “King of the Hill”), la stella del grande schermo e dei palcoscenici Sigourney Weaver (“Alien”, “Gorilla nella nebbia”, “Baby Mama”), così come l’acclamato responsabile del sonoro, che si è aggiudicato quattro Oscar®, Ben Burtt (“E.T. l’extraterrestre”, “Indiana Jones e l’ultima crociata”). Anche il comico Fred Willard (“Best In Show”, “Back to You”) appare nel film.

    L’espressiva gamma di voci robotiche di WALL•E è stata creata da Burtt, il cui memorabile lavoro comprende la creazione della ‘voce’ di altri robot leggendari come R2-D2 (protagonista dei film di “Guerre stellari”). Attingendo a trent’anni di esperienza come uno dei maggiori esperti del sonoro di questa industria, Burtt è stato coinvolto fin dalle fasi iniziali della pellicola per creare un intero universo di suoni per tutti i personaggi robot e l’attrezzatura spaziale, così come per ogni ambiente.

    La colonna sonora originale di WALL•E è stata composta dall’otto volte candidato agli Oscar® Thomas Newman, che aveva già lavorato assieme a Stanton ne “Alla ricerca di Nemo”. La leggenda del rock-and-roll Peter Gabriel ha collaborato con Newman per una canzone originale chiamata “Down to Earth”. Gabriel ha scritto i testi per questo epilogo musicale affascinante ed intelligente, oltre ad interpretare anche personalmente il brano.


     

    UN ROMANTICO ROBOT INIZIA A PRENDERE FORMA

    L’idea di WALL•E è nata nel 1994 ad un ormai celebre pranzo che comprendeva i pionieri della Pixar Stanton, John Lasseter, Pete Docter e il compianto genio della narrazione Joe Ranft. Mentre il loro primo lungometraggio, “Toy Story”, si trovava in produzione, il gruppo ha capito all’improvviso che c’era la possibilità di realizzare un altro film. A quell’incontro determinante, vennero discusse per la prima volta le idee per

    “A Bug’s Life”, “Monsters & Co.” e “Alla ricerca di Nemo”. “Una delle cose che uscirono fuori fu l’idea di un piccolo robot abbandonato sulla Terra”, sostiene Stanton. “Non c’era una storia, era una sorta di piccolo personaggio alla Robinson Crusoe con cui ci ponevamo la domanda di cosa succederebbe se il genere umano abbandonasse la Terra e qualcuno dimenticasse di spegnere l’ultimo robot, senza che lui sapesse di poter smettere di compiere le azioni per cui è stato programmato”.

    Anni dopo, l’idea ha preso forma. “Ho iniziato a pensare a lui mentre svolgeva questa funzione ogni giorno, compattando la spazzatura rimasta sulla Terra”, ricorda Stanton. “E mi sono posto una domanda: cosa succederebbe se la cosa più umana rimasta nell’universo fosse una macchina? Questa è stata la scintilla che ha fatto partire tutto. E’ stato un viaggio decisamente lungo”.

    Stanton sostiene di essere stato molto influenzato dai film di fantascienza che sono usciti dalla fine degli anni sessanta all’inizio degli ottanta. “Pellicole come ‘2001 – Odissea nello spazio’, ‘Guerre stellari’, ‘Alien’, ‘Blade Runner’ e ‘Incontri ravvicinati del terzo tipo’ avevano tutte delle immagini e delle sensazioni che mi trasportavano veramente in un altro luogo, tanto da farmi credere veramente che esistessero questi mondi”, spiega il regista. “Non ho più visto un film da allora legato ai viaggi nello spazio che mi abbia fornito le stesse sensazioni, quindi volevo recuperarle”.

    In preparazione per il loro lavoro su WALL•E, la squadra di animatori della Pixar ha svolto delle ricerche alle stazioni di riciclaggio per osservare dei giganteschi assemblatori di spazzatura e altri macchinari in funzione, ha studiato dei veri robot direttamente allo Studio e ha osservato un’ampia gamma di film classici (da quelli muti a quelli di fantascienza) per avere le idee chiare sulle influenze cinematografiche a cui attingere. Rimanendo fedeli al motto della Pixar ‘la verità è nei materiali’, gli animatori hanno affrontato ogni robot come se fosse stato creato per eseguire un compito specifico, cercando di rimanere nei limiti fisici di ogni progetto, mentre creavano delle interpretazioni dotate di una propria personalità. Alan Barillaro e Steve Hunter sono stati i supervisori dell’animazione, mentre Angus MacLane era il responsabile dell’animazione.

    Lo scenografo Ralph Eggleston (“Gli incredibili”, “Alla ricerca di Nemo”, “Toy Story”) ha preso ispirazione per l’aspetto di Wall•e dai ritratti della NASA degli anni cinquanta e sessanta, così come dai dipinti originali per la Tomorrowland di Disneyland realizzati dalla Disney Imagineers. Come ricorda Eggleston, “il nostro approccio all’immagine del film non era come sarebbe stato il futuro, ma come sarebbe potuto essere, una cosa decisamente più interessante. E’ quello che volevamo ottenere con il design del film. Nel realizzare l’aspetto dei personaggi e questo mondo, volevamo che il pubblico credesse realmente all’universo che stavamo vedendo. Desideravamo che i personaggi e il mondo fossero reali, non tanto in termini di immagine, ma come credibilità”.

    A contribuire appunto alla credibilità del film c’è la direzione della fotografia. Jeremy Lasky, il responsabile di questo settore, spiega che “l’intero aspetto di ‘WALL•E’ è diverso da tutto quello che è stato fatto in precedenza. Ci siamo basati sui fondamentali film di fantascienza degli anni sessanta e settanta come pietre miliari per l’aspetto e le sensazioni che avrebbe dovuto fornire alla nostra pellicola”.

    Stanton aggiunge che “abbiamo svolto molte correzioni e miglioramenti sul nostro software per quanto riguarda il lavoro di realizzazione, in modo che le nostre cineprese fossero più simili a quelle 70mm della Panavision che venivano utilizzate in molti di quei prodotti degli anni settanta”.

    UN MONDO DI ROBOT E ALTRI BOT
    CHI E’ CHI IN WALL•E
    • WALL•E (Waste Allocation Load Lifter Earth-Class) è l’ultimo robot rimasto sulla Terra, programmato per ripulire il pianeta un cubo di spazzatura alla volta. Tuttavia, dopo 700 anni ha sviluppato una piccola anomalia: una personalità. E’ estremamente curioso, si pone molte domande ed è un po’ solo. Wall•e è uno dei migliaia di robot inviati dalla corporation Buy n Large per ripulire il pianeta mentre gli umani si trovano in una lussuosa navicella spaziale. E’ solo, a parte la compagnia del suo scarafaggio, conosciuto simpaticamente dentro la Pixar con il nome di Hal (dal celebre produttore degli anni venti Hal Roach e in omaggio all’HAL di “2001 – Odissea nello spazio”). Wall•e compatta regolarmente dei cubi di spazzatura ogni giorno, scoprendo e collezionando degli oggetti in questo percorso. In effetti, ha raccolto un tesoro di gingilli, come un cubo di Rubik®, una lampadina e uno spork, che tiene tutti in un camion dei trasporti che chiama casa. Un po’ romantico, Wall•e sogna un giorno di stabilire un legame, certo che ci debba essere qualcosa di più importante di questo lavoro monotono che svolge quotidianamente. Il suo sogno lo porta nella galassia, in un’avventura che andrà ben oltre le sue più rosee aspettative.

    • EVE (Extra-terrestrial Vegetation Evaluator) è un droide sonda elegante e all’avanguardia. E’ rapida, in grado di volare e dotata di una pistola laser. Eve, anche chiamata Sonda Uno dal Capitano della Axiom (la lussuosa navicella spaziale madre che ospita migliaia di umani che hanno abbandonato il pianeta), fa parte di una flotta di robot simili inviati sulla Terra per una missione di perlustrazione segreta. Eve ha degli ordini classificati ed è intenzionata a portare a termine la sua missione. Lei nota appena il suo nuovo ammiratore, Wall•e, ma un giorno, per la frustrazione di non aver trovato quello che stava cercando, si prende una pausa e stringe un legame inatteso con questo strano robot. Insieme, si imbarcano in un viaggio fantastico attraverso lo spazio.

    • M-O (Microbe-Obliterator) è un pulisci-robot programmato per ripulire qualsiasi cosa che sulla Axiom venga considerata una ‘contaminazione straniera’. M-O viaggia velocemente attorno alla Axiom sulla sua ruota, ripulendo gli oggetti sporchi che incontra. La sua sfida maggiore si presenta il giorno in cui Wall•e appare sulla navicella e così M-O si fissa sul robot più sporco che abbia mai visto. Ne consegue un gioco tra il gatto e il topo, mentre M-O tenta di ripulire anni di sporcizia su Wall•e. Tuttavia, mentre Wall•e tenta di sfuggire a questo essere insopportabile, i due alla fine diventano amici, tanto che M-O si rivela il suo maggiore alleato.

    • AXIOM è la navicella che ospita gli esseri umani. A prestare la voce al computer della navicella c’è Sigourney Weaver, che ha esordito come protagonista al cinema in “Alien”, una delle maggiori ispirazioni di Stanton per il suo film. Considerando che il suo personaggio in “Alien” combatteva contro Madre, il computer della navicella, avere la Weaver in questo ruolo rappresentava un riferimento importante alla fantascienza per i realizzatori.

    • CAPITANO è l’attuale comandante della Axiom. Intrappolato in un’esistenza piatta, un po’ come capita a Wall•e, il Capitano desidera prendersi una pausa da questo stancante ciclo di cosiddetta vita. I suoi noiosi compiti sono di controllare e ricontrollare la situazione della navicella con Auto, il pilota automatico. Quando viene informato di una scoperta a lungo attesa da parte di uno dei suoi droidi-sonda, scopre la sua vocazione interiore, quella di diventare il coraggioso leader che non avrebbe mai immaginato di essere e che pianifica un nuovo percorso per l’umanità. Jeff Garlin, che fa parte dell’esilarante cast della popolare serie della HBO “Curb Your Enthusiasm”, presta la sua voce a questo piacevole personaggio.

    • AUTO è il pilota automatico della Axiom, che ha condotto la navicella attraverso i 700 anni passati nello spazio. Un robot programmato che ha la forma del volante della navicella, ha dei modi freddi e meccanici, e rimane apparentemente fedele al Capitano. Tuttavia, all’insaputa dell’equipaggio della Axiom, c’è un ordine nascosto nella programmazione di Auto, che è deciso a portarlo a termine a qualsiasi costo, incurante delle possibili conseguenze per gli abitanti della Axiom.

    • I REJECT BOT sono i tanti robot della Axiom che svolgono qualsiasi funzione immaginabile per servire i passeggeri della navicella e mantenerli sempre nell’agio più sfrenato. Tuttavia, anche centinaia di anni nel futuro, le macchine sono ancora deperibili. I robot che presentano dei malfunzionamenti vengono inviati al reparto di riparazione e marchiati con un simbolo rosso. Wall•e fa amicizia con questo gruppo di rinnegati, tra cui un Beautician-bot che non riesce più a rendere belli i suoi clienti, un Aspira-bot che erroneamente emette polvere e un Ombrello-bot che si apre e chiude nei momenti meno opportuni. Questi robot rinnegati uniscono le loro forze con Wall•e per cambiare il destino della Axiom.

    • GO-4 è il primo aiutante della Axiom, che nasconde un segreto con il pilota automatico. Una capsula pneumatica con una sirena luminosa al posto della testa, è un maniaco del dovere.

    • JOHN e MARY sono due degli esseri umani che vivono sulla Axiom, dove conducono un’esistenza di lusso sfrenato. L’arrivo di Wall•e li fa uscire dalla loro routine quotidiana e li fa conoscere, oltre a far capire loro che ci può essere qualcosa in più nella vita di volteggiare con le loro poltrone ultratecnologiche. Il veterano della Pixar e portafortuna John Ratzenberger presta la sua voce al personaggio di John, mentre l’attrice e comica Kathy Najimy (“Sister Act”, “King of the Hill”) si occupa di Mary.

    • SHELBY FORTHRIGHT è l’affascinante responsabile della corporation Buy n Large, la grande entità globale che ha ottenuto il controllo dell’universo con la sua linea di robot (tra cui quella di Wall•e) e le lussuose navicelle spaziali (come la Axiom). Le promesse della corporation di un futuro magnifico vengono diffuse grazie ai messaggi digitali di Forthright, anche se le cose non stanno andando secondo i piani. Fred Willard (“Best in Show”, “Fernwood 2 Night”) appare nel film come il volto della società.

  • Spunti di Riflessione:


    di L.D.F.
    1. Il club di Roma, nei lontani anni '60, parlava della possibilità che l'umanità si avviasse (e citiamo la definizione di Roberto Vacca) verso un "Medioevo prossimo venturo". Sono passati quasi cinquant'anni. Secondo voi questa previsione, per ora solo futurologica, si potrà verificare? Stiamo veramente per entrare in un Medioevo prossimo venturo?

    2. Nel XIX secolo, con il diffondersi della realtà industriale in tutti i paesi del mondo occidentale, si è creduto che l'umanità potesse vivere, e per buona parte di essa sopravvivere, grazie al settore dell'industria. La lotta, tra "padroni" e lavoratori, alla fine del secolo diciannovesimo, era basata su una richiesta da parte del proletariato di più equa suddivisione degli utili che desse ai "poveri" operai un minimo di possibilità, legata al mantenimento di se stessi e delle loro famiglie. E per tanti anni è stato così. Oggi il problema è molto diverso. Perché? Approfondite l'argomento.

    3. La lotta di classe per cui, per anni, si sono battuti i sindacati dei lavoratori ha, oggi, un significato diverso e altre finalità rispetto a quando essi lottavano per la sopravvivenza dei loro assistiti? Perché?

    4. Secondo Roberto Vacca, nel suo libro "Il Medioevo prossimo venturo", siamo già entrati, in pieno, in questa età di mezzo tragica della storia dell'uomo. A questo proposito, esaminate i seguenti argomenti:

      1. La situazione economica in cui oggi il mondo si dibatte.

      2. Il passaggio tragico dall'economia finanziaria all'economia reale.

      3. L'ingovernabilità dei grandi sistemi economici e, di riflesso, di quelli politici.

      4. Lo sfruttamento dei giacimenti di gas, petrolio e metano che tutti noi sappiano non dureranno in eterno.

      5. La scarsezza d'acqua e l'eccesso dei rifiuti, prodotti dall'uomo che, col passare degli anni, infiltrandosi nei terreni, potrebbero rendere inadoperabili molte falde acquifere e accrescere il problema di un approvvigionamento idrico sufficiente all'umanità.

      6. L'eccessivo urbanesimo che corrisponde alla diminuzione dell'agricoltura.

      7. Il diffondersi di macchine-robot che collaborano con l'uomo. Fino a quando non consapevolmente? ("Blade Runner" di Ridley Scott del lontano 1982 insegna!)

      8. L'industrializzazione di massa che ha provocato il buco dell'ozono nell'atmosfera e notevoli altri danni all'ambiente che ci circonda e in cui viviamo.

      9. La corsa agli armamenti atomici, come convinzione degli stati che li posseggono che a pari armamenti, nessuno decida di attaccare l'altro per non portare l'umanità alla distruzione. Forse è vero ma non bisogna dimenticare la frase di de Tocqueville: "la guerra è l'ultimo definitivo atto della politica!"

    1. Il cinema, dal citato "Blade Runner" a "Io sono leggenda" del 2007 di Francis Lawrence, da anni realizza, nei propri film, situazioni da Medioevo prossimo venturo. In tutte queste opere viene posto in evidenza che la responsabilità della decadenza umana sia sempre attribuibile all'uomo che ha distrutto l'ambiente, creato i replicanti-nemici e i robot che si impadroniscono dell'universo ("Io robot" di Alex Proyas, 2004) o spingendo parte dell'umanità a trasformarsi in mostri. Qual è la vostra opinione in merito? Questi film sono lo specchio di una realtà futura oppure...?

    2. Secondo voi verrà, nel futuro, un momento in cui la "macchina" potrà ergersi alla pari dell'uomo?

    3. Wall•E è un piccolo umile robot che mai penserebbe di poter essere simile a un uomo che, comunque, nel film di Stanton è sconfitto. Wall•E vive nell'età media (2815) del medioevo prossimo venturo. E' un piccolo robot che raccoglie rifiuti in un "mondo vuoto", in uno "spazio vuoto". E' solo per questo motivo che fa tanta tenerezza?

    4. Chi è Hal e perché è diventato tanto amico di Wall•E? Sono due solitudini che si incontrano o si sono scelti pur in mezzo ad altri?

    5. Wall•E si lega ad Hal perché sa di essere l'ultimo dei robot o perché teme di divenire l'ultimo in assoluto nell'Universo?

    6. Eve, la sonda spaziale di cui si innamora Wall•E, è un droide. Che differenze ci sono tra droide e androide? E i "replicanti" a quale dei due gruppi appartengono?

    7. Axion è una navicella spaziale che ospita gli esseri umani tra cui:

    1. Il capitano che continua a dirigere la nave senza sapere dove e che è stanco della sua vita "non vita" che giudica inutile.

    2. John e Mary un uomo e una donna, ospiti della navicella che, incontrando Wall•E, comprendono come la loro vita sia superficiale senza scopo e speranza.

    3. Shelby Forthright, l'affascinante occhio del "grande fratello" padrone dell'universo: la corporation Buy. Shelby deve dare sicurezza agli altri ma viene un momento in cui comprende quanto tutto ciò che le sta intorno può autodistruggersi, sciogliersi come neve al sole, togliendo a tutti anche a lei la povera vita che vivono. Quando Shelby prende coscienza della tragicità della sua vita?

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