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Tutto l'amore del mondo

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    In seguito alla tragicomica scomparsa di Willy Mango, famoso esploratore e scrittore di guide, le edizioni Magic Planet Books, nelle persone della tirannica direttrice Teodorani e del suo succube vice Gianello, incaricano Matteo Marini, giovane emergente ma ancora inesperto, di scrivere la guida “Tutto l’Amore d’Europa”, sui luoghi romantici del Vecchio Continente. Matteo ha tre mesi di tempo, un budget in contanti e un fotografo che lo accompagnerà. Matteo è un ragazzo un po’ cinico e disincantato, che non crede nell’amore ma ha un grande bisogno di soldi.

    Accetta quindi l’incarico, anche se sembra sottovalutare l’impegno e sopravvalutare le proprie capacità. Però può partire rassicurando la madre (con cui vive senza il padre Maurizio Marini, un personaggio eccentrico e a suo modo affascinante, che vive come fosse un nobile spiantato a Londra, e che Matteo incontrerà durante il suo viaggio) poiché i soldi che guadagneranno serviranno a salvare lo storico negozio di libri di famiglia dallo sfratto in corso. Anna De Angelis si è appena laureata in giurisprudenza ed è la figlia di Tommaso De Angelis, brillante avvocato con pochi scrupoli, che adora e vizia la figlia come la cocca di casa. Anna è una ragazza romantica e, sebbene il suo sogno segreto sia quello di fare la scrittrice, è felice della sua vita e ha in programma di sposarsi con Giampiero, giovane avvocato che lavora nello studio del padre, dove anche lei inizierà a prendere presto servizio.

    La vita di Anna, insomma, sembrerebbe avviata su binari sicuri se la sua amica del cuore, Valentina, non decidesse che questa è l’ultima occasione per farsi una vacanza insieme, all’avventura in giro per l’Europa. A Barcellona, prima tappa del suo viaggio, Matteo scopre che il fotografo che lo accompagnerà è quel Ruben Sebastiani, simpatico e disordinato cialtrone, con cui ha già avuto il dispiacere di lavorare. La cosa si aggrava quando Matteo apprende che Ruben ha invitato a seguirli anche la sua ultima fiamma, Valentina, e la sua amica del cuore, Anna.

    Matteo è furioso, pensa che tutto questo possa rappresentare un ostacolo alla sua missione. Però non può fare a meno di notare che Anna è bellissima. Mentre Ruben e Valentina amoreggiano ad ogni occasione, tra Matteo e Anna c’è curiosità e attrazione, però i due sono all’opposto su tutto e approfondiscono il loro rapporto attraverso una serie di schermaglie verbali. Inizia cosi un viaggio che porterà alla ricerca dei luoghi dell’amore, alla ricerca di persone perdute, alla scoperta di nuove emozioni divertenti e travolgenti… che cambieranno la vita dei nostri protagonisti per sempre.

  • Genere: Commedia
  • Regia: RICCARDO GRANDI
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Produzione: MEDUSA FILM, MAORI FILM
  • Sceneggiatura: MASSIMILIANO BRUNO, EDOARDO FALCONE, ANDREA BASSI
  • Direttore della Fotografia: MAURIZIO CALVESI
  • Montaggio: CONSUELO CATUCCI
  • Scenografia: MASSIMILIANO NOCENTE
  • Costumi: EVA COEN
  • Attori: NICOLAS VAPORIDIS, ANA CATERINA MORARIU, ALESSANDRO ROJA, MYRIAM CATANIA, EROS GALBIATI, ALESSANDRO MANNARINO JÖEL ZAFFARANO SARA TOMMASI ISABELLE ADRIANI RICCARDO ROSSI DANIELA GIORDANO MONICA SCATTINI ENRICO MONTESANO SERGIO RUBINI
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:

     

    LE INTERVISTE

    Il regista RICCARDO GRANDI

    Dalla pubblicità al cinema: un bel passo, ma anche – forse – un passaggio naturale. Come l’hai affrontato?

    Arrivare alla regia cinematografica dopo ben dieci anni di lavoro pubblicitario, è stata una bella fortuna. In tutti questi anni ho maturato una certa esperienza nell’ambito, mi è stata data fiducia e devo dire che è proprio grazie a tutto ciò che la lavorazione di Tutto l’amore del mondo è filata via liscia senza grossi problemi. E’ stata una bella impresa, Il tempo a disposizione non era molto e il film richiedeva tanti set europei diversi: insomma, non proprio una passeggiata!

    Tutto è nato dal bel testo di Massimiliano Bruno, vero?

    Sì, il testo mi è piaciuto alla prima lettura. L’ho trovato scanzonato, divertente e pieno di riferimenti a un mondo giovanile che veniva guardato con dolcezza e rispetto. L’idea era quella di trarne una commedia aggraziata e gentile. Una commedia che però racchiudesse anche qualcosa in più.

    Un romanzo di formazione di gruppo?

    Sì, l’intento principale era questo. Il centro motore di tutto risiede proprio nella concezione del viaggio inteso in tanti sensi differenti. La cifra del film sarebbe dovuta essere quella dell’immediatezza, della genuinità. E ancor di più della spontaneità. Il protagonista, interpretato da Nicolas, è un giovane profondamente amareggiato per via della situazione economica in cui versa la madre. E nei confronti dell’amore sembra nutrire un forte senso di disillusione. La sua vita cambia quando gli viene affidata la possibilità di scrivere una guida turistica sui luoghi per eccellenza legati all’amore. Capitali europee come Parigi, Amsterdam e via dicendo. L’unico modo che gli resta per cambiare e dare una svolta alla sua vita è fare la valigia.

    E’ bella l’idea di sprigionare le triangolazioni romantiche che dominano il film partendo dalla guida per turisti. Torna in mente lo straordinario Kasdan di Turista per caso. E nella parte iniziale del film, mentre scorrono le immagini di Barcellona, non si può non pensare al Vicky Cristina Barcelona di Allen.

    Sono tanti i registi che amo e tantissimi i film che hanno influenzato il mio lavoro. Allen è senza dubbio uno dei miei favoriti, ma non saprei fare nessun nome in particolare. Credo che in questa mia opera sia presente l’insieme di tutte le suggestioni che hanno guidato la mia vita di semplice spettatore.

    Tutto l’amore del mondo fotografa amori nascenti, ma anche belle amicizie. E in tante sequenze si respira appieno l’entusiasmo dei tuoi giovani attori.

    Sì, un gruppo di lavoro a dir poco eccellente. Ragazzi bravi, preparati, simpatici e professionali al massimo. Sul set si rideva e si scherzava spesso, ma quando era il momento di fare sul serio, ognuno ci dava dentro al massimo. Devo dire poi che ogni cosa è avvenuta con la massima naturalezza. Non c’è stato bisogno di tante prove, di preparativi particolari o di cose simili. Un esempio: Nicolas si è trovato a interpretare un personaggio complesso, pieno di sfumature, eppure non ho mai sentito il bisogno di dargli un suggerimento o di discutere con lui di determinate cose relative alla sua interpretazione. E’ venuto tutto automatico, naturale. Parlavo spessissimo con lui, ma di tutt’altro. E devo aggiungere che se il film possiede un carattere così spontaneo e sincero, grandissima parte del merito va proprio ai protagonisti. Ognuno ha saputo mettere qualcosa di sé nel personaggio. E lo ha fatto nel migliore dei modi.

    GLI INTERPRETI

    NICOLAS VAPORIDIS

    Quella di Tutto l’amore del mondo è una delle tue interpretazioni più intense di sempre. Hai dato tutto te stesso.

    Sì, è un film a cui tengo in modo particolare. Fin’ora mi sono sempre limitato a prendere parte a progetti già avviati. Stavolta invece è accaduto l’opposto. Nasce tutto da Interrail, la piéce che Massimiliano Bruno aveva portato con successo a teatro. Mi era piaciuta moltissimo e con la Maori Film, la casa di produzione che ho creato da poco, ho deciso di puntare su questa idea. Tutto il resto è venuto da sé.

    Un bel salto da attore ad attore e produttore esecutivo contemporaneamente.

    Sì, cambia tutto. In fondo nei film interpretati in passato bastava girare le proprie scene ed era finita lì. Stavolta l’impegno è stato totale e continuo. Ho assistito a tutti i ciak, ero sempre presente sul set. E devo ammettere che è stata un’esperienza davvero fantastica. Quello che mi ha catturato subito della storia è stata l’idea del viaggio. Un tema a me carissimo, anzi, direi una vera e propria ragione di vita. Non sto mai fermo, viaggio di continuo e non farei altro. Mi piaceva rendere al meglio l’idea del viaggio come cambiamento. In fondo, a pensarci bene, quando ci troviamo lontani da casa siamo tutti un po’ diversi dal solito. Ci sentiamo più liberi, più estroversi, più sereni nell’essere davvero noi stessi. Quando si ritorna, cambia tutto. Eppure non dovremmo mai dimenticare quello che siamo stati durante il viaggio. E portare un po’ di quella magica esperienza nella vita di tutti i giorni.

    Il tuo personaggio, Matteo, è l’esatto contrario del sognatore. E’ un giovane piuttosto amareggiato e indurito dalla vita. Uno pratico, insomma, per il quale due più due è sempre quattro. Eppure…

    Sì, lui è uno che a differenza di Anna sembra aver già mangiato la foglia e capito tutto della vita. Mi è piaciuto tantissimo cercare di esprimere al meglio il suo graduale cambiamento, la sua lenta trasformazione. In fondo l’itinerario che compie Matteo è quello che lo porta a scoprire non soltanto l’amore, ma anche il romanticismo. Una scoperta fondamentale che lo porterà ad affrontare il ritorno con uno spirito differente.

    In questa scuola di vita c’è posto anche per un personaggio straordinario interpretato da Sergio Rubini.

    Sergio nel film interpreta mio padre, e lo fa in modo incredibile. Rappresenta al meglio il classico ‘perdente di successo’, affascinante da pazzi. Sono sempre stato innamorato artisticamente di Sergio, ed ora che l’ho conosciuto e che abbiamo lavorato insieme, ho scoperto anche una persona a dir poco deliziosa. Mi ha sempre saputo mettere a mio agio. La sua è stata una continua lezione di recitazione.

    Nel film ci si sposta in continuazione: Barcellona, Parigi, Loch Ness… Immagino che la lavorazione non sia stata tutta rose e fiori, o no?

    Alla base di tutto c’è stato un totale ed euforico entusiasmo. Contava questo. Certo, gli intoppi ci sono stati e a volte è sembrato davvero arduo condurre il film in porto. Non è un caso che il momento più bello in assoluto che ricordi è quello relativo alla sequenza in cui ci troviamo tutti e quattro sul furgoncino che viaggia lungo una stradina olandese di campagna. Era l’ultimo giorno di riprese e ce la siamo goduta fino in fondo. Il film era finito, avevamo dato tutti il meglio di noi stessi. E finalmente ci siamo rilassati del tutto!

    ANA CATERINA MORARIU

    Tutto l’amore del mondo è fresco, vivace e divertente. E tu ne incarni perfettamente anima e corpo. In fondo è sul personaggio della tua Anna che vive il doppio cuore del racconto.

    Senza dubbio. E interpretare un personaggio del genere mi ha davvero entusiasmato. Mentre mi trovavo sul set di Intelligence (fiction tv per la regia di A. Sweet – n.d.r.), sono stata chiamata dal regista Riccardo Grandi per un provino. Ero davvero emozionata. Quando poi mi è stato comunicato che ero stata scelta proprio io per il ruolo della protagonista, mi sono sentita al settimo cielo. E poi, vuoi mettere la soddisfazione di poter finalmente interpretare un personaggio con il mio stesso nome?

    Una bella soddisfazione accentuata dal fatto di portare sul grande schermo un personaggio intenso e complesso, vero?

    Assolutamente. La doppia anima di cui parlavi è la quintessenza di Anna e del film. In fondo si tratta di una ragazza che trova il coraggio di far uscire la sua vita dai binari, di abbandonare i progetti a tavolino in cui era stata rinchiusa dalla famiglia. Una giovane che scopre la forza di uscire fuori di sé, di resettarsi. E di abbracciare il lato più intimo e segreto della sua identità: quella di scrittrice.

    Il che suona anche come invito a non mollare mai e a cercare sempre di sfruttare tutte le proprie potenzialità.

    Penso che in questo senso Tutto l’amore del mondo, al di là dei suoi contenuti divertenti, allegri e spensierati, racchiuda una piccola lezione di vita indirizzata a tutti, non soltanto ai giovani. Credo che nella vita prima o poi si debba trovare il coraggio di mettersi alla prova e, magari, di rischiare il tutto per tutto.

    Quanto c’è di te nella Anna del film?

    Abbastanza. Fin’ora nella mia carriera ho sempre interpretato ruoli in cui mi sono sempre ritrovata. Ho senza dubbio dei punti in comune con Anna, anche se io sono molto più istintiva e impulsiva. Lei invece è una che pianifica e che ragiona su tutto prima di comportarsi in un certo modo. In fondo persino nella sequenza della lap-dance improvvisata nel night di Amsterdam Anna non si lascia andare mai del tutto. Sa perfettamente che la cosa giusta da fare per aiutare Matteo è quella. E la fa.

    Alcune delle sequenze più intense del film sono quelle in cui duetti con uno strepitoso Enrico Montesano, padre padrone infine redento. L’alchimia che si respira fra voi due è strepitosa: sembrate davvero padre e figlia!

    Enrico è stato a dir poco grandioso. Prima dell’inizio delle riprese ci ha invitato a casa sua per leggere insieme il copione. Non ti nascondo l’imbarazzo e l’emozione nel trovarmi di fronte a un mostro sacro come lui. Ma è stato davvero fantastico nel sapermi mettere a mio completo agio. Tanto che alla fine mi chiamava ‘bella di papà’…

    E la spontaneità è senza dubbio una delle carte vincenti del film, così come la magia che si respira in tanti momenti. Scegline uno.

    Senza dubbio quello a cui è legato il più bel ricordo è quando, subito dopo la puntata al casinò, ballo con Nicolas. Era davvero come se ci conoscessimo da tanti anni. Mi sono ritrovata a casa. Il feeling è scattato davvero subito. Ma a dire il vero c’è un altro momento a cui sono molto legata. Parlo di quello iniziale in cui mi laureo in giurisprudenza. Non mi sono ancora laureata in verità, dunque non ti dico che godimento nel girare quella scena…

    ALESSANDRO ROJA

    Non sei un semplice attore, ma un camaleonte, uno capace di passare con una disinvoltura formidabile attraverso personaggi spesso agli antipodi: dal Dandy di Romanzo Criminale al Ruben di Tutto l’amore del mondo.

    La verità è che non riuscirei mai a cambiare. Non è un obiettivo calcolato a tavolino, ma puro istinto. Non ce la farei mai ad adagiarmi sugli allori e a campare di rendita, riproponendo al pubblico sempre lo stesso personaggio. Mi piacciono le sfide e adoro mettermi alla prova. E poi voglio divertirmi. Se accetto di far parte di un progetto, è perché ne sono convinto al cento per cento.

    Tutto l’amore del mondo è rientrato fra questi?

    Assolutamente sì. Tutto è nato dal provino che peraltro ho affrontato in modo a dir poco rocambolesco. Ero stato operato da poco di appendicite, e mi sono trovato a studiare le battute sul treno, proprio all’ultimo momento. Tutto il resto è andato nel migliore dei modi. Al di là dell’affetto cameratesco che si è creato con tutti i miei compagni di viaggio, ho avuto la grande fortuna di essere diretto da un regista come Riccardo Grandi. Fra noi il feeling è scattato immediatamente. Gli sarò poi sempre grato per avermi dato la possibilità di apportare qualcosa di mio al personaggio di Ruben. Leggendo il bel copione di Massimiliano Bruno, mi sono venuti in mente alcuni aspetti del personaggio che avrei voluto approfondire. E Riccardo me l’ha fatto fare senza problemi. Nella caratterizzazione mi sono basato molto su alcuni personaggi della grande commedia americana.

    Un personaggio davvero interessante il tuo Ruben. Forse il più libero e sfrenato del film. Ci sono state sequenze in cui hai avuto modo di improvvisare qualcosa?

    C’è una sequenza che ricorderò sempre con tenerezza. Parlo di quella in cui i protagonisti cenano sul fiume a Montmartre. Erano le primissime ore dell’alba e avremmo dovuto girare in fretta la sequenza prima che facesse giorno. Beh, Riccardo mi prende da una parte e mi suggerisce di improvvisare qualcosa che non fosse presente sul copione. Battuto il ciak, me ne esco improvvisamente con l’unica frase che conosco del giapponese. Tutti mi guardano e si crea un momento di silenzio. Il fonico ha le lacrime agli occhi e si sforza come un disperato per non ridere. Alla fine della ripresa, siamo tutti quanti esplosi in una risata liberatoria. La prima cosa che salta agli occhi in effetti è che i primi a divertirvi siete proprio voi. Credo che sia la cosa più importante. Se c’è allegria e intesa, vuol dire che le cose stanno girando come devono.

    MYRIAM CATANIA

    La tua Valentina rappresenta l’altra faccia della protagonista, Anna. E’ un personaggio libero, trasgressivo, spensierato. Una ragazza dall’entusiasmo forte e contagioso.

    Sì, è una giovane di straordinaria solarità. Ma come succede anche agli altri suoi compagni di viaggio, è in procinto di cambiare, di maturare. All’inizio è comunque lei a trascinare Anna nel vortice di divertimento e di spensieratezza che scandisce l’incipit del loro viaggio in Europa. Ed è sempre lei in fondo a far sì che al loro percorso si uniscano anche Matteo e Ruben con i quali vivranno due belle storie d’amore.

    Tutti e quattro i protagonisti del film si accingono a passare a una fase successiva della propria vita. Come ti sei trovata a gestire a livello interpretativo questo passaggio?

    Mi è piaciuto tantissimo vivere questa sfida fino in fondo. Valentina, per esempio, si ritrova improvvisamente di fronte a un evento cruciale nella vita di ogni donna come la maternità. E non si tira indietro. In questo senso la presenza di Anna al suo fianco diventa a dir poco fondamentale. E’ lei a offrirle l’aiuto di cui ha bisogno, è lei a farle capire che è un passo importante che vale la pena fare.

    Se ti chiedessi un’istantanea del set?

    Non saprei cosa rispondere. Sono tanti, tantissimi i ricordi straordinari della lavorazione del film. Dal rapporto con gli altri ragazzi, a tutte le città che abbiamo visitato insieme. Ecco, se proprio dovessi scegliere, sceglierei sicuramente qualcosa che abbia a che vedere con il viaggio. Il set del film è stato scandito da un continuo ‘progress’, ci spostavamo di continuo, di città in città, di nazione in nazione. E’ stato entusiasmante. L’aria era leggera, ci sentivamo liberi come il vento. Per me poi il periodo passato a girare è stato senza dubbio uno dei più particolari della mia vita. Una sorta di lungo addio al nubilato: alla fine delle riprese, infatti, mi sono sposata!

  • Spunti di Riflessione:
     
    di Giulia Serinelli

    1. Matteo è un ragazzo cinico e disilluso che sbarca il lunario lavorando per una casa editrice di guide turistiche. A causa della tragicomica scomparsa di Willy Mango, famoso esploratore e scrittore di guide, a Matteo viene affidato l’incarico di scrivere la guida “Tutto l’Amore d’Europa” sulle città più romantiche del mondo. Secondo voi, Matteo si sente pronto a tale incarico e perché decide di accettare la proposta?

    2. Come reagisce la madre di Matteo, proprietaria di una libreria, alla scelta del figlio di partire e perché, in vista del viaggio, si premura di consegnargli raccolte di poesie d’amore?

    3. Secondo voi perché Anna, neolaureata, con un “promettente” matrimonio all’orizzonte con il fidanzato di una vita, tutta regole e buone maniere, inaspettatamente, accetta la proposta dell’amica Valentina di intraprendere un viaggio in l’Europa?

    4. Anna e Valentina, pur avendo due caratteri molto differenti, sono legate da uno stretto rapporto d’amicizia. Secondo voi è possibile che si instauri un rapporto d’amicizia sincero e duraturo fra due persone molto diverse fra loro? Cos’è che vi lega al vostro migliore amico? Sono più le caratteristiche che avete in comune o le differenze?

    5. Valentina ha conosciuto Ruben, il simpatico e disordinato fotografo che accompagnerà Matteo nel suo viaggio, tramite internet. Vi è mai capitato di fare conoscenza attraverso internet? Credete che sia pericoloso? Qual è la vostra opinione in merito.

    6. Qual è la reazione di Matteo quando scopre che Ruben ha invitato Valentina e Anna a seguirli nel loro viaggio?

    7. Che tipo di rapporto si instaura fra Matteo e Anna al loro primo incontro?

    8. Che tipo di reazione ha Matteo quando, conoscendo meglio Anna, scopre che è una ragazza romantica e che il suo sogno segreto è quello di fare la scrittrice?

    9. Uno dei temi principali del film è quello del viaggio. C’è, secondo voi, differenza fra viaggio e vacanza? Se si, qual è?

    10. Durante il viaggio Matteo rincontrerà suo padre. Secondo voi, sono solo le necessità economiche che spingono Matteo a chiedere aiuto al suo eccentrico padre che, per tutta la vita, gli ha solo riservato delusioni?

    11. Il padre di Matteo, a suo modo, tenta di aiutare il figlio. I sentimenti che legano il padre al figlio sono mutati rispetto al passato o muteranno nel corso del film?

    12. Il padre di Anna, Tommaso De Angelis, è un potente avvocato con pochi scrupoli che ama e coccola la figlia. Qual è il rapporto che lega Anna a suo padre?

    13. Credete che Anna fosse a conoscenza dei reali “metodi di lavoro”, adottati da suo padre, prima dell’incontro con Matteo?

    14. Secondo voi è il desiderio di proteggere la figlia che spinge l’avvocato a tenere all’oscuro Anna in merito alle faccende legate al suo lavoro?

    15. Durante il viaggio Anna, attraverso gli occhi di Matteo, scoprirà un padre che non aveva mai conosciuto, quale sarà la sua reazione?

    16. Numerose circostanze sfortunate mettono a dura prova il viaggio di Matteo; lo scapestrato Ruben, l’ingombrante presenza di Anna e Valentina, la rapina a Parigi, l’incontro con il padre. Eppure sarà proprio l’aiuto di Anna che risulterà risolutivo nell’evolversi della vicenda. In che modo Anna aiuterà Matteo?

    17. Il viaggio può essere inteso anche come cambiamento, trasformazione e i quattro protagonisti del film sembrano tutti compiere un passo verso una fase successiva della propria vita. Come e perché?

    18. Anna si troverà di fronte ad una dura scelta quella fra il padre, la sua sicura carriera, il suo matrimonio prestabilito e la lealtà e l’amore che la lega a Matteo. Condividete la scelta di Anna oppure non siete d’accordo con lei?

    19. Valentina si trova improvvisamente di fronte ad un evento cruciale della vita di ogni donna, la maternità. Quale sarà la sua reazione e quella di Ruben?

    20. Nel corso del loro viaggio Anna e Matteo scopriranno di essere molto più simili di quanto essi stessi non avrebbero mai creduto, Matteo si ricrederà in merito alla sua concezione dell'amore?

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