Oltre la notte In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    La vita di Katja viene improvvisamente sconvolta dalla morte del marito Nuri e del figlioletto Rocco, rimasti uccisi nell’esplosione di una bomba. 

    Grazie al sostegno di amici e familiari, Katja riesce ad affrontare il funerale e ad andare avanti. Ma la ricerca ossessiva degli assassini e delle ragioni di quelle morti insensate la tormenta, riaprendo ferite e sollevando dubbi. 

    Danilo, avvocato e miglior amico di Nuri, rappresenta Katja nel processo finale contro i due sospetti: una giovane coppia appartenente a un’organizzazione neonazista. 

    Il processo è un’esperienza durissima per Katja, che però non si arrende. Vuole giustizia.

     

  • Genere: Drammatico
  • Regia: Fatih Akin
  • Titolo Originale: Oltre la notte
  • Distribuzione: Bim
  • Produzione: Bombero International e Warner Bros Film Productions Germany
  • Data di uscita al cinema: 15 marzo 2018
  • Durata: 106’
  • Sceneggiatura: Fatih Akin
  • Direttore della Fotografia: Rainer Klausmann
  • Montaggio: Andrew Bird
  • Scenografia: Tamo Kunz
  • Costumi: Katrin Aschendorf
  • Attori: Diane Kruger, Denis Moschitto, Johannes Krisch, Samia Chancrin, Numan Acar. Ulrich Brandhoff, Hanna Hilsdorf, Rafael Santana, Hartmut Loth, Ioannis Economides
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    Il regista

    Fatih Akin è nato nel 1973 ad Amburgo, in Germania, da genitori turchi immigrati. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti.

    Dopo due cortometraggi, nel 1998 ha diretto il suo primo lungometraggio, Short Sharp Shock, a cui sono seguiti il road movie Im juli con Moritz Bleibtreu e Christiane Paul, e il documentario Denk ich an Deutschland - Wir haben vergessen zurückzukehren, sulla storia di immigrazione dei suoi genitori. Il suo film del 2002, Solino, è la storia di una famiglia di immigrati italiani in Germania.

    Il film con cui si è imposto all’attenzione del pubblico e della critica internazionali è stato La sposa turca, vincitore dell’Orso d’oro alla Berlinale del 2004 e di molti altri premi tra cui lo European Film Award e il Deutscher Filmpreis. In Crossing the Bridge – The Sound of Istanbul del 2005, ha raccontato la multiforme scena musicale turca. Il suo film del 2007 Ai confini del paradiso ha vinto il premio per la Miglior Sceneggiatura a Cannes. L’anno dopo ha diretto un episodio del film New York, I Love You. La sua commedia Soul Kitchen è un omaggio alla sua città natale ed ha vinto il Premio speciale della giuria alla Mostra Internazionale del cinema di Venezia nel 2009. Per realizzare il suo documentario Müll im Garten Eden (Garbage in the Garden of Heaven) Akin ha seguito nel tempo i danni ambientali subiti dal villaggio della sua famiglia di origine. Nel 2014 ha diretto il film Il padre, presentato al Festival di Venezia. Il suo ultimo film, OLTRE LA NOTTE, è stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2017 e Diane Kruger ha vinto il premio per la migliore interpretazione femminile.

     

     

    INTERVISTA A FATIH AKIN (regia e sceneggiatura)

    Com’è nato questo film?

    Ho tratto spunto da alcuni omicidi commessi dall’NSU (Nationalsozialistischer Untergrund o Clandestinità Nazionalsocialista), in Germania, nel 2011. Questo gruppo neonazista tedesco si è macchiato di una serie di omicidi a sfondo razziale, tra il 2000 e il 2007. Sono crimini che mi hanno profondamente turbato, anche perché la mia famiglia è di origini turche e mio fratello conosceva una delle vittime, uccisa ad Amburgo.

    Il grosso scandalo è stato che la polizia ha concentrato le indagini su persone all’interno della comunità delle vittime, chiamando in causa gli ambienti della droga e del gioco d’azzardo. Le pressioni della polizia erano tali che perfino la stampa e la comunità stessa cominciavano a condividere quei sospetti.

    Qual è la molla che scatta in Katja, la protagonista del film?

    Tempo fa ho cominciato a riflettere sul concetto di vendetta. Esiste veramente? Quale tipo di persona cerca la vendetta? Io ne sarei capace? Katja ha una sua moralità, una sua idea di giustizia. In questo senso, incarna qualcosa che è latente in ognuno di noi, e che dovrebbe restarlo sempre. Non mi interessava il punto di vista degli assassini.

    Sapevo esattamente quale doveva essere l’oggetto del mio interesse e della mia empatia. OLTRE LA NOTTE è diventato un film molto personale per me.

    Pur essendo una donna tedesca, bionda e con gli occhi azzurri, Katja è il mio alter ego. Questo film parla di un sentimento universale, il dolore, e delle sue molte declinazioni.

    Com’è nata la collaborazione col co-sceneggiatore Hark Bohm?

    Hark Bohm è stato coinvolto in questo progetto fin dall’inizio. È un avvocato e mi ha aiutato molto il fatto che al centro dei suoi film ci siano spesso avvocati e processi. Nel 2013 siamo andati insieme a Monaco per seguire dal vivo le udienze del processo all’NSU. E questo mi ha spinto a studiare gli atti processuali, e a discuterne con Hark. In questo senso, Hark è diventato il supervisore di tutte le scene in tribunale.

    Come ha scelto Diane Kruger?

    Ho incontrato Diane Kruger nel 2012 a Cannes. Presentavo il mio documentario Müll im Garten Eden (Garbage in the Garden of Heaven) e avevamo organizzato una festicciola sulla spiaggia. Lei è venuta alla festa e si è messa a parlare con me in tedesco. Mi ha detto che le sarebbe piaciuto fare un film diretto da me, se ce ne fosse stata l’occasione. Io le ho detto subito che ne sarei stato felice, e l’occasione giusta si è presentata quattro anni dopo. Stavo cercando la protagonista di OLTRE LA NOTTE, ho pensato a Diane, le ho spedito il copione e lei mi ha risposto che voleva assolutamente interpretare Katja! Ed è stata strepitosa.

    Quello che fa di lei una grande attrice è che è impavida e curiosa, non ha mai paura di rischiare. E poi ha una capacità di concentrazione incredibile. Credo proprio che le piaccia veramente recitare, anche nelle scene più dolorose. E sono convinto che uno dei motivi per cui è stata così straordinaria in questo film è che da anni aspettava un ruolo importante in tedesco. In fondo è nata ad Hanover e si sente tedesca, anche se ormai è un’attrice internazionale. È stata felice di recitare nella sua lingua madre – anziché in inglese o in francese – perché questo le ha consentito di esprimersi ancora più liberamente.

    Ho scoperto che è dotata di un grande intuito e che avverte immediatamente quando c’è qualcosa che non va in una scena. Ecco perché sono stato sempre molto attento a quello che diceva, in casi simili.

    Come lavora con l’operatore Rainer Klausmann?

    Lavoro con Rainer da così tanti anni che ormai il nostro è come un matrimonio. Sul set la comunicazione tra noi si riduce a qualche grugnito di assenso, perché ci capiamo al volo. Rainer mi incoraggia a provare cose nuove, senza mai ostacolarmi. Di solito sostiene le mie scelte, tranne quando perdo di vista il nostro obiettivo originale o mi infilo in un vicolo cieco. Mi dice sempre con grande franchezza se pensa che una cosa sia ridicola o se non capisce il motivo di un’inquadratura. Anche se a volte mi accusa di scegliere un’inquadratura solo per il suo aspetto estetico.

    Ci parli della sua collaborazione con Josh Homme della band Queens of the Stone Age.

    Ho ascoltato molta musica dei Queens of the Stone Age mentre scrivevo la sceneggiatura: hanno dei pezzi fantastici. Ho fatto una playlist per il personaggio di Katja e ho chiesto alla nostra music supervisor di verificare se potevamo avere i diritti dei pezzi. Lei mi ha suggerito di rivolgermi direttamente alla band. Sono riuscito a parlare col fondatore e cantante del gruppo, Josh Homme, che ha visto un primo montaggio del film e ne è rimasto entusiasta: forse toccava le stesse corde di alcune sue canzoni. In quel momento era impegnato nelle fasi finali della registrazione del nuovo album del gruppo, ma ha accettato di scrivere la colonna sonora del nostro film. Aveva poco tempo per farlo, ma è riuscito lo stesso a scrivere musiche fantastiche: brani unici, malinconici e bellissimi. Avevo sempre voluto girare un thriller o almeno lavorare su alcuni elementi di questo genere narrativo, e la musica di Homme ha sicuramente contribuito a creare l’atmosfera giusta.

     

    DIANE KRUGER (Katja)

    Diane Kruger è nata in Germania. Si è formata alla scuola del Royal Ballet, dove è entrata giovanissima. Dopo che un infortunio ha messo fine alla sua carriera di danzatrice, è diventata una modella di grande successo a Parigi. A Parigi ha studiato recitazione al Cours Florent, dove ha ricevuto il premio “Classe Libre” come Miglior Attrice dell’anno.

    Nel 2002 ha esordito al cinema nel film indipendente The Piano Player, accanto a Dennis Hopper e Christophe Lambert. È stata candidata a un César per il suo ruolo nel pluripremiato film francese Mon idole di Guillaume Canet. Nel 2003 è apparsa in un'altra pellicola francese, Adrenalina blu – La leggenda di Michel Vaillant.

    Il suo debutto americano è avvenuto nel thriller romantico Wicker Park, in cui appariva accanto a Josh Hartnett e Rose Byrne. In seguito, è stata Elena nel film di Wolfgang Petersen Troy, ed è apparsa nei film National Treasure con Nicolas Cage; Joyeux Noël – Una verità dimenticata dalla storia di Christian Carion;  Copying Beethoven con Ed Harris nei panni di Ludwig Van Beethoven; The Colour of Freedom di Bille August; The Hunting Party con Richard Gere; il sequel National Treasure: Book of Secrets; Pour elle; Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino; Mr Nobody di Jaco Van Dormael; Pieds nuds sur le limaces; Inhale; Unknown con Liam Neeson; L’affaire Fairwell; Special Forces – Liberate gli ostaggi; Les adieux à la reine (nel ruolo di Maria Antonietta); Un plan parfait con Dany Boon; The Host di Andrew Niccol; Tutto sua madre; The Better Angels; Maryland; Sky; Padri e figlie con Russell Crowe; e The Infiltrator con Bryan Cranston. Presto la vedremo accanto a Catherine Deneuve in Tout nous sépare.

    Per la televisione, ha interpretato la fortunata serie tv The Bridge (2013 - 2014).

    Nel 2003, la Kruger ha vinto il Trofeo Chopard come Rivelazione femminile dell’anno, al Festival di Cannes. Nel 2010, ha vinto il premio tedesco Goldene Kamera come Miglior attrice internazionale per il suo ruolo in Bastardi senza gloria, per cui è stata anche candidata a uno Screen Actors Guild Award come Miglior attrice non protagonista, vincendone uno per il Miglior cast insieme agli altri attori.

    Nel 2013 ha vinto uno Jupiter Award (premio tedesco del pubblico) come Miglior attrice internazionale per Les adieux à la reine.

    Per  questo  film  ha  vinto  il  premio per la Migliore Interpretazione Femminile al Festival di Cannes 2017. 

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di LDF

     

    1) Nel 2011, un organizzazione neo-nazista ha commesso numerosi omicidi. Alcuni erano mirati, dovevano colpire una persona e anche fossero stati coinvolti altri, per essa non era un problema. Ma non aveva solo quell’unico scopo: con bombe che venivano fatte scoppiare nelle zone di maggior traffico delle città, intendeva spargere un clima di terrore e di insicurezza fra gli abitanti. In un caso come questi ultimi che abbiamo citato, vengono uccisi, Nuri il marito e Rocco il figlio di Katja, oppure, l’attentato era rivolto solo contro Nuri, di famiglia turca, emigrata, già da anni, in Germania?

    2) L’organizzazione neo-nazista di cui abbiamo scritto nella domanda precedente era (ed è) la N.S.U. (National Sozialisticher Untergrund o Clandestinità Nazionalsocialista)  che si è fatta conoscere per una lunga serie di omicidi a sfondo razziale dal 2001 e fino al 2007.

    Anche l’Italia ha conosciuto un gruppo, simile ma non uguale, con l’affermazione delle Brigate rosse negli anni 70-80 con la differenza rispetto alla N.S.U. tedesca che le Brigate italiane combattevano contro lo Stato e non con un’invasione pacifica di un popolo diverso e di religione musulmana nel proprio paese. Qual era questo popolo e perché negli anni ’90 ….  in massa emigrò dalla propria terra?

    3) Ciò che la N.S.U. non sopportava (e non sopporta) è l’infiltrazione che questi emigranti hanno determinato nel popolo tedesco che, per la N.S.U. deve essere legato al concetto hitleriano di pura razza ariana. Perché la clandestinità nazionalsocialista temeva (e teme) che ci sia la possibilità che i tedeschi giungano a confondersi con gente di altri paesi e di altre razze? 

    4) Sono forse gli usi e costumi che il primo popolo a emigrare in massa, in Germania, portando oltre la sua religione il concetto, per esso, basilare dell’intangibilità della famiglia, sia a creare questo timore per i nazionalsocialisti per cui se un tedesco, sia uomo che donna, ma soprattutto donna, sposando un emigrante, doveva e deve ubbidire agli usi e adattarsi ai costumi della famiglia in cui entrava ed entra? E’ stato questo il caso di Katja, tedesca, bionda e con gli occhi azzurri, quando ha accettato di sposare Nuri? 

    5) Molti anni fa ci fu, in Germania,  un'altra banda che, per motivi politici e non razzistici, compì molte azioni di sangue; la banda Baader Meinhof che venne arrestata in quasi tutti i suoi componenti. Dopo la cattura, che fine fecero questi assassini chiusi nella medesima prigione? Approfondite l’argomento per stabilire inoltre se la N.S.U., pur dopo anni, sia nata dalla temibile banda che terrorizzò la Germania.

    6) Katja con l’aiuto dei suoi familiari e dei suoi amici sembra, esteriormente, avere la forza di convivere con la sua tragedia. Ma non recede dal desiderio di trovare coloro che le hanno tolto il figlio e il marito. Cerca la banda assassina perché per lei ogni membro è colpevole o cerca proprio coloro che hanno messo quella bomba che ha distrutto la sua famiglia?

    7) Katja vuole vendetta. Qual è per voi il concetto di vendetta? Simile a quello di Katja, come appare nel film, oppure….. 

     

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