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Tra le Nuvole

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Kirn, Ryan Bingham, il protagonista del film, è giunto a 45 anni senza legami veri, interessato solo ai suoi esclusivi programmi di viaggio, e impegnato per lo più a “sollevare la gente dal proprio incarico”.

    “Il lavoro di Ryan è quello di togliere il lavoro alle altre persone”, spiega Walter Kirn, l’autore del romanzo. “E’ come un massaggiatore che ti strofina le spalle mentre ti porta via la sedia su cui sei seduto. Licenziare gli impiegati è diventato un’arte, fra l’altro molto delicata dal punto di vista legale, e Ryan è un maestro in materia”.

    Bingham incarna la moderna variante del tipico ‘salesman’ americano, che viaggia in lungo e in largo per tutta la nazione e vende sogni a chi non ne ha più, a chi subisce la perdita di una carriera. Ivan Reitman, il regista, ha creato una serie di circostanze drammatiche intorno al protagonista, dando vita a due personaggi che hanno il potere di scuotere il bozzolo individualista in cui Ryan Bingham si è rifugiato: Natalie, un’ingenua ed entusiasta ventenne, esperta di ottimizzazione, che l’uomo è costretto a prendere sotto la sua ala protettiva, nonostante minacci il suo stile di vita; e Alex, la donna che è la sua anima gemella dal punto di vista professionale, e che accende per la prima volta il suo desiderio di impegnarsi con un altro essere umano al di là di un flirt passeggero.

    Natalie lavora con fatica accanto a Ryan perché non comprende la sua freddezza nel portare la disperazione a tante persone al punto che, pur di non trovarsi, faccia a faccia, con qualcuno che è costretta a licenziare si inventa una sorta di licenziamento online.

    Ciò non le impedisce però di dover dare la cattiva notizia direttamente a una ragazza che per la disperazione si uccide. Ryan, intanto, sembra quasi perdere il suo lavoro, dopo l’invenzione del sistema online di Natalie che, non sopportando il suicidio che, comunque ha provocato con l’azione anche se non con la decisione, si licenza.

    Ryan nel frattempo, ha incontrato Alex, una donna che fa il suo stesso lavoro e se ne innamora al punto da portarla al suo paese al matrimonio della sorella. Per Ryan, Alex diventa il raggio di luce della sua vita, colei con la quale può sperare di costruire un rapporto che duri nel tempo. Ed è così deciso nel chiederle di vivere con lui che durante le vacanze natalizie va a Chicago a casa della donna per chiederle …. ed ha una sorpresa scioccante.

    Il colpo per Ryan è fortissimo e anche se, nella sua azienda dopo che Natalie si è licenziata è tornato il “primus inter pares” non ama più il suo lavoro anzi lo subisce al punto che non gli interessa più nulla neanche prender un premio (fatto a cui prima teneva molto) per i chilometri percorsi con la stessa compagnia aerea. Ma la sua depressione non gli impedisce di parlare benissimo di Natalie a chi gli chiede referenze sulla ragazza. Ryan era solo e rimane solo e la sua solitudine dopo aver avuto la speranza di una vita diversa, è piena di una tacita disperazione.

  • Genere: Commedia
  • Regia: Jason Reitman
  • Titolo Originale: Up in the air
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Produzione: Paramount Pictures in associazione con Cold Spring Pictures e DW Studios, una produzione Montecito Picture Company, Rickshaw Productions e Right of Way Films
  • Data di uscita al cinema: 22/01/2010
  • Durata: 108'
  • Attori: George Clooney, Vera Farmiga, Anna Kendrick, Jason Bateman, Danny McBride
  • Approfondimenti:
     
    La sceneggiatura

    La sceneggiatura ha acquistato spessore grazie alla scrittura di Jason Reitman, il regista del film, non solo perché lui stesso ha vissuto esperienze importanti nel periodo in cui l’ha concepita, ma perché la situazione economica del paese è cambiata drasticamente negli ultimi mesi, precipitando in una storica recessione che ha spinto Reitman ad esplorare più profondamente la disperazione di chi perde un lavoro. In questo senso lo scrittore/regista ha deciso di correre un rischio insolito.

    Al posto di inventare un resoconto di licenziamenti e confessioni dei nuovi disoccupati, ha deciso di catturare le reazioni vere, dirette, non scritte, degli americani comuni che avevano appena vissuto questa devastante esperienza emotiva, che hanno perso un’occupazione in un momento economico molto incerto.

    E’ stato un processo rivelatorio e toccante, che radica gli aspetti drammatici e comici del film nella dura realtà. Reitman racconta: “Volevamo che le scene dei licenziamenti fossero il più possibile veritiere, perciò abbiamo pensato, ‘Perché non riprendiamo la realtà?’ Ci siamo recati a Detroit e a St. Louis, le due città più colpite dalla disoccupazione, lo scorso anno, e abbiamo pubblicato annunci diffondendo la notizia che stavamo facendo un film su questo argomento e stavamo cercando gente disposta a parlare della propria esperienza.

    Abbiamo ricevuto tantissime risposte ed è stato molto triste e commovente”. Continua lo scrittore/regista: “Chiedevamo alle persone di raccontarci come avevano reagito il giorno in cui erano stati licenziati o cosa avrebbero desiderato dire. La cosa straordinaria, per qualcuno come me che lavora costantemente con gli attori per ottenere il realismo, era vedere come questa gente, che immaginavo potesse avere timore della cinepresa, in realtà ha mostrato i suoi lati più autentici, senza pudori. Infatti questa scena è una delle mie preferite di tutto il film”.

    Infine Reitman aggiunge: “Ogni giorno ci arrivano notizie sui tagli dei posti di lavoro ma spesso si parla di numeri e quindi è facile dimenticare chi sono questi esseri umani. La cosa di cui sono più orgoglioso è che il film finalmente dà un volto a questi numeri”.

    I produttori del film affermano che il copione del film non rientra in nessuna categoria, vista la mescolanza fra commedia e fatti drammatici Dichiara il produttore esecutivo Tom Pollock: “Questo è una commedia seria ma con momenti di grande ilarità, ed è uno dei motivi per cui mi piace tanto: è un film che trascende i generi. E’ perfetto per Jason perché il suo lavoro non è mai classificabile. I suoi primi due film erano davvero unici e quest’ultimo non fa altro che confermare il suo talento”.

    Un altro produttore che si è unito al film è il socio di Pollock della Montecito Picture Company, un uomo che forse conosce Jason Reitman meglio di chiunque altro: suo padre Ivan Reitman (Ghostbusters), un famoso ed apprezzato regista.

    “Parlando sia come produttore che come padre, questa è una delle sceneggiature migliori che abbia mai letto”, dice. “Partendo dall’idea di Walter Kirn, e del suo protagonista che ama volare e che licenzia la gente per guadagnarsi da vivere, è stata creata una storia completamente nuova e molto contemporanea. La cosa interessante di Jason è che riesce a raccontare storie serie, cariche di emotività, con una vena umoristica molto particolare. TRA LE NUVOLE ha un umorismo molto fresco che ci aiuta a vedere le cose che accadono quotidianamente intorno a noi e trova un modo per renderle sopra le righe e spiritose. Jason ha fatto un film sia con la testa che con il cuore”.

    La sinergia creativa fra i due Reitman è diventato un altro elemento distintivo della produzione. Pollock spiega: “Jason ha trovato il modo di essere se stesso senza vivere nell’ombra di suo padre. I 4 due uomini fanno cinema in modo diverso, ma hanno un rapporto di lavoro molto riuscito, che si basa sul rispetto e la stima reciproca”.

    Si uniscono ai due Reitman, nel ruolo dei produttori, il socio di lunga data di Jason Daniel Dubiecki, che ha prodotto sia Juno che Thank You for Smoking, e Jeffrey Clifford, leader della produzione della Montecito Picture Company.

    Clifford osserva che quello che lo ha colpito rispetto alla sceneggiatura è “l’acuta percezione di Jason del modo in cui le persone lavorano nel mondo, dei loro manierismi, gesti, lingua e mentalità. Jason sa prendere i fatti della nostra realtà e mostrare il modo in cui creano legami fra le persone”.

    Dubiecki aggiunge: “Jason aggiunge stile e umorismo alle cose difficili di cui la gente vuole parlare. TRA LE NUVOLE è un film raffinato e leggero che diventa sempre più profondo nel corso del suo svolgimento”.

    Altitudine da crociera

    Come nei suoi film precedenti, Jason Reitman sapeva che TRA LE NUVOLE sarebbe stato caratterizzato dal suo ambiguo personaggio centrale, un uomo che doveva essere affascinante e acuto pur celando un senso di vuoto dietro la sua apparente spavalderia e sicurezza e la sua gioia nel viaggiare sempre “senza bagaglio”.

    Fin dall’inizio la storia è stata scritta pensando all’attore premio Oscar® George Clooney. “Se si fa un film su qualcuno che per lavoro licenzia le persone e che gli piace vivere da solo, allora sarà meglio che sia interpretato da un attore molto affascinante. E in questo caso nessuno è meglio di George Clooney”, spiega Reitman. “Il ruolo era davvero su misura per lui e uno dei più bei momenti della mia vita è stato quando George ha finito di leggere il copione e mi ha detto: ‘Jason, è fantastico!’”

    Clooney si è cimentato in una vasta gamma di ruoli: il mellifluo detenuto Ulysses nella demenziale commedia musicale dei fratelli Coen Fratello dove sei?, l’esperto di rapine Danny Ocean nel blockbuster di Steven Soderbergh Oceans Eleven e nei suoi sequel, lo specialista di un ufficio legale nel thriller di Tony Gilroy Michael Clayton, performance che gli è valsa una nomination all’ Oscar®.

    Reitman afferma che Clooney ha ‘sfumato’ in modo incredibile il personaggio di Ryan Bingham, interpretandolo con un’umanità e un umorismo ‘dark’ che non scivola mai nella farsa. “All’occorrenza George può interpretare ogni tipo di scena, sia drammatica, che comica”, dice. “George ed io abbiamo una sensibilità comica molto simile. Entrambi siamo convinti che la commedia dovrebbe essere gestita con onestà, e che non si dovrebbe cercare di essere per forza divertenti. La scrittura può essere divertente, ma la recitazione deve essere onesta”.

    Clooney ha regalato un’atmosfera elettrizzante a tutta la produzione. “E’ simpaticissimo sul set”, conclude Reitman. “Si potrebbe pensare che si dia delle arie, ma non è così. E’ un uomo altruista e genuino e fa sentire tutti a proprio agio. E’ stato una presenza preziosa”.

    Aggiunge Ivan Reitman: “George ha un fascino incredibile e un umorismo sottile, ed è riuscito a interpretare un uomo che si trova in situazioni difficili con il giusto umorismo. Riesce ad essere una star carismatica e impegnarsi a fondo nella lavorazione del film. La gente ne sarà entusiasta”.

    Molti sono rimasti colpiti dall’armonia che si è formata fra la scrittura e la recitazione di Clooney. “Jason scrive dialoghi acuti e taglienti, che esprimono un’anima, e anche George è così”, riassume Jeffrey Clifford.

    Dopo aver scritturato Clooney nel ruolo protagonista, Reitman si è dedicato a selezionare i due insoliti personaggi femminili che costringono Ryan a mettere in discussione il suo futuro di perenne viaggiatore.

    Per l’importante ruolo di Alex, l’esperta di viaggi che seduce Ryan e che scatena in lui il desiderio di condividere qualcosa di più profondo, il filmmaker si è rivolto alla premiata attrice Vera Farmiga, nota soprattutto per il suo ruolo nel film di Martin Scorsese The Departed. “Il ruolo di Alex non è facile”, commenta Reitman. “E’ la donna che conquista il cuore di George Clooney, un personaggio femminile interessantissimo. Vera ha mostrato fascino, bellezza e fegato. La cosa che mi piace di questi personaggi, e anche di Vera, è proprio che sono al di là di ogni giudizio morale. Sono persone vere”.

    Farmiga era attratta sia dalla storia che dall’idea di lavorare con Reitman. “Il copione era scritto in modo brillante e sagace e i personaggi avevano sempre la battuta pronta”, spiega l’attrice. “Penso che le eroine dei film di Jason Reitman siano più veloci, più acute, più intelligenti ed eccentriche, rispetto alle donne degli altri film. E questo è ciò che mi piace di Alex. Il film è molto attuale e ha un forte impatto sociale”.

    L’attrice lo ha trovato anche molto divertente. “Jason sa come fare una commedia, ce l’ha nel sangue!”, dice. “Mi sono affidata a lui perché io invece sono terrorizzata dall’ironia, mentre lui ha uno spiccato senno dell’umorismo e di come funziona”.

    Al di là del fatto che l’attrice non era affatto contraria ad una calda storia d’amore con George Clooney, Farmiga spiega di essere stata soprattutto conquistata dal tipo di rapporto che si stabilisce fra loro nel film. “Ryan pensa di aver incontrato la donna giusta in Alex, una donna di cui non si deve preoccupare, che non chiederà di più rispetto a quel che già condivide con lui. E’ una donna che abbraccia la sua filosofia ‘anti-legami’, ma proprio per questo sarà lui a volersi legare a lei!”

    Del lavoro con Clooney, Farmiga dichiara: “George era proprio il partner di cui avevo bisogno perché non mi sono mai sentita tanto insicura nell’accettare questo ruolo. Avevo appena dato alla luce il mio primo figlio, nato solo due settimane prima della prova costume. Avevo davvero bisogno di un alleato e lui è stato meraviglioso. La cosa più bella è il suo umorismo. Il suo personaggio è un uomo intelligente e distaccato, felice di essere come è. Ma è anche un vero gentleman, gentile e gradevole. E sul set ci siamo divertiti un mondo”.

    Proprio quando Ryan Bingham incontra Alex, un’altra donna entra nella sua vita – la giovane Natalie Keener (esperta di numeri), che sconvolge la vita ipercinetica di Ryan. Per ridurre i costi dell’azienda, Natalie decide di riportare Ryan e i suoi soci dietro la scrivania, proponendogli di lavorare attraverso video conferenze: una novità, questa, che minaccia di alterare e complicare la vita di Ryan nonché di disumanizzare ancora di più il processo di licenziamento.

    Ma quando Ryan porta con sé Natalie in viaggio, per mostrarle il tipo di lavoro che svolge, la donna si rende conto di quanto sia destabilizzante e difficile licenziare qualcuno e dell’impatto che può avere su chi lo subisce.

    Anna Kendrick interpreta Natalie, la seconda più giovane candidata al Tony Award come Best Featured Actress in a Musical per la sua performance di Dinah nel revival a Broadway di “High Society”. In seguito Kendrick ha interpretato diversi film, fra cui Rocket Science e Twilight. “Il segreto è che ho scritto la parte appositamente per Anna Kendrick” confessa Reitman. “L’avevo ammirata in Rocket Science in cui era semplicemente fantastica, diversa da qualsiasi altra attrice della sua età. E quando si è presentata al provino di UP IN THE AIR, non ha fatto altro che confermare la mia impressione. Ha una voce unica che la distingue rispetto alle altre della sua generazione”. Continua il regista: “Sono molto orgoglioso del personaggio di Natalie, è diversa da qualsiasi altro giovane personaggio femminile. Di solito un personaggio femminile di 20 anni vive una storia romantica. Ma Natalie è una donna molto pratica, professionale e determinata, che mi ricorda diverse donne che adoro, fra cui mia moglie”.

    Anche Kendrick è rimasta conquistata da Natalie. “La prima volta che ho parlato con Jason del mio ruolo, mi ha detto che era basato su diverse donne che conosceva e che si sentono frustrate perché sono sempre le più intelligenti nel lavoro: Natalie è brillante ma anche un po’ rigida, a disagio con se stessa e con difficoltà di relazioni sociali. Per quanto mi riguarda, io non credo di essere la più intelligente di tutti, ma ho fatto pace con le manie di controllo e forse ho davvero qualche problema di relazione!”, afferma ridendo.

    Kendrick era affascinata dal modo in cui Natalie riesce a impersonare qualcuno in grado di licenziare un impiegato dopo l’altro, con fredda precisione e compostezza. “Natalie è un personaggio strano, ma non pensa di esserlo”, spiega. “Vuole avere il controllo della situazione ma le viene assegnato un incarico in cui non può farcela da sola. Questa è forse la prima volta in cui si sente completamente persa e inizia a rendersi conto di non essere adatta a questo lavoro”.

    Durante le scene del licenziamento, la realtà della storia ha avuto un forte impatto sull’attrice. Osserva Kendrick: “Un giorno stavo girando la scena di un licenziamento e la donna che mi stava davanti mi ha detto di aver davvero perso il suo lavoro. Mi sono sentita molto a disagio e non sapevo più cosa dirle. Purtroppo è la realtà di tante persone”.

    Per quanto abbia adorato il suo personaggio, in realtà Kendrick detesta gli aeroporti. “Li odio e non mi piace affatto volare. Per me sono l’emblema della perdita del controllo della persona”.

    L’attrice era anche un po’ preoccupata di lavorare accanto a George Clooney, ma presto ha superato le sue paure. “Ero terrorizzata!”, dichiara, “non solo perchè si trattava di George Clooney, la cui presenza ovviamente mi intimidiva, ma anche perché volevo dare il massimo nel mio ruolo. Quando l’ho finalmente incontrato, ho capito perché tutti cercavano di rassicurarmi: è davvero un tesoro!”

    Jason Bateman, che in Juno interpretava l’incerto padre adottivo del nasciturno non ancora nato, lavora ancora una volta con Reitman e interpreta il ruolo del boss di Ryan Bingham, Craig Gregory.

    “Dopo aver letto il copione mi sono reso conto che Craig Gregory sarebbe stato un personaggio fantastico da interpretare”, afferma Bateman. “E’ il tipico commesso viaggiatore in bretelle, il genere di persona che odio. In ogni dialogo, per far capire chi è, Jason ha scritto il suo nome per intero, mentre nella maggior parte dei copioni, si vede solo il nome di battesimo. E’ proprio il tipo di persona con cui nessuno vorrebbe mai lavorare. Un po’ come lo spietato Darth Vader”.

    Reitman è stato contento delle novità che Bateman ha apportato al suo ruolo. “Jason ha interpretato molti ruoli “viscidi” ma ha inventato un approccio completamente nuovo per Craig Gregory”, dice.

    Bateman a sua volta osserva che, insieme all’intero cast, ha esplorato il personaggio attraverso il miscuglio di dramma e commedia voluta da Reitman. “Reitman ama intrecciare momenti ilari e drammatici, perché è interessato alla vita reale, alla gente vera con problemi veri”, conclude Bateman. “Il suo umorismo è irresistibile ma anche toccante. Non tutti lo sanno fare, ma Jason è certamente un maestro in materia”.

    Allacciate le cinture di sicurezza Il viaggio di Ryan Bingham inizia a prendere un’altra direzione quando viene invitato al matrimonio di sua sorella nel Wisconsin, evento in cui è costretto a confrontarsi con una famiglia che ha totalmente ignorato per la maggior parte della sua vita di adulto.

    Questo confronto lo spinge a cercare qualcosa di più profondo. Jason Reitman considera cruciale l’incontro di Ryan con la sua famiglia. “Un elemento che mi piace del libro di Walter Kirn, è proprio quando Ryan va al matrimonio di sua sorella. Personalmente detesto i matrimoni e quindi simpatizzavo con l’atteggiamento riluttante di Ryan, ma, allo stesso tempo, pensavo che si trattasse dell’occasione ideale in cui lui può dimostrare quanto fosse cambiato, perché inizia a desiderare di più dalla vita ed è pronto a stabilire un legame vero”.

    Il regista si è divertito molto durante il casting della famiglia Bingham. “Avevo bisogno di personaggi divertenti, autentici e commoventi. In particolare queste qualità sono concentrate nel personaggio in Melanie Lynskey, che interpreta la sorella di Ryan e che regala al suo personaggio verdicità, umorismo, tristezza e dolcezza.

    Quando Ryan le chiede: ’Vuoi che ti accompagni all’altare?’, prima ancora di rispondere, parla con gli occhi. E’ una scena che mi commuove ogni volta che la guardo. E Danny McBride è un attore con cui volevo lavorare da quando l’ho visto in All the Real Girls. E’ strano che la gente dimentichi sempre quanto sia bravo anche nei ruoli seri, perché generalmente lo associamo a momenti di comicità”. McBride, attore e scrittore che di recente è apparso in un programma comico su HBO dal titolo, “Eastbound and Down”, si è sentito immediatamente attratto dal materiale.

    “Mi è piaciuto il tono del copione, è molto maturo. Jason ha uno stile elegante”, dice. “Sia Thank You for Smoking che Juno sono divertenti e pieni di sentimento e questo è il genere di commedia in cui mi piace lavorare”.

    Ha anche apprezzato la svolta a sorpresa sperimentata dal suo personaggio, felicemente fidanzato. “Jim è un tipico trentenne di provincia che ha sempre avuto l’obiettivo di sposarsi, comprare una casa e formare una famiglia. Ma poi la mattina del suo matrimonio, ha un ripensamento”, spiega McBride.

    “Quello è un momento cruciale non solo per Jim ma anche per Ryan, perché emerge che sono entrambi spaventati dale stesse cose. E mentre Ryan cerca di trovare le parole giuste per aiutare Jim a superare le sue difficoltà, in realtà parla anche a se stesso, e riesce a vedere l’altra faccia della medaglia”.

    Lynskey, un’attrice neozelandese nota per il suo ruolo televisivo in “Two and a Half Men”, che di recente ha interpretato i film di Sam Mendes Away We Go e di Steven Soderbergh The Informant!, considera irresistibili i personaggi del film. “Volevo assolutamente far parte di questo film”, racconta l’attrice, “e il direttore del casting mi ha detto: ‘Non fare in modo che Jason si accorga che hai un accento neozelandese. Qualsiasi cosa dirai, fallo con un accento americano’ Sfortunatamente non faccio un’ottima impressione quando parlo con il mio vero accento. Quindi non ho quasi mai parlato se non recitavo. E quando il regista mi ha chiesto di fare un’altra scena, mi sono limitata ad annuire! Ma alla fine ha funzionato!”

    Poiché proviene da una grande famiglia, Lynskey afferma di aver compreso benissimo le dinamiche fra Ryan e sua sorella Julie. “La cosa bella del film è proprio questo ritratto onesto di una famiglia, di un nucleo familiare”, spiega. “Capisco benissimo la sensazione di due persone che nonostante siano parenti, sentono fra loro una distanza enorme”.

    Reitman ha voluto girare la scena del matrimonio di Julie e Jim come qualcuno del posto chiamato dalla coppia per filmare il grande giorno. L’intera scena, compreso il ricevimento, è stata girata su video e non su pellicola. La sera prima hanno provato con il cast che indossava i costumi, alla presenza di un vero coordinatore matrimonale e di un pastore che hanno consigliato Jason e il cast e la troupe su come ci si comporta in un matrimonio vero. Il risultato è stato surreale per Lynskey. “Danny era così divertente e tutta l’atmosfera intorno a noi era bizzarra. Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo esclamato: “Sembra che ci stiamo sposando veramente!’ Chissà, forse sentiremo uno strano legame fra noi per il resto della vita! Sono stata già sposata nei film, e anche nella realtà, ma per Danny era la prima volta ed è stato davvero buffo!”

    Anche McBride è entrato nello stato d’animo della festa: “Era tutto così perfetto”, ride. “Ho pensato di chiamare la mia fidanzata per vedere se voleva precipitarsi a St. Louis per sposarmi sul set. Forse le sarebbe entrato anche l’abito di Melanie. Sarebbe stato fantastico!”

  • Spunti di Riflessione:

     

    di Giulia Serinelli

    1. Tra le nuvole ci propone la storia personale del bizzarro Ryan Bingham, un uomo affascinante, abilissimo nel suo lavoro che trascorre, nel cielo, la maggior parte del proprio tempo fra una trasferta di lavoro e l’altra, libero come l'aria ma anche solo, senza amici, incapace di confrontarsi persino con le persone che lo amano. L’assenza totale di legami, l’assenza persino di una dimora fissa può, secondo voi, essere definita libertà?

    2. Secondo voi, perché la casa di Ryan è così asettica e qual è il luogo, invece, dove Ryan si trova più a suo agio?

    3. L’aria riciclata, l’illuminazione artificiale, i distributori automatici di succhi di frutta, il sushi scadente costituiscono per Ryan l'ambientazione ideale in cui trascorrere il proprio tempo. Perché Ryan si rifugia in un mondo tutto suo fatto di check in, di continui spostamenti, di punti fidelizzazione, auto-esiliandosi dalla società?

    4. Qual è l’ambita meta alla quale, volo dopo volo, il frequent-flyer mira? E perché è così importante per Ryan raggiungere il suo obiettivo?

    5. «Siamo qui per rendere il limbo più tollerabile», sostiene Ryan Bingham a proposito del suo lavoro. Secondo voi, la figura professionale del “tagliatore di teste” e le procedure che Ryan adotta per comunicare ai dipendenti la notizia del licenziamento sono efficaci e realmente d’aiuto per i malcapitati?

    6. Ryan svolge il suo lavoro con lucida abilità, talvolta anche con un “tocco di umana comprensione”. Quanto Ryan è consapevole delle conseguenze del suo lavoro e quanto è sinceramente vicino agli ex-dipendenti? Ma secondo voi il “tocco di umana comprensione” che Ryan alcune volte manifesta è sincero?

    7. Ryan, oltre al suo lavoro di “tagliatore di teste”, tiene corsi per spiegare ai neodisoccupati quale grande opportunità sarà per loro essersi liberati dal giogo dello stipendio fisso. Secondo voi, Ryan crede davvero nelle idee che divulga durante i suoi seminari?

    8. L’eccentrica storia di Tra le nuvole si inserisce in una riflessione più ampia sulla società americana: un milione di disoccupati solo nell'ultimo anno: questo dicono i dati, l’umiliazione e l’angoscia del ritrovarsi di colpo senza lavoro, stritolati da un sistema che ragiona solo in termini di esuberi. Secondo voi, le conseguenze della perdita del posto, magari di un lavoro che si è svolto per tutta la vita, si misurano solo in termini economici o incidono anche nella vita personale e sociale dell’individuo coinvolgendo la totalità della sua sfera emotiva e affettiva?

    9. Nel film, le conseguenze della perdita del posto di lavoro riguardano solo i licenziati, o forse, anche i tagliatori di teste? Ryan e Nathalie subiscono i negativi effetti del loro stesso lavoro?

    10. Nathalie è una ragazzina neolaureata che ha convinto il capo di Ryan che viaggiare è dispendioso e si può benissimo “licenziare in videoconferenza”. Come reagisce il capo di Nathalie a tale novità e qual è la reazione di Ryan?

    11. Come avviene la trasformazione di Nathalie che, da cinica donna in carriera si trasforma, quasi immediatamente, in un’adolescente smarrita che finirà col mollare il suo lavoro, devastata dall'esperienza?

    12. Nathalie è legata sentimentalmente ad un ragazzo. Come evolverà la sua relazione durante il film?

    13. Ryan si convince che sia possibile vivere senza legami che i rapporti siano una zavorra, che leggeri si vola più alto. Come avviene la nascita della sua relazione con Alex l’attraente viaggiatrice omologa di Ryan?

    14. Secondo voi, Ryan e Alex sono realmente così simili?

    15. Secondo voi, Alex è realmente interessata a Ryan? Qual è il sentimento che la lega all’affascinante “tagliatore di teste”?

    16. Nonostante il rapporto tra Ryan e Alex appaia casuale e disimpegnato, Ryan chiede ad Alex di prendere parte al matrimonio della sorella. Secondo voi, almeno per Ryan, questo segna un passo importante nello sviluppo della loro relazione?

    17. Come reagisce Alex alla richiesta alla quale si fa cenno nella domanda precedente e perché, secondo voi, accetta di accompagnarlo?

    18. Che tipo di rapporto ha Ryan con la sua famiglia?

    19. Ryan teorizza la solitudine come condizione esistenziale, sembra tendere alla negazione di ogni legame e persino di una dimora fissa. Perché, allora, sarà proprio la nascita di un legame ad inceppare questo meccanismo, o meglio l’impossibilità di stabilire il legame che avrebbe desiderato con Alex?

    20. Come reagisce Alex alla “sorpresa”di Ryan?

    21. Perché Alex, secondo voi, sente il bisogno di stabilire un legame con Ryan, nonostante la sua famiglia? E perché Ryan non accetta le regole che Alex gli vorrebbe imporre per continuare a vedersi?

    22. Ryan, all’inizio del film, è un uomo che ha scelto la vita che conduce e che gli piace: a 45 anni non ha famiglia, non ha legami, non ha una casa, il che gli fa credere di essere libero e senza problemi. Adora il suo lavoro e il suo stile di vita che consiste nel volare in business class 322 giorni l' anno, nel cambiare ogni giorno executive hotel, nel non fare code negli aeroporti, nell' accumulare carte privilegiate. Il suo personaggio sembra incarnare i massimi guasti di un capitalismo senz' anima, di una cultura contemporanea che privilegia l'irresponsabilità e l'egoismo. Secondo voi, se si volesse trarre una morale dalla storia proposta da Tra le nuvole quale sarebbe?

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