Wonderful Losers – A different world In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    …il prato ti accoglie e l’asfalto ti respinge, eh, l’asfalto ti… eh, ti dà la spinta a risalire subito immediatamente a riprendere il tuo lavoro e sul prato… sul prato ti… ti vien voglia di rimanere li e di stare li.

    Abbiamo rischiato anche di lasciare un corridore ... in mezzo all’erba molto alta al fianco della strada … me lo sono visto la in mezzo all’erba in…atteggiamento fetale, forse è questo che mi ha fatto sempre pensare che il prato accogliesse  come il grembo materno e quindi fosse meglio dell’asfalto!

    Giovanni Tredici

     

    Per molti di noi quei ciclisti che non vincono e che non compaiono mai in televisione e sulle prime pagine dei giornali sono semplicemente dei perdenti. Sono i gregari, i “portatori d’acqua", i Sancho Panza del ciclismo professionistico.

    Wonderful Losers racconta la loro volontà smisurata, la loro devozione e la capacità di sopportare la fatica e il dolore per continuare la gara ad ogni costo e dare il personale contributo alla vittoria finale del loro capitano.

    Se cadono si rialzano e fanno di tutto per continuare la corsa: alzare bandiera bianca non è ammesso.

    In Wonderful Losers i nostri eroi non sono soli: il team dei medici, stipato in una piccola e claustrofobica automobile, accorre per prestare le prime cure, si lancia sull'asfalto a soccorrere chi è caduto o medica i feriti che, senza fermarsi, si agganciano ai finestrini dell’auto.

    Il lavoro dei medici ricorda quello di una guerra: sono sulla “linea di fuoco”, dove il ritiro non è un'opzione.

    I 21 giorni del Giro d'Italia sono il perfetto scenario per l'odissea dei gregari e dei loro angeli custodi, i medici di corsa.

     

  • Genere: Documentario
  • Regia: Arunas Matelis
  • Titolo Originale: Wonderful Losers – A different world
  • Distribuzione: Stefilm International
  • Produzione: Arunas Matelis, Agimante Mateliene per Studio Nominum (Lituania), Stefilm (Italia), DOK Mobile (Svizzera), Associate Directors (Belgio), VFS Films (Lettonia), Dearcan Media ( N. Irlanda/UK), Planet Korda (Irlanda), SUICAfilms (Spagna)
  • Data di uscita al cinema: 7 maggio 2019
  • Durata: 71’
  • Sceneggiatura: Arunas Matelis
  • Direttore della Fotografia: Mark Olexa, Ivars Zviedris, Simone Rivoire, Giordano Bianchi, Valdis Celminis, Andrius Kemezys, Giacomo Becherini, Paolo Beniti, Vincent O’Callaghan, Arunas Matelis
  • Montaggio: Mirjam Jegorov
  • Attori: Massimo Branca, Daniele Colli, Paolo Tiralongo, Giovanni Tredici, Svein Tuft
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:

     

    A scuola con i Supereroi di Wonderful Losers

    Un film appassionante ed educativo dove il pedalare in gruppo appare come una metafora della vita.

    L’essenza dello sforzo atletico non è finalizzata ad acquisire una leadership ma spesso ha lo scopo di sacrificarsi in favore di un proprio collega e della squadra.

    "I valori che questo film esprime sono universali, non hanno nè sesso nè età. La passione, dedizione, sacrificio, volontà, etc... sono presenti in tutti gli sport sia al maschile che al femminile, come nella vita di tutti i giorni" Edita Pucinskaite, (pluripremiata campionessa di ciclismo femminile).

     

    Scopo

    Diffondere tra i giovani il positivo e formativo messaggio degli Eroi di Wonderful Losers. 

     

    Premessa

    Grazie ad un intenso anno di attività nel promuovere e distribuire Wondeful Losers, Stefilm ha creato un network di conoscenze ed ha saputo stimolare una particolare attenzione da parte di molti personaggi pubblici, Comuni, Regioni, enti statali e organizzazioni sportive e culturali.

    Con la quasi totalità di questi contatti abbiamo condiviso l’opportunià di promuovere il messaggio di WL tra i giovani, trovando totale consenso.

     

    Studio di fattibilità

    A ottobre 2018, è stato fatto un test proiettando il film in un liceo della provincia di Torino. Il risultato è stato molto positivo, giudizio confermato dai commenti di docenti e alunni.

    Abbiamo inoltre avviato contatti con AGIS Scuola Piemonte che si sono detti interessati e disponibili a promuovere la nostra iniziativa con le scuole superiori piemontesi.

    Tra luglio e settembre ci sarà la presentazione del film a molti docenti affinché venga inserito nel calendario 2019-2020.

    I contatti da noi avviati con l’assessore all’istruzione e con l’assessore allo sport della Regione Piemonte hanno dato esito positivo, riscontrando interesse ai valori del film.

     

    Stefilm ha avuto modo di presenziare a molte delle proiezioni fatte in Italia negli ultimi 10 mesi. Il riscontro sull’interesse ed attenzione da parte di un pubblico di giovani è stato molto positivo.

     

    Piano operativo

    Definizione del piano di attività con AGIS scuola Piemonte, da utilizzare come “busines case”.

    Contatto con AGIS Scuola Nazionale per estendere il progetto in tutta Italia.

    Coinvolgere nella campagna tutti gli assessori e sindaci già contattati per le proiezioni ed eventi di WL.

     

    Media

    Molti autorevoli giornalisti hanno scritto del film su giornali quali La Stampa, La Repubblica, Corriere della Sera, L’Avvenire, Gazzetta dello Sport, etc… sottolineando l’unicità di quest’opera e mettendo in evidenza l’aspetto positivo ed educativo del messaggio che il film trasmette.

     

    Diffondere l’iniziativa con le testate e giornalisti che già hanno avuto modo di pubblicare articoli su WL.

     

    Grazie ai contatti con le varie organizzazioni RAI si cercherà di avere visibilità del nostro Progetto Scuola sui canali televisivi.

     

    Testimonial

    Uno dei protagonisti del film, l’ex corridore Daniele Colli, sta svolgendo un ruolo molto importante nell’aiutarci a diffondere il messaggio positivo del film presso le organizzazioni giovanili e nelle scuole.

    In particolare Daniele spiega  che nel film racconta i suoi tanti infortuni “il ciclismo mi ha insegnato tutto, è una scuola di vita. Praticandolo impari a non mollare, a stringere i denti e a reagire quando le cose vanno male, tutte lezioni che servono nella vita giù dalla sella” Questo racconta l'ex corridore milanese, rivolgendosi in particolare ai giovani presenti in sala ad una delle tante proiezioni del film.

     

    Ulteriori sviluppi

    Stefilm ha disponibili in questo momento almeno altri due films che potrebbero essere adatti per il progetto scuole:

    MY HOME, IN LIBYA

    THE STRANGE SOUND OF HAPPINESS

    Verificheremo a breve come inserirli in un “catalogo” Stefilm per la Scuola.

     

    DICE IL REGISTA

    Per me, pedalare è molto più che uno sport o il soggetto di un film. E’ una parte molto importante della mia vita. Ho sognato di diventare un ciclista e mi sono allenato duramente sino a quando ho  avuto un serio incidente quando ero ancora a scuola. Sono stato costretto ad abbandonare il ciclismo e mi sono indirizzato agli studi di Matematica Applicata.

    In seguito sono diventato regista ma non ho mai perso il mio amore per il ciclismo. In qualche modo questo film è il tentativo di realizzare un sogno che mi ha seguito per tutta la vita: superare le più grandi sofferenze scalando le montagne più dure del Giro.

    Correre in bicicletta non è semplicemente uno sport. I ciclisti sono proprio come una legione di gladiatori, uomini temprati dalla fatica che combattono contro gli avversari, le avversità, le intemperie (vento, le ripide salite, la pioggia o la neve) ma anche contro la fragilità e l’egoismo dell'essere umano.

    Questo sport appare quasi come una metafora della vita, dove il talento, l'impegno, il sacrificio, non sono messi al servizio del proprio successo ma di quello della propria squadra. L'essenza dello sforzo atletico non è finalizzata ad acquisire una leadership ma spesso ha lo scopo di sacrificarsi in favore di un proprio collega e della squadra.

    Per gareggiare in questo sport è necessario possedere una titanica forza di volontà non solo per raggiungere i migliori risultati atletici ma anche per mantenere immune la propria mente e il proprio stile di vita dall’individualismo, dall'orgoglio e dall'egoismo.

    Il ciclismo professionistico mi permette così di osservare i valori, le virtù, le passioni umane attraverso la lente d'ingrandimento che questa difficile attività sportiva mi mette a disposizione.

    La gara ciclistica può anche essere intesa come un’allegoria della nostra società, dove vi sono leader e gregari e ciascuno si assume il ruolo che gli compete in base alle proprie capacità e meriti.

     

    Arunas Matelis

     

     

    FESTIVAL E RICONOSCIMENTI

     

    Varsavia Film Festival 2017: Premio per il miglior documentario.

    Minsk Listapad Film Festival 2017: Gran Premio per il miglior documentario e premio del pubblico.

    Tallinn Black Nights (Doc@POFF fuori concorso): Miglior film Lituano del 2017, Premio del

    Sindacato Registi Lituani

    Trieste Film Festival 2018: Premio Alpe Adria Cinema per il miglior documentario in concorso

    Dublin International Film Festival 2018 Zagreb Dox 2018

    Sofia International Film Festival 2018

     

    IL REGISTA, ARUNAS MATELIS

    Dal 1979 al 1983 ha studiato Matematica all’università di Vilnius e successivamente nel 1989 si è diplomato presso l’ Accademia Musicale Lituana. Nel 1992 ha fondato una delle prime case di produzione indipendenti in Lituania: “Studio Nominum”. Arunas Matelis ha diretto cortometraggi e documentari che sono stati selezionati, tra gli altri, a Cannes ("La Quinzaine des Réalisateurs" and "Semaine de la Critique"), Rotterdam, Oberhausen, Torino e MoMA.

    “Before Flying Back to the Earth" ha ricevuto più di 10 premi, compreso il Directors’ Guild of America (DGA), IDFA/Amsterdam, DOK Leipzig, Zagreb DOX, Documenta Madrid e una nomination alla European Film Academy.

    Arunas vive in una foresta vicino a Vilnius ed è impegnato sia nella direzione che nella produzione di

    film a livello internazionale.

     

    I PROTAGONISTI

     

    Svein Tuft è un ciclista canadese. Corpo massiccio eppure il viso esprime una dolcezza quasi fanciullesca forse per il sorriso che riesce a sfoggiare persino nei momenti di fatica.

    Ha speso alcuni anni a fare alpinismo e lunghi viaggi in bicicletta, tra cui uno di 4000 miglia in Alaska finché un amico che vendeva bici da corsa gli permette di provare una delle sue biciclette: in quel momento Svein capisce che con un mezzo così leggero, ben diverso da quello che era solito usare per le sue traversate, avrebbe potuto correre molto più veloce.

    Daniele Colli, è un ciclista italiano. Alto e slanciato, Daniele ha un bel viso che però pare segnato da tensione e sofferenza. Tra gli juniores Daniele ha avuto una brillante carriera, diventando campione italiano in linea e a cronometro.

    Con l’arrivo nel mondo dei professionisti la carriera di Colli è stata caratterizzata da gravi incidenti e malattie.

    Paolo Tiralongo è un ciclista italiano di statura bassa e con una corporatura molto esile. Con i suoi profondissimi occhi scuri scruta il mondo che lo circonda silenziosamente, i suoi movimenti e i suoi atteggiamenti trasmettono pace e calma interiore.

    Da giovane Tiralongo era molto forte e veniva indicato come uno dei leader favoriti, ma un rovinoso incidente l’ha quasi immobilizzato. Dopo mesi di riabilitazione Paolo riesce a riprendersi, diventando uno dei gregari più valorosi e talentuosi al mondo.

     

    Jetse Bol, è un ciclista olandese, alto, biondo e con un fisico possente, viene da una modesta famiglia del nord dell’Olanda.

    Il padre l’ha sempre sostenuto in quello che inizialmente sembrava una passione giovanile e che invece con gli anni lo ha portato nel mondo dei professionisti.

     

    Giovanni Tredici è il leggendario medico del Giro d’Italia. La passione per il ciclismo è tale che da trent’anni si occupa dell’organizzazione medica di tutta la gara e negli anni passati ha coinvolto i due figli medici nel team di dottori del Giro.

     

    Massimo Branca ed Elena Della Valle (l’unica donna medico del Giro) sono due rianimatori che fanno parte del team medico del Giro e sono i più stretti collaboratori del dr. Tredici. Il ciclismo è per loro una passione talmente grande da portarli a lasciare a casa la famiglia e a sacrificare le loro ferie per seguire la gara durante le tre settimane annuali.

     

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