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Agora

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    415 d.c. Egitto sotto l’Impero Romano…

    I violenti scontri religiosi nelle strade di Alessandria arrivano fino alla celebre Biblioteca della città. Intrappolata nelle sue mura, la brillante astronoma Ipazia con i suoi discepoli combatte per salvare la saggezza del Mondo Antico ma ella senza rendersene conto è in pericolo in quanto non amata nel mondo cristiano e soprattutto per la sua libertà di pensiero e per i principi che essa propugna e insegna, è odiata dal vescovo Cirillo, l’uomo più potente della città.

    Nella scuola, due uomini in lotta per il suo cuore: l’arguto e privilegiato Oreste, e Davo il giovane schiavo di Ipazia che è diviso tra l’amore segreto per lei e la libertà che potrebbe ottenere se si unisse alla rivolta ormai inarrestabile dei cristiani.

    I due che la amano sanno di non poterle chiedere nulla perché la sua aspirazione è restare vergine per non essere coinvolta nelle passioni e dedicarsi completamente alla scienza.

    Ipazia conosce Oreste come suo discepolo e quando egli diventa prefetto della città, se lo trova accanto, nel proteggerla fino a che può dal vescovo Cirillo.

    Oreste pagano si è convertito al Cristianesimo ma, al contrario del presule, è un cristiano moderato che cerca di contrastare le azioni violente dei fanatici. Davo, schiavo nella famiglia di Ipazia, ama anche egli la sua padrona, di un amore che sa inutile e infelice e assiste di nascosto proprio per il suo ruolo, alle lezioni della scienziata, apprendendone gli insegnamenti.

    Ma è proprio Daco, quando convertendosi al cristianesimo entra, sentendosi non accettato, nel gruppo dei parabolani fanatici integralisti cristiani, a essere coinvolto nell’orribile omicidio della donna amata, non ordinato ufficialmente ma chiesto da Cirillo ai suoi uomini più violenti.

    Con Ipazia muore la voce di libertà di una donna che più che se stessa, ha amato la scienza e la conoscenza perseguendo l’ideale di un Dio che non ha bisogni di orpelli esterni perché vive in noi e nel nostro pensiero anzi è il nostro pensiero.

    La vera storia di Ipazia

    Narra Socrate scolastico, storico cristiano del V secolo che Ipazia, nel marzo del 415 d.c., “fu presa per la strada, spogliata nuda e poi con conchiglie affilate come lame le tagliarono pelle e carne”. Alla sua morte il corpo venne smembrato e bruciato.

    Questo accadde nonostante che Ipazia fosse sempre secondo Socrate Scolastico “riverita e ammirata da tutti”. Ella era figlia del matematico Teone, direttore della II Biblioteca di Alessandria e fu uccisa da seguaci del cristianesimo che, probabilmente, vennero spinti all’assassinio dal vescovo Cirillo, divenuto poi santo per la Chiesa di Roma.

    Perché Ipazia venne uccisa?

    E’ indubbio fosse un personaggio ingombrante e creasse problema non tanto ai seguaci del quasi scomparso paganesimo quanto ai cultori della nuova religione.

    Per molti storici ella fu vittima dell’inarrestabile declino del paganesimo di fronte all’avanzare della religione cristiana. Ma, secondo la nostra opinione, c’è un motivo in più che creava problemi a entrambi i credi religiosi.

    Ipazia era uno spirito libero, un filosofo un matematico, uno scienziato, un insegnante molto seguito in un momento di transizione in cui sia il paganesimo che il cristianesimo ambivano a un diverso ideale di donna comune ad entrambi nei caratteri fondamentali.

    Inoltre, Ipazia, nella sua scuola, non faceva distinzione nello scegliere i suoi allievi tra pagani e cristiani: tutti, purchè possedessero determinate caratteristiche, potevano assistervi.

    E ad essi Ipazia parlava non dei principi della due religioni che in quel momento storico si affrontavano ma del “dio dei filosofi” che l’animo umano poteva raggiungere, non servendosi di manifestazioni esteriori, legate a un culto religioso qualunque fosse, ma attraverso la pratica filosofica in cui scoprire, in se stessi e con se stessi la “verità”.

    La situazione nella quale si trovò coinvolta Ipazia era, comunque, molto più complessa dello scontro tra pagani e cristiani perché già nel 391 d.c. si era verificata una dura lotta dell’allora vescovo Teofilo (zio di Cirillo) non solo contro i seguaci del paganesimo ma anche contro alcuni gruppi diversi, tutti cultori dell’unico Dio come gli ebrei. Ipazia, si pose in aiuto dei seguaci alessandrini dell’ebraismo in un momento particolarmente delicato in cui i fedeli di Cirillo li perseguitavano accusandoli di deicidio nonostante che Oreste, ex allievo della scienziata, divenuto cristiano e prefetto della città, cercasse di risolvere la tragica situazione in una maniera più politica e soprattutto meno cruenta.

    La scelta di Ipazia, la sua cultura e i suoi saggi insegnamenti le costarono la vita. Ella venne accusata di stregoneria e quest’accusa le fece trovare contro non solo i cristiani ma anche i pagani che, per questo reato, comminavano pene gravissime.

    Venne trucidata per strada in un modo orribile da un gruppo di “parabolani” cristiani, fanatici, integralisti, comandati da Pietro, detto “il lettore” che era un seguace del vescovo Cirillo.

    L’irlandese John Toland (1676-1722) uno dei primi estimatori moderni di Ipazia affermò come gli assassini di quella donna straordinaria avessero colpito in lei non solo la femminilità, non solo la sua cultura, fatto abnorme nelle donne a lei contemporanee, quanto il principio che ella perseguiva del diritto alla libertà di religione dal valore dell’indipendenza nelle ricerche della scienza e del rispetto che ogni uomo deve avere nei confronti dell’altro, chiunque egli sia.

  • Regia: Alejandro Amenábar
  • Titolo Originale: Agora
  • Distribuzione: Mikado
  • Produzione: MOD PRODUCCIONES, HIMENÓPTERO e TELECINCO CINEMA, con la partecipazione di CANAL + ESPAÑA
  • Data di uscita al cinema: 23 aprile
  • Durata: 126
  • Sceneggiatura: Alejandro Amenábar; Mateo Gil
  • Direttore della Fotografia: Xavi Giménez
  • Montaggio: Nacho Ruíz Capillas
  • Scenografia: Guy Hendrix Dyas
  • Costumi: Gabriella Pescucci
  • Attori: Rachel Weisz; Max Minghella; Oscar Isaac
  • Destinatari: Scuole Secondarie di I grado, Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

    NOTE DI PRODUZIONE
    UN CAPITOLO DI STORIA MAI PORTATO SULLO SCHERMO

    “Fernando Bovaira, Mateo Gil e io siamo stati immersi per tre anni nella storia e nei libri di astronomia, completamente coinvolti dall'Egitto di 1700 anni fa. E' sorprendente come un mondo così leggendario - la Biblioteca di Alessandria, la Via Canopica e Il Faro - sembri condannato all'oblio, soprattutto al cinema". Dopo l'Oscar ottenuto per Mare dentro, Alejandro Amenábar ora invita il pubblico a "vivere la realtà di una civiltà remota". AGORA è un viaggio nell'Egitto di duemila anni fa, nella mitica città di Alessandria e nella distruzione drammatica della sua Biblioteca.

    La pellicola è ispirata a eventi reali mai portati prima d'ora sullo schermo. Il regista esplora l'esperienza individuale della popolazione di Alessandria, i loro piaceri e passioni, in un'epoca di grande turbolenza.

    Una rivoluzione ha preso piede nelle strade della città, alimentata dal declino della civiltà grecoromana e dall'avanzata incessante del Cristianesimo.

    Simbolo di tolleranza tra le culture, Alessandria sembra immersa in quel tipo di stravolgimenti che normalmente indicano l'inizio di un Nuovo Ordine.

    Alejandro Amenábar e Mateo Gil hanno indagato accuratamente su Ipazia e il periodo storico in cui viveva. All'inizio, sono rimasti sorpresi da quanto poco fosse conosciuta la sua figura attualmente.

    Più cose imparavano del personaggio, più vedevano quanto era rilevante nel mondo contemporaneo una donna che nuota contro corrente, difendendo i valori in cui crede e rischiando la vita se necessario. Le circostanze in cui Ipazia muore sono straordinarie quanto il resto della sua biografia.

    Il clima di violenza e contrasto che attanagliava Alessandria e la posizione di Ipazia contro il declino sociopolitico, l'hanno resa un mito con cui gli spettatori contemporanei si possono identificare. “Una delle cose che ci hanno sorpreso di più durante la nostra ricerca è stato scoprire che c'erano due biblioteche ad Alessandria.

    La prima è bruciata quando è arrivato Giulio Cesare. Il film invece parla della seconda biblioteca e Ipazia era una delle figure centrali nella storia della sua distruzione.

    E' un periodo che non è mai stato affrontato al cinema e abbiamo pensato che potesse affascinare il pubblico", sostiene Alejandro Amenábar. “Ci sono pochissime informazioni documentate su Ipazia", sostiene Mateo Gil. "Abbiamo letto ogni cosa su cui potevamo mettere le mani, ma tutti i suoi lavori scientifici sono andati perduti. Sappiamo soltanto che lei era un'ottima matematica e un'astronoma anche migliore, tanto che in questo campo ha sorpassato anche suo padre".

     "Alessandria era il centro dell'istruzione intellettuale in quel periodo. Le persone arrivavano da ogni angolo della Terra per discutere di teatro, filosofia, matematica e astronomia, quindi è stato un periodo di apprendimento incredibile e di passione per l'istruzione", rivela Rachel Weisz che interpreta il personaggio della protagonista del film.

    Dopo tante letture, è arrivato il momento di passare alle verifiche, quando tutti i fatti raccolti dai due sceneggiatori sono stati controllati da alcuni esperti. Per questo, sono stati sfruttati i servizi di diversi consulenti esterni. Alcuni noti specialisti hanno aiutato Alejandro Amenábar e Mateo Gil a essere ancora più precisi nella loro descrizione di questa avventura storica.

    “Il processo di consulenza ha visto diverse fasi e si è concentrato su cose diverse", spiega Fernando Bovaira. "Elisa Garrido, una specialista riconosciuta nella storia delle donne nel mondo classico antico, è stata consultata su aspetti storici durante lo sviluppo della sceneggiatura. In seguito, Justin Pollard, che è stato interpellato anche per pellicole come Espiazione ed Elizabeth: The Golden Age e ha scritto The Rise and Fall of Alexandria: Birthplace of the Modern Mind, è rimasto coinvolto nella fase finale della preproduzione".

    Justin Pollard ha certificato l'autenticità di tutto quello che era stato fatto e la sua coerenza con l'epoca che il regista voleva rappresentare.

    “Ritengo che l'autenticità debba essere l'obiettivo. Non puoi sostenere di essere assolutamente accurato quando ci sono tante cose che non conosci. La cosa importante non è se si è d'accordo o meno con ogni singolo dettaglio accademico, la questione è se il pubblico crede che il mondo che sta vedendo sia reale. Gli spettatori devono sospendere l'incredulità e pensare veramente di camminare per le strade di Alessandria, una città spettacolare e dalle dimensioni incredibili. E' una città magnifica, antica e impressionante. E' qui che è stato sepolto Alessandro il Grande. Era uno dei centri del mondo antico, il maggiore porto del Mediterraneo, con delle dimensioni enormi", sostiene Pollard.

    Oltre che con esperti del Mondo Antico, Fernando Bovaira, Alejandro Amenábar e Mateo Gil hanno anche parlato con due ricercatori e scienziati, Javier Ordóñez e Antonio Mampaso.

    “Javier Ordóñez ci ha offerto una brillante soluzione geometrica al mistero che Ipazia stava cercando di risolvere attraverso il cono di Apollonio", ricorda Mateo Gil.

    Antonio Mampaso è stato presente durante l'intero processo dello sviluppo del film, dalla sceneggiatura alle riprese, supervisionando l'utilizzo degli strumenti astronomici che appaiono sullo schermo e facendo da consulente scientifico per Rachel Weisz.

    Inoltre, ha svolto un viaggio con il produttore, il regista e il cosceneggiatore che si è rivelato decisivo per dar vita a tanti dettagli del film. “Penso sempre che sia assolutamente necessario visitare i posti in cui avvengono le mie storie.

    E' molto stimolante esplorare un luogo che sai essere stato importante per il personaggio descritto nel film", rivela il regista. "Antonio Manpaso è un cacciatore di eclissi e ci ha invitato ad andare con lui a vederne una in Egitto. Alla fine, abbiamo deciso di non inserire nessun fenomeno inconsueto nella storia, ma è stata comunque un'esperienza magnifica. Il viaggio ci ha permesso di trovare alcuni elementi che in seguito hanno aiutato l'aspetto visivo del film, come gli incredibili ritratti di Al Fayum e, soprattutto, il misto di elementi egiziani, grecoromani e cristiani. Questa combinazione è molto presente in AGORA”.

  • Spunti di Riflessione:

    di L.D.F.

    1) Sono passati ben 102 anni da quando Costantino rese libera in tutto l’impero romano la professione del culto cristiano. Eppure nel 415 d.c. la scienziata Ipazia venne uccisa. Perché? Quali furono i motivi reconditi che portarono al suo omicidio e quale quelli evidenti?

    2) Ipazia, figlia del matematico Teone, era stata educata dal padre come una donna fuori del suo tempo, anomala nel contesto femminile dell’epoca. Teone pensò mai di esporre a pericoli questa sua figlia che egli aveva voluto così diversa?

    3) Ipazia, si occupò di scienza, di astronomia, di matematica e affermò che il Dio che era in ciascun uomo potesse essere trovato non nell’esteriorizzazione del culto di una qualsiasi religione ma nella ricerca del divino in se stessi. Fu questa sua posizione filosofico-religiosa che determinò l’odio del vescovo Cirillo nei suoi riguardi?

    4) Ipazia, pur non volendo fu coinvolta proprio per la sua funzione di maestra di pensiero nella lotta religiosa che squassavano Alessandria in quel periodo storico: tra i pagani e cristiani, tra ebrei e cristiani e tra cristiani integralisti e cristiani moderati. Perché e come ella si trovò in mezzo a queste lotte di cui poi divenne una vittima sacrificale?

    5) Ipazia, professando e insegnando ai suoi allievi il diritto alla libertà di pensiero, mentre era rispettata dai cittadini di Alessandria che ancora si sentivano pagani, era considerata un pericolo dal vescovo Cirillo e dai suoi seguaci. Perché i cristiani la temevano molto di più che non i pagani?

    6) Quale fu l’accusa che il vescovo Cirillo mosse verso di lei in modo tale che anche i pagani venissero coinvolti?

    7) Ipazia fu uccisa dai “parabolani”. Chi erano?

    8) Nella realtà storica non è provato che i parabolani avessero agito per ordine di Cirillo ma… Qual è la vostra opinione in merito?

    9) Ipazia, una donna bella “riverita e amata”, secondo Socrate scolastico e che sceglie la verginità per seguire la scienza e la conoscenza. Ci sono momenti in cui questa scelta le costa?

    10) Davo, lo schiavo che ama la sua padrona. Assiste di nascosto alle lezioni di Ipazia, pur sentendosi fuori luogo: egli, come schiavo non ha alcun diritto in una casa di cui non si sente parte. E’ per questa sua disperata solitudine e per quanto suo inutile amore che si converte al cristianesimo e perché entra anche nel gruppo dei parabolani?

    11) Oreste, un uomo appartenente a una casta privilegiata che, pur divenendo cristiano, mantiene in se il senso del valore laico dello Stato. Questa sua posizione è all’origine del dissidio sempre più acuto con il vescovo Cirillo?

    12) Quanti abitanti di Alessandria secondo la vostra opinione nel periodo considerato si convertirono al cristianesimo per ambizione e non per fede? Del resto queste conversioni forzate hanno fatto parte della storia dell’umanità. Basti pensare al 1492, quando i sovrani cattolici, Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, conquistarono il sud della Spagna, costringendo se volevano rimanere sul territorio arabi (dai vincitori chiamati spregiativamente moriscos) e ebrei (i marranos) a convertirsi al cristianesimo. Effettuate ricerche in merito ad altre situazioni analoghe che si siano svolte, durante il corso dei secoli, nella storia dell’umanità.

    13) Qual è il comportamento di Oreste quando si rende conto che la vita di Ipazia è in pericolo?

    14) Teone, l’ultimo direttore della II biblioteca di Alessandria, padre di Ipazia, ha cresciuto culturalmente sua figlia, indipendentemente dal suo sesso. Nel film è descritto come un anziano un po’ disorientato che vede che i fatti che avvengono intorno a lui come corressero troppo in fretta. Sempre nell’opera filmica Teone si rende conto del pericolo che corre sua figlia oppure… ? Se sì quando, se no perché, secondo la vostra opinione?

    15) Cirillo. Quali furono (se ci furono) le sue colpe nei riguardi dell’omicidio di Ipazia? Oggi Cirillo è un santo per la Chiesa di Roma, ma è dimostrato quanto fosse mosso dall’ambizione di diventare il padrone assoluto di Alessandria. Dopo la morte di Ipazia quale fu la posizione da lui presa ufficialmente per l’omicidio della scienziata? E qual è la decisione che Cirillo prese nei riguardi degli ebrei alessandrini?

    16) Si dice (come nel film ma senza prove certe) sia stato Cirillo ad armare contro Ipazia la mano assassina di un fanatico gruppo di cristiani. Certo è che il vescovo combatteva ogni posizione religiosa o di pensiero contraria alla religione cristiana o pericolosa per la religione stessa come l’arianesimo e l’ebraismo. Effettuate una ricerca su Ario e il suo pensiero e su come Cirillo si comportò realmente nei riguardi della comunità ebrea alessandrina. Chi erano i parabolani? Quanto, nel film e nella storia, dipendevano dagli ordini del vescovo Cirillo?

    17) Cirillo indubbiamente fu, alla sua maniera un “defensor fidei”. Ma non era (e non è) il cristianesimo la religione che predica il perdono e la pace?

    18) Ammonio ovvero il meglio e il peggio del Cristianesimo di quel periodo storico. Quant’egli contò nello scatenarsi della violenza in Daco?

    19) Sinesio ovvero la dimostrazione di quanto Ipazia non discriminasse gli studenti per le loro convinzioni religiose. Perché è importante la sua figura (divenne vescovo di Cirene) per far conoscere Ipazia nel suo valore di scienziata, di filosofa, di insegnante e di donna che pagava di persona le scelte fatte?

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