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PUZZOLE ALLA RISCOSSA

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    Per Madre Natura la vendetta è … pelosa! In questa esilarante commedia familiare, non priva di un profondo messaggio ecologico, alcuni avidi costruttori hanno intenzione di asfaltare un luogo paradisiaco e così, involontariamente, scatenano una guerra senza esclusione di colpi tra l’uomo e la natura.

    Dan Sanders si è trasferito assieme alla famiglia da Chicago fin nei boschi dell’Oregon per seguire il suo nuovo lavoro. Deve occuparsi di supervisionare la costruzione di un centro residenziale ‘presumibilmente ecocompatibile’.

    Dan è convinto che il suo unico problema sarà quello di aiutare sua moglie Tammy, amante della vita di città, e suo figlio, un adolescente con la fobia di qualsiasi cosa che abbia a che fare con la natura, ad ambientarsi nel loro nuovo ambiente, accontentando, al contempo, il suo esigentissimo capo con ogni mezzo.

    Ma i problemi di Dan non si limitano a questo: gli animali del luogo, infatti, scoprono che lui è il responsabile della distruzione del loro habitat, e così Dan finisce in cima alla lista dei loro Maggiori Ricercati.

    Dan scoprirà a sue spese quanti problemi possa causare un determinatissimo gruppetto di creature della foresta! Gli ingegnosi animaletti iniziano a tormentare Dan di notte e di giorno, sabotando il suo lavoro, la sua pazienza e il suo…guardaroba.

    Dan è vittima di un attacco combinato e ben presto capisce che la sua vita perfetta di una volta è finita per sempre.

    Dan fallisce miseramente in ogni suo tentativo di intrappolare, ostacolare o anche solo fotografare l’assalto peloso; e senza alcuna prova della segreta cospirazione ordita contro di lui dalla foresta nessuno è disposto a credergli.

    Sua moglie e suo figlio sono sul punto di abbandonarlo e il suo lavoro è in pericolo: Dan deve tentare il tutto per tutto. In questa guerra tra specie diverse il vincitore sarà uno solo!

  • Genere: commedia
  • Regia: ROGER KUMBLE
  • Titolo Originale: Furry Vengeance
  • Distribuzione: Eagle pictures
  • Produzione: Eagle pictures
  • Data di uscita al cinema: 7 MAGGIO 2010
  • Durata: 91'
  • Sceneggiatura: MICHAEL CARNES & JOSH GILBERT
  • Attori: BRENDAN FRASER, BROOKE SHIELDS, MATT PROKOP, KEN JEONG, ANGELA KINSEY, TOBY HUSS, SKYLER SAMUELS, SAMANTHA BEE
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:

    LA PRODUZIONE

    L’idea per il film Puzzole Alla Riscossa è nata dopo una serie di incendi che nel 2004 hanno colpito la California del Sud.

    A quel punto, gli sceneggiatori Michael Carnes e Josh Gilbert hanno iniziato a chiedersi cosa sarebbe successo se le creature, i cui habitat era stati devastati, avessero deciso di punire gli esseri umani responsabili della distruzione delle loro vite.

    Mentre il team di sceneggiatori era impegnato nella stesura della trama, quell’idea iniziale poco a poco si è trasformata prendendo la forma di una esilarante storia comico\vendicativa su un promotore immobiliare che sfida la foresta sbagliata.

    “Tenevamo sempre ben chiaro in mente il concetto degli animali che si vendicano dell’essere umano che gli ha fatto un torto”, spiega Carnes. “L’idea di Madre Natura che si ribella contro le persone avrebbe significato infinite possibilità comiche”.

    Al Produttore Keith Goldberg, che aveva lavorato assieme al team di sceneggiatori nella loro prima sceneggiatura del film Mr. Woodcock, piaceva particolarmente il messaggio ambientalista al centro del film.

    “Lo abbiamo comprato immediatamente”, racconta. “L’idea di alcun animali che attaccano un promotore immobiliare perché gli ha distrutto la casa ci ha colpito molto. L’avevamo sentita in film di genere horror, ma questa era la prima volta che sentivo una cosa del genere nell’ambito di una commedia familiare. Sembrava una storia davvero emozionante da raccontare”.

    Nella fertile immaginazione degli sceneggiatori Puzzole Alla Riscossa si è così trasformata nella storia del promotore immobiliare Dan Sanders che viene spedito dai suoi capi a scavare in una foresta incontaminata per costruire una lussuosa area residenziale con tanto di centro commerciale.

    “Ma ben presto, Dan scopre che gli animali non hanno nessuna intenzione di rinunciare alla loro casa”, spiega il produttore Goldberg. “Dan si rende conto piuttosto in fretta di aver sconfinato in un’area grigia e alla fine ne pagherà le conseguenze in un modo davvero comico e divertente”.

    Il Produttore Bob Simonds ha reclutato Roger Kumble, regista delle commedie di successo In Viaggio Per Il College e La Cosa Più Dolce, al timone del progetto.

    “Era una sceneggiatura fantastica: esattamente il tipo di progetto che stavo cercando”, dice Kumble. “Mi piace il concetto di ‘realtà esagerata’ e lo humour fisico, e poi sto facendo questo film anche per me stesso. Da quando ho messo su famiglia mi sento attratto dal genere dei family, oltre che dal tipo di materiale provocatorio a cui lavoravo all’inizio della mia carriera. Per molti aspetti, questo film combina entrambi i generi”.

    Kumble, sceneggiatore oltre che regista, ha lavorato assieme a Carnes e Gilbert alla messa a punto della sceneggiatura.

    Una delle sue prime e più importanti decisioni è stata quella di far apparire gli animali del film quanto più realistici possibile. “Abbiamo già visto dei family movie pieni zeppi di teneri e dolci animaletti”, spiega Kumble. “In genere gli animali parlano. Mi sono chiesto come avremmo potuto prendere le distanze dall’enorme massa di film di quel genere. Ho deciso di adottare il metodo della vecchia scuola: “Ero inamovibile quando ho incontrato gli studios”, continua il regista. “Non volevo che gli animali parlassero. Se avessimo usato delle voci per gli animali quello che dicevano sarebbe stato chiaro, ma se avessimo lasciato tutto all’immaginazione il risultato sarebbe stato anche più divertente”.

    Il risultato è una classica e vivace commedia slapstick dai toni ambientalisti.

    “A quelli che non avevano letto la sceneggiatura ho descritto il film dicendo che si trattava di un live-action dei Looney Tunes”, spiega il produttore esecutivo Ira Shuman.

    “Ma senza i personaggi dei Looney Tunes e con un messaggio ambientalista. E’ una commedia familiare caratterizzata da momenti veramente fuori dal comune, soprattutto quando gli animali iniziano a vendicarsi contro gli esseri umani che cercano di distruggere la casa dove hanno vissuto per generazioni”.

    INSEGNARE AGLI ANIMALI A RECITARE

    Sin dall’inizio, in Puzzole Alla Riscossa, era intenzione dei filmmaker usare dei veri animali. “Sono stati molti i film di successo che hanno fatto ricorso a degli animali animati per mezzo della computer grafica”, spiega il produttore esecutivo Ira Shuman. “Ma gli animali in CGI non si muovono come quelli veri e oltretutto gli vengono conferite delle abitudini e delle caratteristiche prettamente umane. Nel nostro caso abbiamo cercato di caratterizzarli con i loro normali comportamenti. Li abbiamo, tuttavia, dotati di particolari caratteristiche che erano necessarie per la storia, cercando di rendere il tutto il più naturale possibile. I nostri, essenzialmente, sono degli animali reali”.

    Con questo obbiettivo in mente, i filmmaker hanno deciso di limitare gli effetti in CGI quanto più possibile e di ricorrere ad essi in modo quasi impercettibile per dotare gli animali di una più vasta gamma di emozioni.

    “Non parlano, ma devono poter sorridere e devono avere alcune espressioni che gli animali in realtà non hanno”, spiega Kumble. “La tecnologia si è sviluppata sufficientemente per poter apportare dei piccoli miglioramenti espressivi”.

    Kumble, che aveva già fatto esperienza con attori non-umani, sapeva che avrebbero avuto bisogno di un aiuto da parte dei migliori addestratori di animali in circolazione se volevano raggiungere il loro obbiettivo.

    “Non si scherza con gli animali”, dice. “Ci si prepara bene e ci si accerta di avere sempre a disposizione del tempo aggiuntivo. E poi si aspetta la battuta di entrata degli addestratori. Se l’addestratore dice, ‘Basta,’ è basta. Il risultato finale dipende spesso da episodi fortuiti e fortunati”. I filmmaker hanno chiesto aiuto a Ken Beggs, uno degli addestratori di animali più famosi di Hollywood. Beggs e la sua società, la Wild Bunch, ha lavorato con centinaia di animali in oltre 60 film negli ultimi nove anni.

    Quando l’addestratore ha letto la sceneggiatura in un primo momento ha pensato che fosse stata inviata a lui per sbaglio.

    “Ero certo che si trattasse di un film di animazione”, racconta. “Questo è un film molto diverso da quelli che generalmente vedo. Sono stati fatti moltissimi film con animali parlanti, ma in questo qui gli animali fanno tutto tranne parlare. Si comportano più da animali e questa cosa rende il tutto ancora più difficile”.

    Beggs ha indicato ai filmmaker come raggiungere i propri obbiettivi ed ha anche consigliato alcuni cambiamenti da apportare alla sceneggiatura e al cast.

    “Abbiamo dato ad ogni animale i comportamenti più adeguati, sostituendoli all’occorrenza, a seconda delle caratteristiche fisiologiche di ogni specie”, spiega. “Ad esempio, le puzzole sono molto limitate in quello che possono fare, perciò una parte delle cose che avrebbero dovuto fare loro le abbiamo fatte fare ai procioni. Abbiamo aggiunto alcuni animali, come le lontre e i tacchini che erano perfetti per quello che avevamo in mente di fargli fare”.

    Dopo aver messo assieme una lista di animali, Beggs ha fissato una serie di casting. “Ho trascorso circa tre settimane intervistando addestratori e animali, e lavorando assieme a loro per assicurarmi di scegliere quelli più adatti per i diversi comportamenti. Alla fine abbiamo selezionato dai 25 ai 30 animali”.

    Nonostante la più meticolosa delle preparazioni non esistono garanzie quando si parla di animali che devono esibirsi su un set cinematografico.

    “Ken ha messo assieme un cast e l’ha addestrato a fare delle cose specifiche”, dice il supervisore degli effetti speciali David Goldberg. “E poi li abbiamo filmati, ancora e ancora e ancora. Sono così imprevedibili. Su 20 minuti di riprese di un procione solo 5 o 6 secondi erano utilizzabili”.

    Sebbene la maggior parte degli animali usati fosse di taglia relativamente piccola le dimensioni non erano affatto certezza di maneggiabilità.

    “Gli animali più piccoli possono essere più difficili da gestire rispetto ai leoni, agli orsi e alle tigri”, spiega Beggs. “Sono molto più difficili da controllare. Gli scoiattoli e le marmotte in natura sono delle prede, perciò dopo alcuni anni di evoluzione il loro istinto naturale è diventato quello di scappare. Riuscire a far sedere un animale del genere nel bel mezzo della strada o fargli mangiare uno snack mentre guidi una macchina è difficile. “Il problema delle puzzole, o di qualsiasi altro animale estremamente specializzato in una cosa in particolare, è che sono dotate di una sola caratteristica che gli basta per cavarsela in ogni occasione”, aggiunge. “Gli animali come loro in genere non sono molto intelligenti e motivati. Perciò è difficile riuscire a catturare la loro attenzione e addestrarli”.

    E la motivazione sembra proprio essere importante tanto per gli animali attori quanto per le loro controparti umane.

    “La volpe era molto motivata”, dice. “La lontra ce la metteva proprio tutta per compiacerci. I tacchini sono stati aggiunti nella sceneggiatura perché sono molto motivati a lavorare. Ma i procioni sono gli animali più motivati in assoluto”.

    Per questa ragione un procione in particolare è stato scelto per il ruolo del generalissimo del commando della foresta.

    “Scooby era il nostro procione eroe”, dice Goldberg. “Ce ne era un altro paio, ma lui aveva il muso più peculiare. Col tempo abbiamo capito quello che avrebbe fatto e quello che non avrebbe fatto. Quando abbiamo iniziato è stato frustrante perché volevamo che facesse determinate cose ma a lui non interessava farle. Gli interessava solo il cibo. “Quando abbiamo iniziato a filmarlo era molto frenetico”, racconta Goldberg. “Ma col proseguire delle riprese ha trovato il suo passo come attore. Alla fine riuscivamo anche a fare dei primissimi piani del suo muso e lui guardava calmo in macchina e faceva quello che doveva fare”.

    Scooby ha imparato in fretta a fare lunghe camminate sulle zampe posteriori, a staccare le spine dalle prese elettriche e a gettare le ghiande con una precisione quasi umana.

    C’è stata un certo parallelo tra la trama del film e il dramma che si è consumato dietro le quinte, come spiega Goldberg.

    “I personaggi del film arrivano e cercano di cacciare con la forza gli animali, ma alla fine vincono gli animali”, spiega. “Durante le riprese è successo qualcosa di simile: Abbiamo cercato di forzare gli animali a fare determinate cose e gli animali hanno risposto ‘NO’, perciò ci siamo adattati a loro e credo che alla fine sia andata anche meglio proprio per questo. Abbiamo ottenuto cose anche più divertenti dal momento in cui abbiamo scoperto quale fosse la gamma delle capacità attoriali degli animali”.

    Molte delle precauzioni di sicurezza sul set sono state instituite tenendo sempre a mente il benessere degli animaletti.

    “Gli animali più piccoli non faranno mai male a nessuno”, dice Beggs. “Ma potrebbero cacciarsi in una situazione nociva per loro. L’unica eccezione da questo punto di vista è stata certamente l’orso”.

    L’orso, l’animale più grande e pericoloso sul set, aveva un’importanza fondamentale per una scena in cui gli animali hanno la meglio su Dan.

    “Era motivato, ma un orso è sempre un orso”, dice Beggs. “Un giorno sono dei teneri orsacchiotti e il giorno dopo sono piuttosto, diciamo, impegnativi”. Il miglior consiglio che ci hanno dato, dice Shuman, è stato di far sì che quando l’orso avesse dovuto fare delle scene notturne, le avesse girate al mattino presto.

    “Pensateci”, dice il produttore. “Non è bello svegliare un orso che dorme”.

    Ma il problema maggiore con l’orso è stato quello delle dimensioni. “Io avevo in mente un orso grizzly”, dice Kumble.

    “Ma noi avevamo un orso più piccolo. Brendan è alto 1 metro e 80. L’orso era alto 1 metro e 50. Brendan era più alto dell’orso di 30 cm e non avrebbe funzionato. Abbiamo cercato un orso grizzly che fosse capace di recitare ma quello meglio ammaestrato aveva una caviglia rotta ed era in convalescenza nell’Oregon. Abbiamo fatto ricorso ad una tecnica cinematografica tipica della vecchia scuola. Invece di trovare un orso più grande, abbiamo costruito tutti gli elementi del set più piccoli ed abbiamo ripreso Brendan separatamente”.

    Infatti, sia per una questione di sicurezza che di convenienza, l’animale e gli attori umani sono quasi sempre stati filmati separatamente e le sequenze sono state poi messe assieme in fase di postproduzione. E’ stato un ordine imposto dal produttore.

    “Lavorare con gli animali fa perdere molto tempo”, dice Shuman. “Non volevamo che le nostre star dovessero aspettare per ore che un animale facesse una determinata cosa. Qualche volta davamo lo stop tra una ripresa di un attore e quella di un animale, qualche volta utilizzavamo il green screen o lo split screen”.

    Alla fine, il film è diventato una miscela di animali in live-action integrati con elementi in CGI. “Abbiamo qualcosa come circa 220-250 sequenze con effetti visivi nel film”, dice Goldberg. “Gli effetti visivi spaziano dai relativamente semplici split screen che ci hanno permesso di mettere assieme in una stessa scena animali e attori, fino ad arrivare ad alcune riprese piuttosto complicate di animali in CGI. Il nostro obbiettivo in questo film è di rendere credibili gli animali come attori. Nelle rare occasioni in cui sono generati al computer, per crearli siamo partiti da foto e video di animali veri”.

    UN SET AMICO DELL’AMBIENTE

    In armonia con i temi ecologici del film la produzione ha deciso di ricorrere ai servizi dell’organizzazione non-profit Film and Entertainment Recycling Initiative (FaERI), che si è occupata di coordinare il riciclaggio di tutti i materiali utilizzati nel corso della produzione.

    Per dirla con le parole del suo fondatore, Jodi Baldwin, la mission del FaERI è di “creare uno standard di responsabilità ambientale nell’ambito dell’industria cinematografica ricorrendo al semplice atto del riciclaggio sui set e negli uffici di ogni produzione cinematografica e televisiva del Nord America”.

    Il FaERI ha sviluppato un metodo efficace ed economico per riuscire in questo obbiettivo. Sul set di ogni produzione è presente un riciclatore connesso ad organizzazioni locali, enti caritatevoli e scuole. I materiali di costruzione, il cibo, i mobili, i vestiti e ogni altro tipo di oggetto in eccesso che possa essere riutilizzato viene donato a questi enti.

    Il FaERI ha anche in progetto di costituire un programma per il compostaggio di certi alimenti di scarto dei catering e, in definitiva, di prevenire quanto più possibile il bisogno di riciclare, grazie ad una scelta ragionata dei prodotti utilizzati.

  • Spunti di Riflessione:

    di L.D.F.

    1) Gli sceneggiatori del film, Michael Carnes e Josh Gilbert, hanno avuto l’idea di scrivere un soggetto cinematografico dopo gli incendi che, nel 2004, hanno distrutto buona parte delle belle colline della California del sud, per colpa dell’uomo. I due si sono chiesti: e se gli animali avessero reagito? Da quest’idea è nato il soggetto. Ma secondo voi cosa accadrebbe se una reazione degli animali, per una distruzione del loro habitat, avvenisse veramente?

    2) Quanto nel film gli animali del luogo si rendono conto di quanto un nuovo arrivato sia pericoloso per il loro habitat?

    3) Qual è il significato della parola habitat? Effettuate ricerche in merito.

    4) Dan Fraser, il nuovo venuto, all’inizio della storia risulta un po’ antipatico. Quando si comincia a pensare che, messo in mezzo tra il suo datore di lavoro e gli animali del bosco, ispira tanta tenerezza?

    5) Qual è il nuovo lavoro di Dan Fraser per cui si deve trasferire insieme alla famiglia, da Chicago in una zona boscosa dell’Oregon? Dov’è Chicago? E dove si trova lo Stato dell’Oregon? Cercateli su una carta geografica dell’America settentrionale.

    6) Perché gli animali del bosco attuano una guerra occulta contro Dan? Cosa vogliono da lui? E chi pensano egli sia?

    7) Come gli animali sabotano il lavoro di Dan?

    8) Come gli animali riescono a rovinare anche il guardaroba del povero Dan?

    9) Come, quando e quante volte gli animali, coalizzati contro di lui, fanno perdere a Dan la pazienza? Narratene alcuni casi, soprattutto quelli che vi hanno più divertito?

    10) Gli animali che vivono nel bosco in pericolo, sono tutti di media e piccola stazza, tranne uno. Fino a che non interviene quest’ultimo, gli altri cosa si inventano per opporsi a Dan che loro vedono come il “Grande nemico?”

    11) Ma, in effetti e rispetto alla domanda precedente, è veramente Dan che si limita ad eseguire ordini, il nemico degli animali del bosco oppure è un’altra persona?

    12) Perché Dan che vuole solo compiacere il suo capo, presidente della Lyman Industries, non riesce a farne una giusta? E quanto conta l’intervento degli animali nelle sue disavventure?

    13) E com’è lo psichiatra che deve incontrare Dan, su pressione di sua moglie che non crede alla guerra che egli ha con gli animali? E quali immagini egli mostra a Dan che non fanno altro che aumentare il suo stato di agitazione?

    14) Perché la moglie di Dan, Tammy e suo figlio Tyler lo hanno seguito controvoglia nel trasferimento?

    15) Perché Tammy, la moglie di Dan è divenuta per lui un problema quando si sono trasferiti? Cosa vuole Tammy da lui e cosa le manca di più quando arriva nell’Oregon?

    16) Secondo voi Tammy è una mamma e moglie troppo convenzionale o ci sono momenti in cui mostra di essere diversa? Se si quando? Se no perché? Esprimete le vostre opinioni in merito.

    17) Qual è la professione di Tammy e quali sono le difficoltà che incontra per continuare il suo lavoro, dopo il trasferimento?

    18) Tyler, il figlio adolescente di Dan e Tammy è un ragazzo “naturofobico”? Qual è il significato di questo aggettivo?

    19) Quando e come avviene il primo incontro tra Tyler e Amber una ragazza attivista nella difesa dell’ambiente?

    20) Nell’evolversi del loro rapporto, è Tyler che si avvicina agli ideali di Amber oppure…..?

    21) Neal Lyman è il capo di Dan, un asiatico che sembra una persona educata e rispettosa ma…. in quali scene del film vi siete accorti di alcuni suoi repentini cambiamenti? Citateli.

    22) A Neal Lyman non interessano le difficoltà che incontra Dan. Vuole che il lavoro sia terminato e basta! Ma non ha fatto i conti con … con chi?

    23) Felder, la ragazza di Lyman, qualsiasi cosa egli faccia, gli dice sempre che è stato perfetto. Ne è effettivamente convinta oppure…?

    24) Qual è il legame che lega Lyman a Felder? Descrivetelo in alcune situazioni per stabilire quanto sia sincero da parte di tutti e due?

    25) Chi è la signora Baker e quali rapporti ha con Tammy?

    26) Nel film agiscono animali vari e a loro proposito sapete che: - le puzzole non sono molto intelligenti e agili e, quando sono attaccate, hanno una sola difesa? Quale? - gli scoiattoli e le marmotte che, in natura, sono sempre state “prede” sono i più difficili da addomesticare. Secondo voi perché? - i procioni sono tra gli animali del bosco i più intelligenti al punto che, uno di loro Scooby è stato scelto dagli autori del film come capo della rivolta? In quali scene vi siete resi maggiormente conto che Scooby comprendesse ciò che gli uomini volevano da lui? - il regista Roger Kumble afferma che, nel film, esistono animali motivati anche tra quelli che non si penserebbe lo fossero e che agiscono per compiacere gli uomini. Tra questi la volpe, la lontra e i tacchini. Avete visto nelle scene filmiche in cui appaiono questa loro disponibilità?

    27) Alla produzione, visto che c’era necessità di un orso, serviva un orso grizzly. Che particolarità fisiche ha un grizzly e perché l’orso che gli autori avevano a disposizione (alto 1 metro e 50) a loro non andava bene?

    28) Chi vince e chi perde alla fine del film? E Dan è tra i perdenti o tra i vincenti?

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