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Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    Roma. La Piazza Vittorio del titolo è il cuore dell’Esquilino, storico quartiere romano, residenza borghese della burocrazia di fine Ottocento. Circondato dalla Roma più turistica e mondana, la sua vicinanza alla stazione centrale ne ha fatto negli anni, come in tutte le metropoli del mondo, un variegato luogo di approdo e stratificazione etnica e culturale.

    In un suo vecchio palazzo umbertino si snodano le vicende di un eterogeneo gruppo di inquilini, una piccola “folla multietnica” segnata da forti differenze culturali, di provenienza, di religione, di modi di intendere la vita. Nell’ambiente chiuso del palazzo e del condominio si consuma lo “scontro di civiltà” in cui tali differenze emergono prepotentemente nel quotidiano e diventano malintesi, piccole prevaricazioni, diffidenze.

    Le storie dei personaggi seguono i propri percorsi, incrociandosi l’un l’altra in ragione di una condivisione forzata dello spazio, del quartiere, del palazzo e del suo ascensore, puntualmente all’origine di tante dispute condominiali.

    Ognuno di questi personaggi esprime la sua solitudine, il suo male di vivere, offrendo uno spaccato della sua esperienza di vita, le sue riflessioni e i suoi sentimenti.

    Chi cerca l’ispirazione per una fotografia, chi il cane improvvisamente smarrito, chi convive con le proprie rinunce, chi con la malavita locale, chi con le ruggini burocratiche a cui devono sottostare gli extracomunitari.

    Una morte improvvisa rompe il già instabile equilibrio condominiale. Tutti possono essere potenziali assassini e tutti si trovano ad incolparsi l’un l’altro.

    Saranno loro, tutti insieme, allontanando per un momento ogni contrasto, a svelare al commissario il nome dell’assassino, al posto di quell’unico testimone, che però non può parlare: l’ascensore.

  • Regia: ISOTTA TOSO
  • Distribuzione: BOLERO FILM
  • Produzione: MAURA VESPINI e SANDRO SILVESTRI EMME con RAI CINEMA, con il contributo del MIBAC e della Regione Lazio tramite FI.LA.S.
  • Durata: 96'
  • Sceneggiatura: MAURA VESPINI E ISOTTA TOSO con la collaborazione di ANDREA COTTI
  • Direttore della Fotografia: FABIO ZAMARION
  • Montaggio: PATRIZIO MARONE
  • Scenografia: ANNA FORLETTA
  • Costumi: EVA COEN
  • Attori: KASIA SMUTNIAK, DANIELE LIOTTI, SERRA YILMAZ, AHMED HAFIENE, MARCO ROSSETTI, KESIA ELWIN, ISA DANIELI, MILENA VUKOTICH, LUIGI DIBERTI, ROBERTO CITRAN, FRANCESCO PANNOFINO, NINETTO DAVOLI, FABIO TRAVERSA, PAOLO CALABRESI, MANUELA MORABITO, VINCENZO CRIVELLO, SARA E LAMINE LABIDI, MASSIMO DE SANTIS
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:

    IL CONDOMINIO

    Benedetta è da sempre la portinaia del condominio.

    Napoletana verace ha il controllo su tutto e su tutti manifestando pregiudizi e amori per ogni singolo condomino. Tra cui Marco e Lorenzo, i fratelli Manfredini, due ragazzi agli antipodi.

    Marco, il più grande, è quello con la testa sulle spalle, avvocato e fidanzato da sempre con Giulia, vicina di casa, fotografa, alla ricerca continua di fonti d’ispirazione.

    Lorenzo, il più piccolo è il “combina guai”, si fa chiamare il Gladiatore, vive di espedienti, è un romano doc in continua sfida con il mondo.

    La signora Fabiani è una signora di mezza età dall’aria superba che ha da ridire su tutto, vive per il suo adorato Valentino, cane under-size che accudisce come un figlio e subaffitta l’appartamento all’equadorena Maria Cristina, domestica trattata da serva, e la figlia, la piccola Penelope.

    C’è poi il professor Marini, docente universitario alla facoltà di giurisprudenza, milanese, che da quando si è trasferito a Roma fa i conti con la “civiltà” di tutti gli inquilini cercando di imporre un po’ del suo rigore nella palazzina.

    Chi gli sta più a cuore è la piccola Penelope, con cui trascorre molto del suo tempo libero. Vive nella palazzina anche Iqbal, un bengalese con un banco di frutta e verdura nel mercato di Piazza Vittorio che nasconde un amore clandestino con Maria Cristina.

    Sandro Dandini ha invece un bar nella piazza, punto di riferimento per tutti, e vive più lì che nel condominio.

    Nel bar lavora Nurit, fuoriuscita Iraniana cerca asilo politico in Italia, non vuole essere considerata un'immigrata, rifiuta di integrarsi, rifiuta di adattarsi ad una condizione che le è stata imposta e che non ha scelto.

    Abdallah è marocchino totalmente romanizzato, assiste Giulia nei suoi servizi fotografici e la sostituisce nelle frequenti riunioni condominiali.

    Infine Amedeo, Il condomino modello, che non solo non ha motivi di scontro con il prossimo, ma si prodiga affinché le differenze che sono alla base dello scontro si trasformino in ricchezze per l’individuo e per questa piccola comunità. Quello che ascolta e consiglia, quello che guida verso la giusta soluzione. L’amico di tutti, che si concede agli altri perché in realtà si nasconde.

  • Spunti di Riflessione:

    di L.D.F.

    1) Il rione romano dell’Esquilino è considerato la zona più multietnica della Capitale. Elemento sociologico di rilevare è che l’Esquilino è stato scelto, in tempi susseguenti, come residenza (ufficiale e non) da gente proveniente da vari paesi di cultura, educazione e abitudini profondamente diverse. I primi ad arrivare in massa furono i nord-africani (marocchini, algerini, tunisini e magrebini). Subito dopo, giunse una notevole migrazione dalla penisola indiana soprattutto dal Bangladesh. Arrivarono, poi, intorno agli anni 2000 – 2005, popolazioni dall’Est Europa (soprattutto rumeni) che, però, non rimasero nel rione, preferendo insediarsi in periferia. Intorno al 2006-2007, è iniziato un trasferimento massiccio, da altre zone della città e anche da altre regioni italiane, di commercianti cinesi che, a poco a poco, hanno portato alla quasi scomparsa in zona di gruppi come il nordafricano, mentre altri, come quello proveniente dal Bangladesh, si è “ristretto” nella parte del rione che si trova tra Piazza Vittorio Emanuele e la Stazione Termini. Secondo la vostra opinione, quanto queste “pacifiche invasioni” in uno dei rioni storici di Roma ha fatto perdere all’Esquilino ”la sua specifica e antica connotazione”?

    2) L’Esquilino è nato, dopo il 1870, quando con Roma, capitale d’Italia, molti funzionari e impiegati del centro-nord (soprattutto dal nord) si trasferirono da Firenze alla capitale, seguendo lo spostamento dei Ministeri. Per venire incontro alle esigenze abitative di questi neo-cittadini romani, vennero costruiti un quartiere e un rione: il quartiere fu Prati, oltretevere, vicino a Castel Sant’Angelo e il rione, l’Esquilino. Erano, all’inizio, zone essenzialmente borghesi ma, mentre “Prati” ha mantenuto questa sua fisionomia, l’Esquilino ha perso, a poco a poco, tale carattere, divenendo sempre più popolare. Ciò non vuol dire che, nel rione ancora oggi, non si vedano cittadini italiani, legatissimi alla zona e con caratteristiche culturali profondamente diverse: dal professore universitario all’operaio, dall’attore noto al titolare di un banco al mercato. A cosa pensate sia dovuto questo attaccamento al rione da parte di persone così diverse che non possono non trovarsi a contatto con varissime multiculturalità?

    3) E qual è la vostra opinione, riguardo al fatto che molti sostengano che il passaggio del rione da borghese a popolare, sia dovuto alla vicinanza di Termini, la più grande stazione di Roma e d’Italia?

    4) Nelle domande precedenti, si è parlato di rioni e di quartieri. In senso socio-architettonico quali sono le differenze tra le due zone abitative?

    5) Il fatto che, come risulta dalla prima domanda, ci siano stati momenti emigrativi diversi di gente proveniente da altri paesi, non vuol dire che, in molti palazzi dell’Esquilino, non vivano, ancora oggi, persone diversissime e di diversa cultura, come si vede nel film di Isabella Toso. Secondo voi la vita nei condomini del rione è sempre così esasperata, per una diversità socio-culturale marcata oppure è stato, comunque, trovato, in altri palazzi un “modus vivendi”?

    6) La vita, nel condominio, in cui si incentra la storia del film, forse, sarebbe stata più tranquilla senza la presenza del “Gladiatore”. Qual è la vostra opinione in merito?

    7) Quanto la figura di un portinaio (o una portinaia come Benedetta) è elemento coagulante di conoscenza tra le varie persone, abitanti in un condominio non solo romano ma italiano, visto che, negli altri paesi, il ruolo del portiere è essenzialmente diverso?

    8) Benedetta, di cui si è già parlato nella domanda precedente, la portiera dello stabile, è l’elemento coagulante tra le diversità socio-culturali dei condomini. Secondo voi perché ella cambia atteggiamento in relazione agli inquilini che le passano davanti? E’ una questione di simpatia o dipende dal ruolo ricoperto da ognuno nella società?

    9) Marco e Lorenzo, detto il Gladiatore, sono due fratelli tra cui corre una decina d’anni di età, diversissimi l’un dall’altro. Quanto ha contato, per loro, la tragica morte del padre, soprattutto per il più giovane che era nel momento in cui passava dall’infanzia all’adolescenza?

    10) Perché a Giulia, fidanzata da anni di Marco, un legame più profondo con il giovane fa paura?

    11) La signora Fabiani, legata in maniera allucinante al suo cane, è forse, se cosciente delle sue azioni, la persona più cattiva e crudele del film. Qual è la vostra opinione in merito?

    12) Quanto la bella Maria Cristina, proveniente dall’Ecuador, è succube degli altri, soprattutto della Fabiani, per poter stare accanto a sua figlia, Penelope?

    13) Una delle figure più tragicamente comiche del film è il professor Marini, docente universitario milanese che cerca di mettere, inutilmente, ordine nella bolgia dei suoi coinquilini. Ci riesce o ci rinuncia?

    14) Sandro, italiano come Marini (anzi romano), è il proprietario di un bar a piazza Vittorio. E’ brontolone ed egoista però, all’inizio della storia filmica, nel suo locale ha accettato di far lavorare Nurit, una fuoriuscita iraniana. Cosa accade perché egli cambi idea e scacci dal suo bar la povera Nurit?

    15) Chi è ora Nurit e chi era nel suo paese?

    16) Iqbal un bengalese che ha un banco di frutta e Abdallah, un giovane marocchino, sempre disponibile, sono due personaggi di contorno che, solo in alcune scene e in alcuni rapporti, acquistano valenza nel contesto della trama. Quali?

    17) Amedeo, forse la figura più importante del film è il “saggio” che cerca sempre di comprendere la ragione degli altri per aiutarli. Possibile che nessuno dei suoi coinquilini si renda conto che egli non è italiano?

    18) Quale significato ha per voi la scena in cui Chiara, tornando da un servizio fotografico all’alba, vede Amedeo cantare una nenia sconosciuta e strana sul terrazzo di una villa?

    19) Tra le figure del film c’è anche un cane: è quello del Gladiatore cui egli è molto affezionato. Quale ruolo gioca l’animale nella storia di tutti e, soprattutto, in quella del Gladiatore, di suo fratello e di Chiara?

    20) Tra Sandro e il Gladiatore c’è un accordo non scritto che riguarda uno degli appartamenti del barista a piazza Vittorio e che interessa molto il commissario di polizia del rione. Qual è questo accordo che, purtroppo, è un fenomeno molto diffuso in zona?

    21) Nel film avviene la tragica morte di uno dei personaggi, citati nelle domande precedenti, forse, il più tenero e violento insieme. E’ un omicidio o una disgrazia? E se è un omicidio chi è e perché ha ucciso?

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