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Prince of Persia

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    Non è la primogenitura di Dastan ad attribuirgli il titolo di principe.

    Era il suo destino. Nei panni di un ragazzo nel VI secolo in Persia, uno dei più grandi imperi che il mondo abbia mai conosciuto, il piccolo Dastan era un trovatello di strada, senza genitori e senza un soldo.

    Minacciato di esser severamente punito dal capo dell’esercito, per aver difeso un giovane sorpreso a rubare una mela, Dastan viene risparmiato e in seguito adottato dal nobile Re Sharaman, che vede in lui un barlume di grandeza.

    Cresciuto accanto ai figli di Sharaman, Tus e Garsiv, seguendo gli insegnamenti saggi e nobili del suo padre adottivo e dello zio prediletto Nizam, Dastan conserva la sua ruvida personalità diventando un forte e giovane guerriero.

    Dastan, spinto a dimostrare il suo valore, conduce l’attacco ad Alamut, una tranquilla Città Santa che viene segnalata dalle spie come luogo in cui vengono nascoste armi, da fornire ai nemici della Persia.

    In realtà Alamut nasconde un tesoro ben più importante, le leggendarie Sabbie del Tempo, che danno ai mortali l’abilità di invertire il corso degli eventi.

    Dastan riesce ad impossessarsi dell’antico magico pugnale dal manico di Vetro, la chiave per accedere alle Sabbie del Tempo, ma il Re Sharaman viene assassinato e Dastan è accusato del delitto.

    A questo punto, disperato e desideroso di dimostrare il contrario, il ragazzo si trova a dover stringere una insolita alleanza con Tamina, una giovane e determinata principessa, la cui famiglia è stata custode delle Sabbie del Tempo per secoli e che farà di tutto pur di proteggerle.

    Dastan e Tamina, che sin dall’inizio sono diversi come l’olio e l’acqua, si trovano ad affrontare molte prove di sopravvivenza in un deserto che non lascia speranze e contro nemici spietati - dall’astuto sceicco Amar (Molina) al maestro africano, lanciatore di coltelli Seso (Steve Toussaint), agli agguati mortali degli Hassansins - addestrati per uccidere con tecniche letali.

    Ci vorranno tutto il coraggio e le capacità combattive di Dastan, così come l’astuzia di Tamina, per scoprire il vero responsabile della morte del re e per il principe scoprire la vera nobiltà che si cela in lui.

  • Regia: Mike Newell
  • Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
  • Produzione: Disney
  • Data di uscita al cinema: 19 maggio 2010
  • Durata: 127'
  • Attori: Jake Gyllenhaal, Gemma Arterton, Ben Kingsley, Alfred Molina
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:

    Dal videogioco al film

    Walt Disney Pictures e Jerry Bruckheimer Films presentano Prince of Persia: le Sabbie del Tempo, un film ricco di avventura, ambientato nelle misteriose e affascinanti terre della Persia.

    Uno scaltro principe di nome Dastan (Jake Gyllenhaal) unisce le proprie energie a quelle di una misteriosa principessa Tamina (Gemma Arterton) per combattere contro le forze oscure e salvaguardare un pugnale antico che può liberare le Sabbie del Tempo – un dono degli dei che può invertire il tempo e permettere al proprio possessore di governare il mondo.

    Diretto da Mike Newell (Harry Potter e il calice di fuoco), fanno parte del cast anche Sir Ben Kingsley e Alfred Molina, la sceneggiatura è di Boaz Yakin e Doug Miro & Carlo Bernard, da un soggetto di Jordan Mechner, “Prince of Persia: le Sabbie del Tempo” sarà nelle sale italiane dal 19 maggio 2010. Executive Producers Mike Stenson, Chad Oman, John August, Jordan Mechner, Patrick McCormick e Eric McLeod. Produttore Associato Pat Sandston. Il Direttore della fotografia è il Premio Oscar® John Seale (Il paziente inglese, Harry Potter e la pietra filosofale, La tempesta perfetta), quattro volte candidato agli Academy Awards, scenografie a cura di Wolf Kroeger (L'ultimo dei Mohicani, Il nemico alle porte), costumi di Penny Rose (Pirati dei Caraibi - La trilogia) e montaggio a cura di Michael Kahn (tre volte Premio Oscar® I predatori dell'arca perduta, Schindler’s List e Salvate il soldato Ryan), Martin Walsh (Premio Oscar® per Chicago) e Mick Audsley (Mona Lisa Smile e Harry Potter e il calice di fuoco). Supervisione agli effetti visivi a cura di Tom Wood (Sunshine), Supervisione agli effetti speciali a cura di Trevor Wood (Premio Oscar® per La bussola d'oro), stunt coordinator George Aguilar (American Gangster, 007 La morte può attendere, Donnie Brasco). Per la seconda unità, la direzione della fotografia è a cura di Alexander Witt (Robin Hood, Pelham 1 2 3: ostaggi in metropolitana), musiche di Harry Gregson-Williams (Le cronache di Narnia - La trilogia, Le Crociate).

    “Il nostro desiderio è di trasportare il pubblico in mondi ancora inesplorati”, afferma il produttore Jerry Bruckheimer. “E l’antica Persia è, tra questi, sicuramente il più bello”. E’ così ricca di storia, immaginazione, fantasia e tutto ciò è ben visibile in Prince of Persia: le Sabbie del Tempo. Abbiamo affrontato storie epiche da Armageddon a Pirati dei Caraibi e Prince of Persia: le Sabbie del Tempo è perfettamente in linea con questa tipologia di film, anch’esso ricco di immaginazione e grande azione. Il videogioco di Prince of Persia fu creato nel 1989 da Jordan Mechner. “Ero alla ricerca di un universo che non ancora ricreato nei videogiochi”, dice Mechner. “L’alba dei videogiochi è stata un po’ come l’alba del cinema, all’inizio si è cercato di creare un genere, tra spade e sortilegi, in cui poter ritrovare elementi in grado di funzionare in questo innovativo mezzo di comunicazione”. Aggiunge il regista Mike Newell: “Mi affascina l’idea che si stia guardando una leggenda vivente. È questa una storia straordinaria e reale, ma che si svolge oltre ogni legge fisica, in un universo irrazionale diverso da come oggi lo intendiamo. Questo è ciò che accade in questo film”.

    LA PREPARAZIONE DI UN EROE

    Jack Gyllenhaal a capo di un grande Cast

    Quali sono le qualità che caratterizzano un eroe? Il ruolo di Dastan richiedeva un attore poliedrico: che fosse astuto, affascinante e divertente allo stesso tempo; oppresso dal complesso della povertà, spinto a diventare un uomo migliore.

    Jake Gyllenhaal aveva già dimostrato le sue doti d’attore in molti film tra cui Zodiac di David Fincher, Jarhead di Sam Mendes e I segreti di Brokeback Mountain, per cui ha ricevuto una nomination agli Academy Award® e ai BAFTA.

    “Era da tempo che volevo lavorare con Jake Gyllenhaal”, racconta il produttore Jerry Bruckheimer. “È un attore meraviglioso, estremamente bello ed è un vero gentiluomo. Ha fatto un ottimo lavoro nella preparazione di Prince of Persia, mettendo su muscoli, allenandosi per i combattimenti, per gli scontri con la spada, per cavalcare. Continuando il suo allenamento anche durante gli oltre cento giorni di riprese”.

    Aggiunge il regista Mike Newell: “Sono molte le qualità che distinguono Jake. È curioso, gentile, educato e ha un forte senso della comicità e in Prince of Persia sa mettere insieme tutto ciò alla prefezione. Avendo visto ciò che aveva fatto in precedenza sapevo che era un bravissimo attore con un brillante carisma. Ciò che non sapevo era che sarebbe stato un perfetto eroe. È in grado di combattere, sa brandire una spada, correre, scalare, saltare e cavalcare come se fosse praticamente attaccato alla schiena dell’animale. È non è roba da poco”.

    Gyllenhaal ha anche ricevuto un chiaro aiuto da colui che ha ideato il principe: Jordan Mechner. “Ogni volta che si è in presenza di un personaggio che si relaziona con il pubblico, che sia esso un romanzo o un videogame, le persone provano sempre forti sentimenti”, afferma Mechner. “Credo però che se hai un buon attore ed un buon film, dopo il primo minuto questo non diventa più un problema. Jake è sicuramente la persona più adatta per il ruolo. Nel vederlo in costume ed in azione, non si hanno dubbi che sia il principe persiano del VI secolo. È forte, eroico, divertente, sensibile e vulnerabile allo stesso tempo. Ti aspettti che faccia sempre la cosa giusta”.

    Quando Bruckheimer e Newell hanno offerto il ruolo a Gyllenhaal, Jake era completamente rapito dalla portata del progetto. “Prince of Persia: le Sabbie del Tempo, era qualcosa di completamente diverso da quanto sperimentato in precedenza”, racconta Gyllenhaal.

    “Ritenevo che la preparazione del personaggio di Dastan avrebbe potuto essere una sfida interessante e divertente. Ho sempre amato i film in cui l’eroe ha le capacità di fare quasi tutto, pur sempre rimanendo un essere umano e non un supereroe. Lo sviluppo del personaggio è stato, all’inizio, prevalentemente fisico, era necessario imparare a combattere, ad usare la spada, entrare nella mentalità del guerriero. Sapevo che se avessi agito in quel modo sarei stato metà dell’opera. E quando è stato deciso che Dastan dovesse parlare un inglese dall’accento britannico, per poter essere in linea con gli altri attori del film, ho lavorato duro sulla mia voce con l’aiuto di Barbara Berkery”.

    Dopo lunghe ricerche, per interpretare Tamina è stata scelta Gemma Arterton. “Gemma è una bellissima e giovane attrice scoperta a Londra, dove recentemente si è laureata alla Royal Academy of Dramatic Arts”, spiega Bruckheimer. “Ha avuto una piccola parte in Quantum of Solace, ma per noi è stato un ogoglio poterla scritturare ancor prima che il film di Bond arrivasse nelle sale. Gemma sarà una grandissima star del cinema.”

    Aggiunge Newell: “Quello che mi ha colpito di lei è che è priva di quell’arroganza o superiorità che spesso caratterizza i giovani attori che raggiungono rapidamente il successo. È questa una qualità che credo manterrà per molto tempo”.

    Racconta la Arterton: “Era tutto così eccitante per me, la grandiosità, ricreare tutto sul grande schermo, l’azione. Ho sempre voluto interpretare un action-movie per divertirmi e immaginare me stessa nei panni di un’acrobata. La prima volta che ho sentito parlare del progetto, non pensavo che vi avrei preso parte. Ancora non riesco a credere di essere nel cast. Non avevo ancora girato Quantum of Solace per cui essere in un grande blockbuster era un’idea lontana. È un bellissimo personaggio”, continua, “perchè Tamina è più di una figurante. È una donna profonda, sensibile, riflessiva. La cosa più affascinante di lei è la sua profonda fede e la sua determinazione nel portare a termine il suo compito”.

    Per il personaggio di Nizam, lo zio di Dastan, fratello del Re Sharaman, suo padre adottivo, i filmmaker hanno scritturato Ben Kingsley. “In un film si è sempre alla ricerca del cast perfetto”, commenta Bruckheimer. “E quando incontri qualcuno come Sir Ben Kingsley, è per te una fortuna cercar di convincere lui a partecipare al progetto. Lui, in ogni modo, era la persona perfetta per il ruolo di Nizam”.

    Il personaggio dello sceicco Amar è stato invece affidatato all’attore Alfred Molina. “È una specie di furbo opportunista”, racconta Molina del suo personaggio, “non gli importa se infrange la legge. A volte è seriamente pericoloso. Lo sceicco si descrive come una sorta di imprenditore. Ha metodi insoliti, non convenzionali e di base è un ladro. Anche se le premesse non sono così favorevoli, alla fine si rivela un alleato prezioso per Dastan e, sebbene i motivi siano ben diversi, entrambi si trovano coinvolti nella stessa ricerca”.

    Nel cast sono presenti anche Richard Coyle e Toby Kebbell nel ruolo dei fratelli di Dastan, il problematico Tus e il combattivo Garsiv; Steve Toussaint interpreta il ruolo del guerriero africano Seso; Ronald Pickup è nel ruolo dell’amato padre adottivo il re Sharaman; Reece Ritchie è invece il servo e amico Bis; Will Foster veste infine i panni del giovane Dastan.

    AFFRONTARE LE ACROBAZIE E IL PARKOUR

    Attingere direttamente alla fonte

    Da fantastiche evoluzioni di parkour che superano le leggi di gravità, a scontri e battaglie medievali, Prince of Persia: le Sabbie del Tempo offre una serie di scene carambolesche dai toni epici, soprattutto grazie al team di stuntmen.

    L’audace squadra della prima unità era capeggiata da George Aguilar, mentre la seconda unità era stata affidata a Greg Powell. In Marocco, per affiancare i coordinatori delle unità è stato incaricato Stephen Pope, Thomas Dupont e Ben Cooke sono stati ingaggiati invece per quanto riguarda gli scontri corpo a corpo.

    Per le coreografie di parkour è stato invece ingaggiato David Belle.

    Per gli attori, la preparazione è iniziata molte settimane prima, con un intenso e rigoroso programma di allenamento, per preparare il fisico per le varie scene.

    Jake Gyllenhaal essendo un amante della corsa e del ciclismo, era già in forma fisica perfetta.

    “Non c’è alcun motivo per fare un film del genere, se non puoi fare personalmente le scene acrobatiche”, commenta Gyllenhaal. “Dipende tutto dalla forma fisica, se si è in grado di fare tutto ciò che è richiesto. Così ho cercato di raggiungere la forma fisica perfetta, corsa, esercitazioni di parkour, sollevamento pesi ed equitazione”.

    Insieme agli altri membri del cast, Gyllenhaal, sotto la tutela di Ricardo Cruz Moral, uno dei migliori fantini di Spagna, si è allenato nel suo ranch non molto lontano da Madrid.

    Per Gemma Artenton è stata una rivelazione: “Non avevo mai cavalcato in vita mia, così sono stata mandata con gli altri ad una specie di campo d’equitazione, prima delle riprese del film. È stato meraviglioso, tanto che adesso cavalcare è una mia passione. Una delle scene che ho dovuto affrontare da sola è stata quella di salire in groppa ad un cavallo mentre questo cammina verso di me. Ne sono molto orgogliosa”.

    Thomas Dupont, tra i cui progetti rientrano i tre film di Pirati dei Caraibi, ha collaborato a Prince of Persia: le Sabbie del Tempo nel ruolo di aiuto coordinatore per le scene di combattimento e ha interpretato il ruolo del crudele Hassad, uno degli Hassansin che combatte con una frusta a doppia lama.

    A Dupont è stato dato l’incarico di girare una scena ricca di azione, ad un’altezza di 2,500 metri. “Al di là dell’altitudine, la parte più difficile era sicuramente la lotta che si doveva affrontare. Numerose le evoluzioni che bisognava eseguire nel tempo massimo di un minuto. Sebbene possa sembrare poco, una scena così ricca di elementi, correndo e saltando, ti leva il fiato. Inoltre se sei ad un’altezza di oltre 2,000 metri, dove l’ossigeno scarseggia, è davvero difficile”.

    I filmmaker hanno incluso un aspetto della creazione di Jordan Mechner, per cui Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo realmente si distingue. "Nel videogioco, il principe può correre lungo i muri e ha altre abilità basate sulla disciplina del parkour", spiega il regista Mike Newell. "Il parkour ha preso vita nei sobborghi di Parigi, dove ragazzi annoiati che hanno iniziato a sperimentare qualcosa di veramente innovativo con i pochi mezzi a disposizione. Ho attentamente osservato i documentari su di loro e ho visto che realmente sanno camminare sulle pareti e saltare di tetto in tetto. Si tratta di atleti straordinari. Così abbiamo portato alcuni dei massimi esperti mondiali di parkour per capire a fondo cosa fare e trovare il modo di rendere tutto al meglio. "

    "Abbiamo deciso di attingere direttamente alla fonte," dice Bruckheimer. "Abbiamo voluto il meglio del meglio, per questo è stato chiamato David Belle."

    Belle è una leggenda ed è l’ideatore del parkour. "Questo è il tipo di film per cui ho sempre desiderato essere nell’industria cinematografica", dice Belle. "Quando si guarda tutto ciò, è così spettacolare che si desidera far parte della scena. E ad un tratto mi rendo conto che ne faccio parte. È come il sogno di un bambino che diventa realtà".

    In francese, parkour è anche conosciuto come "l'art du déplacement", o l'arte del movimento. E infatti, agli occhi di chi lo pratica e di coloro che osservano, l’arte del parkour, è semplicemente meravigliosa. L’azione in Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo incorpora sia il parkour sia la corsa libera. Bruckheimer ha così commentato: "È una vera forma d'arte. È così eccitante vedere gente che letteralmente rimbalza dalle pareti, il tutto senza fili, attraverso solo la propria forza fisica".

    Ecco la personale visione del parkour di Belle: "Per farla semplice, il parkour è un tipo di allenamento che permette ad un individuo di sviluppare la propria struttura fisica in modo da poter superare gli ostacoli. Più ci si allena, più veloce e più efficiente si diventa. Durante l’allenamento è possibile creare una vasta gamma di evoluzioni. Questi movimenti aiutano a superare passaggi difficili, ad esempio tra gli edifici e sui tetti. È un modo diverso di imparare a muovere il corpo ".

    Belle è rimasto impressionato dalla capacità di Gyllenhaal di eseguire le evoluzioni del parkour e l'entusiasmo che l’attore ha messo nell'azione. "Jake è convincente, credibile", dice. "Ho visto il suo lavoro e i suoi movimenti in varie scene, e non ho dubbi".

    Chi si è dimostrato particolarmente entusiasta di lavorare con David Belle è stato Will Foster, uno studente di parkour che interpreta il giovane Dastan. "Ero molto nervoso alla notizia che mi sarei allenato con lui”, ammette Foster, "ma lui ha saputo mettermi a proprio agio. È stato anche molto facile comunicare perchè io parlo un po’ il francese. David mi ha mostrato un bel po' di salti e volte di base. Quando vedeva che facevo qualcosa di buono era pronto a dirmelo, ma sapeva darmi i consigli giusti per migliorare e questo è stato molto utile. Per David è importante che i suoi ragazzi capiscano che il parkour non è filmare se stessi nel fare cose estreme. Bisogna studiare per molto tempo e diventare forti".

    Gli animali nel film … intorno al film!

    Gli struzzi hanno la reputazione di essere scontrosi, puzzolenti, spaventosi e pericolosi e il che spiega perché raramente si vedono gli uccelli sullo schermo.

    "Non ho mai pensato che un giorno in un mio film avrei avuto degli struzzi", dice Bruckheimer, "Ma è una sequenza molto divertente ed emozionante."

    A bada degli uccelli c’erano gli esperti Fiumi Bill e Jennifer Henderson. Il coordinatore delle controfigure George Aguilar e il suo team, ha impiegato ben due settimane per allenare otto stuntmen marocchini in grado di poter cavalcare questi animali nella sequenza della corsa.

    "Nessuno dei fantini aveva prima di allora cavalcato uno struzzo", dice Rivers. "È molto diverso dal cavallo, perché gli struzzi non sono così stabili. Ci vuole un sacco di pratica. È necessario anche imparare a scendere dall’animale per evitare di essere investito, essere preso a calci o addirittura essere calpestato".

    Alfred Molina, che interpreta il personaggio dello sceicco Amar, amante degli struzzi, ha fatto del suo meglio per entrare nella parte.

    Ricorda Molina: "Dovevo mostrare il mio struzzo, Anita, a Dastan e parlare di lui con tenerezza. Questi animali sono molto imprevedibile e un po' donchisciotteschi nei loro movimenti. Ho notato Jennifer Henderson colpire di tanto in tanto il collo per farli calmare. Così ho pensato, proverò anche io per facilitare la scena. "Speravo che Anita stesse ferma, così le ho accarezzato il collo, che al tatto era effettivamente morbido e muscoloso. Ho detto le battute e per due o tre ciak è andato tutto molto bene. Ad un certo punto non so cosa mi sia preso, sempre nella scena in cui esalto il mio struzzo, mi sono chinato e le ho baciato il collo. È stato tutto perfetto, se no fosse che alla fine della giornata Jennifer mi ha detto che Anita, che pensavo fosse una femmina, era in realtà Alan, un maschio. Dovrebbero creare una categoria apposta per loro agli MTV Awards”.

    Spesso la troupe quando girava in Marocco trovava un avviso su cui era scritto: "ATTENZIONE AI SERPENTI E SCORPIONI possono trovarsi in questa zona sotto e intorno alle rocce. Siate prudenti."

    Non c’era nulla da temere perché era con noi un uomo, sempre sorridente, un marocchino, esperto di vipere e bestie velenose che aveva il compito di ripulire la zona da questi pericolosi animali prima che il cast arrivasse sul posto per le riprese. Non ci voleva molto prima che i suoi barattoli si riempissero di questi esseri. Tutti gli animali sono stati liberati alla fine delle riprese.

  • Spunti di Riflessione:

    di L.D.F.

    1) La storia del film si svolge nell’antica Persia. A quale nazione corrisponde oggi, almeno in parte, il più vasto territorio dell’impero persiano del VI secolo a.C.?

    2) L’impero persiano, al tempo del suo maggior fulgore, si estendeva dall’Eufrate ad ovest fino al fiume Indo ad est, dal Caucaso e dal Mar Caspio a nord fino al Golfo Persico a sud. Dopo aver evidenziato su una carta geografica il territorio dello stato di cui si parla nella domanda precedente, evidenziate quanti altri stati odierni (in tutto o in parte) costituivano nel loro insieme, l’immenso stato persiano del VI secolo a.c.?

    3) La civiltà persiana è antecedente a molte delle civiltà occidentali. Nel VI secolo a.C. in Persia, erano già state costruite enormi città ricche di arte e di commerci e governate da capi chiamati califfi: tra queste ricordiamo Persepolis, Baghdad, Susa, Pasargaden, Arg-è-Bau e Isfahan. Quanti di questi bellissimi centri sopravvivono ancora? Effettuate ricerche in merito.

    4) Jordan Mechner, il creatore del videogioco da cui è tratto il film, sostiene di aver subito l’influenza di due importanti opere della letteratura persiana: lo “Shahnameh” del grande poeta Ferdowsi scritto intorno all’anno 1000 a.C. e “Le mille e una notte” un insieme di racconti in cui sono raccolte leggende e storie persiane, indiane e di altri paesi orientali. Effettuate una ricerca su queste due grandi opere letterarie.

    5) Nella domanda precedente si parla di uno dei più affascinanti testi della cultura orientale “Le mille e una notte” conosciutissimo anche in occidente che parte da un presupposto: la bella Sherazhade, la narratrice, non può interrompere i racconti che ella fa al Califfo di Baghdad perché… Perché? Cercate voi la risposta a questa domanda.

    6) Dastan, il protagonista del videogioco e del film, è stato creato nel 1989 da Jordan Mechner (l’autore del gioco) come un personaggio che “sfidava la gravità con le sue abilità acrobatiche, pur mantenendo valide le leggi fisiche”. Quindi un uomo iperdotato non un supereroe. Ritenete possibile che Dastan potesse avere, come uomo, tutte queste capacità fisiche?

    7) Quali sono, secondo voi, la qualità che deve possedere un eroe? E dopo averne stabilito un elenco rispondete a questa domanda: sempre, secondo voi, Dastan le possiede tutte oppure … ?

    8) Secondo gli autori del film (sempre in riferimento alla domanda precedente), Dastan è “forte, eroico, divertente, sensibile e vulnerabile”. Se siete d’accordo sulla sua vulnerabilità, in quali situazioni ve ne siete maggiormente resi conto?

    9) Jake Gyllenhaal, l’attore che interpreta Dastan, ha dovuto imparare mille acrobazie, date le capacità ginniche oltremisura del personaggio, alcune delle quali sembrano irrealizzabili come arrampicarsi sulle pareti. Nel videogioco tutto è possibile mentre nel film.. Eppure esiste un nuovo sport nato nei sobborghi di Parigi e conosciuto come il “parkour” o l’”art d’éplecement” che rende reale la possibilità di rimbalzare sulle pareti, camminare sui muri e muoversi, quasi sfidando la forza di gravità. Effettuate ricerche su questa nuova particolare forma di sport che Jake Gyllenhaal ha dovuto imparare per essere Dastan.

    10) Nel 1989, Mechner nel mondo dei videogiochi, ha creato (come si afferma nella domanda n. 6) il personaggio di Daston ma, solo nel 2003, è stato inserito nella storia dell’eroe, un tema fantastico e meraviglioso come le Sabbie del Tempo. In cosa consistono queste sabbie e quanto è importante, soprattutto per il nostro eroe, cercare di penetrarle?

    11) Quanto conta, nella storia di Dastan e delle Sabbie del Tempo, un Pugnale di Vetro? Dove si trova questo pugnale? E chi aiuta Dastan ad impadronirsene?

    12) Chi è Tamina? E quanto conta, il suo aiuto, nell’avventura di Dastan, per entrare nelle Sabbie del Tempo?

    13) Tamina possiede un segreto trasferito, di generazione in generazione, nell’ambito della sua famiglia. Un segreto molto importante per Dastan. Quale?

    14) Perché Tamina svela il suo segreto a Dastan e lo aiuta nella sua ricerca? Comprende dal loro primo incontro che il giovane è innocente di una gravissima colpa di cui è accusato o, fin dall’inizio, “sente” che sta per innamorarsi di lui?

    15) Dastan, quando comincia la storia, è un povero orfano. Perché il buon re Sharamar si affeziona a lui al punto di adottarlo?

    16) Nizam, il “saggio”, è il fratello del re quali sono i suoi rapporti con il nuovo figlio di Sharaman?

    17) Di fronte all’adozione di Dastan da parte del padre, quali sono le reazioni dei suoi figli naturali, Tus e Garsiv?

    18) Si può dire che Tus non potrà mai essere un guerriero perché troppo carico di problemi esistenziali e che Garsiv non sarà mai un gran guerriero perché “combatte senza pensare”?

    19) Quando il re Sharaman viene ucciso, perché a corte, Dastan viene incolpato dell’omicidio?

    20) Bis, il servo e amico di Sharaman, “sa” o ha compreso chi è il vero autore dell’omicidio del re? E se “sa” perché non parla?

    21) Lo sceicco Amar è un uomo senza scrupoli, un ladro sempre disposto ad infrangere la legge. Eppure, anche con queste caratteristiche negative, riesce ad essere un prezioso alleato per Dastan. Quando? E come?

    22) Amar ama, un particolare tipo di animale, molto difficile da ammaestrare e soprattutto da cavalcare. Qual è questo animale? Ed è per colpa e merito suo che, nel girare le scene del film, in cui esso interagisce, sono serviti molti stuntmen? Chi sono gli stuntmen? Effettuate ricerche in merito.

    23) Seso, il guerriero africano è amico nemico di Dastan? E quanto conta che egli sia maestro nel lanciare coltelli?

    24) Nel film appare la setta degli Hassansins, una setta di fanatici integralisti realmente esistiti la cui nascita si perde nella notte dei tempi. Approfondite l’argomento con opportune ricerche.

    25) Quando o meglio in quale momento del film avete compreso chi fosse il vero assassino del re? La scoperta vi ha colto impreparati oppure … ?

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