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Mine Vaganti

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    Non farti mai dire dagli altri chi devi amare, e chi devi odiare. Sbaglia per conto tuo, sempre.

    È il monito che l'anziana nonna rivolge al nipote Tommaso rientrato a casa da Roma deciso ad affermare le proprie scelte personali anche a costo di scontrarsi con la famiglia.

    Quella di Tommaso, il figlio minore dei Cantone proprietari di un pastificio in Puglia, è una famiglia numerosa e stravagante. In casa c'è molta attesa per il suo ritorno: la nonna ribelle e intrappolata nel ricordo di un amore impossibile, la mamma Stefania, amorosa ma soffocata dalle convenzioni borghesi, il padre Vincenzo deluso nelle aspettative sui figli, la zia Luciana a dir poco eccentrica, la sorella Elena che rifugge un destino da casalinga, il fratello Antonio da affiancare nella nuova gestione del pastificio di famiglia.

    Insieme a loro Alba, la cui strada incrocia professionalmente quella dei Cantone. Non mancano però sorprendenti rivelazioni e colpi di scena.

    Ed anche per questo il soggiorno di Tommaso dovrà protrarsi ben più a lungo del previsto…

  • Genere: commedia
  • Regia: FERZAN OZPETEK
  • Titolo Originale: Mine Vaganti
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Produzione: Fandango in collaborazione con Rai Cinema in collaborazione con Apulia Film Commission
  • Sceneggiatura: FERZAN OZPETEK, Ivan Cotroneo
  • Direttore della Fotografia: Maurizio Calvesi
  • Montaggio: Patrizio Marone
  • Scenografia: Andrea Crisanti
  • Costumi: Alessandro Lai
  • Attori: Riccardo Scamarcio, Nicole Grimaudo, Alessandro Preziosi,Ennio Fantastichini, Lunetta Savino, Ilaria Occhini, con Daniele Pecci, con la partecipazione di Carolina Crescentini e con Elena Sofia Ricci
  • Destinatari: Scuole Secondarie di I grado, Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

    INTERVISTA A FERZAN OZPETEK

    Queste Mine Vaganti ondeggiano dentro una grande famiglia che come in altri suoi film costituisce una comunità eccentrica, calorosa, rumorosa e a suo modo solidale. Le cosiddette "famiglie Ozpetek", quelle conosciute e ambientate nel suo quartiere Ostiense di Roma. Qui invece ha trasferito tutto al Sud d'Italia, scegliendo Lecce, il Salento, la Puglia. Come mai questa svolta ?

    Per me la famiglia è quella classica e specie in questo film ho sentito la presenza e la forza del rapporto padre, madre e figli. Ci tengo però nello stesso tempo a considerare la famiglia degli amici e degli affetti sinceri al di là dei legami di sangue.

    La scelta di Lecce risale alla mia prima visita della città, otto anni fa, e ne rimasi subito affascinato. In ogni caso per questo film io volevo il Sud con le sue particolarità, la classicità e le tradizioni. E Lecce ha una splendida atmosfera, dall'estetica dell'architettura agli ambienti naturali, al cibo eccellente, tutto un insieme di cose che da tempo mi spingevano a cercare laggiù la collocazione del mio film. E il risultato è stato meraviglioso, un'accoglienza straordinaria. Devo dire che dopo l'esperienza di Lecce mi sento più forte nell'affrontare la vita, sono entrate tante persone nuove nella mia esistenza, una serie di amici salentini che spero possano rimanere a lungo nella mia vita.

    Nella gran Commedia della famiglia Cantone che mette in scena, tra ipocrisie sotterfugi e rimpianti, certi tratti rimandano allo sguardo acuto e amaro di autori come Monicelli e Germi. Si tratta di omaggi consapevoli e voluti o di semplici coincidenze, involontarie?

    Al termine delle primissime proiezioni che ho fatto qualcuno mi ha citato in effetti questi autori, nomi eccellenti come pure Petri. Per me naturalmente è un grande onore venire accostato a certi cineasti e in tutta sincerità la cosa mi mette un po' a disagio, provo un certo imbarazzo. Dietro al mio lavoro ci sono sicuramente autori che mi hanno influenzato ed elementi che mi porto dentro. Del resto mi sono formato e sono cresciuto con il loro e tanto altro cinema italiano. Dunque è motivo di orgoglio avere questi accostamenti anche se sono involontari, una cosa di cui non ho coscienza al momento di girare.

    Mine vaganti è una sua sceneggiatura originale firmata insieme ad Ivan Cotroneo. Da quali spunti o suggestioni siete partiti nell'elaborazione dello script e quanto è fedele il girato alla scrittura? Infatti da certi dialoghi tra gli interpreti sembra emergere una buona dose di improvvisazione creativa...

    È esattamente così, è proprio vero. Sono partito da una idea che riguardava un fatto vero accaduto ad un mio amico, all'inizio c'èra una confessione-rivelazione tra due fratelli, una cosa da cui il mio amico è uscito quasi distrutto. Poi ho steso la sceneggiatura con Ivan Cotroneo che ha continuato a frequentare il set mentre si girava, giù in Puglia, e insieme cambiavamo dialoghi e modificavamo le scene a seconda dell'atmosfera del set. Ci sono stati in effetti vari interventi e trasformazioni.

    Un cast ricco ed importante che ha miscelato tra nomi già familiari al suocinema (Grimaudo, Fantastichini, Savino) e scelte inedite (Scamarcio, Preziosi, Pecci, la Ricci, la Occhini). Quali idee ci sono dietro le scelte degli interpreti per i ruoli principali e non?

    Con Scamarcio e Preziosi volevo lavorare da tempo, diciamo che li avevo nel mirino. Elena Sofia Ricci mi sembrava perfetta per il ruolo. Ho apprezzato molto Pecci che ha accettato un ruolo così particolare e insolito nella sua carriera ancora prima di leggere la sceneggiatura, come è stato del resto per tutti gli altri attori. Poi sulla sceneggiatura abbiamo fatto tutti insieme come al solito una bellissima lettura iniziale ed altre più specifiche sui singoli ruoli nelle settimane successive una volta giù nel Salento. Con Ennio e Lunetta si è rafforzata la bella collaborazione che avevamo già sperimentato e Nicole Grimaudo mi ha dato ancora una volta grandi soddisfazioni. Con il cast abbiamo stabilito un rapporto alchemico molto costruttivo, felice, positivo.

    Non più di due mesi fa in una lunga intervista televisiva Madonna ha definito "Ferzan Ozpetek un regista semplicemente geniale". È un buono spunto per parlare allora della musica di questo film che specie per certe atmosfere mélo si manifesta con canzoni appassionate e divertenti motivi pop-dance oltre che con accenti ritmici del folk meridionale. Senza dimenticare il finale con l'inedita Patty Pravo. Che lavoro ha fatto con autori e compositori?

    Quando mi hanno riferito di Madonna sono stato molto contento, felice ed anche orgoglioso ma ho recitato la parte con distacco, non dando a vedere la mia soddisfazione, come se la cosa non mi avesse colpito più di tanto. Con Patty Pravo è andata molto bene fin dal momento in cui mi ha inviato il suo splendido brano Il sogno. Poi ho inserito nel film altre canzoni che piacciono a me e che ho amato in diversi periodi della mia vita. Infine ci sono le composizioni originali di Pasquale Catalano che io ritengo veramente un grandissimo musicista.

  • Spunti di Riflessione:

    di Giulia Serinelli

    1. Perché Tommaso, il rampollo più giovane della famiglia Cantone, proprietaria di uno dei più importanti pastifici del Salento, ha deciso di trasferirsi a Roma?

    2. Qual è il motivo che spinge Tommaso a rientrare a casa?

    3. Tommaso svela il suo "segreto" al fratello maggiore Antonio, come reagisce Antonio alla rivelazione del fratello?

    4. Un evento del tutto imprevisto impedirà a Tommaso di realizzare i suoi propositi. Ognuno dei componenti della famiglia ha una sua personale reazione all'evento. Descrivetele e provate a ricostruirne le cause.

    5. Perché, secondo voi, Tommaso mente alla sua famiglia in merito alla facoltà universitaria che frequenta?

    6. All'inizio del film, Tommaso sembra deciso, vuole sentirsi libero, smettere di mentire alla sua famiglia e rivelarsi ai suoi occhi per quello che è: uno studente di lettere innamorato del suo compagno Marco. Qual è il motivo che gli impedirà di portare avanti i suoi propositi?

    7. L'equilibrio di un'intera famiglia viene destabilizzato. Agli occhi di Vincenzo, il padre di Antonio e Tommaso, il ruolo sociale assunto dalla famiglia Cantone sembra crollare. Secondo voi, quanto la visione di Vincenzo corrisponde alla realtà?

    8. Cosa impedisce al padre di Antonio e Tommaso di preoccuparsi esclusivamente della felicità dei propri figli, come ogni genitore dovrebbe fare?

    9. La nonna, la madre, la sorella di Antonio e Tommaso non sono del tutto ignare della omosessualità dei due fratelli. Perché l'equilibrio della famiglia salta solo a seguito della rivelazione di Antonio al padre Vincenzo?

    10. I rapporti familiari dovrebbero essere basati sulla sincerità, la fiducia e la reciproca comprensione. La famiglia dovrebbe essere il principale supporto della crescita personale e sociale dell'individuo. Ciò purtroppo non sempre avviene. Quali sono, secondo voi, le conseguenze dell'assenza di tali condizioni?

    11. Perché, secondo voi, le stravaganze della zia Elena Sofia Ricci hanno la tacita tolleranza di tutti i componenti della famiglia?

    12. Una delle frasi cardine, attorno alle quali ruota la pellicola, è il monito che la nonna rivolge a Tommaso "Non farti mai dire dagli altri chi devi amare e chi devi odiare, sbaglia per conto tuo sempre." Accettereste il consiglio?

    13. Quanto la particolare visione della vita della nonna di Tommaso è legata al ricordo del suo amore impossibile?

    14. Uno dei protagonisti principali del film è una Lecce da cartolina, tra ulivi, pasticciotti e l'azzurro mare di Gallipoli. Parte della critica ha descritto l'ambientazione del film come uno spaccato, fortemente omofobo, ricco di stereotipi e luoghi comuni? Siete d'accordo?

    15. Come reagisce Tommaso all'improvviso arrivo dei suoi amici romani?

    16. Perché la figura dell'amica Alba assume per Tommaso un ruolo importante?

    17. Quali sono le cause che spingono la nonna a compiere la sua scelta definitiva? E quali conseguenze tale scelta comporterà per ognuno dei componenti della famiglia?

    18. A cosa si riferisce il titolo "Mine Vaganti"? Chi è o chi sono, secondo voi, le vere mine vaganti del film?

    19. Parte della critica ha obbiettato che Ozpetek rappresenta il suo mondo; un mondo ideale, un'omosessualità borghese che non rompe gli schemi. Commentate.

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