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La bella società

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    Il film è un affresco storico di fine Novecento.

    Attraverso le vicende umane dei protagonisti, segnati nella vita da avvenimenti personali forti, che seguiremo adolescenti nei primi anni sessanta e adulti negli anni settanta e nei primi anni ottanta, racconteremo una società che tutti speravano e si sforzavano di far diventare bella, ma che invece si rivelerà solo un’illusione, un’occasione mancata, poiché tutto precipiterà nella lotta di classe, negli scontri sociali di piazza, negli scioperi, nella crisi dell’industria, nel terrorismo politico delle brigate rosse, dove la musica rock, la musica dance, i cantautori italiani e l’amore, si riveleranno l’unica speranza per i giovani, che presto però verranno investiti dal delirio consumistico degli anni ottanta.

    Per l’ampio arco di tempo in cui si svolge la storia, per l’intreccio, per la relazione tra loro dei tanti personaggi, per mantenere alta la suspance e infine perché trattasi come già detto di un affresco storico corale, si è scelto un percorso narrativo non didascalico, ma un viaggio continuo avanti e indietro nel tempo, in compagnia dei personaggi e degli avvenimenti storici e personali, sostenuti dalla musica che caratterizza le due epoche, poiché quel che accade nel loro passato segna il destino del loro futuro, come nella vita di tutti gli uomini.

    Due fratelli, Giuseppe e Giorgio. Due adolescenti cresciuti senza il padre.

    Maria la loro giovane e bellissima madre, della quale sono gelosi come fosse la loro donna, con la quale vivono e lavorano in una casa immersa nei campi di grano di una Sicilia arcaica e dura dei primi anni sessanta.

    Uno splendido e assolato paese dell’entroterra siciliano.

    Nello, il loro migliore amico, figlio del farmacista e medico del paese, che non combina nulla di buono, sperperando i soldi del padre giocando a carte. Il giovane amante di Maria, giunto da Roma al seguito di una troupe cinematografica, che sparirà nel nulla dopo uno scontro con la gelosia di Giuseppe e Giorgio.

    L'anziano padre, che disperato e ossessionato, non smetterà mai di cercare il figlio scomparso, fino a diventarne matto.

    L’incidente che renderà cieco Giorgio da piccolo, che crescerà con a fianco sempre il fratello, diventando dipendente da lui per ogni cosa, anche per l’amore.

    Caterina, la segretaria del dirigente della Fiat ucciso dalle brigate rosse.

    La ragazza che i due fratelli da grandi conosceranno a Torino, dove sono andati, dove andranno per tentare un’operazione agli occhi di Giorgio e che porteranno a vivere con loro in Sicilia.

  • Regia: Gian Paolo Cugno
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Produzione: MEDUSA
  • Data di uscita al cinema: 21/05/2010
  • Durata: 112'
  • Sceneggiatura: Gian Paolo Cugno, Paolo Di Reda in collaborazione con Chiara Giordano
  • Direttore della Fotografia: Giancarlo Ferrando
  • Montaggio: Ugo De Rossi
  • Scenografia: Paolo Innocenzi
  • Costumi: Stefano Giovani
  • Attori: David Coco, Maria Grazia Cucinotta, Enrico Lo Verso, Marco Bocci, Franco Interlenghi, Antonella Lualdi, Simona Borioni, Anna Safroncik, Maurizio Nicolosi, con Raoul Bova, e con la partecipazione di Giancarlo Giannini
  • Destinatari: Scuole Secondarie di I grado, Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:
  • Spunti di Riflessione:


    di L.D.F.

    1) Il film narra una serie di storie di personaggi appartenenti a una stessa famiglia e di tutti coloro che li circondano nell’arco dell’ultima netà del XX secolo e dell’affacciarsi del XXI. Secondo la vostra opinione, negli anni ’60 c’era più speranza di una vita migliore rispetto ad oggi, nonostante tutte le distruzioni che la II guerra mondiale aveva lasciato nel nostro paese?

    2) La speranza di cui parliamo nella domanda precedente, era legata al sogno di una vita migliore, soprattutto per chi aveva difficoltà di sopravvivenza o al desiderio di questi ultimi di porsi contro i cosiddetti “padroni” che, forse, li sfruttavano o, forse, lavoravano, come loro e con loro, per costruire un’Italia dove tutti potessero vivere dignitosamente?

    3) Quando e come alla fine del secondo conflitto mondiale, scoppiò, in Italia, appoggiata dai sindacati, la lotta di classe in cui vennero coinvolte e non solo in Sicilia, persone oneste e mafiosi, capibastone e politici corrotti? Vi dice niente il nome di un grande pianoro siculo, Portella delle Ginestre, dove in un giorno che avrebbe dovuto essere una festa, ci fu una strage di contadini e di operai? Quando avvenne la strage? Qual era il suo scopo? Perché vi venne coinvolto il più famoso capomafia dell’epoca, Salvatore Giuliano? E perché, ancora oggi, a distanza di tanti anni, non tutto è chiaro nella decisione e nell’organizzazione di quella che fu definita da Carlo Levi “una mattanza di poveri cristi”?

    4) Il film inizia con una protagonista, Maria, una bellissima donna, una giovane contadina, vedova con due figli adolescenti da crescere. Giuseppe e Giorgio, i figli di Maria, sono gelosissimi di lei e pensano sia inconcepibile che ella possa rifarsi una vita con un altro uomo dopo che il loro padre è scomparso. Ritenete possibile o impossibile che una tale situazione possa ancora sopravvivere in molte regioni d’Italia, soprattutto nelle zone che meno si sono affacciate alla modernità?

    5) Rispetto alla domanda precedente, si potrebbe obbiettare che, ormai da anni, esiste la televisione, anche nelle zone italiane più remote. E allora? Non bisogna dimenticare che la televisione può essere utile a chi “comprende” i messaggi anche a vari livelli critici e non a chi li subisce passivamente, accettando volgarità e storie senza senso come se fossero la realtà, una realtà a loro lontana e che non conosceranno mai perché non esiste. Siete d’accordo? Commentate.

    6) Qual è la reazione di Giuseppe e Giorgio, ancora ragazzi, quando, nella vita di Maria appare Romolo alla cui attenzione la donna è più che sensibile?

    7) Quali sono le decisioni che Romolo vuole prendere nei riguardi di Maria e dei suoi figli? Forse la situazione si sarebbe evoluta diversamente se Giuseppe e Giorgio avessero veramente compreso ciò che Romolo avrebbe voluto fare di loro e con loro?

    8) Romolo scompare nel nulla. E’ vero che Giuseppe e Giorgio provavano odio nei riguardi di chi, secondo loro, voleva portar via Maria ma possiamo affermare che i due ragazzi siano stati volontariamente responsabili della sua scomparsa?

    9) Come e perché accade l’incidente che priverà Giorgio della vista?

    10) Giorgio, ormai cieco, dipenderà sempre di più dal fratello, anche quando lo seguirà al nord. C’è un momento, nel loro rapporto, in cui Giuseppe senta come un peso, la vicinanza del fratello che ha tanto bisogno di lui?

    11) Il viaggio verso il nord, verso Torino è anche un viaggio della speranza: un medico, forse, può ridare la vista a Giorgio … ma … è una speranza vana oppure…

    12) Perché quando i due fratelli decidono di tornare in Sicilia, portano con loro Caterina, una ragazza che ha visto morire, ucciso dalle Brigate Rosse, il funzionario della Fiat di cui era segretaria?

    13) Al loro ritorno, Giuseppe vede aggirarsi intorno alla sua casa due anziani signori che sembrano, specialmente l’uomo, cercare qualcosa o qualcuno. Qual è la sua reazione quando scopre che le due persone sono i genitori di Romolo che cercano di sapere che fine, anni prima, abbia fatto il loro figliolo?

    14) In effetti Giuseppe e Giorgio sanno che Romolo è morto e sanno anche dove sia sepolto il suo corpo. Ma, quando il vecchio padre, convince la polizia a scandagliare il pozzo dove egli ritiene sia il cadavere del figlio, non trovano nulla. Perché? Cos’è accaduto? Eppure il corpo era lì… Quando il peso da portare sulle spalle per quella scomparsa diviene troppo pesante per i due fratelli? E qual è l’atteggiamento di Maria, la loro madre che non avrebbe mai creduto possibile un loro coinvolgimento?

    15) Quale ruolo giocano nella storia, un padre e un figlio: il dott. Guarrasi, da sempre innamorato silenziosamente della bella Maria e Nello, il suo figliolo che, è coinvolto, fin da ragazzo, nelle azioni dei due fratelli di cui è amicissimo e che rischia sempre insieme a loro? Entrambi, anche se per motivi diversi, spirano tanta tenerezza. Siete d’accordo? Commentate.

    16) Il commissario di polizia è una figura determinante nell’evolversi dell’ultima parte della storia narrata dal film. Si può dire egli sia il vero antagonista di Giuseppe, sia quando dà fiducia al padre di Romolo, cercando in un pozzo, il corpo di un uomo, scomparso tanti anni prima, sia quando lo affronta al di là di una barricata, costruita dai contadini in rivolta, capeggiati dal giovane. Il commissario spara un colpo in aria per calmare gli animi e cercare di trattare con Giorgio affinchè venga tolta la barricata che blocca la strada provinciale. Ma … cosa accade per cui il poliziotto proverà rimorso per tutta la vita?

    17) Le vicende narrate dal film, attraversano 50 anni della nostra storia, raccontano, anche se spesso come sfondo alla trama, momenti importanti e anche dolorosi per l’Italia: dall’affermazione alla sconfitta delle Brigate Rosse, dalla lotta sociale che precipiterà negli scontri nelle piazze, alla crisi dell’industria, dalla guerra del grano con i contadini che erano alla fame, alla formazione e crescita di nuove generazioni, sempre più dubbiose del loro futuro. Quanto i fatti sociali, nella storia narrata del film, sembrano appartenere, paragonando ieri e oggi, alla teoria dei “corsi e ricorsi” di Giovan Battista Vico?

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